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	<title>pennellisolari &#187; Vins</title>
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	<description>UN'ENERGIA ALTERNATIVA, SOSTENIBILE E QUALCHE VOLONTARIO INCIAMPO IN SPRAZZI D'ARTE E POESIA</description>
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		<title>Cosa cerchiamo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 16:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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Ho iniziato a rispondere al post qui sotto di Maurizio ma proprio non mi ci stava tutto in 3 righe.
Tutto è iniziato uno settimana fa. Ero su un treno per Verona. Appuntamento con un cliente. Il solito, ennesimo, appuntamento.
Il mio lavoro mi piace, non fraintendetemi, mi dà un lusso che non tutti hanno: quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Ho iniziato a rispondere al post qui sotto di Maurizio ma proprio non mi ci stava tutto in 3 righe.<br />
Tutto è iniziato uno settimana fa. Ero su un treno per Verona. Appuntamento con un cliente. Il solito, ennesimo, appuntamento.<br />
Il mio lavoro mi piace, non fraintendetemi, mi dà un lusso che non tutti hanno: quello di esprimere me stesso. Ma non sempre basta. Ho bisogno di aggiungere, anche. Di inventare dei pezzi nuovi, ogni tanto. Per me, per me e nessun&#8217;altro.<br />
Nella carrozza si muore di caldo (aria condizionata rotta, ma va?!). Mi alzo e vado a mettermi vicino a un finestrino aperto. Uno di quelli minuscoli dell&#8217;Eurostar, non so se avete presente. Uno dei pochi che non è sigillato ermeticamente.<br />
Così provo a prendere in faccia quella sottile scia di vento che riesce a passare e sorrido per la conquista.<br />
In quel momento mi squilla il telefono e penso: ecco, grane! Invece è Maurizio. Certo questo non significa che mi sbagliassi, con certa gente le grane si mascherano da feste a sorpresa.<br />
Rispondo pensando che sta per annunciarmi il suo matrimonio. Un&#8217;altra volta. Non è così. Scherziamo. Ridiamo. Perchè con certa gente se prima non scambi battute da ritardato non puoi proprio iniziare a parlare del senso della vita.<br />
Senza accorgerci finiamo sulla solita immortale questione, la solita idea che ci assilla da qualche anno: LA PATAGONIA.<br />
A sto giro ci andiamo? A sto giro ci andiamo!<br />
Più passa il tempo, più i birilli cadono, il pianerottolo si impolvera, restiamo in pochi ancora a pensare che si può pensare in grande (e non necessariamente &#8220;da grande&#8221;).<br />
Si può fare. Appare sempre più evidente. Ognuno per la sua ragione, se ce ne ha. Nessuno per la stessa identica, nessuno convinto se non lo sarà da solo. Parleremo dei perchè solo dopo aver messo il culo su un aereo transoceanico. Solo dopo e li rimarranno i nostri motivi. In aria.<br />
Se questo è, se tutto è vero, ad Agosto compriamo i biglietti.</p>
<p>Non so chi l&#8217;abbia visto, il film qui sotto. Non è certo uno di quelli che ti segnano per sempre ma serve a uno scopo preciso questa citazione. A chiedervi di guardare almeno gli ultimi 4 minuti e domandarvi chi vorreste essere.</p>
<p>Vins</p>
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		<title>Le ultime volte</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 23:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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Non so nemmeno più quand&#8217;è stata l&#8217;ultima volta che ho scritto su questo blog. E fosse solo quello.
Ormai, anche senza volerlo, rifiuto di ricordare tante delle &#8220;ultime volte&#8221; in cui il piacere di un gesto abituale ha riempito minuti, ore e settimane. Ha vestito le mie parole senza banalità. Ormai sono abbastanza bravo in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
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<p>Non so nemmeno più quand&#8217;è stata l&#8217;ultima volta che ho scritto su questo blog. E fosse solo quello.<br />
Ormai, anche senza volerlo, rifiuto di ricordare tante delle &#8220;ultime volte&#8221; in cui il piacere di un gesto abituale ha riempito minuti, ore e settimane. Ha vestito le mie parole senza banalità. Ormai sono abbastanza bravo in questo esercizio di oblio. Tanto che mi sembra incredibile addirittura di aver mai vissuto una tranquilla vita fatta di quotidianità.</p>
<p>A spiegarla facile direi che serve per non star male. Ma non c&#8217;è mai una cosa che io riesca a spiegare in modo semplice.<br />
Voglio dire, sennò m&#8217;addormento presto e non c&#8217;è gusto.<br />
Adesso, quando scrivo, ogni riga è decente solo se porta dentro di sè una rivoluzione altrimenti addio parole, altrimenti noia. Sonno. Oddio, di nuovo il sonno. L&#8217;inverno, il letargo di Vins.<br />
Schifo un sacco di cose, quelle degli altri. E schifo un sacco di parole, le mie.</p>
<p>Eppure una fiamma resta sempre accesa, minima, come quella della vecchia caldaia di casa mia. Ma c&#8217;è.<br />
Spesso, quando incontro qualcuno che non vedo da tanto, quello mi chiede di raccontargli cos&#8217;è successo negli utlimi mesi. Ogni volta, anche con quei pochi capaci d&#8217;ascoltarmi davvero mi sento costretto a fare il vago. Non per colpa loro. Solo perchè sento che quella fiamma è accesa ancora al minimo. Nonostante tutto non vale la pena raccontare.<br />
Il lavoro, le donne, le notti in giro. Ha tutto il sapore di una rima che inizia e finisce troppo presto. Qualche volta perfetta, ma sempre chiusa.</p>
<p>Metto il culo su un aereo, ogni tanto, comunque troppo poco spesso. E a proposito di questo, vorrei mettere il culo sul mondo dicendo &#8220;adesso faccio a modo mio perchè un modo mio l&#8217;ho trovato&#8221;. E invece no, non l&#8217;ho ancora fatto. Continuo a sperimentare, a piangere, a divertirmi ma ad oggi il modo mio resta vago, riempito di pezzi con una forma diversa da quella che serve pur di dare la sensazione d&#8217;essere sazi. Ma io sazio, cazzo, continuo a non sentirmici mai.<br />
E la rabbia monta. Senza amore monta anche di più.<br />
E&#8217; così che ogni tanto inizio a ripensare che serve una rottura, l&#8217;urlo che ad alta voce spazza via l&#8217;ansia di non aver ancora lasciato un segno. Mi ripeto che il segno non lo lascerò dentro un&#8217;abitudine, rimanendo come mi sono contrattato con la vita. Figlio delle indecisioni, delle decisioni ragionevoli e del compromesso e mai, mai, a poter cercare una paternità arrembante e folle.</p>
<p>Ma allora perchè, nonostante questo è proprio l&#8217;abitudine che sembra mancarmi così tanto?<br />
Perchè non si sceglie. Servirebbe tutto, rivoluzione e costanza.<br />
Il mondo si adatta ad ogni cosa. Alla guerra, a Berlusconi, al Grande Fratello. Dopo un po&#8217; tutto diventa panorama. Ecco, è questo che provo ancora ad evitare: che nella mia vita tutto diventi panorama.<br />
Ho iniziato, piano, a cercare la strada delle mie ultime volte. E sapete cos&#8217;è successo? Ho letto storie. Storie finite, certo, ma storie. E le storie giustificano parecchie cose che non vanno. Per quelle ho venduto famiglia, mare e tutto il resto.</p>
<p>Una volta ho chiesto a lei (c&#8217;è sempre una lei): &#8220;dammi un motivo&#8221;. Lei non ha capito. Ma sopratutto non ho capito io. La domanda era per me. E lo capisco solo ora parlando di rivoluzione, di costanza, di storie messe in fila ad aspettare le mie fiammate: La costanza d&#8217;una rivoluzione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uDlBLpIthEw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/uDlBLpIthEw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Dalla Russia con Amore</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comici]]></category>
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Nata come la cena per celebrare il funerale del Blog, quella di ieri in villa da Raf è diventata la serata della rinascita. Troppe cose ancora da dire, troppi Pennelli ancora da prendere in giro. Troppa creatività chiusa in un cassetto.
Non è ancora tempo per darsi per vinti o spacciarsi per morti e se nemmeno [...]]]></description>
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<p>Nata come la cena per celebrare il funerale del Blog, quella di ieri in villa da Raf è diventata la serata della rinascita. Troppe cose ancora da dire, troppi Pennelli ancora da prendere in giro. Troppa creatività chiusa in un cassetto.</p>
<p>Non è ancora tempo per darsi per vinti o spacciarsi per morti e se nemmeno un&#8217;onda anomala riesce a spazzar via la forza di un amore (quello  tra Lello e Julia) tanto meno noi ci faremo surclassare dagli eventi.</p>
<p>Ispirata da Lello e tradotta in narrazione da Raf, ecco la vera storia di un amore: l&#8217;incontro in discoteca, il lungo e tumultuoso corteggiamento, il primo bacio, fino ad arrivare alla prima romantica notte d&#8217;amore condivisa con l&#8217;amico biscegliese in video-conferenza. Una storia d&#8217;altri tempi degna del nostro Pennello LELLO.</p>
<p>Vins</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7xKJu4Md1Tc&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7xKJu4Md1Tc&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Sfiorando l&#8217;annullamento</title>
		<link>http://www.pennellisolari.com/2010/06/10/sfiorando-lannullamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 22:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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Perchè forse qualcuno ha &#8220;buttato dentro&#8221;, come dice un amico mio. Perchè magari ci sono persone tra voi che hanno detto: non ce la faccio a fare i conti con me.
Questo post è solo per ricordare a quanti ancora continuano ad aprire questa pagina, che nonostante tutto, nonostante la latitanza e lo stato di caos [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
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<p>Perchè forse qualcuno ha &#8220;buttato dentro&#8221;, come dice un amico mio. Perchè magari ci sono persone tra voi che hanno detto: non ce la faccio a fare i conti con me.</p>
<p>Questo post è solo per ricordare a quanti ancora continuano ad aprire questa pagina, che nonostante tutto, nonostante la latitanza e lo stato di caos totale in cui sono piombato, almeno io, a dichiarare d&#8217;esser vivo, ci sono ancora. Chissà che non ne sbuchino altri.</p>
<p>E&#8217; sempre così in un delirio post atomico. E questo adesso stiamo affrontando, ognuno a suo modo, col suo carico di lacrime e sudore pre-estivo. Alla ricerca di un qualche cazzo di nuovo equilibrio.</p>
<p>Basterebbe essere anche solo in due e trovare per strada un vecchio e stropicciato libro di poesie. Basterebbe quello, a farci tornare il sorriso, fosse anche solo per qualche minuto.</p>
<p>Anche se quello che ci manca, l&#8217;amore, fosse sfiorato appena solo con delle parole scritte cinquant&#8217;anni fa.</p>
<p>Vins</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZGFOaRnrwaM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ZGFOaRnrwaM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>He-Man e i 6 dubbi amletici</title>
		<link>http://www.pennellisolari.com/2010/04/29/he-man-e-i-dubbi-amletici/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 22:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comici]]></category>
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E&#8217; un periodo pieno di domande. Ma questa, lo sapete, non è una novità. Purtroppo non ho il tempo che vorrei per confrontarmi con voi su tutto quello che ho dentro. Sui dubbi sulle mille questioni aperte che mi logorano. Allora devo scegliere le cose più importanti, ridurre all&#8217;osso e far stare tutto nel numero [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>E&#8217; un periodo pieno di domande. Ma questa, lo sapete, non è una novità. Purtroppo non ho il tempo che vorrei per confrontarmi con voi su tutto quello che ho dentro. Sui dubbi sulle mille questioni aperte che mi logorano. Allora devo scegliere le cose più importanti, ridurre all&#8217;osso e far stare tutto nel numero di caratteri di un post. Qualche riga che sia in grado di descrivere un&#8217;emozione, di raccontare una storia in maniera chiara. Ecco, è proprio questo il punto di oggi. La chiarezza delle storie che raccontiamo e di quelle che gli altri raccontano a noi. E&#8217; il momento di affrontare quella più importante di tutte: <strong>He-Man</strong>. Si Lui, quello dei <strong>Masters of the Universe</strong>. Allora, durante la sigla, in breve, ci veniva raccontato l&#8217;antefatto, l&#8217;origine di quel supereroe. Iniziate ad ascoltarla e poi parliamo dei dubbi che naturalmente devasteranno la vostra coscienza come è successo alla mia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nKQxpDg9mag&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/nKQxpDg9mag&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Dubbio numero 1.</strong><br />
Il namig: He-Man, immaginate di essere un supereroe e che, potendo scegliere tra superlativi, suffissi e prefissi forti, associazioni ad animali e simbolismi vari che porterebbero a nomi come:  Superman, Megaman, Spiderman, Batman, Tigerman, etc. etc..  voi scegliate un cazzo di Pronome Personale: EGLI.<br />
Cioè che cazzo mi significa Lui-uomo? E&#8217; come se usassi l&#8217;articolo indeterminativo &#8220;Un&#8221; o già che ci sono una preposizione articolata&#8230;. signore e signori, ecco a voi: &#8220;dell&#8217;Uomo&#8221;. Cioè, dai, non scherziamo è un nome sfigato, non c&#8217;è mica bisogno di un copyrighter per trovare qualcosa di meglio di He-Man.</p>
<p><strong>Dubbio numero 2.</strong><br />
Adam. E&#8217; il nome di He-Man in borghese, diciamo così. Guardatelo bene. E&#8217; gay? Nulla da dire contro i supereroi omosessuali ma se è una scelta coraggiosa degli sceneggiatori allora cavolo, dichiaratela, sarebbe stato molto più efficace e di rottura. Così invece resta il punto di domanda. Ad ogni modo fateci caso, è l&#8217;unico supereroe fantasy e che vive le sue avventure in un contesto scenograficamente medievale (anche se ricco di elementi tecnologici) vestito in calzamaglia. Poi io dico: già la calzamaglia addosso a uno che si ispira a Conan il Barbaro non conferisce un tocco di virilità, in più tu, caro il mio sarto dei cartoni animati di che colore la scegli? Viola. Che finchè fosse solo quella&#8230; sopra la calzamaglia cosa ci metti, due belli stivaloni tom ford rivestiti di pelliccia perchè giustamente con le calze 200 denari non hai freddo alle gambe ma si sa che i piedi invece sono più sensibili. Andiamo avanti. Il nostro Nuriev completa la sua tutina da ballerino di danza classica con una maglietta aderente bianca sopra cui indossa una giacchetta corta rosa che non nasconde comunque i pettorali lavorati con ore e ore di panca in palestra. Vestito di tutto punto decide di pettinarsi come <a href="http://www.nozze-in.com/data/img/25/85_thumb.jpg" target="_blank">Enzo Paolo Turchi</a> (o in alternativa come il <a href="http://digilander.libero.it/michelegargiulo/images/bradford1.jpg" target="_blank">figlio piccolo della Famiglia Bradford</a>). Tirate voi le conclusioni.<br />
<strong><em>Appendice al Dubbio numero 2</em></strong><em>:</em> capelli biondi e sopracciglia nere&#8230; è il segno che da Aldo Coppola si sono dimenticati di passargli il colore anche sulle sopracciglia?</p>
<p><img class="alignright" title="he-man, adam" src="http://images3.makefive.com/images/200934/35ff57a137dd8f7f.jpg" alt="" width="354" height="420" /></p>
<p><strong>Dubbio numero 3.</strong><br />
Il mestiere di sto pirla. Il principino dichiara al pubblico e all&#8217;anagrafe di fare il &#8220;difensore dei Segreti del castello di Grayskull&#8221;. Anche qui, niente da dire, per carità. Il lavoro, qualunque lavoro, nobilita l&#8217;uomo ma è evidente che se a uno vestito in quel modo gli fai fare un mestiere che non è proprio fra le categorie più presenti in Monster o in InfoJobs molto probabilmente è un mestiere fittizio inventato apposta per dare un senso alle sue giornate da uomo stra-ricco. Se ci fossero segreti da difendere non metti certo uno vestito dolce e gabbana a richiamare l&#8217;attenzione davanti al posto in cui sono nascosti. In buona sostanza questo Adam è un lavoratore socialmente utile in un paese in cui non serve potare gli alberi nè fare nient&#8217;altro legato all&#8217;utilità collettiva.  Allora, tac, ci si inventa che ci sono dei segreti da preservare.</p>
<p><strong>Dubbio numero 4.</strong><br />
Forse ad oggi è il dubbio più grande di tutti. Cito alla lettera: &#8220;scoprii di avere certi favolosi poteri segreti il giorno che sollevai verso il cielo la mia spada magica e dissi: &#8216;per la forza di GraySkull&#8217; la grande forza è con me&#8221;. Certo, già da questo si capisce che uno che sputtana in pubblico il fatto che ha &#8220;certi favolosi poteri segreti&#8221; è assolutamente un mentecatto inadatto a proteggere i segreti del castello. Voi che dite? In più questo biondino che non si tiene un cece in bocca si sveglia una mattina e urla &#8220;per la forza di Grayskull&#8221;, classica frase che chiunque al mattino dice per augurare il buongiorno,  e pof&#8230;  gli compare addosso un completo sado-maso segno di un&#8217;evidente nuova aggressività e resistenza al dolore&#8230; Gli altri supereroi, quelli normali, arrivano da altri pianeti oppure si costruiscono armi speciali oppure vengono coinvolti in esperimenti sfuggiti  al controllo degli scienziati che poi li rendono super potenti, questo no, questo ci diventa azzeccando di culo una frase del cazzo.<br />
<em><strong>Appendice al Dubbio numero 4: </strong></em>il fatto che il completo di He-Man sia sadomaso dovrebbe essere comprovato dal nome della setta di cui fa parte: &#8220;i DOMINATORI dell&#8217;universo&#8221; (a proposito bel nome da dare a dei personaggi che stanno dalla parte dei buoni).</p>
<p><strong>Dubbio numero 5.</strong><br />
&#8220;Soltanto in 3 sono a parte del mio segreto (oltre a tutti voi telespettatori con cui me la sono cantata dopo 20 secondi di inizio del cartone animato):  la nostra amica Sorsores, Venetarus e Orco (questi ultimi due evidentemente non sono nostri amici)&#8221;.<br />
Ma Sorsores sarà mica la ragazza uccello di nome Pretty Jane detta &#8220;il cigno&#8221; del cartone animato &#8220;<a href="http://www.cartonionline.com/personaggi/Gatchaman.htm" target="_blank">La battaglia dei pianeti</a>&#8221; caduta poi in sventura con un ruolo di secondo piano?  Perchè Venetarus, quello con la faccia da conduttore del TG2, è l&#8217;unico che nella versione in inglese ha un nome normale, Duncan, e invece in quella in italiano bisogna chiamarlo come un millepiedi del Madagascar in estinzione? Orco, vabbhè, qui è come sparare sulla crocerossa, da un&#8217;occhiata rapida è chiaro che pure lui avrà i suoi problemi&#8230; ma perchè ci si incaponisce indossando il cappello di Grande Puffo?</p>
<p><strong>Dubbio numero 6. Ma più che altro considerazione finale<br />
</strong>Le forze demoniache di Skeletor. Guardate sto pover&#8217;uomo (che altri non è che la controfigura di <a href="http://www.kontrosensolive.it/Immagini/FANTAMAN3.gif" target="_blank">Fantaman</a>). Lui dovrebbe essere il cattivo e ci prova pure, ma il suo esercito del male è composto da tre sfigati: l&#8217;uomo di latta di Alice nel paese delle meraviglie, una rana gigante e dal fratello deforme di dracula. Con degli aiutanti così per forza ogni volta le prendi di santa ragione. Quella di Skeletor non è una risata, è una paresi facciale cazzo&#8230;  All&#8217;origine era un ciccione di 130 kg ma da quando l&#8217;hanno preso come cattivo della storia è deperito come un deportato di guerra. Lui, forse, è la vera vittima, maltrattato e colpevolizzato dalla ricca aristocrazia di Eternia. O forse siamo noi che, ancora prima che inizi la puntata, restiamo ciecamente incastrati in un mondo costruito su deboli verità.</p>
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		<title>uomini soli</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 00:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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No, non è il titolo di quella famosa canzone. E&#8217; il mio fine settimana.
Mentre in questo venerdì notte piove, io esco. E&#8217; finito il tempo in cui l&#8217;acqua raffredda, impaurisce, annerisce la coscienza. Esco, senza presenze attorno per parlare da solo e riconoscermi ancora in qualcosa.
&#8220;Il problema non è il genere di pupazzo che si [...]]]></description>
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<p>No, non è il titolo di quella famosa canzone. E&#8217; il mio fine settimana.<br />
Mentre in questo venerdì notte piove, io esco. E&#8217; finito il tempo in cui l&#8217;acqua raffredda, impaurisce, annerisce la coscienza. Esco, senza presenze attorno per parlare da solo e riconoscermi ancora in qualcosa.</p>
<p>&#8220;Il problema non è il genere di pupazzo che si è, il problema è la durata della pila&#8221;.<br />
<img class="alignright" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn191/twinsbabe99876/rain-1.jpg" alt="" width="300" height="398" /><br />
E quando la pila sta per finire, in qualche modo, da qualche parte, bisogna provare a ricaricarla. Anche quando apparentemente tutte le strade sembrano sbagliate e tutte sembrano in sè conservare comunque qualcosa da salvare. La relatività ormai mi consuma.</p>
<p>Da cose così se ne esce solo rifiutando i compromessi e dicendo: &#8220;basta&#8221;.<br />
Cammino. Nell&#8217;acqua. E dopo un pò la pelle s&#8217;abitua e si abituano gli occhi. Raddrizzo la schiena e vado, a testa alta. Ricomincio a ragionare partendo da ciò che di più certo mi è rimasto: i passi.</p>
<p>Ho una domanda grande dentro che si ripropone più forte in questi giorni e mentre sogno di storie d&#8217;amore che non ci sono più e provo a realizzare sul serio, stavolta, che un&#8217;epoca è finita inizio a immaginare le parole, i gesti e lo stile per uscire fuori da questo momento. Perchè saper finire è qualcosa che non si impara mai.</p>
<p>Per questo non userò tante parole. Non mi sforzerò di averne altre di mie prima del tempo. Che il momento giusto arriverà. Intanto prendo in prestito 11 minuti e 36 secondi di qualcuno che tra le sbarre della propria prigione ha raccontato qualcosa di simile a quello che stanotte, tra la pioggia dolce d&#8217;aprile, ho sbiascicato io. &gt;&gt; <a href="http://www.pennellisolari.com/wp-content/uploads/2010/04/uomini-soli.mp3">uomini soli &#8211; JacK Folla</a></p>
<p>Vins</p>
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		<title>se sono meglio gli amici di facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 00:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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Siamo in troppi. Ormai lo penso spesso e sempre di più. Tutte le volte che la gente mi circonda senza invito, tutte la volte che una di queste persone con il diritto  di un amico, sale in cattedra e mi dice quello che io dovrei o non dovrei fare, come dovrei e non dovrei [...]]]></description>
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			</a>
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<p>Siamo in troppi. Ormai lo penso spesso e sempre di più. Tutte le volte che la gente mi circonda senza invito, tutte la volte che una di queste persone con il diritto  di un amico, sale in cattedra e mi dice quello che io dovrei o non dovrei fare, come dovrei e non dovrei essere.<br />
Ecco, in quei momenti, a quel tipo di consigli non richiesti, io tendenzialmente risponderei: &#8220;ficcatelo nel culo&#8221;.<br />
Ora, facciamo subito una pausa in cui chiedo scusa per l&#8217;eccesso dell&#8217;espressione appena usata che mi rendo conto essere parecchio volgare. Poi provo a spiegarne il motivo sperando di non essere frainteso. Voglio provocare tutti su un discorso, anche portandolo all&#8217;eccesso, per cui pongo una serie di domande a cui vi chiedo di rispondere almeno dentro di voi. Le prime riguardano l&#8217;intensità di un rapporto, le altre  la forma.</p>
<p><em>Ma quand&#8217;è che veramente state bene con gli altri, quando riuscite a essere voi stessi e a sentire il sè degli altri o quando semplicemente nessuno vi dice nè più nè meno di un &#8220;ciao come stai?&#8221;, &#8220;ci prendiamo un caffè?&#8221;, &#8220;quanto mi farei la bionda in terza fila&#8221;?</em></p>
<p><em>Il numero di persone presenti ad una serata tra amici e le buone maniere di ciascuno sono la cosa più importante? Cosa cercate: degli amici o una platea? Cosa volete, persone sincere o persone corrette?</em></p>
<p>Mi verrebbe da dire: &#8220;queste e altre risposte le troverete nella puntata di Vojager di mercoledì prossimo&#8221;&#8230; ma il fatto è che poi questo mio tentativo filosofico si trasformerebbe nella solita caciara tarallucci e vino.<br />
La verità  è che m&#8217;incazzo pensando a quanto poco senso critico bisogna avere per accettare e adattarsi a tutte le differenze degli altri e a tornare a casa soddisfatti della propria serata e della propria vita. E non venitemi a parlare di carità cristiana, della capacità di star bene con tutti, dell&#8217;apertura verso il prossimo perché sono un&#8217;altra cosa, perchè un conto è rispettare tutti, imparare e apprezzare le differenze, un altro è non rendersi conto che  ci siano persone che nella propria vita contino più di altre, gente con cui è più gratificante stare insieme perchè seguono la tua ricerca di intensità e accettano la tua forma a volte troppo diretta e con le stesse ti ripagano. Ecco, quelli, e solo quelli, io, li chiamo amici.</p>
<p>E a questo punto tutti i pensieri rimanenti in questo post sono dedicati agli altri, tutti quelli che un giorno, mettiamo una domenica sera, passando davanti alla mia vita si sono fermati, l&#8217;hanno guardata e arrampicatisi sull&#8217;albero facile del loro silenzio di spettatore hanno detto tra la folla: &#8220;vins: sbagli a essere così&#8221;. A loro, incapaci di capire la ricchezza di un pensiero espresso senza fronzoli ma sempre con apertura al dialogo perchè dire qualcosa in modo diretto è troppo spesso scambiato per dirla in modo aggressivo. A loro che va sempre bene finchè le luci in sala solo spente e possono giudicare ma che poi si cagano sotto quando gli si chiede di fare anche loro una parte, di raggiungere e aggiungere un valore, uno qualsiasi che non sia matematico (e che loro chiamano, sapersi adattare alle proposte degli altri).</p>
<p>Per tutti quegli iper-sensibili alle parole che Vins dice quando parla con il cuore in mano perchè forse sono iper-sensibili alla verità e invece che sconvolgersi e scandalizzarsi per quella stanno li a rompermi il cazzo sul come gliel&#8217;abbia detta &#8230;. per loro poggio qui questi pensieri duri, forse nuovamente offensivi, ma figli della scelta di vivere per come sono e con poca gente attorno piuttosto che per come dovrei essere ed in mezzo ad una folla di amici. Li poggio qui con delicatezza, perché anche i pensieri duri se cadono dall&#8217;alto possono spaccarsi in mille pezzi, perchè anche chi ha scelto come vuole vivere, quando trova davanti chi lo incolpa di far soffrire qualcuno può sentirsi male e lo eviterebbe volentieri.</p>
<p>E allora, cari miei, decidete voi da che parte stare, se volete Vins, o solo un amico di facebook di quelli da &#8220;Mi piace&#8221;, &#8220;ti ha mandato un regalo&#8221;, &#8220;ti ha invitato a partecipare a&#8230;&#8221;, perchè se è l&#8217;amico facebook che volete allora ci vediamo online altrimenti stringete i denti e acchiappatevi la verità di me (che non è necessariamente la verità della vita, ovvio), quella scomoda e detta male ma sempre con questo schifo d&#8217;anima in mano. E appena prima di dirmi &#8220;Vins, hai sbagliato ad essere te&#8221; pensate che sono si, abbastanza giovane per cambiare, migliorare ed apprezzare i vostri consigli, ma anche che ormai sono troppo vecchio perchè possiate insegnarmi quello che voglio e che mi fa star bene quando sto con gli altri.</p>
<p>Alla fine di questo post spero che chi ancora se lo chieda smetta di interrogarsi sul perché spesso mi piace stare per i fatti miei, la risposta è perchè quelle volte non riuscirei a essere come sono e non ho voglia di non piacervi, di provare a discolparmi, di impoverirmi del mio modo di essere per fingere che quello degli altri mi arricchisca sempre e comunque.</p>
<p>Vins</p>
<p>E una canzone che forse non c&#8217;entra ma che volevo condividere perchè mi riporta a un senso di autenticità che a volte mi sembra così difficile da trovare, e da condividere.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UyGGSrITK5g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/UyGGSrITK5g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Orgoglioso</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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Io e Giò la parola &#8220;orgoglio&#8221;, parlando tra noi, l&#8217;abbiamo spesso usata con uno scopo differente da quello per cui la uso qui. Insomma, per lo più, la tiriamo in mezzo per identificare la testa dura che ci caratterizza. Quella che ci fa portare avanti certe questioni per principio più che per senso pratico.
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<p>Io e Giò la parola &#8220;orgoglio&#8221;, parlando tra noi, l&#8217;abbiamo spesso usata con uno scopo differente da quello per cui la uso qui. Insomma, per lo più, la tiriamo in mezzo per identificare la testa dura che ci caratterizza. Quella che ci fa portare avanti certe questioni per principio più che per senso pratico.<br />
Stavolta, al di là dei meriti soggettivi che ciascuno può giudicare liberamente, credo che la parola orgoglio si possa usarla, parlando di lui, in un&#8217;altra accezione. Una decisamente positiva. Così è questo l&#8217;uso che ne faccio oggi.  Distante centinaia di km sia geograficamente che dal punto di vista della visione di questo tipo di impegno mi resta comunque in testa l&#8217;immagine chiara di una persona che sta provando a &#8220;fare&#8221; qualcosa in cui crede. Non mi interessano tanto i discorsi di &#8220;fare per sè&#8221; o &#8220;fare per gli altri&#8221;, non mi interessano le sfumature che saranno oggetto di dibattito in altre sedi e in altri momenti. Oggi, in questo secondo giorno di primavera, lasciatemi un pò di orgoglio verso quel cazzo di cappotto &#8220;old school&#8221; (come direbbero i miei colleghi modaioli) che <a href="http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=7512" target="_self">svetta davanti ad un politico di professione con l&#8217;aria di uno che dice: &#8220;secondo me è così&#8221;. </a> Averceli i coglioni tutti per farlo, per pensare, per dire, per mostrarsi con una faccia diversa da quelle che hai davanti. Orgoglioso!</p>
<p>Vins</p>
<p><a href="http://www.pennellisolari.com/wp-content/uploads/2010/03/papagni_nichi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1786" title="papagni_nichi" src="http://www.pennellisolari.com/wp-content/uploads/2010/03/papagni_nichi.jpg" alt="" width="555" height="354" /></a></p>
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		<title>Vincent, quell&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 14:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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Questa è una delle tante, famose, lettere che Van Gogh scrisse a suo fratello Theo. Da sempre quando leggo le parole di questo artista assurdo e geniale tendo a sentire una sorta di corrispondenza che certamente viene amplificata dall&#8217;omonimia. In un&#8217;altra lettera mai spedita Vincent, quell&#8217;altro scrisse: &#8220;per il mio lavoro io rischio la vita e [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p><em>Questa è una delle tante, famose, lettere che Van Gogh scrisse a suo fratello Theo. Da sempre quando leggo le parole di questo artista assurdo e geniale tendo a sentire una sorta di corrispondenza che certamente viene amplificata dall&#8217;omonimia.</em> <em>In un&#8217;altra lettera mai spedita Vincent, quell&#8217;altro scrisse: &#8220;per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione &#8230; &#8221;. Certo io sono molto lontano dal fare entrambe le cose, benchè dalle cazzate che dico a volte un pò anch&#8217;io sento che la ragione non sempre mi accompagni a dovere. Ad ogni modo, ritrovarsi in certe riflessioni è un piacere per l&#8217;anima e una botta di fiducia per l&#8217;orgoglio credere, per la durata di poche righe di avere gli stessi occhi di uno che gli ha saputi usare così.<br />
Al di là di quelli che saranno i vostri pensieri (condivisi o meno, spero la prima) mi auguro che queste righe possano essere motivo, per qualcuno o per molti, di riflessione sul concetto dell&#8217;ozio, della solitudine e sul valore di un certo tipo di condivisione, sulla qualità del tutto, sul peso di ogni cosa.<br />
</em><em><br />
A presto</em></p>
<p><em>Vins<br />
</em><em>__________________________________________________________________________</em></p>
<p><span style="color: #000080;">&#8220;C&#8217;è fannullone e fannullone. C&#8217;è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c&#8217;è l&#8217;altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell&#8217;impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d&#8217;istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d&#8217;essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C&#8217;è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c&#8217;è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c&#8217;è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: &#8220;gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata&#8221;, e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. &#8220;Ecco un fannullone&#8221; dice un altro uccello che passa di là, &#8220;quello è come uno che vive di rendita&#8221;. Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. &#8220;Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!&#8221;. Quel tipo di fannullone è come quell&#8217;uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell&#8217;impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile&#8230; Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede &#8220;Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l&#8217;eternità?&#8221;. Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Vincent (quell&#8217;altro, Van Gogh)</span></p>
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		<title>&#8220;e smetto di cercare di tenermela stretta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 23:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
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Chiamo una persona. Primo squillo, secondo, terzo. Forse sta dormendo.
Sono le 23,30 di un lunedì quasi anonimo, visto da fuori. Quasi, se non fosse per un sole di primavera, per due chiacchiere scambiate sul balcone dell&#8217;ufficio stamattina sentendo per la prima volta dell&#8217;anno un tepore aderire perfettamente a quella che è la temperatura che sento [...]]]></description>
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<p>Chiamo una persona. Primo squillo, secondo, terzo. Forse sta dormendo.</p>
<p>Sono le 23,30 di un lunedì quasi anonimo, visto da fuori. Quasi, se non fosse per un sole di primavera, per due chiacchiere scambiate sul balcone dell&#8217;ufficio stamattina sentendo per la prima volta dell&#8217;anno un tepore aderire perfettamente a quella che è la temperatura che sento dentro. Così oggi per me è il primo giorno di primavera ed è difficile che ci sia altro degno di nota, non c&#8217;è mai altro degno di nota nel primo giorno di primavera.</p>
<p>Lavoro fino a tardi. Tante scadenze. Non mi toccano granché. C&#8217;è poco da fare, oggi è quel giorno dell&#8217;anno in cui la testa sceglie di starsene tranquilla anche quando le ragioni per non esserlo sono mille, anche quando rientri in ufficio dopo la pausa pranzo e sai che ne uscirai quando il sole sarà andato via da un pezzo. E&#8217; una strana sensazione di pacata invulnerabilità. Succeda quel che volete, io sono qui &#8211; dici &#8211; avvolto in 4 strati di tranquillità tiepida, serena e appagante. E&#8217; chiaro, non durerà. Questo però è il giorno diverso dagli altri. Diverso da quelli del resto dell&#8217;anno.</p>
<p>&#8220;Mattino, primavera, speranza sono uniti in musica dalla stessa intenzione melodica&#8221;.</p>
<p>E&#8217; una frase di Pessoa tratta da <em>Il Libro dell&#8217;Inquietudine. </em>E persino sfogliando delle pagine così oggi non riesco a non trovare una specie di pace.</p>
<p>Sono le 00,16, squilla il telefono. Non stava dormendo. Per sentirmi stava aspettando finisse il mio primo giorno di primavera, credo. Una questione di tempi.</p>
<p>Vins</p>
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		<title>quello che le donne non dicono</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Vins]]></category>

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A tutte le donne &#8230; per questa giornata così tanto sentita da alcune e così poco da altre.
A quelle che stasera avranno finalmente un motivo per lasciare a casa i propri mariti panzoni e andare a vedere uno spettacolo di spogliarello maschile
Alle quote rosa,
A quelle che sognano di fare il presidente del consiglio o la [...]]]></description>
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			</a>
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<p>A tutte le donne &#8230; per questa giornata così tanto sentita da alcune e così poco da altre.<br />
A quelle che stasera avranno finalmente un motivo per lasciare a casa i propri mariti panzoni e andare a vedere uno spettacolo di spogliarello maschile<br />
Alle quote rosa,<br />
A quelle che sognano di fare il presidente del consiglio o la velina&#8230; tanto sempre spettacolo è&#8230;<br />
A quelle che lavorano più degli uomini e a quelle che invece di competere con gli uomini da loro si fanno mantenere,</p>
<p>ma anche e soprattutto &#8230;</p>
<p>A lei, che dalle 9.00 di stamattina fino alle 18.00 di stasera farà starnuti a ripetizione perchè in ufficio, cazzo, nessuno l&#8217;ha ancora capito, dopo anni, che è allergica al polline e continua a farle trovare puntualmente un mazzo di mimose sulla scrivania. ma come fa a dirglielo? è l&#8217;unico gesto carino che hanno la decenza di rivolgerle.</p>
<p>A tutte loro una canzone che parla di donne&#8230; e ne svela intimamente la bellezza&#8230; si insomma più o meno&#8230;</p>
<p>Vins</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ic0_lqYiP2Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ic0_lqYiP2Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>la parola &#8220;VINS&#8221; (o di Vins)</title>
		<link>http://www.pennellisolari.com/2010/02/26/la-parola-vins-o-di-vins/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Vins]]></category>

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Il webmaster nonchè fondatore di &#8220;questo cazzo di blog&#8221; (cit.) ha dichiarato in una nota sintetica diffusa in mattinata:
&#8220;ringrazio anzitutto Giò essenzialmente per una cosa, per aver citato ottomilionisettemilacinquecento volte (centinaio più, centinaio meno) il mio nome nel suo post precedente. Storicamente una cosa così non era mai successa nè, presumo, mai ricapiterà. Dunque mi godo il [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Il webmaster nonchè fondatore di &#8220;questo cazzo di blog&#8221; (cit.) ha dichiarato in una nota sintetica diffusa in mattinata:</p>
<p>&#8220;ringrazio anzitutto Giò essenzialmente per una cosa, per aver citato ottomilionisettemilacinquecento volte (centinaio più, centinaio meno) il mio nome nel suo post precedente. Storicamente una cosa così non era mai successa nè, presumo, mai ricapiterà. Dunque mi godo il momento di fama e vado a verificare se, viste tutte le occorrenze del mio nome, questo blog da domani venga fuori al primo posto in google quando si scrive la parola &#8220;VINS&#8221;.</p>
<p>Ok, smarcata la parte seria del mio intervento procedo a commentare i contenuti dell&#8217;intervento del mio amico fraterno. Ci tengo a fare un chiarimento. Qui, per quanto mi riguarda, nessuno chiede autorizzazzioni a nessuno per scirvere un post. Cazzo! (intercalare che simboleggia decisione) per me l&#8217;opinione degli altri è una cosa sacra, non faccio il censore o il sommo sacerdote che ha la verità in mano (anche se spesso credo di avercela, perchè sono supponente di natura).</p>
<p>Io, piuttosto, ho sempre e solo chiesto a tutti voi &#8211; amici e compagni di blog &#8211; di inserire i vostri post in bozze in modo che poi ne distribuissi la pubblicazione nei giorni migliori evitando sovrapposizioni. Era solo una questione pratica di fruizione e mai di contenuto in sè.  Non ho mai (o quasi) letto un post prima che andasse online a dimostrazione che se in disaccordo con quanto espresso preferisco dirlo dopo, nei commenti e non prima dicendo &#8220;non lo pubblico&#8221;. Per cui quando Giò, dimostrando uno scrupolo e un rispetto anche più elevato di quello che gli richiedo, mi ha chiesto se poteva pubblicare il suo post su tematiche politiche l&#8217;unica cosa che gli ho SUGGERITO era di inserire qualche riga sua personale in modo che non risultasse un mero copia e incolla di un comunicato stampa ma che fosse una notizia comunicata in maniera da esprimere un punto di vista.</p>
<p>Qualcuno dirà: ma è un punto di vista &#8220;schierato&#8221; rispetto a un concetto già schierato di per sè. Certo ma è proprio questo che vorrei sempre, che emerga la personalità di ognuno il più possibile, altrimenti questo blog non serve a niente. Personalmente potrei andare a leggere le notizie sul corriere.it o su fonti più attendibili no? Qui dentro non voglio essere neutrale, non voglio che lo siate voi, non è un tavolo professionale per cui abbiamo l&#8217;obbligo di lasciare a casa le nostre opinioni e concentrarci sull&#8217;obbiettivo del profitto. Qui si può essere in disaccordo. Questa è la vita, CAZZO, non è un corso di bon ton nè di SVIZZEROLOGIA. Volete dire il contrario di quello che dice qualcuno: Ditelo. Volete dirgli che è un cretino: Diteglielo. Volete dirgli che non deve politicizzare il blog: ditegli anche questo ma fatelo qui dentro, arricchirete della vostra amata democrazia questo posto anzichè soltanto una chiacchierata esterna tra 3 persone e in più conferireste al blog quello che davvero sarebbe bello diventasse un punto di incontro con personalità diverse e sfaccettate piuttosto che la creazione a immagine e somiglianza di Vins (che peraltro ha un blog suo e la sua identità la esprime già in quello).</p>
<p>Infine, e chiudo la solfa, sul concetto che su questo blog non parliamo di politica la mia visione è molto poco mediata e mediabile, nel senso che per me in ogni cosa che scriviamo stiamo parlando di politica, semplicemente non parliamo di partiti o personaggi politici, ma sticazzi&#8230; credete sia questa soltanto la politica? Ecco se pensate sia questa allora spiegatelo alla gente che mi dice che sono di sinistra senza aver mai letto nulla scritto da me che parli di vendola o del pd o di rifondazione o di marx ma solo post &#8220;esistenziali&#8221;&#8230;. almeno la smettono di rompermi i coglioni (che poi nessuno abbia ancora capito un cazzo di me perchè io non sono di sinistra ma anarchico&#8230; questo è un altro discorso. Ma il mio intervento è già troppo lungo così.)</p>
<p>Vins (e meno male che la nota era <strong>sintetica</strong>)</p>
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