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SOGNARE PER REALIZZARE! … Patagon Patagon

Posted by oiziruam on giu 23, 2011 in Arte, Comici, Diario, Eventi, News, Poesia, Senza categoria, Storie, Viaggi

Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM

PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!

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Mi piacerebbe

Posted by oiziruam on gen 14, 2010 in Diario, Storie, Viaggi

Mi piacerebbe che fossimo più felici di ciò che abbiamo. Mi piacerebbe che fossimo più consapevoli del dove siamo stati e cosa siamo stati. Mi piacerebbe che i pennellisolari fossero molti di più e che nuove idee arrivino a sconvolgere i nostri monotoni piani di uomini che rischiano sempre meno col passare degli anni. Mi piacerebbe che il futuro fosse molto ma molto più meraviglioso di quello che riusciamo ad augurarci con quei penosi messaggini in serie che rivedremo oramai a Pasqua. Mi piacerebbe che Milano fosse un quartiere di Bisceglie per poterci andare più spesso a passare i sabato sera e che NYC e Londra fossero più vicine e accessibili. Mi piacerebbe che ognuno di Noi avesse più tempo libero per viverci, piuttosto che per scriverci e che la lontananza anche fisica non arrivi mai a separarci.

Probabilmente i sogni e le idee di questa notte sono fantasie che non appartengono a questo mondo. Pensieri e progetti a cui mi voglio aggrappare prima di tornare, dopo un mese, al mio mondo italiano. Quest’anno devo avere più tempo per me e lavorare meglio cioè meno. Devo fare più sport, non farmi rapire dalla frenesia del alvoro e dai difetti della nostra società e bla bla bla.

Intanto la mia prima mezzanotte italiana sta scoccando, solo in una casa che Mia solamente non è più, con il solito sballottamento e vuoto interiore di chi torna da viaggi lunghi e lontani che non sanno di vacanza ma di vite vissute lontano da quel LI’ dove sono abituato a immaginarmi per sempre (Bisceglie). Ma il sempre è minacciato, in me, da sempre. L’Australia, l’America, ogni dove per trovarmi sperduto nel mondo e rifugiarmi poi nelle lenzuola di casa e sentirmi non più protetto come un tempo. Indifeso dal mondo contrariamente a quando da bambino sotto le lenzuola o meglio in quelle in cui dormivano Papà e Mamma, sentivo che nulla potesse succedermi di brutto.

Oggi un solo rifugio mi porta quella serenità, una casa affettiva e non fisica che ha un nome preciso. Ma fuori …

Fuori echeggiano i nostri dubbi, quesiti, paure, e allo stesso tempo entusiasmi, voglia di cambiare, di ricrearsi in un posto dove per ennesima volta non le nostre famiglie e le nostre storie e tradizioni, ma le nostre scelte ci definiscano come nuove entità. E di qui a chiederci se centrano i soldi, i guadagni, i figli, la casa, il matrimonio, se questi viaggi alla fine non facciano solo che turbare i nostri equilibri.

Provo a scrivere queste poche righe non sapendo neanche perchè lo stia facendo pur di scrivere un post in un blog che è una di quelle cose che ovunque io sia mi ricollega all’Italia. Provo a scirvere questo post, consapevole che bello non è perchè non può spiegare tutta questa confusione di un ennesimo ritorno a casa, parzialmente vuota, di fronte a un futuro tutto da colorare e da riempire con le scelte che faremo.

Prendo i colori, questa volta pastelli e non pennelli, per questo anno che comincia e che vorrei fosse colorato ma non dalle tinte brusche. Stasera ho bisogno di pastelli per attenuare le domande sulle scelte che faremo. La vita succederà. Mi piacerebbe. Magari un giorno, che quel disegno a pastello fosse tutto vero seppur non sappia ancora cosa. Come.

E la cosa più strana è che ho paura ad entrare da solo sotto le coperte e che forse la vera paura si chiama ricominciare.

oiziruaM

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Vedovo di vita.

Posted by oiziruam on set 16, 2009 in Diario, Poesia, Storie, Territorio

Anni fa partivo a fine agosto per andare a studiare al nord, in una città umida e afosa. Sentivo l’aria mancarmi, l’amore mancarmi e nutrivo un dolore devastante che non era malinconia, ma io che io non riuscivo a sfogare neanche con le lacrime. Era lancinante ma partiva dal vuoto psicologico che avevo intorno nel trasferirmi solo, lì dove andavo. Il solo ricordo mi fa star male. Ora che io rimango e qualcuno và via, vivo solo una parte di quel male, ma il ricordo basta.

Una sensazione amara in pancia che appesantisce stamattina svegliandomi. Il cielo è grigio e tira vento. Le spiagge sono vuote e le strade pure. Ieri sera era estate, stamattina è malinconia. Per me non cambia nulla. Non devo riprendere a lavorare dopo le ferie non avendo mai smesso e non devo andar via dalla città che amo per motivi di lavoro. La mia donna non deve partire e non devo cambiare nulla alla vita che amo condurre. Anzi fra breve partirò per un viaggio. Ma mi sento vedovo. Vedovo di emozioni che sembrano appartenere solo a determinati periodi dell’anno, anzi ad agosto, e soprattutto a determinate persone che sanno farmi felice solo perché sono a Bisceglie con me.
Aspetto 11 mesi questo mese, il rimanermene in spiaggia con gli amici d’infanzia e di paesi lontani. Il sole che scotta, la birra ghiacciata e i preparativi per le lunghe nottate. Aspetto troppo e troppo in fretta passa.
I miei migliori amici si dividono fra questo paese e il mondo e il tempo con loro è sempre il migliore che posso regalare alla mia vita.
Alcune mie ex sono state addirittura gelose di come gli adorassi, gli aspettassi, gli dessi prevalenza, e di come gli occhi mi si illuminassero in loro presenza, e capisco che non deve essere facile per una donna sapere che nella vita del suo uomo gli amici hanno un importanza pari all’aria e all’acqua pulita.
Per la prima volta una donna a capirlo e a vedermi godere di questo, ma vedovo stamattina mi sento lo stesso.
Il più storico e legato degli amici parte. Portando via un agosto che ha riportato le pelli del viso a rilassarsi al sale come quando sfrecciavamo sulle “lambrette”, come quando la vita era 15 ore tempo libero e 9 ore tra sonno e impegni. È come riacquisire la capacità di essere leggeri, di ridere di poco, di godere della sola vicinanza, … e di non saperlo spiegare questo legame fatto di anni di discorsi, cazzate, emozioni, marachelle e sguardi parlanti. Lontani ma sempre vicini.
Ripenso alla frase: “Più invecchierai più avrai bisogni delle persone conosciute da giovane!” e mi piace allora invecchiare pensando a loro e a quando torneranno a vivere qui.
C’è sempre troppo poco tempo e alla fine di 12 mesi l’anno mi rimangono poco meno che una decina-quindicina di splendidi ricordi ogni anno.
Non ho parole per scrivere di loro, ma il sole, nascondendosi, ha dato il giusto clima col vento a come mi sento dentro, seppur l’estate, sul calendario, non sia ancora finita.
Da Milano a Mosca, a Lussemburgo, a Roma, a via Imbriani e la piazzetta. Non smetterò mai di viverli attraverso le emozioni che mi regalano, anche solo per una battuta via sms. E davvero rifletto sulla voglia di rimanere qui, di fronte al mare, ad aspettarli tornare insieme a quelli cari che vivono vicino. Questo per dirgli che mi mancheranno loro e tutti i piccoli particolari che regala la loro presenza.
Verrà l’estate….

Dedicato anche a quelli amici persi per strada, perché hanno dato prevalenza ad altro, ignari di cosa stessero perdendosi. Mi spiace perché abbiamo perso entrambi la possibilità di moltiplicare le nostre emozioni.

oiziruaM

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Sto tornando a casa!

Posted by oiziruam on ago 1, 2009 in Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio

Penso a ripenso a come esordire nel nuovo Blog. Probabilmente ero così affezzionato al vecchio che il nuovo non mi fà trovare l’atmosfera rilassata di casa. MA oramai siamo multimediali, telematici, indaffarati e tecnologici e per le piccole cose della vita difficilmente ci avanza tempo. Così il mio unico modo per segnalare al mondo che ci sono è il PC. e il Blog o al max il cell che mi regala 800€ di bolletta. Stiamo cercando una soluzione al tutto! Mi scrivono 2 amici pennelli. Soluzioneee???? quale soluzione. Io ho il mio Tutto ma mi mancano i contatti fisici, gli abbracci, il tempo libero, Luca e Lello, Gio e Vins, e un sacco di altre cose tra cui la mia canoa che non ho più il tempo di onorare. La soluzione è l’amore! Ma se non fosse per le letture strappate in questi mesi anche su questo Blog non mi sarei neanche accorto di esser stato vivo. La mia donna giornalmente mi riporta alla realtà dei sogni. Se non avessi lei sarei, suggerirebbe Vins, l’Albano abbandonato del 2009. Ma io la evito con il lavoro. E la realtà non sò più cosa sia. Guarderò il mare con l’affanno di questi mesi fino a che il respiro torni calmo per potermi tuffare sott’acqua e sentire il silenzio, dove invano griderò che in quell’attimo, proprio in quello, con gli occhi della mia donna di fronte sott’acqua, mi sento vivo.

E chissà cosa pensavate come esordio. Chi mi affianca mi ripete: Se la vita si inaridisce, anche i tuoi sogni perdono di colore!

Allora i ciotoli scomodi e scomparsi delle spiaggie che amo mi faranno compagnia come questo nuovo blog, più comodo ma meno caratteristico di quello di un tempo. Si avanza, in tutti i sensi. Nelle soluzioni e nei nuovi problemi. Si avanza. Verso il futuro dicono. Io vi aspetto con piedi e gambe nell’acqua giù alla Batteria. Casa. Un pò come questo amico Blog che è mio rifugio telematico.

Buona estate!

oiziruaM

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Rispondo e corro (sapessi pubblicarla)

Posted by oiziruam on lug 29, 2009 in Diario

Abbiamo deciso,
ci servirebbero soldi per organizzare la nostra vita ma il divine più che altro mi toglie energie. Queste sono le ultime settimane con il Divine, poi d’inverno PROMETTO CHE LASCIO per dedicarmi a Noi (coppia), a me, a noi (coppia e amici) e al mondo.
un tempo la discoteca stimolava i contatti, le conoscenze, … ora la gente che contatto per i biglietti, le consumazioni, per divertirci, per ospitarla mi fà sempre più schifo man mano che le faccio favori. riconoscenza cercasi, come i rapporti veri che qui non trovo più. quindi se prorpio non devo avere nessuna riconoscenza tantovale che faccio qualcosa per il bene dei nostri figli. parlo anche dei tuoi, brutto comunista peloso. perchè almeno loro, seppur non ci capiranno e ringrazieranno, con un abbraccio ci faranno capire che NE SARà VALSA LA PENA, fare tutto questo per nulla. E mi tacciano pure di comunista, di ambientalista, di verde, di sognatore, … come se mi stessero offendendo e non sanno che mi fanno felice se la scelta opposta è essere come loro. Però io lo sai, più vivo di una sola fazione più la odio e ne vedo i limiti. Stasera sono distrutto dalla crisi che vive questo mondo. lo scirveei per bene ma poi non saprei come pubblicarlo e allora butto via questi pensieri insieme a tutti quelli non scritti perchè sui pennellisolari non sò come pubblicarli. troppo poco tempo per capire come.
faremo, stanne certo, ma oggi come i vecchi 200 giorni passati ho dovuto sbattermi per il futuro della mia famiglia e questo egoismo ha lasciato dietro il mondo, come se io non ne facessi parte. e lo sò che sono stato stupido anche oggi, ma quando vedo la gente povera mi tremano le gambe, immagino i miei figli affamati o depressi perchè senza lavoro, senza la possibilità di scegliere, senza una vita dignitosa e così preferisco non viverla io una giornata dignitosa. e forse qui mi sbaglio, perchè porto dentro me il seme del cattivo esempio, perchè il 27 luglio 2009 non tornerà più, la mia ragazza aveva bisogno di 100 abbracci in più e invece ne ho regalati solo 5. e avevamo più bisogno di sorrisi e sogni piuttosto che di 20 euro nel portafoglio. ma servono purtroppo sti cazzo di soldi, servono per la birra, per la pizza, per l’infradito e per la canoa e domani serviranno per il latte, il biberon e per fare l’amore in un posto a 10 miglia da qui che non sia dietro il cimitero.
Dove e quando mi sono perso? non me lo chiedo neanche più. arrivo a lavorare 15 ore e neanche ne sento il peso. Dove? Quando? neanche il tempo di pensare a quei sassolini da tirare a Vins. neanche il tempo di … che già sono lanciato nella prossima annata, fatturati, startegie anticrisi, la compera delle tende e degli infissi, i biglietti dei prossimi 8 viaggi per lavoro e una cazzo di forbice speciale per ritagliare tempo da respirare con chi ha ancora la capacità di stupirmi con un sorriso e un abbraccio dolce.
Ma dove? così tante paure del domani che mi stanno rubando il presente. Paura di non arrivare a fine mese, di non arrivare a metà mese, di non arrivare. Dove? non lo sò. ma nel frattempo corro e non guardo indietro se ci sono i cani a inseguirmi. corro. e se qualcuno mi è davanti mi cheido come cazzo faccia e corro ancora di più. ma cè sempre qualcuno davanti. e rischio di perdere chi vorrei a fianco. ma corro. Dove? verso il futuro?! sarebbe facile scappare, ma la cosa più difficile è fermarsi e respirare. fermarsi e vivere e oggi, mi sembra quasi che non sappia più farlo, … se non fosse per … quel letto che non è più solo il mio.

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