Posted by GuSPE on apr 8, 2010 in
Storie
Mariella siccome era moglie del primario, giuoca un ruolo niente affatto secondario, nel piazzare l’amico nel terziario per le celebrazioni del quaternario, e dividere i fondi del centenario in due cinquantenari, a metà.
GuSPE
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Posted by GuSPE on apr 5, 2010 in
Storia
Il pollo che a Pasqua faceva l’Uovo con la “bustarella” dentro, e quello invece sì, originale, che l’Uovo lo faceva di Natale.
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Posted by GuSPE on apr 4, 2010 in
Storie
Il pollo , guarnito dalla testa ai garretti, servito a Natale, s’era creduto un generale; l’altro pollo, sopravvissuto al Natale, aveva creduto d’essere immortale.
Non arrivò a Pasqua.
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Posted by GuSPE on mar 7, 2010 in
Storie
Ho chiara l’epigrafe di quella che sarà la mia inevitabile dimora:
GuSPE
DA CIVIS MEDIOLANENSIS SUM
A MILANO PATRIA NON EST MIHI
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Posted by GuSPE on mar 2, 2010 in
Storie
I cartelli stradali? Non fatevi fuorviare. Non c’è più Milano.
Al suo posto c’è un anonimo cantiere.
Al centro, resta solo il Duomo, unico edificio ancora intatto.
A quando ne utilizzeranno le fondamenta per un autosilo?
Ci insedieranno un out-let?
Ne asporteranno le guglie per sopraelevarci un grattacielo? Appartamenti signorili e uffici, prenotazioni in loco. La Madonnina, in una bacheca, nella hall. Fac-simile, però, di plastica.
L’oro?
Trafugato.
A quando?
GuSPE
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Posted by GuSPE on feb 28, 2010 in
Storia
Su con la vita!
Me lo dice il vicino di casa dalla vetta del suo SUV,
me lo dice quella brava persona ch’è il mio primo governante in carica,
ce lo dicono gli esperti di finanza e di centrali (nucleari e non),
te lo dicono i becchini già con gli occhi su quello che sarà il tuo cadavere.
GuSPE
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Posted by GuSPE on feb 23, 2010 in
Storie
Sono pessimista.
Troppi ottimisti in giro.
GuSPE
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Posted by GuSPE on feb 4, 2010 in
Storie
È come se il cielo si fosse di colpo abbassato, il grigio compatto incamerato negli occhi, per restarci.
Un vecchio proverbio diceva: «Sotto la neve il pane». Era di buon auspicio, la neve fa da coperta al grano, protegge i semi contro il gelo. E, in effetti, un tempo, la neve compiva il miracolo di tramutarsi in pane in ogni senso. Migliaia di disoccupati accorrevano per conquistarsi i soldi per la michetta corrisposti dal Comune a chi spalava.
Poi – miracolo economico dopo miracolo – i mulini diventarono bianchi di un bianco che più bianchi non si poteva neanche col candeggio. E i mulini sfornarono esotismi: cracker, snack, plum-cake. Suoni comunque commestibili, stando alla Pubblicità che li accompagnava, generosa.
Sostituirono il pane, e – il giorno in cui tornò a nevicare e il Comune tornò a stanziare i soldi – i disoccupati erano sempre migliaia, ma nessuno si presentò a spalare.
Ma adesso, in questo momento, oltre alla neve bianca ci sono gli immigrati neri. Che accorrono in tanti al bando del Comune.
Cracker, snack, plum-cake sono restati, ma spalatori e pane sono ritornati.
Certo, è scomparsa la michetta, e gli spalatori sono neri e il pane è arabo.
Mentre… lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.
(Che non è il jingle dello spot per un pandoro, ma è Pascoli. Giovanni. Il poeta.)
GuSPE
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Posted by GuSPE on feb 2, 2010 in
Storie
Si lamentavano: «Troppe macchine in circolazione»..
Ma poi gioirono: «Meno male, l’industria dell’auto si riprende».
GuSPE
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Posted by GuSPE on gen 9, 2010 in
Storia
Così ero tornato a casa, nel mio quartier generale. Raggiunsi uno specchio e mi guardai la faccia.
Mi sembrava abbastanza conosciuta.
«Sì, sono io» lei, la faccia, mi confermò.
«Mi pareva – dissi -, è che sei invecchiata.»
La risposta fu un lungoooo sospiro.
GuSPE
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Posted by GuSPE on dic 26, 2009 in
Storie
Il feretro apparve sulla porta della chiesa.
Agghindato. Tripudio di corone e di ghirlande. Nastri e fiori.
Ci fu chi, passando, pensò a un regalo di Natale.
Il più grande, mai visto, in vista sua.
Buon Natale da GuSPE
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Posted by GuSPE on dic 10, 2009 in
Storie
Il Cavaliere
«Io do una cosa a te, e tu dai una cosa a me» disse il Cavaliere alla Sirena.
E lei: «Io lo so bene quello che tu vuoi, ma non quello che mi dai».
«Ti do l’amore» lui, allora, le rispose.
Fu così che la Sirena finì in una scatola di tonno.
Black & White
In un mondo dove il bianco non finisce di detestare il nero e viceversa, la pacifica convivenza del latte col caffè commuove.
GuSPE
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Posted by GuSPE on dic 6, 2009 in
Storie
La Miss.
Seduta sulla sponda del letto, si accarezzava le cosce e, scuotendo la testa, disse: «Guarda un po’, quanta grazia di dio sprecata».
L’amica non ebbe il coraggio di ricordarle che erano trascorsi sessant’anni da quando quelle cosce avevano vinto il loro ultimo concorso di bellezza.
GuSPE
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Posted by GuSPE on dic 4, 2009 in
Storie
Il gentile stelo scosso appena dalla brezza. La corolla, la preziosità di una costellazione di petali minuti.
Il fiore stava sul ciglio, lui lo vide. Si accucciò, allungò la mano, si protese. Proprio lui, negazione di ogni poesia!
Lo ritrovarono i cani. Giorni dopo. Sul fondo del precipizio sottostante.
Nessuno ebbe dubbi: «È un delitto». Dissero che ce lo avevano buttato.
È incredibile come la gente a volte pecchi d’immaginazione.
GuSPE
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Posted by GuSPE on dic 3, 2009 in
Storie
La salma decollò da New York per la tumulazione del caro estinto, Ragusa Pasquale, nel paese natale, in provincia di Messina.
L’aereo stava volando in pieno Oceano quando si appurò che la bara non era di Ragusa Pasquale, spedito invece a Sidney, in Australia.
A Sidney, Ragusa Pasquale fu ricaricato sul primo volo per l’Europa. L’aereo faceva scalo a Teheran, dove atterrò all’apice di una drammatica querelle tra i governi iraniano e americano.
Dai documenti di accompagnamento, R. Pasquale figurava cittadino degli Stati Uniti. Le autorità iraniane ne trattennero la salma, in ostaggio.
Sbloccata la situazione, R. Pasquale fu consegnato a una speciale commissione, e traslato a Bagdad. La bara finì con quelle di alcuni caduti militari americani, dirette negli States.
R. Pasquale si ritrovò al punto di partenza, a New York.
La cassa avvolta nella gloriosa bandiera a stelle e strisce. La prospettiva di essere sepolto – salutato da salve di cannone, con gli onori militari – ad Arlington, il famoso cimitero degli eroi di guerra.
Fu un oscuro scritturale, zelante caporale.
Spulciò, controllò. Accertò che R. Pasquale era estraneo a qualsivoglia episodio di eroismo.
La cassa fu precipitosamente spogliata da ogni bandiera.
Disadorna, anonima, fu infilata su un cargo.
Daccapo diretta per l’Europa.
La traversata si stava svolgendo regolare quando – Europa praticamente in vista – si scatenarono pericolose turbolenze. Il cargo ripiegò su Rejkiawik.
Da Rejkiawik, in Islanda…
Bè, Ragusa Pasquale, da vivo, era stato pilota d’aereo.
Volare, evidentemente, era il suo karma.
GuSPE
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Posted by GuSPE on nov 25, 2009 in
Storia
Era l’anno 399, il mese di Targelione (maggio) quando Socrate ricorse alla cicuta.
A precorrere i tempi, la cicuta che Socrate assunse, era assolutamente bio. Senza pesticidi e diserbanti, né additivi e conservanti. (Sapete quando vi dicono: «Non fa male, è naturale»?)
La conclusione è nota.
GuSPE
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Posted by GuSPE on nov 20, 2009 in
Storie
E’ un mese strano quello di Novembre. La gente si ritira in casa. E sembra che anche stare su internet a scrivere, pensare e discutere come si faceva a primavera sia un peso troppo grande. C’è chi sonnecchia. C’è chi c’è ma solo a sprazzi. E poi c’è chi in ogni stagione ne inventa una nuova. Uno di questi ultimi è GuSPE che con grande piacere ritorna con un nuovo format: “SNAP SHOT”. Delle istantanee scattate con l’inchiostro e la sua capacità impressionista che abbiamo conosciuto in HELP! A voi.
Vins
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Trovando poco dignitoso scippare le vecchiette, Salvatore C. decise di passare alla rapina.
Studia gli sportelli di una banca, si cala il passamontagna sul viso, supera la soglia, una donna gli si para davanti, lui le sferra una coltellata alla gola, lei la schiva e lo abbatte con un colpo di pistola.
Chi lo avrebbe mai supposto? Da una donna così esile e minuta lì in fila per pagare una bolletta?
Chi lo avrebbe mai supposto ch’era maresciallo dei carabinieri?
GuSPE
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Posted by GuSPE on ott 19, 2009 in
Storie
E già, come preannunciato questo è l’ultimo. L’ultimo di 26 post. L’epilogo di una storia, Help!, partorita appositamente per questo blog da uno scrittore rimasto sempre nell’ombra per la durata di tutto il percorso. La puntata numero 1 era andata in onda il 13 Maggio e oggi, a 5 mesi di distanza, concludiamo la narrazione e questo esperimento che speriamo sia stato apprezzato. I vecchi post li trovate qui (dal post 14 al 25) e qui (dal post 2-13)… occhio a leggerli dal basso verso l’alto sennò vi viene fuori un’altra storia di cui non siamo responsabili, almeno non volontariemente.
Che dire, ringraziamo GuSPE per aver partecipato a questa piccola avventura che sono i Pennellisolari. Mi auguro possa tornare a trovarci spesso, di quando in quanto, come si fa fra amici, per raccontarci un’altra storia, altre riflessioni e altra vita. Di quello ne avremo sempre bisogno. Casomai saremo noi la prossima volta a urlare: Heeeeeelp!
A presto e buona lettura…
Vins
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Tutto così improvvisamente da non sembrarmi vero.
Dalia è partita stamattina. Destinazione, Canada.
Sono ancora talmente stordito da non riuscire a rendermene conto.
Posso soltanto dire che tutto è proceduto secondo le migliori regole degli addii toccanti.
Tranne un particolare. Che…
Sì, c’entra la mano.
Eravamo usciti sul pianerottolo, stavo chiudendo la porta, Dalia si avvicina e mi sussurra: «Sai, quel giorno a Ferragosto?… Al pranzo?… Quando mi sono alzata e ho detto di avere visto la mano…».
«Sicuro, lo ricordo come adesso…».
«Beh, è vero»
Silenzio.
«La mano l’aveva vista sere prima… Prima che fossi tu a vederla!».
«E NON ME L’HAI MAI DETTO?».
«Sono stata lì, più di una volta. Ma…».
«Ma?»
«Quella faccenda ti aveva troppo colpito e conoscendoti…. Ho pensato di non buttare benzina sul fuoco, ch’era meglio che tutto finisse… Così… Col tempo…».
«Allora non sono pazzo, la mano c’era, ed era vera».
«Lascia perdere, è acqua passata. Qualsiasi cosa sia, che te ne frega?»
Già.
Che me ne frega?
*
Forse la vita non è fatta per essere capita.
GuSPE
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Posted by GuSPE on ott 13, 2009 in
Storie
L’abbiamo letto. L’abbiamo commentato. Qualcuno ci si è appassionato, altri invece si sono persi per strada. Molti si chiedono “chissà come va a finire questa storia della mano”. Alcuni continuano imperterriti a fare battute stupide. Certamente questo Help! ha lasciato un segno nel blog. Di sicuro abbiamo sperimentato un mondo nuovo di leggere, nuovo almeno per i pennellisolari: una storia a post. Tutto è perfettibile, ovviamente, ma quel che conta è che la creatività e la voglia di provare a fare cose nuove governi sempre i nostri pensieri. E’ con piacere che vi presento il penultimo post di HELP e invito, i famosi “smarriti” a recuperare il tempo perso cliccando su GuSPE nella Tag Cloud qui a destra o qui e rileggendosi tutto d’un fiato i post precedenti. Tra qualche giorno poi l’ultima “puntata”, e poi grandi sorprese per chiudere in bellezza quest’avventura narrativa.
Un saluto a tutti.
Vins
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Com’è bella la città,
com’è grande la città,
com’è viva la città,
com’è allegra la città.
Piena di strade e di negozi,
e di tante vetrine piene di luce,
con tanta gente che lavora,
con tanta gente che produce…
Dalla canzone «Com’è bella la città»
dell’indimenticabile Signor G, Giorgio Gaber
Dalia: Non mi hanno rinnovato il contratto, sono a spasso.
GuSpe: Bel colpo. E adesso?.
Dalia: Heee!
GuSPE: Mmm?
Dalia: Mmm?.
GuSPE: Heee!.
Dalia: Però, una soluzione io l’avrei.
GuSPE: ……..?!?!
Dalia: Partiamocene dall’Italia, andiamocene.
GuSPE: E dove?
Dalia: In Canada.
GuSPE: Ca-na-da? E perché non in Patagonia?
Dalia: A Montreal! ho già contattato zia Maria che già ne ha parlato a zio Michele, ed è d’accordo. Loro là tengono quattro, dico quattro, ristoranti… “La Bella Napoli”, “La Bella Capri”, “La Bella Italia” e “La Bella Positano”…
GuSPE: Saranno anche ricchi, ma non è che tengano molta fantasia…
Dalia: Tu, scherza, scherza, ridi.
GuSPE: È sempre stato il mio sogno servire la pizza ai tavoli.
Dalia: Gli zii ci anticipano pure il biglietto, anche per te, e ci procurano l’alloggio, poi noi li ripaghiamo tempo facendo.
GuSPE: Ho letto qualcosa di simile sul giornale, il titolo era “La tratta dei cinesi”…
Dalia: Gli zii sono stati sempre generosi, hanno aiutato pure i miei cugini, sai quelli di Castelluccio al Monte?…
GuSPE: Lascia perdere, non li imparerò mai i tuoi parenti. Hai più ascendenti e collaterali che capelli in testa, che sono tanti e io difetto di memoria.
Dalia: Per vedere se funziona, io intanto parto e poi ti chiamo… Ovvio. Se vedo che funziona…
GuSPE: Già mi immagino. A domanda: Professione? Risposta: Italian waiter.
Dalia: Beh, sono molto apprezzati gli Italian waiter. Sui depliant americani delle crociere alle Bahamas lo precisano come nota di prestigio…
GuSPE: Ollalà!
Dalia: Oggi a me, domani a te. Non ti credere. Aspettatelo di restare a casa… Sta’ tranquillo!
*
Notte, agitata.
Mattina, testa impastata.
Sera, OK Dalia, si va a Montreal.
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Posted by GuSPE on ott 4, 2009 in
Storie
Riassunto delle puntate precedenti: GuSPE e Dalia sono al mare, ospiti dei genitori di Dalia. Il pranzo di Ferragosto è in pieno svolgimento quando emerge la vicenda della mano vista a suo tempo da GuSPE ma poi scomparsa. La cosa provoca un gran casino…
«La mano c’era, eccome» disse Dalia. «C’ero pure io, e l’ho vista. Posso confermarlo. Eccome se la mano c’era! Tutti padreterni quando si tratta di affondare qualcuno nella cacca».
Cacca disse Dalia, lo ricordo bene. Non m….
Voleva parlare evidentemente pulito, col linguaggio della festa, come si addice a un giorno segnato rosso in calendario.
Nessuno fiatò.
*
«Senti, domattina ce ne andiamo» Dalia disse. La stessa sera, o meglio notte, seguente il famigerato pranzo.
Eravamo finalmente riusciti a ritrovarci soli. Soli finalmente!
Dalia, se è per quello, puzzava ancora di cipolla. Di tutte le cipolle tritate in ore di cucina. Ma anzi… Era come se avesse più sapore.
ADORABILE.
Eravamo riusciti a ritrovarci sulla spiaggia, come due minorenni, costretti a eludere proibizioni e veti. Soggetti al permesso della mamma. Eravamo sfuggiti alla morsa di parenti e genitori. Riavevamo dopo giorni il nostro spazio.
Lì sulla spiaggia. Sotto una grande luna.
Una spiaggia deserta come può esserlo una spiaggia a Ferragosto. Con torme di ombre vagolanti e gruppi forsennati intorno a fuochi.
«Notte indiana» dissi.
«Domattina ce ne andiamo» disse Dalia.
*
Insensibili al coro di proteste e di lusinghe: il mattino seguente, quant’è vero che c’è l’Inferno, ce ne andammo.
Resoconto del Ferragosto 2009 – FINE
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