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Eppur si muove… qualcosa

Posted by Gio on feb 24, 2010 in Poesia, Politica

Scrivo perché qualche giorno fa ho avuto una discussione interessante con Maurizio e Silvana.
Riassunto: loro si lamentavano del fatto che io avessi pubblicato il post sulla Fabbrica, un post di chiara matrice politica (http://www.pennellisolari.com/2010/02/19/la-fabbrica-di-bisceglie/).
Io ho risposto loro che avevo “chiesto l’autorizzazione” a pubblicarlo a Nick e a Vins, i quali avevano acconsentito.
Quindi la discussione si è imperniata su due punti:
1. perché si è pubblicato un post politicizzato quando non è mai successo?
2. perché ho “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins, quando i pennelli non siamo più solo noi tre (Gio, Vins, Nick)?

Adesso passo a rispondere.

1. Innanzitutto non è la prima volta che si parla di Politica in questo blog. Provate a dare un’occhiata a questi link:
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507489
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507535

Poi, secondo me, il post che ho scritto non è politico nel senso partitico del termine. Ho, invece, scritto di un’esperienza intensissima che sto vivendo in questo periodo, capace di smuovere gli animi di persone che mai avrei immaginato potessero svegliarsi dal letargo antropologico che deprime questa cazzo di città.

2. Se ho  “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins è per questo motivo.
Penso che da quando il blog è stato rivoluzionato, allargandolo ai 14 pennelli, il progetto si è andato logorando poco a poco, fino a schiantarsi nel silenzio dell’ultimo periodo.
Che l’interesse verso il blog sarebbbe potuto scemare col tempo è un fatto naturale che colpisce tutti i blog su internet, quindi non mi addolora più di tanto.
Ma c’è un punto che devo sottolineare: da quando il blog è stato allargato, l’unico che si è dato da fare per tentare di ri-animarlo è stato Vins. L’UNICO.  E io sono uno tra i primi ignavi.
Alle sue molteplici mail/iniziative, nessuno ha mai risposto proattivamente, cercando di rendere più vivo lo spazio. Non pensate alle pochissime mail che hanno avuto un seguito in stile gossip e alle quali molti di noi hanno partecipato. Pensate, invece, a tutte quelle che sono morte li, in attesa di una risposta concreta.

Quindi, da un anno e poco più a questa parte, il vero detentore del blog l’ho inconsciamente identificato in lui. E penso che chiunque segua queste pagine condivida il mio pensiero.
Ora, essendo la Politica stato sempre un argomento tabù (o quasi) su queste pagine, ho sentito il dovere di chiedere l’autorizzazione a pubblicarlo.

A questo punto, M e S mi hanno chiesto: e perché non l’hai chiesta a TUTTI noi l’autorizzazione?
Risposta mia: perché su queste pagine non ha senso parlare di TUTTI. Non esiste nessuno. Nessuno è stato mai attivo qui. Nessuno tranne Vins.
Si, probabilmente io, Raf, Maurizio e Guspe (non me ne vogliano altri che forse ho dimenticato) abbiamo pubblicato una manciata di post… probabilmente. Ma non è questo il punto: il blog si impernia innanzitutto sui post che , ribadisco, sono stati solo una povera manciata quelli pubblicati da chi ho citato… Ma il blog non è fatto solo di post: è fatto di commenti, di iniziative, di eventi. Nessuno di noi l’ha mai veramente animato in questo senso, soprattutto nell’ultimo periodo. Nessuno tranne Vins.

Bene, ora è chiaro il mio inconscio processo mentale che vede attribuire a Vins il diritto a poter esprimersi sul post.
Nick è stato inserito solo per una “derivazione storica”: tutte le discussioni su post, blog, iniziative, jet café, video pennelli….. etc, sono sempre storicamente passate da noi tre. Quindi ecco che Nick compare in copia.
Anche l’ultimo video dei pennelli 2009 è stato il frutto di innumerevoli mail scambiate tra noi tre.
Perché nessuno si è stracciato le vesti anche per la questione video, arrogandosi il diritto a vedersi coinvolto?

Bene, mi fermo.
L’intento di questo post NON è la polemica, ma un pretesto per tentare di fare l’elettro-shock a questo spazio, dato che a quanto pare la pillola del post politico è risultata amara non solo per M&S (che sono stati gli unici ad esprimersi effettivamente!).

Tanto so che, a parte i possibili 30 commenti che seguiranno, il fuoco di paglia tornerà a scaldare la coperta di Vins.
Saluti.
Gio

P.S.: Altro spunto interessante della discussione con M&S, che mi piacerebbe approfondire: il rapporto tra Poesia e Politica, i due tag di questo post.

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La Fabbrica di Bisceglie

Posted by Gio on feb 19, 2010 in Cultura, Eventi, Politica, Territorio

Non so se succede sempre così durante il periodo pre-elettorale. Sta di fatto che in Puglia sembra essersi svegliata la nostra generazione, e non solo.
E’ da quando son tornato a vivere a Bisceglie che cerco forme di attivismo urbano, ma quelle poche esistenti sembra vogliano curarsi solo il proprio orticello, senza interesse nel “coagulare” con gli altri movimenti.
Da quando ho proposto di metter su La Fabbrica di Nichi, invece, sono state tante le teste che si sono avvicinate, a loro modo, e che stanno cercando di farla propria. Personalismi a parte, l’esperienza è una di quelle che hanno l’odore delle occasioni speciali: bisogna prendere la palla al balzo e cercare di dirigere le varie energie/teste che si stanno muovendo. Di sicuro ci sarà da divertirsi e lottare.
Sono queste le situazioni in cui sulla mia bocca si disegna un ghigno…
Gio

Le energie erano in fermento da tempo.
Diversi giovani biscegliesi avevano già cuore e cervello pronti a carburare per la giusta causa.
Ci voleva il catalizzatore di queste energie. E c’è stato…
E’ appena nata a La Fabbrica di Nichi a Bisceglie, laboratorio di un nuovo modo di concepire la Politica, uno spazio diverso, attivo e creativo.
 
La Fabbrica di Nichi non è un semplice comitato elettorale.
Volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono e si diffondono vorticosamente per tutta la regione, attraverso il web e le azioni sul territorio. Così, attraverso questo luogo fisico e virtuale, raccontiamo a tutti cosa è stato fatto e perché è importante rieleggere Nichi Vendola alle prossime elezioni regionali.
 
E vorremmo raccontare alla cittadinanza che è grazie alla giunta Vendola se i giovani pugliesi hanno avuto la possibilità di recepire finanziamenti a fondo perduto per frequentare master di specializzazione post-universitaria (Bollenti Spiriti).
E’ grazie ai cinque anni di Nichi e dei suoi collaboratori che sono state sviluppate le IDEE dei giovani pugliesi con 25mila euri a fondo perduto (Princìpi Attivi). Tra queste, ben quattro progetti sono stati finanziati solo a Bisceglie, di cui uno di sviluppo sociale e integrazione per ragazzi con sindrome di Down (gruppo Futuro Anteriore) e uno di recupero di due archi nel centro storico biscegliese (associazione Gli Archi). Giusto per capire di cosa stiamo parlando…

Sempre per noi giovani, si è rivoluzionato il settore produttivo regionale, dandogli la chiara direzione della cosiddetta Green economy, ovvero un nuovo modello di sviluppo economico basato sulle energie rinnovabili e sostenibili.
La regione guidata da Vendola sta diventando il giardino più verde d’Italia, dove al posto di centrali nucleari e centrali a carbone, si stanno piantando alberi che chiamano Pale Eoliche e fiori che chiamano Pannelli Fotovoltaici.

Ci rivolgiamo allora a i cittadini biscegliesi attivi, a tutte le associazioni, ai movimenti, ai partiti.
La Fabbrica di Nichi è uno spazio aperto a tutti coloro che vogliono partecipare, attraverso le proprie idee, risorse, energie.
Se, come dicono, nel 2005 è cominciata la “primavera pugliese” con l’avvento di Vendola, allora noi sogniamo di diventare testimoni di una nuova Estate Pugliese..
 
Per info e adesioni, scrivi a:
fabbricabisceglie@gmail.com
 
Su facebook ci trovi a:
http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=311784641951&id=721090145&view=user#!/group.php?gid=311784641951&ref=mf
 
Firmato
Il Comitato promotore della Fabbrica di Bisceglie

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Posted by Gio on feb 9, 2010 in Cultura, Eventi, Poesia, Politica, Territorio

Dopo quasi due anni di vita, Biciliæ diventa un’associazione vera e propria.
Il gruppo di promozione della mobilità sostenibile e della bicicletta come status symbol di una città che vuole definirsi moderna, si è dotata di una struttura portante.

E’ dello scorso 22 Gennaio, infatti, l’adesione del gruppo alla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it).
Divenendo sezione locale del gruppo di cicloamatori Ruotalibera Bari, Biciliæ è divenuta a tutti gli effetti la presenza della federazione sul territorio biscegliese (www.ruotaliberabari.it/Biciliae).
Il passo compiuto è importante perché segna una svolta riguardante la gestione delle attività e che impatta sulla condivisione delle decisioni e della mission all’interno dell’associazione.
Infatti, l’affiliazione a Biciliæ significherà per chi ne farà parte condividerne i principi, partecipare alle scelte del gruppo, aumentarne le potenzialità grazie al fondamentale strumento delle sinergie che verranno a crearsi.

Dal nucleo iniziale di alcuni amanti della bicicletta e dell’Ambiente, sognatori di un futuro più lento, gli eventi di Biciliæ in questi due anni hanno visto il numero dei partecipanti fluttuare come una fisarmonica in piena attività.
Dalle consistenti partecipazioni estive, si passa allo “zoccolo duro” dei partecipanti durante le uscite invernali.
Ed è proprio sugli aficionados che si vuole puntare per far crescere il gruppo.
Come? Chiedendo la partecipazione attiva alla pianificazione degli eventi, decidendo insieme le tappe da visitare, condividendo l’impegno dell’acquisto degli alberi che piantiamo ad ogni uscita, proponendo di volta in volta tematiche e luoghi nuovi da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

Vari sono i cantieri aperti da Biciliæ che hanno bisogno di energie per essere sviluppati, dalla petizione per salvare le ville storiche Di Pierro e Bruni, alla costituzione di un’interfaccia costante con l’Amministrazione per tutte le tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, alla partecipazione a gare e bandi regionali, alla creazione di eventi mediatici riguardanti la mobilità sostenibile.

Queste sono le linee principali che l’associazione vorrebbe seguire e potenziare con lo scopo di radicarsi ulteriormente sul territorio, perché crediamo che la bici possa diventare uno strumento di vita quotidiana per il cittadino biscegliese.
Perché non possiamo sempre e solo limitarci a guardare agli esempi di Bolzano, Ferrara, Modena, Amsterdam … dove tutta la città si muove in bicicletta.
Pensiamo, Attiviamoci, Partecipiamo!

Per informazioni e iscrizioni all’associazione, scrivete a biciliae@gmail.com

Gio

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I luoghi scomparsi

Posted by Gio on gen 11, 2010 in Cultura, Poesia, Politica, Storia, Territorio

E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.

Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.

A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.

Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.

La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com

Gio

Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie

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L’anno nuovo – Antonello Papagni

Posted by Gio on dic 28, 2009 in Arte, Musica

Per chi di voi non lo conoscesse ancora, i pennelli vi regalano un video in esclusiva di Antonello Papagni.

Dedicato a coloro che oggi sono tornati in ufficio.

Toc toc, c’è nessuno?!

Gio

  

Antonello Papagni – l’anno nuovo from Gianluca Catania on Vimeo.

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SalviamoCI

Posted by Gio on dic 21, 2009 in Arte, Politica, Storia, Territorio

Insieme ad amici ci siamo messi in testa di salvare i pochi superstiti di Storia della città che amiamo e nella quale viviamo, Bisceglie.
Lustri di edilizia selvaggia l’hanno ridotta ad un ammasso di palazzoni che sgomentano al solo vederli.
La petizione che abbiamo costruito e che oggi ti chiedo di firmare è l’ultima àncora di salvezza per due ville storiche della nostra città, Villa Di Pierro e Villa Bruni. Molti non sanno neanche che esistono, ed è questo l’errore più grave che possiamo commettere: ignorando l’esistenza, non si soffre per la loro scomparsa.

Per firmare la petizione, anche se non vivi o non hai mai sentito parlare di Bisceglie, vai su:

http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457

e compila il modulo in basso a destra.

Troverai due piccole foto delle ville da salvare e il testo completo della petizione.
Facciamoci finalmente un regalo di Natale che sia intriso di quel valore che ormai non conosciamo più e che si chiama COLLETTIVITA’.
Non importa la tua fede o le tue idee politiche: qui è in gioco la STORIA!

Grazie e auguri di Buon Natale.
Gio

P.S.: La petizione è promossa dalle associazioni: Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente

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Siate felici (seconda parte)

Posted by Gio on ott 21, 2009 in Arte

4. Fatevi del bene
Fatevi del bene, consiglia Paul Gilbert, professore di psicologia clinica all’univer­sità di Derby, in Gran Bretagna. «Dal mo­do in cui ci poniamo di fronte a noi stessi — adottando un atteggiamento benevolo o severo — dipende in larga misura il no­stro benessere, il senso di appagamento e la capacità di far fronte alle difficoltà. Se vi rimproverate qualcosa, fermatevi un attimo, respirate profondamente, ral­lentate i vostri ritmi e cercate di pensare alle vostre qualità migliori, come la gene­rosità, l’affetto, la dolcezza. Non importa che siate davvero dolci, affettuosi o gene­rosi, l’essenziale è che sappiate anche voi immedesimarvi in queste emozioni, co­me un attore che si cala nella parte». E conclude: «In un diario, annotate come si altera il vostro senso di autocritica quan­do eseguite questo esercizio. Solo allora rivolgete l’attenzione al problema da ri­solvere » .

 

5. Sfruttate i malumori
Sfruttate il pessimismo, propone Julie No­rem, professoressa di psicologia al Welle­sley College, nel Massachusetts. «I pessimi­sti stanno sulla difensiva e si aspettano sempre il peggio, sprecando preziose ener­gie mentali a figurarsi come potrebbero an­dar storte le cose. Ma nel far questo, hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi. È una tattica utile che raccoman­do a tutti. Immaginate che cosa possa an­dar di traverso in una situazione, studian­do accuratamente tutti i dettagli. Se vi sen­tite nervosi all’idea di parlare in pubblico, siate più specifici: che cosa vi spaventa, ar­meggiare con gli appunti o inciampare sui gradini del podio? Allora cercate immagina­re la tappa successiva: se lasciate cadere le carte, temete che qualcuno si metta a ride­re? Grazie a questa strategia, sarete in gra­do di spostare l’attenzione dalle emozioni ai fatti, e rifletterete su come evitare (o af­frontare) eventuali esiti negativi».

 

6. Trovate la vocazione
Trovate una vocazione, rilancia Jonathan Hai­dt, professore di psicologia all’università del­la Virginia. «Lavorate di meno, guadagnate di meno, accumulate di meno e dedicate invece più tempo alla famiglia, alle vacanze o altre attività gradevoli. Perseguite i vostri obiettivi ma ricordate: ciò che conta è il cammino, non il risultato. Se il lavoro che svolgete non ha nulla a che vedere con la vostra vocazione, perché non tentate di impostarlo in modo che vi appaia qualcosa di più di un semplice stipendio a fine mese? Se non ce la fate, cerca­tevi un impegno appagante al di fuori dell’am­bito lavorativo. In campo religioso, sociale o politico. Trovate attività che sappiano coin­volgere pienamente la vostra attenzione: can­tare in coro, dipingere, praticare sport. Solo così vi sentirete ‘in sintonia’ con voi stessi. Tutti abbiamo necessità di dare e ricevere amore, di impegnarci e di sentirci collegati a qualcosa di più grande di noi. Create le condi­zioni ideali e abbiate pazienza».

 

7. Coltivate l’ottimismo
Mostratevi felici, suggerisce Sonja Lyubo­mirsky, psicologa all’università della Cali­fornia. «Ho scoperto che il tasso di felicità lo possiamo influenzare attraverso il no­stro modo di agire e di pensare. Ho identi­ficato 12 attività che rendono felici, tutte cose che le persone appagate fanno sponta­neamente ». Eccole: esprimete la vostra ri­conoscenza; coltivate l’ottimismo; evitate ogni forma di ossessività per quello che fanno gli altri; siate cortesi, più del norma­le; trovate tempo per gli amici; sviluppate strategie per affrontare le difficoltà; impa­rate a perdonare; appassionatevi a qualche attività e siate pronti a esplorare nuovi orizzonti; gustatevi le gioie della vita; pun­tate sempre verso obiettivi importanti; col­tivate il senso religioso e la spiritualità. E in­fine, fare pratica.

 

© Guardian 2009 Traduzione di Rita Baldassarre

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Siate felici (parte prima)

Posted by Gio on ott 20, 2009 in Arte

Un articolo apparso un po’ di tempo fa sul Corriere aveva attratto la mia attenzione.

“I sette segreti per vivere felici” sottotitolava l’autore.

Sùbito ho pensato di pubblicare in due parti i sette punti del pezzo, perché ho pensato potesse essere come una bomba al fosforo lanciata nelle acque melmose del blog.

Per vedere l’effetto che fa!

Gio

 

1. Siate positivi
Siate positivi, raccomanda Barbara Fredri­ckson, professoressa di psicologia all’uni­versità della Carolina del Nord. «Un atteg­giamento positivo vi rende più belli e più sani, perché favorisce l’abbassamento del­la pressione, minimizza il dolore, riduce l’incidenza delle malattie da raffreddamen­to, oltre a garantire una migliore qualità del sonno. Aumentate il numero di emozio­ni positive nell’arco della giornata, anche se effimere: una tira l’altra, come si suol di­re, e ben presto vi sentirete trascinare da una spirale ascendente di positività. Trova­te un momento di tempo per scoprire il la­to positivo in ogni situazione. Niente pia­gnistei (‘Le mie storie finiscono sempre male’), né conclusioni avventate (‘Non ce la farò mai a portare a termine questo pro­getto’) e basta rimuginare senza sosta. Una qualsiasi distrazione salutare che possa ri­sollevarvi l’umore — una bella corsa o una nuotata — è sempre un’ottima scelta».

 

2. Siate ambiziosi
Siate coraggiosi, ammonisce Daniel Gilbert, professore di psicologia all’università di Har­vard. «Le ricerche dimostrano che siamo por­tati a rimpiangere le occasioni mancate mol­to di più delle azioni intraprese. Questo acca­de perché accettiamo più facilmente una mos­sa temeraria anziché un atteggiamento rinun­ciatario, e ci consoliamo ripensando all’inse­gnamento tratto dall’esperienza vissuta. Indu­giamo a soppesare le nostre possibilità quan­do invece dovremmo lanciarci in avanti. So­no infatti le minacce più temute alla nostra felicità — la perdita del lavoro o la fine di un matrimonio — a far scattare in noi le difese psicologiche (che favoriscono le sensazioni felici) molto di più rispetto ai fastidi da poco conto. La conseguenza paradossale è che tal­volta è più facile consolarsi per aver superato una situazione davvero drammatica che non una banale brutta esperienza. Eppure ben di rado siamo pronti a scegliere l’azione, e prefe­riamo optare per il nulla di fatto».

 

3. Rilassatevi e pensate
Meditate, dice Daniel Goleman, psicologo e scrittore del Massachusetts. «La meditazione ci aiuta a gestire più efficacemente la nostra reazione allo stress e a riprenderci più in fret­ta da eventi traumatizzanti. Qui sta la chiave della felicità. In una ricerca, alcune persone con incarichi di lavoro molto stressanti han­no seguito un corso di meditazione per otto settimane e al termine dell’esperimento han­no riferito di sentirsi più felici e di ricordarsi addirittura per quale motivo si appassionava­no al loro lavoro. Prima erano troppo stressa­te per rendersene conto. Anche i principianti possono trarre vantaggio dalla meditazione, ma ci vuol pratica. Ho trascorso una serata con Yongey Mingyur Rinpoche, il lama tibeta­no conosciuto come «l’uomo più felice della terra». Com’è arrivato a tanto? Con l’esercizio costante. Mi sono reso conto che si riprende­va rapidamente da contrasti e dissensi ed è su questa capacità di ripresa che la scienza cal­cola i parametri della felicità».

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A moi

Posted by Gio on ott 6, 2009 in Diario

Succede che siamo troppo innamorati delle emozioni, non possiamo farne a meno.
Una vita fatta di media, qualunque essa sia, ci distruggerebbe.
Preferiamo avere le ferite al vento, in modo da sentirle pulsare, piuttosto che nasconderle per non ammettere di aver sbagliato. Solo per sentirci vivi.
Come enormi discariche, siamo poesie a cielo aperto.

Ma cosa succede se il mondo si comporta nel peggiore dei modi, urlandoti contro il suo silenzio?
Reciti come un mantra l’ultimo aforisma di uno scrittore appena letto; e pensi che sia quello l’algoritmo esatto per risolvere il tuo rebus.
Ma tanto sai già che bastano pochi giorni a rendere inutile quella regola che hai provato ad applicare. E sei lì che lecchi l’amaro gusto che ha il fascino quando abbandona un vestito nuovo.

Penso agli ideali che mi riempiono la testa e a quanta fatica faccio per metterli in pratica.
Penso a quant’è diventato difficile comunicare anche con gli amici, o che si spacciano per tali.
Non riesci più neanche a vederli, se non per caso. Sono spariti o non ci sono mai stati.
Vuoi confidarti, ma c’è solo il cuscino sul letto ad assorbire la tua saliva agrodolce.
Mi chiedo sempre se sbaglio e in cosa. E come potrei migliorare. L’unica consolazione è che l’estate è finita e io odio l’estate.

Leggevo qualche articolo fa che uno dei modi per essere felici è quello di essere pessimisti. Subito dopo, in questo decalogo, c’era il consiglio ad essere propositivi.
Allora, sbaglio oppure neanche in uno stesso articolo i giornalisti non sono più coerenti?
E io che vivo di espedienti e articoli di giornale, che devo fare?

Dai, la finisco di scrivere: perché scrivo solo quando sono arrabbiato e per reagire. Come quando si facevano dei giochi stupidi sul marciapiede, tentando di calpestare alcune mattonelle piuttosto che altre. Senza alcun metodo, solo per scaramanzia.

Dedicato a tutti coloro che hanno capito.

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Mobilità sostenibile a Bisceglie

Posted by Gio on set 21, 2009 in Politica, Territorio

Visto che la settimana della mobilità sostenibile è appena passata, pubblico un articolo scritto per un giornale locale.

Ringrazio Marianna per la dedica-canzone e per il suo sostegno… Marià, torna che sennò qui lotto da solo!

Il concetto di mobilità sostenibile è entrato a far parte del gergo legale italiano a partire dal Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 1998.

Per mobilità sostenibile si intende quel complesso di interventi a carattere urbano volti a raggiungere un equilibrio tra il diritto individuale del cittadino alla mobilità e la riduzione dell’impatto ambientale degli spostamenti.

Gas serra, smog, inquinamento acustico, congestione del traffico veicolare, possibilità di incidenti sono tutte problematiche che vanno affrontate attraverso l’intervento pubblico.

Nel lessico biscegliese il termine di mobilità sostenibile non è stato assimilato: i cittadini e l’Amministrazione non ne conoscono ancora il significato.

I primi non si pongono neanche i problemi legati al traffico delle automobili: smog e stress durante la guida non sembrano sfiorare minimamente la volontà del cittadino.

Il biscegliese sarebbe disposto a pagare pur di prendere l’auto, anche per percorrere 100 (cento!) metri, piuttosto che andare a piedi o addirittura in bici.

Invece di godersi il flusso naturale della città, preferisce essere succube del veicolo a quattro ruote.

E allora ecco che la città diventa un’unica immensa congestione di automobili, scatole metalliche che nella maggior parte dei casi trasportano una sola persona (sic), fumi di scarico puzzolenti e clacson indisciplinati che coprono tutto il resto.

Se a ciò si somma il tempo che si perde nel trovare un parcheggio in centro (e non), tra la selva di strisce blu, strisce gialle e auto parcheggiate in doppia fila, allora la conclusione che camminare o inforcare una bicicletta sembra essere la più plausibile.

Fuori forse, non a Bisceglie.

A corollario di tutto questo, il riconoscimento e il rispetto che il biscegliese nutre nei confronti delle piste ciclabili esistenti risulta paragonabile a quello che il Ku klux klan aveva verso la comunità afro americana durante gli anni venti. Trovare una pista ciclabile sgombra da auto parcheggiate è probabile quanto un terno al lotto.

A livello istituzionale, sono molteplici le iniziative che un’amministrazione può intraprendere in ambito di mobilità sostenibile.

Alcuni esempi:

  • Potenziamento del trasporto pubblico;
  • Costruzione di piste ciclabili, promozione del traffico ciclabile e di servizi di bike sharing (affitto di bici pubbliche dietro cauzione);
  • Servizi di car sharing (utilizzo dietro pagamento di un’auto pubblica), promozione del car pooling (es: lavoratori che si accordano per l’utilizzo condiviso di un veicolo privato);
  • Sosta a pagamento dell’auto su strada; introduzione di aree Park & ride, preposte allo scambio del veicolo privato col mezzo pubblico (tipicamente all’ingresso delle città);
  • Promozione della figura del mobility manager, un professionista specializzato nella realizzazione di politiche di mobilità sostenibile all’interno di aziende private e pubbliche.

Ma questi non sono che pochi esempi di quelle politiche urbane che possono essere sviluppate per rendere più vivibile il tessuto urbano.

Nella nostra città, invece, manca totalmente un disegno politico di qualsiasi colore in questo ambito.

Le piste ciclabili, ad esempio, sono state costruite senza alcuna progettualità.

Sono spesso scollegate tra loro, impedendo un percorso sicuro per gli utenti ciclisti; pur essendo state costruite recentemente, le bande che ne segnalano i confini sono scolorite da tempo; come già detto, i concittadini automobilisti hanno un rispetto nullo nei riguardi delle piste, parcheggiando i propri veicoli sopra.

Un ottimo intervento sia per prevenire quest’ultimo fenomeno sia per aumentare le risorse comunali sarebbe quello di multare puntualmente tutte le auto in questione.

A parte qualche intervento registrato negli ultimi mesi, la situazione risulta ancora evidentemente irrisolta, soprattutto in alcune zone della città (vedasi zona Ospedale e Porto Turistico).

Da un anno a questa parte il gruppo Biciliæ promuove la mobilità sostenibile attraverso l’organizzazione mensile di biciclettate aperte a tutta la cittadinanza. La prossima si terrà il giorno 4 Settembre (h:21.30 – P.za Margherita) e si svolgerà in collaborazione con l’Assessorato allo Sport: un vigile urbano parteciperà in bici e multerà tutte quelle auto parcheggiate sulle piste ciclabili.

L’invito all’Amministrazione e alle istituzioni è quello appunto di cominciare e potenziare un dialogo con i cittadini, anche attraverso le associazioni come Biciliæ, in modo da creare una piattaforma partecipativa di politiche di mobilità, condivise con la cittadinanza.

Gio

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Rassegna stampa

Posted by Gio on set 14, 2009 in Cultura, Eventi, Politica, Territorio

Di solito non pubblico nulla riguardante Biciliæ o altri eventi che organizzo.

Però l’articolo di Serena Ferrara (http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=6372) sull’ultima edizione mi è piaciuto molto e ne approfitto per pubblicarlo insieme ad alcune foto.

Gio

 

Aumentano gli affezionati delle due ruote con Biciliæ

Dedicato a Mauro Giuliani l’ultimo appuntamento del raduno in bicicletta.

 

di Serena Ferrara

Biciliae cresce a vista d’occhio. La massa critica dei sostenitori della bicicletta, quale mezzo di trasporto sostenibile ma anche strumento di diletto per tutte le età, sembra ormai avere a Bisceglie un suo interessante zoccolo duro.

Torna così di moda, senza che Bisceglie se ne accorda davvero, la bicicletta. In tanti, durante le giornate estive, sono tornati a sedersi su un sellino e a disegnare cerchi con le gambe. Sarà per emulazione del Biciliae, o forse perché spinti da un bisogno inconscio di tornare a vivere gli spazi pubblici, sta di fatto che diversi cittadini iniziano a liberarsi dalla dipendenza da automobile e ad usare i mezzi pubblici per i tragitti urbani più lunghi.

A dimostrare il nuovo fascino del pedale, è l’ultima puntata della manifestazione itinerante “euro zero”, che lo scorso 4 Settembre ha contato sulla presenza di oltre 50 ciclisti, portandosi anche all’attenzione delle istituzioni. Presente, come partecipante all’evento realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “G.B.Ferrara”, anche l’assessore Vittorio Fata, che ha espresso la volontà di creare un percorso di collaborazione istituzionale per radicare la cultura della bicicletta nelle scuole.

Quattro le tappe in cui si è snodato “Biciliae a 6 corde”, itinerario dedicato alla figura del musicista biscegliese Mauro Giuliani. Prima il consueto “rituale verde” della piantumazione di un albero in piazza (questa volta si è trattato di un ulivo, in piazza S. Francesco), poi il manipolo di ciclisti ha raggiunto la casa natale del chitarrista, in via Tupputi n.6 (nei pressi del ristorante “La Polveriera”). Qui si è spiegato delle origini profondamente biscegliesi del Maestro, imparentato con i Frisari ed i De Martino.

Mangiando lentamente la strada al chiarore delle luci notturne, il gruppo si è così spostato lungo le Mura Aragonesi, dove la guida Elisabetta La Notte ha spiegato il come ed il perché di quando il pericolo turco, a fine ‘400, costrinse Bisceglie a dotarsi di una nuova cinta muraria per l’attacco e la difesa del borgo. Quindi si è pedalato sino al settecentesco Molo di levante (o Molo Vecchio), che rese Bisceglie, all’epoca cittadina di quasi 10.000 abitanti, un porto tra i più importanti dell’Adriatico.

Terminata la visita guidata, l’esercito delle biciclette ha sferrato il suo familiare attacco al traffico motorizzato a colpi di pedale, disturbando le automobili rombanti lungo la litoranea con la sua allegra rilassatezza.
Ancora una volta, fino allo scoccare della mezzanotte, si è dunque riusciti ad evadere in spensieratezza, lasciando che il tempo potesse riprendere, per qualche ora, a respirare secondo il suo ritmo naturale.

 

 

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Qui non vorrei vivere

Posted by Gio on ago 30, 2009 in Poesia

8.

Qui non vorrei vivere dove vivere

mi tocca, mio paese,

così sgradito da doverti amare;

lento piano dove la luce pare

di carne cruda

e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.

 

(Vittorio Bodini)

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Cuatro caminos (Vittorio Bodini)

Posted by Gio on ago 26, 2009 in Poesia

Mi piaceva troppo e volevo pubblicarla (http://www.club.it/autori/grandi/vittorio.bodini/poesie.html).

Sa molto di Sud e di attesa di un temporale estivo. Che venga al più presto, e non solo meteorologico.

Gio

(Grazie L.)

 

11.

Viviamo in un incantesimo,

tra palazzi di tufo,

in una grande pianura.

Sulle rive del nulla

mostriamo le caverne di noi stessi

- qualche palmizio, un santo

lordo di sangue nei tramonti, un libro

lento, di pochi fatti che rileggiamo

più volte, nell’attesa che ci dia

tutte assieme la vita

le cose che crediamo di meritare.

Vittorio Bodini

 

 

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Mailing post

Posted by Gio on ago 5, 2009 in Diario, Viaggi

Quello che segue è un post particolare. Lo pubblico su esplicito invito di oiziruaM: si tratta infatti di una risposta al suo post ( “Rispondo e corro (sapessi pubblicarla)” http://www.pennellisolari.com/?p=1072) e, tra il suo post e il mio ce ne sono un altro paio che non si possono vedere su questo blog ma sono il frutto di uno scambio di mail avvenuto la scorsa settimana tra me, lui e Vins, con varie persone in copia. Per queste persone leggere il mio post sarà agevole, per altre risulterà oscuro in alcuni punti. Non fa niente, procedete comunque nella lettura. Come suggerisce il compagno oiziruaM, sono un paio di concetti che devono passare. Gio


Secondo te, coloro che alla fine hanno rivoluzionato il modo di pensare di tanta gente, coloro che hanno portato a cambiamenti sostanziali nella storia dell’uomo, secondo te non hanno sofferto?

Secondo me sono coloro che più hanno sofferto di tutti, perché avevano una verità in testa che hanno profetato anche a costo della vita stessa, e magari sono morti senza avere il piacere di vederla realizzata.

Ecco, io prendo loro come esempi di vita. Anche se sono cosciente che si soffre tantissimo, anche se nel piccolo micro-mondo in cui vivo.

Capisci che tutti questi sforzi quotidiani che io compio per tentare di rivoluzionare il mondo “non mi fanno stare bene mentalmente”, anzi… sai quante volte dopo un evento organizzato mi dico “gio, ma chi cazzo te lo fa fare?”…

 

Non pensare che il cosiddetto “impegno quotidiano” sia come prendere una medicina che ti disgusta lo stomaco solo per 5 minuti, ma sai che alla fine fa bene al tuo corpo.

L’impegno quotidiano è uno stile di vita. E’ uno sforzo continuo. E’ credere nell’intelligenza e nella carità degli uomini, ciecamente. E avere la speranza che un giorno tutto ciò che speri possa realizzarsi insieme agli altri.

Non fa niente se ti è costata una vita… L’Utopia è l’obiettivo più in alto che uno possa fissarsi.

Perciò non credo nelle azioni “straordinarie” cui fai riferimento. Perché credo che le azioni straordinarie siano ancora in una fase embrionale del sogno che chiamo Utopia. Perché credo che le azioni straordinarie servano solo per una questione mediatica. Come a dire: “visto cos’ho fatto? Visto cosa sono in grado di fare?”. Mi arrischio a dire che l’azione straordinaria è uno stile di vita “veloce”, tipicamente partorito dalla società d’immagine nella quale viviamo.

Non so se mi spiego…

Mentre il lottare quotidianamente porterà a risultati solo nel lungo termine, se ne porterà. Però sono sicuro che quei risultati e, soprattutto, lo stile di vita dello sforzo quotidiano, sedimenteranno negli animi delle persone. Scaverà molto più in profondità nelle loro menti. Che non l’azione straordinaria.

Tirando le somme, la mia è una scelta cosciente di strategia. Non è un ripiegamento dettato da una mancanza di coraggio. Anzi…

 

Quando quindi mi chiedi di “decidere (a priori) quello che vorremo fare”, io ti rispondo: rivoluzionare il modo di pensiero attuale e realizzare l’Utopia. Scendendo più nel dettaglio, ti dico che per Utopia intendo innanzitutto la salvaguardia dell’Ambiente e la solidarietà verso i più deboli. Questi macro-risultati possono essere raggiunti anche attraverso lo strumento della Cultura, che al momento è quello che sto cercando di usare.

Ho capito qual è la tua domanda quando dici “decidiamo a priori cosa vorremmo fare”, o meglio ho capito che tipo di risposta vorresti. Ma la mia risposta è su un livello diverso da quella che tu ti aspetti. Non posso dirti: vorrei aprirmi un bar alle Hawaii, e quindi qualora non ci riuscissi, avrei fallito nell’obiettivo. Perché non mi interessa un micro-obiettivo o azione straordinaria come la chiami tu.

Tu, invece, come risponderesti alla tua domanda?

 

Infine, una postilla che voglio sia chiara una volta per tutte: io non odio chi va al Divinae: anch’io ci vado in discoteca una volta ogni tanto, per varie ragioni: per cambiare ambiente, per vedere nuovi volti, per uscire con gli amici che vanno volentieri in discoteca…

Io non sono CONTRO il Divinae. Io sono per un’offerta eterogenea della cultura: a Bisceglie, da vent’anni a questa parte, esiste SOLO il Divinae. E questo ha ristretto ad un’unica dimensione lo spazio immaginario di coloro che vivono qui.

Ecco perché mi sforzo per organizzare concerti, biciclettate, feste di danze tradizionali… perché gli amici e tutti coloro che vivono qui abbiano la possibilità di vedere e capire che la Cultura (e lo svago in genere) non fanno esclusivamente rima con Divinae.

 

Termino qui: grazie, soprattutto a Maurizio, Vins e le altre due persone che mi hanno scritto one-to-one per tutte queste riflessioni.

Vi voglio bene.

Gio

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Legambiente per il clima contro il nucleare

Posted by Gio on lug 20, 2009 in Eventi, Politica, Territorio

Oggi posto un articolo di Serena Ferrara apparso su Bisceglielive (http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=6151).

E’ il resoconto dell’evento che, insieme a Maurizio Monopoli, abbiamo organizzato  per Legambiente Bisceglie.

Vedere persone interessate all’argomento e ascoltare in silenzio il dibattito sui temi del nucleare è fonte di soddisfazione, soprattutto in questi tempi bui in cui il Senato approva il ddl pro-nucleare.

Questo è un esempio di ciò che intendo per AGIRE per l’UTOPIA.

Buon lunedì a tutti.

Gio

Scelta vincente, quella di accorpare pubblico dibatto e concerto per parlare di nucleare. Dopo il successo di Nardò, dove a suonare il loro no all’atomo sono stati i Sud Sound System e gli Après la Classe, o la collaborazione di Caparezza e Subsonica, a Bisceglie è stata la volta di Antonello Papagni.

La tappa biscegliese del tour di LegambientePer il clima contro il nucleare”, venerdì 17 Luglio, è risultata essere una serata quasi “intima” eppure di grossa risonanza. Ad intervenire, difatti, a fianco del responsabile del circolo Legambiente Bisceglie Maurizio Monopoli, è stato direttamente il Presidente Regionale di Legambiente Puglia Francesco Tarantini. A lui è toccato spiegare il perché di una petizione online, quella che Legambiente si sta impegnando a portare avanti «affinché il referendum del 1987, che difatti sanciva l’abbandono da parte dell’ Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico, continui ad essere rispettato».

Il massimo vertice dell’associazione ambientalista pugliese ha così spiegato che la Puglia, dopo l’approvazione del ddl sviluppo, si trova a dover nuovamente combattere contro il nucleare, che non riuscirebbe, secondo Legambiente, a ridurre né la bolletta energetica del paese, né le importazioni di combustibili fossili. «Entro sei mesi –ha commentato Tarantini– si dovrà inoltre decidere per la localizzazione delle centrali. E potrebbe toccare alla Puglia, nonostante la regione abbia già espresso il suo fermo diniego al ritorno dell’atomo per due motivi: la sua vocazione turistica, incompatibile con la presenza di centrali o di depositi di scorie radioattive, e l’assoluta inutilità per la Puglia di produrre ulteriore energia». Il Rapporto annuale di Legambiente “Comuni Rinnovabili 2009”, confermerebbe che la nostra regione produce l’86% (pari a 17.100 GWh) di energia in più rispetto al fabbisogno interno, raggiungendo il primato nazionale nell’eolico (il 27% della produzione nazionale) e nel fotovoltaico (13,5% della produzione nazionale). Nella top five dell’energia rinnovabile comparirebbero, in particolare, Lecce, al primo posto per la diffusione di impianti di solare fotovoltaico e al terzo posto per solare termico; Troia, Minervino Murge e Sant’Agata di Puglia, primi nell’eolico.

«Nonostante questi dati lusinghieri –spiegava ancora Tarantini- la Puglia risulta essere particolarmente appetibile per la localizzazione di centrali, in quanto possiede grosse riserve di acqua e il requisito di bassa sismicità. In particolar modo a “rischio centrale” sono le città di Nardo, Avetrana e Ostuni, i cui sindaci hanno già discusso la nostra proposta di delibera “Comune denuclearizzato”». Una interrogazione, questa, che è stata anche portata all’attenzione del Consiglio Comunale di Bisceglie dal gruppo consiliare del Partito Democratico e che attende adesso una risposta da parte della Giunta Comunale. Ad aderirvi, in Puglia negli scorsi mesi, già diversi Comuni del brindisino, Lecce, Manduria, Ostuni, Avetrano, Nardò.
«Quel che urge all’Italia e che la Puglia già possiede –ha concluso Tarantini– è un Piano Energetico Nazionale volto, finalmente, a fare il punto della situazione e a chiarire il futuro energetico dell’Italia».

A seguire il dibattito sulla “denuclearizzazione”, animato dalla proiezione di un filmato su Chernobyl, è stato l’intervento di Alfredo Logoluso sul ritrovamento delle orme di dinosauro a Bisceglie. «A legarci con la questione della serata –ha commentato Logoluso– è il tema dello studio della geologia pugliese. Contaminare queste terre ricche di incredibili tesori vuol dire fare terra bruciata intorno a questo territorio, che ha da offrire soprattutto in termini di agricoltura e turismo culturale».

Serena Ferrara

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PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (II° Tempo)

Posted by Gio on lug 7, 2009 in Diario, Politica, Territorio

Rispondo alla provocazione di Vins in un giorno particolarmente frizzante.

Ieri sera, dopo un’accesa riunione col gruppo ambientalista di cui facciamo parte, con oiziruaM ci siamo fermati a sognare.

Ci trovavamo in un quartiere dimenticato di Bisceglie, “le Pescare”, in una stradina poco illuminata e chiusa da case diroccate.

In quella piazzetta naturale, probabilmente sconosciuta al 99% dei cittadini, io e il fidato compagno di sogni di cui sopra abbiamo immaginato di animarla con serate fatte di birre e chitarre. Chitarre legate a catene, in modo da lasciarle li, libere di essere suonate da chiunque lo desiderasse. Ma legate in modo da non essere depredate dal nostro sogno.

E casse di Peroni, comprate da noi e regalate a chiunque volesse contribuire al divertimento.

E più guardavamo le erbacce da estirpare tra una chianca e l’altra della strada, e più ci gasavamo al pensiero. E più ci dicevano che quelle case sono umide e brutte, e più i nostri occhi da caproni testardi si incaponivano a lacrimare di gioia; a quel punto il compagno onirico mi fa: “più vogliono spezzarci le ali, più abbiamo voglia di volare. Gio, occupiamo questa piazza!”.

Al termine “occupiamo” mi sciolgo…. Maurizio sa come giocare in casa.

Durante la riunione che ha preceduto questo nostro fantasticare, uno del gruppo ci apostrofa: “Noi dobbiamo risolvere i problemi concreti che questa città ha. Non dobbiamo pensare alle cazzate; non dobbiamo buttiamo energie a creare eventi, per sperare che la gente si avvicini a queste tematiche. Non sprechiamo il tempo a sognare!”.

Eccolo il pensiero insidioso… smettere di sognare.

NO!, rispondo… No!, caro Alfredo: non dobbiamo mai smettere di sognare.

La politica senza il sogno è mera amministrazione.

Una persona senza un sogno è tubo digerente.

Ma, caro vins, non concordo con te: il sogno non è sopravvivere. Il sogno è vivere. Il sogno, o come lo chiamavano un paio di generazioni fa, l’Utopia, è della stessa materia della speranza.

Ma non può fermarsi ad essere immateriale: se non AGIAMO per concretizzarlo, rimane li… nel limbo dei pensieri.

Le persone che mi hanno insegnato i principi basilari dell’esistenza – Gesù, Gandhi, Malcom X , Don Tonino – erano contemplATTIVI. Non erano relegati tra i “pensatori”. Erano persone che rischiarono o persero la vita per mettere in pratica quello che avevano in testa.

Qualunque sia il risultato che hai in mente, applicati. AGISCI! Che i pensieri siamo tutti capaci di formularli. Altrimenti il sogno si trasforma in illusione.

Questo è il paradigma fondamentale al quale mi attengo. Caparbiamente.

Gio

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Biciliae 19/06/09

Posted by Gio on lug 1, 2009 in Eventi, Territorio

Metti una serata d’inizio estate una cinquantina di appassionati della bicicletta s’incontrano e decidono di invadere il centro storico con le loro ruote gommate e il trillo dei campanelli. Metti che si fermano ad ammirare alcuni dei luoghi simbolo del centro antico e che esplorino le vie principali e quelle meno conosciute. Metti anche una pedalata su tutto il lungo mare occupando entrambe le corsie di marcia, come una sfida all’automobile, affinché il lento pedalare possa riprendersi la strada della Cafon Valley di casa nostra.

Metti tutte queste cose e hai “Biciliae di sera” svoltasi venerdì 19 giugno a cura del gruppo Bicilae. Partenza da Piazza Margherita, gli organizzatori hanno voluto invadere il centro storico con grande sorpresa dei partecipanti che hanno potuto visitare strade, vicoli e monumenti da un’altra prospettiva. La chiesa di Sant’Adoeno, il castello con la “Torre maestra”, il porto con i quartieri veneziani e ragusei, la Giudecca di Via Tevere alle spalle del Palazzo di Città e il portale della Cattedrale – tutti conditi da eloquenti spiegazioni del Prof.Losapio, cicerone del gruppo -. Segni che identificano il nostro centro antico, per una notte non più ostaggio del rumore dei motorini e delle auto, che spesso hanno dovuto attendere il passaggio del corteo di cicloamatori.

Ma la passeggiata non è stata solo rose e fiori. Infatti, molti sono i problemi che ancora oggi insistono nel borgo antico, la presenza delle automobili, la sporcizia per le strade a causa della mancanza di civiltà degli abitanti, i basolati sconnessi e i parcheggi selvaggi anche nei pressi delle poche rampe per i disabili. Così un’isola pedonale per definizione come il centro antico diventa luogo per scorazzare allegramente o per passeggiare in automobile.

La biciclettata è continuata verso il lungomare Panoramica Umberto Paternostro e verso Viale La Testa, luogo in cui si concentra la carovana automobilistica estiva. Arrivati a Largo Salsello il gruppo inizia ad occupare l’intera strada, un’invasione pacifica fatta da giovani e famiglie intere, significativa è stata la partecipazione anche dei bambini. Ma a questa protesta pacifica, spesso non è arrivata un’identica risposta, a causa del comportamento spesso scorretto degli automobilisti e dei motociclisti, che si sono sentiti disturbati nella loro “passeggiata” serale.

Il giro è terminato in piazza San Francesco dove, come di consuetudine, è stato piantato un arbusto a ricordo della serata!

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spazio, scena, arte

Posted by Gio on giu 29, 2009 in Arte, Cultura, Eventi, Territorio

Voler descrivere l’ultimo fine settimana, trascorso tra una biciclettata in compagnia di altre 50 persone nel centro storico di Bisceglie e il concerto di Antonello Papagni, non è facile.
Specie se devi essere tu ad arrangiarti per procurare tutto il materiale di fantasia, logistica ed entusiasmo alla realizzazione degli eventi.
Però è stato emozionante, tutto. Semplicemente.

Sentire (per la prima volta) Antonello finire tutte le canzoni ed esprimersi palesemente ispirato, ti gratifica le membra e il cervello, stanchi di lottare per la quotidianità.
E’ venuto con un camper apposta da Roma, Antonello. Il suo camper tutto fare, dal caffè al riparo, dal letto alla doccia, dallo studio di registrazione a uno spazio creatore di sogni.
Prima del concerto, sistemiamo il camper in modo da dividere lo spazio del concerto da quello d’arrivo degli spettatori. Non so, forse per difendere l’arte e la sua fragilità dall’aggressione del mondo esterno.
Fino all’ultimo ricevo chiamate da spettatori lontani spaventati dalla pioggia. Ad una di loro rispondo: le onde prodotte dalla musica si andranno ad infrangere su ogni singola goccia di pioggia, formando così un arcobaleno sonoro.
Neanche lo sforzo poetico riesce nell’intento di convincerla a venire…
Sta di fatto che Antonello è li che finisce il sound-check. E le sue note cominciano a penetrare le barriere della razionalità e lambiscono le sponde delle emozioni, lasciando una schiuma di malinconia aggressiva.

La magica atmosfera creata da un unico lume artificiale e da tante candele rende l’artista come un’entità isolata dal resto, che torna tra il pubblico solo ai ritornelli cantati all’unisono.
Bello davvero, Compà!
gio

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Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Posted by Gio on giu 19, 2009 in Arte, Eventi, Musica, Territorio

Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Sabato 20 Giugno al Circolo dei Pennelli di via S.Felice

 

Bisceglie, Giugno 2009 – In occasione della notte più corta dell’anno, i Pennellisolari & Biciliæ ti invitano al solstizio d’estate con il giovane cantautore Antonello Papagni, che offrirà al suo pubblico un’esclusiva anteprima del Girovago Tour 2009.

In concerto Sabato 20 Giugno ore 21:30 al Circolo dei Pennelli (campagna in Via S.Felice – Zona Pacciano – Bisceglie).

L’ingresso è di 3€ e vi chiediamo, inoltre, di portare da bere.

Eclettico cantautore, ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo album di Sergio Cammariere e arrangiato l’intero album della sua collega-amica Erica Mou, oltre a vantare varie collaborazioni tra le quali quella con il trombettista Fabrizio Bosso.

Una voce potente, accordi acidi e testi ricercati, provocatori e intrisi di sarcasmo richiamano alla mente gli stili di Rino Gaetano e Caparezza, cantanti di riferimento dell’artista accanto a Buckley, Battisti e Radiohead.

 

Originario di Bisceglie (BA o BT), Antonello vive e si esibisce a Roma. Reduce dalla tappa a Mosca (Russia), che ha portato oltre i confini nazionali la sua voce, è attualmente impegnato nelle attività di lancio del suo primo album del “Girovago Tour”, una turnè che lo vedrà girovagare, appunto, in camper per tutta l’Italia. E’ con questo curriculum e la sua straordinaria voglia di musica che questo talento si presenta nella città appula.

 

Per ulteriori informazioni e per ascoltare la sua musica:

www.myspace.com/antonellopapagni   

www.antonellopapagni.com

 

Per Info e Contatti:

Giovanni Papagni

g_papagni@yahoo.it

Mob: 334/6604460

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Biciliæ di sera… Pedalando? Si Spera.

Posted by Gio on giu 17, 2009 in Eventi, Territorio

Biciliæ  ti invita alla prima biciclettata serale dell’estate.

Venderdì 19 Giugno, ore 21:30
in Piazza Margherita (Teatro Garibaldi)

partiamo tutti in bici dal centro della città per raggiungere la litoranea.

Sono previste brevi soste in alcuni punti del borgo antico – Sant’Adoeno, Castello e Cattedrale – dove ci sarà l’intervento del  prof. Giuseppe Losapio.

Sarà un modo per scoprire la costa e il centro storico da un punto di vista rivoluzionario: in bici!!

Biciliæ  è il primo evento ecologico Euro Zero: la partecipazione alla biciclettata è a titolo gratuito. 

L’associazione non si assume alcuna responsabilità per incidenti e danni a persone o cose che dovessero verificarsi nel corso della biciclettata. La partecipazione costituisce autodenuncia di buone condizioni fisiche.

Per info: biciliae@gmail.com

Biciliæ  
Veni, vidi…bici!

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