Blogging myself – parte I
Oggi è domenica e io odio la domenica.
Ma la domenica passata in una grande città, credo sia molto di più che banalmente odiosa.
Soprattutto se la pigrizia ti inchioda al III° piano. Quello di casa.
A pensarci faccio ridere.
Pur di abbronzarmi sono uscito dal balcone a torso nudo. E fortuna che non mi conosce nessuno.
Ancora una volta è domenica e la voce interna è puntalmente stanca dei soliti discorsi, e delle solite promesse che ciclicamente rinnovo e ciclicamente non mantengo.
Le ho promesso che porterò il culo fuori di questa città, e invece oggi si sente dire che dovrei comprarmi casa se voglio adottare la tecnica del risparmio a lungo termine. Il cosidetto ritorno di investimento.
Discorsi sacrosanti, confronto agli euro di affitto ogni mese.
Ma le ho sentito esclamare “Cazzate”. E infondo ha ragione.
Le spiego allora che non è così facile come sembra. C’è bisogno di tempo.
E capisco pure quando mi chiede “Quanto?”.
Ma non posso dirglielo così, preferirei non dovermi pentire di averle fatto una altra promessa.
E poi oggi è domenica e lei è più lamentosa del solito.
Non mi resta che mantenere la calma e aspettare che venga buio che magari fà più fresco ed esco.
Intanto ti ho scritto un messaggio e chissà se con la scusa del tennis ti rivedo proprio oggi, invece che domani.
Che coglione, sono arrivato al punto di non riuscire a dire ad una donna che mi piace.
E vada come vada.
A volte scoprirsi tutto d’un pezzo, può portare dei vantaggi. In generale cambiare strategia aggiova.
E invece no, sono inchiodato e rigido come un tronco.
Al lavoro poi una scheggia, tutto alla grande, gli altri si fidano di me e anche quest’anno mi sà che è andato alla grande. E quindi aspetto settembre, e hai capito cosa voglio di dire.
Comunque dall’università è sempre stato così, più cercavo di sminuire il peso di un esame con gli altri e più il voto finale cresceva. E così qui… del lavoro mi importa relativamente e lo dico spesso.
Mi piace e questa è una gran cosa. Dicono.
Intanto ho perso la concentrazione, mi ha chiamato Lorenzo, il mio ex coinquilino.
E pensare che quando vuoi che qualcuno ti chiami non corri nessun rischio che ciò accada.
Mah.
Ah.. mi ha chiamato anche Elena: mi ama e mi pensa sempre. Pazzesco ma comincio a crederci per davvero.
Sì ok è sposata ma questo sembrerebbe non contare dal punto di vista sentimentale ma solo organizzativo.
E anche qui, non ho il coraggio di troncare… ma dicono che il problema in questo caso non sia mio, ma del genere maschile. Dicono.


