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Porto Giallo

Posted by Gio on gen 28, 2008 in Diario, Viaggi

[...continua]

Sono in un bar.
In una delle tante birre gustate con la faccia contro il sole mi fisso a guardare una finestra aperta all’ultimo piano del palazzo di fronte a me. All’interno c’e’ una seconda finestra aperta che sta sulla parete di fronte a quella piu vicina a me.
Filtra una luce pomeridiana molto brillante dalla seconda finestra e mi viene istintivamente l’associazione di quest’immagine con un quadro del Sanzio che si trova nella pinacoteca di Brera: Sposalizio della Vergine.
E’ un quadro in cui, alle spalle degli sposi in primo piano, c’e’ un tempio con due porte aperte, una di fronte all’altra, e da quella piu’ lontana si vede lo spazio indefinito dello sfondo.
La prospettiva rappresenta l’intento dell’autore nel giocare col concetto di infinito, collocando il tempietto come limite tra finito e infinito, perforato dalla luce che proviene dalla finestra. Un elemento simbolico associabile alla siepe Leopardesca.
Ecco, guardando allora le due finestre, mi pervade un sentimento di tranquillita’. Contemplo l’indefinibile ristorandomi con succo di luppolo gelato.

E’ sera. Ho il montgomery a scaldarmi il corpo.
Sono seduto ad un tavolo di uno dei bar che costellano il centro.
Ho appena comprato sei bottiglie di birra visto che, per la terza sera di seguito, sono stato invitato a cena a casa di persone mai conosciute prima.
Perche’ ho scelto proprio questo tavolo? Non lo so. Magari perche’ di fronte e’ seduto un angelo? Puo’ essere….
Una di quelle ragazze che sputtanerebbe in due secondi il solido asse Bisceglie-Milano-Grottaglie dei PennelliSolari.Compreso il 2% del Pennnello Nero.
Maglione rosso con maniche larghe, sciarpa avvolgente quasi arancione…puo’ sembrare di manifattura ma lo dubito. Con l’occhio malandrino, cerco di scrutare la gonna. So che e’ di cotone con una fantasia verde per mattonelle in ceramica.
Se non avesse sotto le calze doppie nere e gli scaldamuscoli in lana verde scura, starebbe crepando dal freddo. Quasi mi sgama mentre cerco di carpire informazioni sulle scarpe.
Ovviamente sono tipo ballerina, dorate, zero suola. Si, Mirko, come quelle ortopediche.
I capelli, ricci e biondi, sono legati da un fermaglio invisibile che genera un vigoroso cespuglio di boccoli; e tenuti compatti, dalla fronte al cespuglio, dalla immancabile fascia di cotone a fantasia tropicale che mi provoca quel vuoto che senti quando sei in fase di salita su un’altalena. Giusto per completare, mi spiazza con due occhi verde-azzurro, dal taglio felino.
Cazzo, e’ devastante.
Ah, dimenticavo, parla francese, immagino lo sia,e in grembo ha un cucciolo di cane che dorme.
Nick, roba che avremmo tentato di indovinare quale tipo di foglia di te’ preferisce bere al pomeriggio.
Sorseggia della birra con un’altra ragazza che, per quanto possa impegnarsi, non riesce a farmi percepire la sua presenza. Bastardo, lo so…
Oh, comunque non m’ha degnato di uno sguardo. Vado a casa, almeno cerco di contrattare col mio orgoglio per non farlo incazzare del tutto

[continua...]

Gio

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Portogando

Posted by Gio on gen 26, 2008 in Diario, Viaggi

Strano, rispetto alle altre persone, non sento il bisogno di scrivere un diario privato, che solo io posso o potro’ consultare. Preferisco al massimo scrivere una lettera, almeno so che qualcuno leggera’ le mie emozioni.
Da un po’ di tempo ho la possibilita’ di scrivere sul blog; spesso lo sento come un dovere e non mi riesce di scrivere liberamente. Altre volte, come questa, e’ un’opportunita’.
Per non perdere pezzi importanti della mia vita, perche’ so che se poi faro’ un back up (maledetto inglese!) di tutti i post scritti, un giorno mi rileggero’ con piacere, con stupore.

Ieri mattina atterro in un aeroporto del Portogallo, a Porto.
Ovvio che la ridondanza portuale e’ voluta ma riflette la realta’.
La notte scorsa ho dormito, o finto di, nell’aeroporto di Bergamo per non rischiare di perdere l’aereo quindi sono piu’ rincoglionito del solito.
L’aeroporto di Porto (mi diverto) e’ modernissimo e l’architettura e’ avveniristica. Netta e avvolgente. Tanto che, dopo mezz’ora, sono su un treno per Coimbra.
A sud rispetto a Porto, Coimbra e’ la citta’ di Gonçalo, uno dei tanti miei maestri di vita. Vado la’ perche’, a sua detta, e’ una citta’ molto bella da vivere, almeno durante la settimana.
Arrivo in stazione e subito contatto Tiago, un amico mai conosciuto di Gonzi, che vive a Lisbona. Senza averlo mai visto (!!) gli telefono e lui mi indica una locanda della citta’ dove mi daranno le chiavi di un suo appartamento. Cioe’, questo Tiago mai visto, mi da’ le chiavi e io mi funghizzo nel suo bilocale nel centro storico di Coimbra.
Lo so che puo’ sembrare falso, ma e’ cosi’. Fantastico.
Lo stabile si abbarbica sulla salita di un’arteria della citta’ antica. Le due camere sono piene di registratori, giradischi, pianola, ventilatori, libri, vinili, CD e un unico termosifone mobile di quell’appartamento sempre freddo.

Le giornate a Coimbra scorrono lente.
Spesso sono in qualche bar, stravaccato su una sedia di alluminio, che mi gusto un fino, un bicchiere di media bionda da 0,2 cl che qui costa un euro.
La citta’ e’ fondamentalmente divisa in due parti: la alta si sviluppa su una collina ed e’ l’area storica della citta’; la baixa, invece, e’ quella piu’ nuova, dove si concentrano i negozi e il mercato.
L’occhio europeo e’ abituato a questa dicotomia tra parte storica, indicata spesso come centro, e parte nuova. Ma, come del resto in Brasile, in Portogallo il centro storico non e’ rivalutato e vive aspettando i finanziamenti pubblici per essere restaurato.
Qui la gente preferisce prender casa nella zona nuova, dove gli edifici sono di concezione e realizzazione moderna.
Per fortuna, il fratello di Goncalo, Vasco, e’ un architetto e sa cosa vuol dire rivalutazione del centro. Oltre ad avere la libreria “XM” che vende libri, riviste e mobili che richiamano i concetti dell’architettura figo-comunista che costa un terremoto, ha un intero palazzo a venti metri dalla libreria, in pieno centro storico.
L’ha comprato per una miseria e per restaurare la facciata esterna di color rosa antico ha ricevuto i finanziamenti del comune.
La casa si stratifica su tre piani, con pareti bianchissime e infissi e porte ancora in legno. Per alimentare ulteriormente la mia invidia, mi invita a usare la scala a chiocciola per salire e scendere.

[continua...]

 Gio

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Panchina tra gli aranci

Posted by Nick on dic 3, 2007 in Fotografia, Viaggi

PANCHINA TRA GLI ARANCI. Siviglia – Orto degli aranci, non ho potuto fare a meno di fotografare questa panchina, quattro anziani che si riposano nel fondo del chiostro della cattedrale di Siviglia di fronte a decine di alberi di aracio. Potrebbero essere benissimo 4 anziani del sud Italia: Spagnoli e meridionali hanno molte cose in comune, ma le persone di una certa età sembrano le stesse…tradizioni ed atteggiamenti comuni, dal forte legame con la chiesa a quello per la famiglia. Non so voi, ma io sono sempre stato incuriosito dalle espressioni della gente anziana, poter scorgere tra le loro rughe ed i loro sguardi storie di generazioni e tradizioni ormai lontane dalla nostra. Bello fotografarli, i vecchi, come i bambini, generalmente non si ibarazzano davanti ad un obiettivo.
Nick

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Un po’ di Sud

Posted by Nick on set 20, 2007 in Diario, Viaggi

Le ruote della valigia saltellano sul fondo sconnesso della via verso la sazione. Questa volta il solito zaino lascia il posto alla borsa con il compiuter, viaggio di lavoro preceduto da un finesettimana da turista. Basta poco per capire che non sono più alla stazione di Milano: sole, sguardi curiosi di pallide ragazze americane ed il tassinaro che, a differenza del sattista milanese, è un vulcano di parole ed espressioni popolari. Ne approfitto per incontrare qualche amico e GPZ mi racconta del suo ultimo viaggio in India documentato da foto bellissime. Campo dei fiori, Colosseo, Fori Imeriali, Piazza Navona, Trastevere,….anche una via nascosta può essere una piacevole sorpresa regalandoti uno scorcio incantevole. Roma è unica, mi corteggia e mi fa innamorare ogni volta che ci ritorno.

Lunedi lascio Roma per andare verso sud: training un collega che fa l’ispettore (non di polizia!). Incontriamo diverse realtà aziendali, circondate da paesaggi variegati. In pochi chilometri si passa dalla spazzatura casertana alla meraviglia della Costiera Amalfitana alla tranquillità delle colline ciociare. Chilometri macinati con la vera sorpresa positiva di questi giorni, il mio collega! Ore ed ore di chiacchierate con un 65enne di raffinata cultura ad ampio spettro.

n.

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Storie di un matrimonio belaga

Posted by Nick on set 11, 2007 in Diario, Viaggi

Venerdi pomeriggio, quando tutte le energie residue di una settimana di lavoro le usi solamente per guardare l’orologio, ancora una volta sono zaino in spalla per il solo bagaglio a mano di un viaggio RyanAir direzione: matrimonio di Bart.

Bart: ha fatto l’erasmus ben sette anni fa in Italia facendo parte della ‘famiglia’ studentato di Via Pannilani a Como. In pochi mesi si sono creati legami di amicizia tra studenti italiani e stranieri tanto da perdurare nel tempo.

Arrivati a Bruxelles, alla carovana Italiana (io, Saverio, Carlo, Rosaria) si aggrega il mitico “poliziero” spagnolo Miguel. Anche se tardi, è d’obbligo andare alla ricerca una tipica birra belga ed altrettanto tipiche, ma poco salutari, patate fritte in cono di carta.

Secondo giorno, partenza per Aalst per il matrimonio in tre tempi:

- Primo Tempo, al comune: pochi minuti di attesa ed ecco arrivare un pullman anni ‘60 con su gli sposi, i genitori ed i testimoni tutti eleganti e con atteggiamenti formali. In coda a coppie equidistanziate si dirigono verso la sala del comune dove la sindachessa in un ‘comprensibilissumo’ nederlandese formalizza legalmente la coppia Bart-Katleen. Auguri ed applausi contenutissimi.

- Secondo Tempo, in Chiesa: il solito pullman arriva in paesino a pochi chilometri da Aalst, parcheggia all’ingresso di una chiesetta tra le campagne di granoturco con gli sposi che entrano stranamente insieme per la celebrazione cattolica. E’ ovvio che noi siamo completamente assentidurante le parole fiamminghe del parroco. Gli unici momneti che ci svegliano sono quelli dei canti delle due bravissime coriste che intonano pezzi non propriamente liturgici. Finita la messa, lancio del riso,mentre noi accenniamo gli unici applausi ed accenni a cori che sono bloccati dal silenzio e dagli sguardi straniti nei nostri confronti…. Capiamo subito che all’uscita della chiesa bisogna rimanere composti!

- Terzo Tempo, al ristorante: aperitivo in giardino con noi che ci piazziamo tatticamente tra il cuoco che arrostisce e la zona di uscita dei camerieri dalla cucina con vassoi in mano. Le nostre tattiche d’assalto al cibo sono supportate dallo zio di Bart che si dimostra altrettanto navigato in tali faccende. I primi bicchieri facilitano la socializzazione dei simpatici parenti di Bart e Katleen. I buffoni della serata ovviamente siamo noi, tanto che lo zio di Katleen ci prende per fenomeni da baraccone facendoci più foto di quelle fatte agli sposi. Al tavolo siamo noi 5 + Romina (altra ex dello studentato di Via Pannilani) ed il suo ragazzo (Matt Damon) che fortunatamente parlano itliano e ci traducono un po di scherzi e battute che vengono fatte durante la cena. L’ottima cena raggiunge il suo apice con i dolci (che delizia!), ma anche con lo sventolio dei tovaglioli a suon di musica tradizionale (tipica dei matrimoni) in cui l’ormai ubriaco padre di Bart ne è capofila, che spettacolo! Nel dopo cena si prosegue con le danze fino quasi all’alba, sono le 5 quando ci ritiriamo all’albergo dello zio di Bart.

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Mare profumo di mare

Posted by Nick on lug 22, 2007 in Diario, Viaggi

La sveglia fa eco nel silenzio di un sabato mattina d’estate insistendo nel lampeggiare 05:50. Le mie palpebre sono paragonabili a saracinesche arrugginite di un bar anni ‘60, a fatica mi sveglio, mi cambio, zaino in spalla e giu per le scale.

Per strada guardo il silenzio della città e la luce tiepida sull’architettura. Mi son sempre piaciute le mattine all’alba, quando tutto inizia a prendere colore. Mi piace camminare per strada, poche macchine, alzare lo sguardo e seguire la linea delle facciate. Le finestre sono quasi tutte aperte, ci sono i presupposti per un’altra giornata torrida d’estate.Tram, stazione e poi sul treno per ulteriori 2 ore di sonno. Mi sveglio quando dal finestrino si scorge il MARE, non vedevo il suo azzurro da diversi mesi. Camogli ci attende!

Abbiamo trascorso una bella giornata, tra schizzi, scherzi, carte, focacce, granite, un emergumeno che pianta gli ombrelloni, pallavvolo (non piu di 15 palleggi…), pietre roventi, creme solari, canticchiare “mare profumo di mare…” (ma c’è chi dice che il profumo lo si sente dentro….[Gio e Vins non sono ammessi vomiti!]).

Tornaiamo da “milanesi” contenti ed illusi di esserci rigenerati dalla città rovente, io ne avevo bisogno…

nick

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Come Corto Maltese

Posted by Vins on giu 11, 2007 in Arte, Diario, Viaggi

Corto Maltese. Un’altra domenica di viaggio e mostra. Chiostro di Voltorre. Maria Cicerchia mi ha chiesto se è un paese. Risposta ufficiale dopo due giorni a pensarci: no, non proprio. E’ uno sputo con un bar, un chiostro e delle indicazioni che ti mandano contro dei muretti in cemento. Boooh, stranezze segnaletiche del nord. Carino, però ma a viverci ci andate voi. Io sono a posto così.
Tutto inizia: soliti ritardi, colazione con il profumo di calamari fritti e Tom Tom di Daniela che da ieri sarà sempre nei nostri fuoriporta (il Tom Tom, non Daniela).
Tutto continua: Cesare tira, Mirella insegue… a stento. Giò odia l’aria condizionata e Ezia invece la vuole. Un giorno li ammazzo visto che avanti a fare il dj sul cruscotto comandi ci sono io.
Tutto mangia: eccoci arrivati all’agriturismo che è nel guinnes dei primati per il numero di donne incinata presenti in sala. Fa caldo ma per fortuna c’è un bel risotto ai funghi ad aprire lo stillicidio di portate che si susseguono a mezz’ora l’una dall’altra. E’ Estate e questi hanno un menù invernale. Hanno problemi al database delle cucine? Aiuto, deliro. Sarà il vino FERMO.
Tutto Mostra: il mondo dei fumetti, il ritorno. Un tuffo in una delle poche cose che mi sembravano degne di note negli anni dell’adolescenza e ben oltre, un disegno e una nuvoletta ad evitare qualsiasi suono molesto. Gran mondo quello di Hugo Pratt.
Tutto a casa: sulla strada del ritorno si fanno spazio, senza stento, quelle 2500 cazzate al minuto che io e Giò spariamo a raffica giusto per ribadire il concetto: siamo coglioni anche dopo una giornata a fare cabaret, camminare, mangiare e stare al sole.
Tutto in archivio: cosa c’è adesso, a si, altre gite, altre feste, altri inviti, altri quintali di appuntamenti che mi verrebbe di piazzarmi sul letto e dire: “ragazzi passo”. Ma poi finisce che non passo mai. Forse cerco il motivo buono. E vai di Negramaro, vai col rock.

Vins

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Cassetti

Posted by Nick on mag 21, 2007 in Diario, Storie, Viaggi
I primi cassetti si sono aperti salendo sul treno che attraversa il lungo ponte che porta da Copenaghen in Svezia, poi alla stazione, alle vie del centro, con le migliaia di bici, poi agli odori, ai colori, ogni scorcio un cassetto che si apre, poi un altro ed un altro ancora…
Non tornavo a Lund da 4 anni, da quando ho concluso i dieci mesi più belli della mia vita ed i cassetti dei ricordi si sono aperti di continuo, anche quelli di cui avevo dimenticato l’esistenaza. L’emozione più forte l’ho provata ritornando nello studentato in cui vivevo, tutto è rimasto invariato, stesse situazioni, ma con persone diverse. Nello stesso corridoio ci sono ancora studenti provenienti da tutto il mondo, ancora il mix di culture ed energie formidabili, ho parlato con alcuni di loro ed ho capito che la magia dell’ “EF corridor” si ripete ancora, anche per loro sarà un’esperienza incredibile.
Vorrei raccontarvi molte cose su Lund ed i miei dieci mesi li, ma certe emozioni non possono essere descritte facilmente, possono solo essere vissute.
Nick
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metafisica d’un sabato a Padova

Posted by Vins on mag 6, 2007 in Arte, Diario, Viaggi

Quando è finalmente sbucato dalla porta d’uscita io e Nick gli abbiamo fatto l’applauso. Ormai è un rito. Tutti fuori dalla mostra ad aspettare che Giò finisca di contemplare i dipinti con l’accuratezza di uno che ne capisce. Non lo sapremo mai se e cosa pensa davanti a quei quadri ma sappiamo che ci sono tradizioni che non si può evitare di ripetere. Questa è una. Altro giro altra mostra, siamo finiti da de Chirico questa volta, a Padova. Pioggia o no siamo andati decisi per la nostra strada e finiti, dopo la mostra, in un’osteria di Km zero (cosa vuol dire chiedetelo a Giò) dove il grande Gigi dei “Max Max and Community” ha tenuto banco per un paio d’ore con pezzi di cabaret tratti dal repertorio classico locale. Ci siamo spaccati dal ridere come per dire: i mille volti dell’arte, sottotitolo – quelli che … se non piace la mostra di certo piacciono le stra-puttanate attorno.

Un saluto ai cugini di Nick e scusateci ancora se Ezia ha offeso le mamme dei vostri ragazzi… lei è così, tutta genio e sregolatezza.
Vins
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Zaino in spalle

Posted by Nick on apr 25, 2007 in Diario, Viaggi
Sveglia, colazione e zaino in spalle….ne ho trascorse tante di mattinate iniziate cosi, sempre con le stessa emozione, quell’emozione frizzante di ragazzino che deve fare la gita scolastica o deve partire per una muova avventura. Sabato mattina si è ripetuta la stessa magia, la stessa adrenalina che ti fa aprire gli ochhi prima della sveglia, stessa voglia di novità, stessa voglia di catturare immagini da trattenere tra i ricordi.
Questa volta il mio treno mi ha portato a Londra. Mi immaginavo una città grigia, invece ho trovato una città bellissima, piena di artisti e ricca di una storia che ha toccato ogni angolo di continente, lo si percepisce anche dalla moltitudine di sguardi e colori della gente. Devo ringraziare Marcolino per avermi fatto vedere anche la Londra dei londinesi, quella dei mercatini, quella delle strade strette in pave, case basse e lampioni neri da film giallo con accanto un negozio in legno ed un vecchio cartello ciondolante con su scritto: “Bread Shop”.

Nick

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