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PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi

Posted by oiziruam on dic 9, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Senza categoria, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto

http://oiziruams.blogspot.com/

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Siamo rimasti in pochi. Io e Tu.

Posted by oiziruam on nov 6, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Politica, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

Siamo rimasti in pochi, me ne rendo conto incontrando la mia razza. Siamo rimasti in pochi a pensare e agire per il bene del pianeta, a preferire scomodi piatti da lavare a quelli di plastica che non sono riciclabilie e che biodegradano in centinaia di anni (600 anni per intero). Siamo rimasti in pochi a ricordarci di Haiti, di l’Acquila, della Cina dove vige ancora l’infibulazione (circoncisione… femminile), a tirare avanti con il vecchio PC perchè ogni computer nuovo alimenta la guerra in Congo per il prelievo di Nichel dalle miniere, in pochissimi a ragionare sui dolori del corpo che chiamiamo sintomi ma sono SEGNALI di qualcosa che non và e che non dovremmo ricorrere a medicine che annullano il segnale ma risolvere la causa. siamo in pochissimi a credere nell’improtanza del CONSUMO CRITICO e dei piccoli negozi sotto casa al posto dei grandi magazzini che sottopagano, impongono prezzi dda fame a chi produce e poi fallisocno comunque dopo aver seminato povertà fra la gente e cemento fra le campagne. (A proposito ieri ho vito che il pane di alcuni supermercati presenti a Bisceglie è prodotto in Romania. Che cazzo, non c’è ne stava di buono e fresco qui o la politica del guadagno sfrenato necessitava di grano magari radioattivo di altre zoen meno controllate?).
Siamo rimasti in pochissimi a investire in WWF, Legambiente, Greenpeace, a credere nei verdi, nei blu e in quelli che una piccola cosetta al giorno per il bene degli altri e del futuro del pianeta và fatta anche per la nostra anima.
In pochi a credere che altri tipi di politica siano possibili, quelli non fatti di A e B e di chi fà C per poter saltare da un aparte all’altra a seconda del comodo. Parlo di politica che preveda una squadra dove nessuno, all’interno della squadra giochi contro l’ottenimento del risultato.
Come può tutto il mondo continuare a non accorgersi che le cose vanno a casaccio rispetto a come dovrebbero andare, che l’amore non è fatto di anelli e brillanti ma di abbracci, voci soffuse, mani intrecciate e calma comunque. Che il lavoro è un mezzo per vivere e fare quel che ci rende davvero felice e non per comprare quello che ci fà apparire felici agli occhi degli altri.
Siamo rimasti tu ed io. Gli unici due stronzi che possono cambiare le cose come stanno. Io che scrivo e tu che leggi. Siamo solo NOI 2 con 2 braccia, 2 mani, 2 piedi, 2 gambe, a chiederci che cosa possiamo fare coem se fosse una cosa difficile. Ed invece mi spieghi con quei tuoi cazpelli e docchi che le vie sono infinite, tutte diverse da quella comune. Basta sorridere, essere fleici per quello che abbiamo, anche per le sventure, per i soldi persi in borsa che tanto non ci facevano PIU’, per la bici rubata, per la donna che amiamo a modo nostro e lei a modo suo e crediamo che non funziona per un secondo ed il secondo dopo il contrario, per la vita che è poter vedere, capire, scegliere, …
Siamo rimasti Io e TE e abbiamo scelto di mangiare prodotti localie di stagione, di mandare le banane nel culo di chi le importa semplicemente non consumandole perchè non sono un frutto locale, è trattato chimicamente, farle arrivare qui inquina molto e soprattutto sono prodotte sfruttando la povera gente invec eche retribuendola giustamente. Ancor prima stiamo cambiando tutto rinunciando agli integratori e mangiando più insalata, magari bio, mista a pomodori, mele, carciofi e mais.
Stiamo scegliendo di consumare meno tonno perchè rischia l’estinzione e soprattutto meno carne perchè inquina e causa aumento di CO2 e di cattiveria presente nel nostro sangue, causa nervosismo, dipendenza.
Stiamo facendo km in bici e a piedi da anni invece di fare il giro da mare la domenica con la seconda marcia inserita all’auto pulita mentre non sappiamo che dirci. Stiamo scegliendo di andare al mare anche fuori stagione, perchè il corpo senta e veda cosa è il cambio delle stagioni. Abbiamos celto di non accendere i condizionatori dìestate perchè per millenni l’uomo ha vissuto comunque e senza problemi respiratori, di sinusite o di insonnia. Abbiamo scelto di non consumare gas per riscaldarci d’inverno o al massimo l’abbiamo regolato al minimo e da allora non ci raffreddiamo più, non ci fà male mai la gola, lasciamo la finestra aperta tutto l’anno e la mattina la testa e fresca e serena.
Siamo tu ed io, che neanche ci conosciamo così bene eppure abbiamo scelto di riempire l’acqua dal rubinetto perchè meglio di quella in bottiglia e così abbiamo ripsarmiato almeno 365 bottiglie di acqua l’anno che non verranno rilasciaste sulla superficie terrestre.
Siamo io e tu. Quindi non sentiamoci soli che stiamo diventando già 3 e forse 4 e la canzone dell’HullyGalli questa volta s’inverte e m,agari domani saremo 44 milioni di gatti o addirittura tutti e 7 i miliardi di umani a preoccuparci dell’altro e dle mondo, ed allora non solo NOI ma TUTTI sai che festa che faremo, puliti dentro e fuori come saremo.
….
oiziruaM

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Siamo una squadra fortissimi, ma non a chiacchere. Percui dobbiamo darci una mossa.

Posted by oiziruam on set 28, 2011 in Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Storia, Storie, Viaggi

che gusto c’è se esci dal campo senza aver corso o con la maglietta asciutta?

che gusto c’è se gli altri fanno tutto il gioco per te?

Il gusto sta nel metterci il meglio, il cuore e l’anima. Sentire i brividi di freddo eppur continuare. Dire ai compagni di squadra “Andiamo a vincere!” piuttosto che rimproverarli. Il gusto è proprio lì, NEL SUPERARSI E SUPERARE. Non mi chiedere aiuto, non posso correre per te. Non mi chiedere la palla se ti nascondi dietro l’avversario. Non mi chiedere. Corri con me. Vieni a prenderti la palla, fatti vedere. Tu hai le tue gambe io le mie, ma siamo una squadra e in una squadra se uno non corre lo sentono tutti e ne pagano tutti. Ma se io metto il cuore per 2 all’inizio salvo il risultato e forse lo farò tutto il campionato, ma sarò anche quello che gioirà di più quando vinceremo e che soffrirà di più quando perderemo. Ma io non voglio gloria doppia. Io voglio il mio e che tu abbia il tuo. GIOCATI QUESTA CAZZO DI PARTITA TUA, IO LA MIA, ANCHE SE SIAMO LA STESSA SQUADRA. Smettila di chiedere a tutti di correre per te. Invece di piangere SUDA, sono sempre liquidi. Le lacrime sono incapaci di risolvere e sono statiche. Il sudore è di chi lotta. E per questo ho scelto di non piangere ma di sudare. Perchè fermo non ci sò stare. Perchè le lacrime mi stanno sulle palle e se piango lo faccio quando proprio non posso correre o non posso far altro. MA le lacrime danno lucidità alla mia mente e dopo ho fretta di tornare in campo. Non chiedere di entrare in campo se non hai voglia di dare tutto te stesso. Si gioca una sola volta ogni partita. L’altra sarà una rivincità, o una bella, ma mai la stessa partita. Percui tanto vale di giocare il massimo oggi. Ma se in campo mi gridi tutto il tempo perdo il gusto di giocare. Non sò più a chi passarla, dove andare, mi viene noia e non mi diverto più. Non mi arrendo ma perdo tempo nel cercare una reazione perchè non mi diverto. L’unico vero stimolo è altro.

Gioca la tua partita, con la tua squadra, con i tuoi compagni bravi o cattivi che siano, ma invece di arrabbiarti gioca con loro. Vedrai che vincerete, ma se pur non sarà così almeno vi sarete divertiti invece che esservi rimporverati. Gioca. E smettila di avercela col mondo se la palla non arriva da te. Forse non la stai cercando o chiamando correttamente o abbastanza.

Gioca e corri e anche senza palla sarà comunque divertente. Siamo una squadra, non lo dimenticare, anche qaundo non sei al top, anche quando sei fuori dal campo.

Io non sono un campione. Non sò se mai lo sarò. Non ho le fibre muscolari. Non ho più l’età per diventarlo. Ma ho vita da vivere e cuore che batte, e questo mi basta a farmi felice, a lanciare le gambe avanti per poi rincorrerle. Ho tutto quello che mi serve per fare quel che posso fare e anche quello che neanche immaginavo avrei mai potuto. E posso solo se sò che dopo ho qualcuno a cui raccontarlo, con cui condividere, con cui andarmi a bere la birra e confrontare la giornata.

Non sono un campione, ma mi godo quel che ho dando tutto, e anche s enon mi basta mi prometto che domani darò di più. Cerco di farlo, e se non basterà, continuerò.

Vado a prepararmi che l’arbitro non riposa mai.
oiziruaM

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SONO TUTTE CAVOLATE

Posted by oiziruam on lug 4, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Fotografia, Letteratura, Musica, Poesia, Storie, Viaggi

Sono tutte cavolate,
le paure, le ore di lavoro, le liti, le discussioni, i “malesangue”, le volte che cerchiamo ostinatamente di avere ragione, la destra e la sinistra, il non avere tempo, il domani, gli investimenti, …
Alla fine cerchiamo momenti che dovremmo avere gratis ed in quantità, ma che non riusciamo più a donarci.
Finito appena di discutere su una Patagonia da fare con gli amici, e magari, in compagnia della mia donna. Finito neanche di trovare una soluzione ad una data che mi ritrovo di fronte al film “Il postino” che mi commuove fino a farmi uscire le lacrime dagli occhi.
Stiamo perdendo tempo e questo significa disprezzare la vita.
Il mio plauso và proprio a Vins, coraggioso quanto non avrei mai immaginato, di dare quel cambio che ci raccontiamo da sempre. Io col mio posto semisicuro che mi dà il giusto per vivere con il pane in bocca e un futuro che sempre preoccupa, continuo a discutere di cose banali e non essenziali con la gente che mi circonda, dall’amore ai clienti.
Pensare che tutto finisce, all’improvviso portando con se sogni e speranze, prima ancora che si possa aver realizzato un centesimo di tutto quel sognare, mi fà fermare ancora e dire: “Cavolo, sono proprio cavolate!” La cucina, la lavatrice nuova, il solaio, l’automobile, i saldi, gli armadi stracolmi di roba che mi viene il vomito, cose da fare che non basta mai per farci felici, … e quel che mi rimane sono solo i momenti d’amore, di risa, quelli con gli amici veri, i tramonti, qualche libro letto in momenti speciali, le decisioni più strane, il coraggio di vivere un amore, le scelte più dure, le ironie dei pennelli, la canoa e le onde, il divano arancione sormontato da un onda dipinta anni fà, la porta di casa, il gozzo che spero di comprare per riempirlo di piante e portarlo in pesnione dal mare, le camminate serali da mare a inizio settembre, il mare d’inverno, la pelle profumata affianco a me nel letto, il calore della vita che incontro, …
L’orologio continua a girare nello stesso cerchio da anni. Neanche tolgo più la polvere per non perdere tempo. Immagino Noi sotto la cordigliera della Ande, l’abbraccio di chi amo in quel momento mentre respiriamo. Vins fà la sua poesia estemporanea. Giò si becca la dedica in consiglio comunale, perchè ovviamente non ci sarà (spero di sbaglairmi). Sono tutte cavolate, ma affetti, amori, sogni, vanno vissuti per riviverli poi ricolmi di lacrime per il tempo andato.
Non ci basterà mai, ma questo cammino di gruppo, Noi lo faremo in coppia, mi sembra qualcosa che dobbiamo regalarci con le persone che amiamo per rispetto alla vita. Ad agosto clicchiamo, Vediamo di organizzarci per una data buona per tutti. e per qualche giorno, al diavolo il lavoro.
oiziruaM

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SOGNARE PER REALIZZARE! … Patagon Patagon

Posted by oiziruam on giu 23, 2011 in Arte, Comici, Diario, Eventi, News, Poesia, Senza categoria, Storie, Viaggi

Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM

PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!

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Smettere di correre? Allora pedaliamo insieme!

Posted by oiziruam on gen 19, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio, Viaggi

CAro Gio,
non ho avuto il tempo di smettere di correre, ma in compenso ho rallentato.

Invece di andare in aereo a Verona ho scelto di andarci in treno in coppia e da li sempre in treno a pisa. Nel frettempo ho letto, pensato, fatto giri brevi in città che amo piuttosto che fare check-in e controlli e ho continuato a programmare il mio futuro da down-shifter.

Ho camminato anche molto e alla fine sono rimasto uguale.

Al di là dei nostri discorsi sento da qualche mese la voglia di fare un esperienza estera come volontario in una ONG. Non sò se ne avrò il coraggio, ma potrebbe essere l’unico modo per rallentare.

Poi penso spesso a cambiare la Doctor Farmer in una società di progetti ecosostenibili ovvero ostello, tour operator and free-teaching, oltre che collocamento per turisti (trova lavoro ai viaggiatori).

Dovrei mettere un pò di soldi da parte per farlo. Almeno questo è quello che mi ripeto da un pò.

Non ho fatto economia nel 2009 e nel 2010 e se nel 2011 mi dovessi fidanzare seriamente, beh allora dovrò anche affrontare qualche spesa come l’anello, le rose, le spine, l’abbonamento al cinema e un bel tandem.

Da qui potrei sfruttare l’idea del tandem per fare una vacanza insieme ecosotenibile. PArtiamo da Bisceglie in bici e andiamo fin dove arriviamo. A quel punto prendiamo il treno e torniamo. Io e te.

La ho in fissa questa cosa. Filmiamo tutto. Nessuna prenotazione, pochissimi soldi. Uno zainetto per uno e al massimo i sacchi a pelo.

Sarebbe bello andare nei paesi dell’est, oppure fino al ponte della manica e nel kent, o salire a nord, scendere e scendre dall’altro lato dell’adriatico fino in grecia.

Un’esperienza di quelle da ragazzi che credono nella rivoluzione ecologica.

In questo ho bisogno di te. Posso anche pedalare per te quando sarai stanco ma ho bisogno di te.

Potremmo arrivare anche a Campostela. Il tandem lo offro io. Spesa mia. Se posso permettermi la cucina, potrò permettermi il tandem con gli amici. Se tu non ci sei ti sostituisco subito con Tiziano, con il quale vorrei fare invece qualcosa in canoa o a vela.

Prepara il culo e dimmio quando puoi. Considera che potremmo anche decidere di partire dall’egitto e farci l’attraversata del nord-africa, ma forse, come prima esperienza, dovremmo omologarci.

Inizia a cercare un Tandem serio.

Oppure programmiamo l’ultimo eventi pennellisolari.

Io e tu sfidiamo in bici Raf e Vins. Arriviamo a Santiago del Cile e con 2 tandem scendiamo a sud la patagonia.

Meglio che mi fermo qui.

Ma qualcosa con la bici che ci sconvolga tutti dobbiamo farla.

Io sono già sconvolto. Penso a sta cosa della bici da anni, ma da mesi mi tortura. Mi cheido dove, quando, se solo o con chi, Stasera ti scrivo perchè vorrei condividere. CondiVIVErla. ecco mi piace. CONdiVIVErla.

Fino a luglio sarà un bel casino ma dobbiamo ricominciare a fare qualcosa di serio!

Ma sai quando partiremo che scacazza nel salutare il cartello bisceglie?

oiziruaM

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… x il FUTURO, oltre il confine!

Posted by oiziruam on ott 8, 2010 in Arte, Cultura, Diario, Fotografia, Letteratura, Poesia, Storie, Viaggi

Sono giorni che scrivo e cancello e riscrivo … e … non sò rispondere alla domanda che mi faccio sul futuro.
Probabilmente dovrei recuperare qualcosa.
Provo a scrivere futuri che domani non mi andranno già più bene.
Una crisi diversa questa, causata dalla staticità che non sò vivere, anzi che vivo male. Tutto imputridisce e mi rendo conto che sono fermo. FERMO!
In tutto questo mi illumina il solito viaggio, ancora tropa poca avventura ma basterà. Voglio di più. E’ tutto qui. Voglio di più e non mi basta mai e voglio fare un mare di cazzate ancora. Facciamo che non invecchiamo e già siamoa cavallo, che per il futuro continuaimao a peggiorare. Oh, che bello: A PEGGIORARE, perchè il serio mi rompo prorpio il cazzo a farlo anche fuori dal lavoro. Ecco, facciamo che rimaniamo delle emerite teste di cazzo. E poi magari domani divento un politico pure io e queste frasi me le sbattono in prima pagina sulla Repubblica. Però se ricordo Baricco, lui il termine “schifezza” lo spiegava proprio bene e spiegava anche il senso della vita e tutte quelle cose che poi sono vere e tutti fanno finta di essere bravi, perfetti e immacolati e poi si toccano come nel film American Beaty. Facciamo che non diventiamo vecchi e pieni di maschere e che non me ne affibi neanche tu. Si può essere nuovi, sempre più nuovi per il futuro. Facciamo così. A te che sei nato quasi vecchio, facciamo che ringiovaniamo e facciamo sempre più cazzate. Facciamo che andiamo sempre più in bici e in skate anche se stai per diventare papà. Facciamo che anche se vado di fretta mi nascondi la macchina nel portone di casa. FAcciamo che tu e io, ogni volta che ci incotnriamo, ritorniamo bambini e non uomini seri.
Facciamo? x il futuro!

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il mondo và da sè.

Posted by oiziruam on ott 2, 2010 in Diario, Senza categoria, Storie, Viaggi

Il bello e il brutto del mondo è che comunque sia lui và avanti, un pò come il tempo, un pò come tutto.

Ci si può perdere, si può andare altrove, si può fare gli offesi e chiudere dei rapporti, … comunque sia il mondo và da se e con lui tutto il resto.

Un padre mette al modno un figlio e crede che potrà decidere per lui il meglio sulla base dei suoi errori, potrà proteggerlo dal mondo esterno ed invece tutto accade come il quadro che cade improvvisamente dal muro.

A turno ci tocca tirare avanti il carretto convinti che se ci fermiamo noi si ferma tutto, ed invec eci accorciamo, tornando a casa dopo mesi, anni o solo giorni che tutto è andato avanti senza intoppi, ignaro della nostra assenza. Così a tutti quelli che come me molte volte si sentono indispensabili e insostituibili e per questo non mollano mai, non prendono mai pause, e soprattutto a tutti quelli che non sanno dire STOP e andarsen dall’altra parte del mondo perchè ritengono di essere INDISPENSABILI dedico questa riflessione sul MONDO CHE VA’ AVANTI ANCHE SENZA. Lo ha fatto con i dinosauri, i mammut e a breve anche lo faà con tigri e uomini.

Noi ci prepariamo a lasciare che il mondo vada da sè per 15 giorni per andare a camminare verso la più antica delle città sconosciute, a pedalare in quota, a masticare foglie di una pianta proibita che allevia i dolori e ossigena il cervello, chiederemo passaggi ai muli o asini che siano, mangeremo e dormiremo nel fango e se proprio ci sentiremo nostalgici vi penseremo e scriveremo.

l’unica cosa che mi vien in mente sempre è:

AVANTI!!!

http://www.youtube.com/watch?v=0tYDl08_uhI

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Invito aperto. ci vediamo tutti lì?

Posted by oiziruam on mag 28, 2010 in Diario, Eventi, Poesia, Senza categoria, Territorio, Viaggi

l’iniziativa “appare” carina.

http://viaggi.libero.it/news/viaggiatori-in-festa-firenze-turismo-viaggio-ne2265.phtml

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Pennellisolari 2009

Posted by Nick on gen 18, 2010 in Arte, Diario, Eventi, Fotografia, Storie, Viaggi
Oramai è diventata una tradizione, un mio piccolo lavoro a base di foto,  un calendario da rivedere carico di ricordi ed emozioni che raccontano sprazzi di Pennellisolari durante tutto il 2009. Non voglio aggiungere altro se non: buona visione.
Nick

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Mi piacerebbe

Posted by oiziruam on gen 14, 2010 in Diario, Storie, Viaggi

Mi piacerebbe che fossimo più felici di ciò che abbiamo. Mi piacerebbe che fossimo più consapevoli del dove siamo stati e cosa siamo stati. Mi piacerebbe che i pennellisolari fossero molti di più e che nuove idee arrivino a sconvolgere i nostri monotoni piani di uomini che rischiano sempre meno col passare degli anni. Mi piacerebbe che il futuro fosse molto ma molto più meraviglioso di quello che riusciamo ad augurarci con quei penosi messaggini in serie che rivedremo oramai a Pasqua. Mi piacerebbe che Milano fosse un quartiere di Bisceglie per poterci andare più spesso a passare i sabato sera e che NYC e Londra fossero più vicine e accessibili. Mi piacerebbe che ognuno di Noi avesse più tempo libero per viverci, piuttosto che per scriverci e che la lontananza anche fisica non arrivi mai a separarci.

Probabilmente i sogni e le idee di questa notte sono fantasie che non appartengono a questo mondo. Pensieri e progetti a cui mi voglio aggrappare prima di tornare, dopo un mese, al mio mondo italiano. Quest’anno devo avere più tempo per me e lavorare meglio cioè meno. Devo fare più sport, non farmi rapire dalla frenesia del alvoro e dai difetti della nostra società e bla bla bla.

Intanto la mia prima mezzanotte italiana sta scoccando, solo in una casa che Mia solamente non è più, con il solito sballottamento e vuoto interiore di chi torna da viaggi lunghi e lontani che non sanno di vacanza ma di vite vissute lontano da quel LI’ dove sono abituato a immaginarmi per sempre (Bisceglie). Ma il sempre è minacciato, in me, da sempre. L’Australia, l’America, ogni dove per trovarmi sperduto nel mondo e rifugiarmi poi nelle lenzuola di casa e sentirmi non più protetto come un tempo. Indifeso dal mondo contrariamente a quando da bambino sotto le lenzuola o meglio in quelle in cui dormivano Papà e Mamma, sentivo che nulla potesse succedermi di brutto.

Oggi un solo rifugio mi porta quella serenità, una casa affettiva e non fisica che ha un nome preciso. Ma fuori …

Fuori echeggiano i nostri dubbi, quesiti, paure, e allo stesso tempo entusiasmi, voglia di cambiare, di ricrearsi in un posto dove per ennesima volta non le nostre famiglie e le nostre storie e tradizioni, ma le nostre scelte ci definiscano come nuove entità. E di qui a chiederci se centrano i soldi, i guadagni, i figli, la casa, il matrimonio, se questi viaggi alla fine non facciano solo che turbare i nostri equilibri.

Provo a scrivere queste poche righe non sapendo neanche perchè lo stia facendo pur di scrivere un post in un blog che è una di quelle cose che ovunque io sia mi ricollega all’Italia. Provo a scirvere questo post, consapevole che bello non è perchè non può spiegare tutta questa confusione di un ennesimo ritorno a casa, parzialmente vuota, di fronte a un futuro tutto da colorare e da riempire con le scelte che faremo.

Prendo i colori, questa volta pastelli e non pennelli, per questo anno che comincia e che vorrei fosse colorato ma non dalle tinte brusche. Stasera ho bisogno di pastelli per attenuare le domande sulle scelte che faremo. La vita succederà. Mi piacerebbe. Magari un giorno, che quel disegno a pastello fosse tutto vero seppur non sappia ancora cosa. Come.

E la cosa più strana è che ho paura ad entrare da solo sotto le coperte e che forse la vera paura si chiama ricominciare.

oiziruaM

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Marrakech Express targato pennellisolari

Posted by Nick on nov 29, 2009 in Diario, Fotografia, Viaggi

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Forse è stata l’Africa

Posted by S. on ott 16, 2009 in Viaggi

kenia04092009_082copia-di-kenia04092009_155copia-di-kenia05092009_2191Forse è stata l’Africa

Forse è stata l’Africa a zittirmi. Forse a lasciarmi custodire. Non so. E’ che certi pensieri li tengo più per me. I pensieri, quelli che fluttuano nei venti di cui leggo su questo blog a cui ho dedicato il mio lungo silenzio. Non per un motivo. In fondo la mia assenza dalla scrittura, al contempo, è vita . Quella che sto tentando di gestire equilibratamente e difendere dagli sconvoglimenti che la stanno scandendo. Eppure ho ancora quegli occhi nei miei. Scuri, scurissimi come la terra di cui avrei voluto parlare e riparlare per provar a trasmettere ciò che avevo visto. E’ invece ho zittito, naufragando, ancora una volta, nell’idea che chi ascolta non rivive il tuo sussulto cadenzato dalle parole piene di immagini, suoni, colori e vento. Quello in cui le tue parole si disperdono. Quando la rabbia per una popolazione inerme e sorridente di fronte alla sua povertà, quando due occhi ti chiedono pane e non vogliono piantare grano, quando un leone, sia avvicina ad un preda morta di cause naturali, l’annusa, la lecca e con fare beffardo la lascia lì dov’è, e non perchè fosse putrida, mi piace pensare, ma perchè, non l’aveva conquistata lui, quando una terra non impara nemmeno dal suo Re, piuttosto che perdermi in racconti, ho preferito il silenzio. Perchè quello che nella più lunga delle notti nel bel mezzo della savana, mi aveva mosso il mare dentro, mi aveva urlato di costruirlo, il mondo che fosse tinto delle sue albe,  avesse il nitido suono del vento che nei villaggi non sbatteva sui palazzi, ed in cui lo scuro di quegli occhi mi ricordasse sempre di seminare grano più che di comprare pane. E solo allora mangiarlo. Il frutto della mia. Anzi.

   Della Nostra Africa. copia-di-kenia03092009_043

S.

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Blogging myself – parte II (Seattle)

Posted by Domenico Dell'Olio on ago 12, 2009 in Diario, Viaggi

D’un tratto senti qualcosa, bum e scrivi.
Talvolta scrivi per sentire qualcosa. E bum.
Giochi a trovare una versione narrabile ai pensieri che ti passano per la testa.
Che poi un giorno ti chiedono come sei, e neanche lo sai.

La scorsa settimana, come ormai accade da 3 anni, sono stato a Seattle.
Chiunque abbia sentito nominare questa città, che non sia per colpa mia, presumibilmente sà della sua piovosità, del fermento musicale che c’è stato negli anni ’80 e come è nato il primo starbucks della storia.
A pensarci bene, ti viene il sospetto che Seattle sia davvero una città pazzesca, e che forse la pioggia aiuta a pensare. Che poi ti metti a contare il numero di hotel di lusso in città, e allora il sospetto diventa certezza.
Certo però. E’ dall’altra parte del mondo, a 9 ore di di fuso. Del tipo che vai a letto e qualche famigliare comincia a lavorare. Mah. Non capisco. Non dovrei meravigliarmi di tutto ciò, ma uno spirito infantile dentro di me lo fà. Non c’è verso.
Lo stesso, frà se e se, ripete continuamente “DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO” rigorosamente in maiuscolo, e subito dopo pensa “MINCHIA”.
Vedi, che poi ti chiedono come sei, e neanche lo sai spiegare.

Come ogni viaggio al tuo ritorno, c’è sempre qualcuno che ti chiede di raccontare “com’è stato???”, e non che non ti faccia piacere ma puntualmente stropicci qualche pensiero vago, frettoloso. L’importante però è dare l’idea di una vacanza divertente.
Voglio dire, E’ stata una vacanza (molto) divertente, ma probabilmente mi sono emozionato per altro rispetto a quello che racconto.
Come quando vai ad un concerto e il trombettista tiene quella nota lunga, acuta, per secoli. E lì dici, non può tenerla ancora per molto, non può farcela. E invece continua. E tu speri che prima o poi smetta, altrimenti stecca e rovina tutto. Ma niente. Lo fà solo dopo un altro pò. E ciò è meraviglioso.
In quel caso racconti di un concerto stupendo, ma del trombettista nessuna traccia. Non rende cazzo.

Quindi se dovessi descrivere la settimana appena trascorsa, e ci ho pensato molto prima di scriverlo, direi che è stato come viverla a blocchi.
In una separazione tra un giorno e l’altro, netta.
Ogni giorno un blocco nuovo, separato da quello prima da un vuoto d’aria.
Voglio dire, abbiamo fatto tantissime cose: feste, cene, sessioni tecniche, il giro nel mercato, mangiato le alette di pollo piccanti, visto l’università dello stato di Washington, riso per qualche frase stupida, visitato il magico mondo di redmond, e ancora: parlato di filosofia, ballato latino americano, bevuto qualche bicchiere di troppo, riso ancora per le solite frasi stupide, conosciuto gente di tutto il mondo: indiani, cinesi, costaricani, brasiliani, americani, francesi, svizzeri, POLACCHI!!, ma tutto e dico TUTTO accadeva così.
Non c’era un ordine, qualcosa che accadeva per una altra. Era tutto così a blocchi.
Ho detto bene, semplicemente accadeva lì quel giorno, ed era divertente. Punto.

Poi, a tessere le maglie e far sì che i giorni diventassero via via una settimana, Paolo, Sara, Simone, Eleonora. Che per fortuna hanno dato una forma più smussata, meno spigolosa al ritratto mio, di loro.
Grazie.

Spero di ritornarci anche il prossimo anno, forse sarà di inverno. Sono proprio curioso di sapere se davvero piove, perchè di quei giorni ricordo solo il titolo del Seattle Times “hottest day ever?”.
Vedi, non puoi raccontarlo così filo per segno. Ci vai un altra volta e bum, è diverso.

Walking on the moon
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Mailing post

Posted by Gio on ago 5, 2009 in Diario, Viaggi

Quello che segue è un post particolare. Lo pubblico su esplicito invito di oiziruaM: si tratta infatti di una risposta al suo post ( “Rispondo e corro (sapessi pubblicarla)” http://www.pennellisolari.com/?p=1072) e, tra il suo post e il mio ce ne sono un altro paio che non si possono vedere su questo blog ma sono il frutto di uno scambio di mail avvenuto la scorsa settimana tra me, lui e Vins, con varie persone in copia. Per queste persone leggere il mio post sarà agevole, per altre risulterà oscuro in alcuni punti. Non fa niente, procedete comunque nella lettura. Come suggerisce il compagno oiziruaM, sono un paio di concetti che devono passare. Gio


Secondo te, coloro che alla fine hanno rivoluzionato il modo di pensare di tanta gente, coloro che hanno portato a cambiamenti sostanziali nella storia dell’uomo, secondo te non hanno sofferto?

Secondo me sono coloro che più hanno sofferto di tutti, perché avevano una verità in testa che hanno profetato anche a costo della vita stessa, e magari sono morti senza avere il piacere di vederla realizzata.

Ecco, io prendo loro come esempi di vita. Anche se sono cosciente che si soffre tantissimo, anche se nel piccolo micro-mondo in cui vivo.

Capisci che tutti questi sforzi quotidiani che io compio per tentare di rivoluzionare il mondo “non mi fanno stare bene mentalmente”, anzi… sai quante volte dopo un evento organizzato mi dico “gio, ma chi cazzo te lo fa fare?”…

 

Non pensare che il cosiddetto “impegno quotidiano” sia come prendere una medicina che ti disgusta lo stomaco solo per 5 minuti, ma sai che alla fine fa bene al tuo corpo.

L’impegno quotidiano è uno stile di vita. E’ uno sforzo continuo. E’ credere nell’intelligenza e nella carità degli uomini, ciecamente. E avere la speranza che un giorno tutto ciò che speri possa realizzarsi insieme agli altri.

Non fa niente se ti è costata una vita… L’Utopia è l’obiettivo più in alto che uno possa fissarsi.

Perciò non credo nelle azioni “straordinarie” cui fai riferimento. Perché credo che le azioni straordinarie siano ancora in una fase embrionale del sogno che chiamo Utopia. Perché credo che le azioni straordinarie servano solo per una questione mediatica. Come a dire: “visto cos’ho fatto? Visto cosa sono in grado di fare?”. Mi arrischio a dire che l’azione straordinaria è uno stile di vita “veloce”, tipicamente partorito dalla società d’immagine nella quale viviamo.

Non so se mi spiego…

Mentre il lottare quotidianamente porterà a risultati solo nel lungo termine, se ne porterà. Però sono sicuro che quei risultati e, soprattutto, lo stile di vita dello sforzo quotidiano, sedimenteranno negli animi delle persone. Scaverà molto più in profondità nelle loro menti. Che non l’azione straordinaria.

Tirando le somme, la mia è una scelta cosciente di strategia. Non è un ripiegamento dettato da una mancanza di coraggio. Anzi…

 

Quando quindi mi chiedi di “decidere (a priori) quello che vorremo fare”, io ti rispondo: rivoluzionare il modo di pensiero attuale e realizzare l’Utopia. Scendendo più nel dettaglio, ti dico che per Utopia intendo innanzitutto la salvaguardia dell’Ambiente e la solidarietà verso i più deboli. Questi macro-risultati possono essere raggiunti anche attraverso lo strumento della Cultura, che al momento è quello che sto cercando di usare.

Ho capito qual è la tua domanda quando dici “decidiamo a priori cosa vorremmo fare”, o meglio ho capito che tipo di risposta vorresti. Ma la mia risposta è su un livello diverso da quella che tu ti aspetti. Non posso dirti: vorrei aprirmi un bar alle Hawaii, e quindi qualora non ci riuscissi, avrei fallito nell’obiettivo. Perché non mi interessa un micro-obiettivo o azione straordinaria come la chiami tu.

Tu, invece, come risponderesti alla tua domanda?

 

Infine, una postilla che voglio sia chiara una volta per tutte: io non odio chi va al Divinae: anch’io ci vado in discoteca una volta ogni tanto, per varie ragioni: per cambiare ambiente, per vedere nuovi volti, per uscire con gli amici che vanno volentieri in discoteca…

Io non sono CONTRO il Divinae. Io sono per un’offerta eterogenea della cultura: a Bisceglie, da vent’anni a questa parte, esiste SOLO il Divinae. E questo ha ristretto ad un’unica dimensione lo spazio immaginario di coloro che vivono qui.

Ecco perché mi sforzo per organizzare concerti, biciclettate, feste di danze tradizionali… perché gli amici e tutti coloro che vivono qui abbiano la possibilità di vedere e capire che la Cultura (e lo svago in genere) non fanno esclusivamente rima con Divinae.

 

Termino qui: grazie, soprattutto a Maurizio, Vins e le altre due persone che mi hanno scritto one-to-one per tutte queste riflessioni.

Vi voglio bene.

Gio

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La Cavalcata della Valchiria tra futuro e passato attraverso un sogno

Posted by Daniela on mag 11, 2009 in Diario, Musica, Viaggi

Ecco ci siamo e senza navigatore satellitare: i primi pannelli solari come toppe sui tetti rossi delle case.
La mia auto che non ne può più di rispettare i limiti di velocità in territorio svizzero ha varcato dopo 4 ore il confine con la Germania, lo Stato che solo lo scorso anno ha installato 1 gigawatt di fotovoltaico che basterebbe ad illuminare una città come Milano!
Vedo i primi tedeschi, pronti per affrontare il futuro, ormai prossimo, senza petrolio. Pare manchino solo 50 anni.
E in Italia ci siamo noi, i Pennellisolari, come unica fonte di energia alternativa!!
Ma è già ora di un’altra produzione degna di nota: la Birra dell’HOFBRAUHAUS a Monaco, anch’essa solare.
Già nel 1500 i monacensi sperimentavano questa brodaglia considerata alimento al pari del pane, nella prima birreria di corte.
Ma il popolo ha dovuto attendere l’8oo perchè la birreria fosse aperta a tutti ed io il primo maggio del 2009 per innalzare il mio calice (1 litro) insieme ad altre 3500 popolani in memoria di questo evento.
E senza smaltire tutto l’alcol e senza fiato, vista la faticosa scalata, mi ritrovo nella camera di Ludwig II: cielo stellato, Tristano e Isotta dipinti sulle pareti e musiche di Wagner in sottofondo.
Ludwig pare abbia lasciato scritto: ” Vorrei rimanere un eterno enigma per me e per gli altri”.
E’ morto annegato e non si sa per mano di chi o se per suicidio. Ha fatto erigere tre castelli sontuosissimi mandando quasi in rovina la Baviera, ripagata oggi dalla pubblicità della Walt Disney che ha preso a modello il castello di Neuschwanstein per “la bella addormentata nel bosco”.
Ma perchè chiamarli castelli: siamo nell’800 o nel medioevo!??
Qualcuno ha bevuto troppo birra in quel tempio che per brevità chiamo HB.
Ma c’è di buono che le sale interne di queste residenze omaggiano il grande genio di Wagner con rappresentazione delle sue opere.
E quel pianino EOLODICON che Ludovico ha fatto costruire per il grande amico e che Wagner non si degnò mai di suonare.
Perchè ?
Fine della Cavalcata, fine del sogno!

La Valchiria.

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Il treno

Posted by Fra on mag 9, 2009 in Diario, Fotografia, Viaggi

Ho aperto il mio mac (a cui tra parentesi nn ho ancora dato un nome) …ma non so cosa scrivere…ho un idea, molte idee, ma come accade spesso le hai li ma nn riesci a dargli un forma a plasmarle a renderle un pensiero concreto. Sono in treno, torno dalla trasferta. Il mio lavoro mi porta spesso a stare sui treni. Quando ciò accade la giornata è scandita dal percorso del treno.  Si va al deposito di Firenze, ci si incontra con i macchinisti qualche chiacchiera e si è pronti a partire.  Ma il tra il pronto e il partire alle volte passa mezza giornata o più. Il tutto dipende se ti danno il via o in gergo se ti aprono il segnale! L’attesa nn dispiace, mi faccio un giro per il deposito vedo le varie locomotive. Ce ne è di tutti  i gusti, elettriche, diesel, nuove,vecchie e persino a vapore. Alla fine si parte tra sbuffi di fumo e lo sfrigolio delle ruote contro la rotaia. Si fanno tratte completamente immerse nell’Appennino toscano. Non ci sono passaggeri, sono solo con i macchinisti. Il treno è tutto per me. Lo spettacolo è bellissimo. Alberi, animali, colori, il cielo, le nuvole….tutto scorre come dipinto sui finestrini del treno.  Il treno si trasforma in una piccola pinacoteca dove in mostra c’è la natura con i suoi colori.  Si attraversano paesini, passaggi a livello, ci si ferma in attesa di una coincidenza nel mezzo della natura.  Il dondolio del treno concilia, smuove i pensieri. Si è quasi invogliati a pensare di più sul treno. Premono, scalciano, si divincolano i pensieri.  Alcuni sono belli altri meno….altri per niente ma sono li che si accalcano sospinti dal movimento sui binari. Mi vengono in mente donne, amore, amicizie, sorrisi, posti , cibo, attese, il mare, tutto ciò che frulla nella testa. Ovviamente mi soffermo su quelli grandi , su quelli importanti. E guardando fuori dal finestrino,  li proietto sul vetro e come in un film me li guardo in silenzio.  Lontano solo il chiacchiericcio dei macchinisti.  Con una mano sfioro il vetro temperato come a toccare il mio pensiero.  Un sorriso piacevolmente malinconico mi appare in viso, il pensiero più bello ……! Suona un cicalino….mi alzo, e vado a controllare in cabina se dai  macchinisti tutto proceda bene.  Un’altra sosta, ma i pensieri quelli belli ormai sono li….li vorrei dedicare condividere….per ora li ho solo proiettati, smossi dal dondolio del treno. Eh già!!  l’odiamo quando fa ritardo ma in sostanza ci piace andare in treno…..e il momento per farsi coccolare dai pensieri…..e qui anche i pensieri brutti ….alla fine non sono cosi brutti.! Alla prossima tratta alla prossima corsa.

La Caldaia del 1914 del Romito - Firenze

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Pennellisolari 2008

Posted by Nick on gen 14, 2009 in Diario, Fotografia, Storie, Viaggi


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Un Sogno Urgente

Posted by Vins on dic 2, 2008 in Diario, Musica, Viaggi

E’ un Sogno e nel sogno sono su una jeep che attraversa una distesa terrosa. Fa caldo e sono sballottato in una nuvola di polvere sottile e ruvida. Seduto perpendicolare al senso di marcia do le spalle al finestrino e vedo i dossi presi dall’auto riflessi nelle oscillazioni della testa dei miei compagni di viaggio. E’ tutto in penombra.

Nel Sogno il viaggio sembra lungo e scomodo. Lo sento dietro la schiena tesa e in ogni secondo che dentro ne conta almeno due. Guardo fuori dal finestrino e nella notte di quella terra senza scelta vedo i fari di altre jeep. Una in fila all’altra, in colonna imprecisa per circa un chilometro, vanno verso una gola rocciosa che irrompe nella pianura con il fragore di un urlo nel silenzio.

La Jeep si ferma. Si fermano tutte le altre, quelle avanti e quelle dietro. Scendo e come me tutti gli altri poggiando i piendi in un silenzo che sa di promessa d’apocalisse. Guardo il cielo per avere un conforto, per sentire che qualcosa, oltre noi, ha vita. E ce l’ho, il conforto. Abbastanza da muovere i passi sul terreno ed entrare in quella gola seguendo gli altri.
Mi siedo e aspetto. Aspettiamo tutti. Aspettiamo che succeda quello per cui siamo li. Per cui la notte e il deserto ci tengono al riparo da ogni possibile cenno di mondo.

A un certo punto, con la dolcezza di due amanti che fanno l’amore per la prima volta iniziano a suonare i violini. Una musica nata insieme alla sabbia di quel posto. Partorita con il tempo stesso. Appresso, uno ad uno, i fiati e gli altri archi e su tutto una melodia unica suonata sui tasti di un pianoforte che ha attraversato città e strade aride per arrivare fin li.
Poi il sogno finisce e di quello che è successo dopo non ricordo quasi niente.
Oggi, in questo freddo che arriva fino alle gengive e non lascia nemmeno una parola per dire che avrei voglia d’estate questo sogno è un’urgenza. E so che se non avessi qualcosa in grado di raccontarmelo forse davvero penserei che quel concerto di Giovanni Allevi nel deserto d’Egitto sia stato solo e soltanto un sogno. E nel sogno una musica, perfetta, a prendersi la notte e ogni paura di freddo.

Vins
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SiCiNi

Posted by Nick on nov 25, 2008 in Diario, Fotografia, Poesia, Viaggi

Terra che sbircia l’alternarsi delle onde
tra profumi saporiti ed intensi sapori
Orgoglio di se stessi oltre il proprio
dove eloquenti sguardi silenziosi
urlano cio che l’abitudine rende bello perchè dato
Immagino occhi affannosi,  
respiri obliqui verso la libertà
Riconto i passi di una via senza nome

Nick

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