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PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi

Posted by oiziruam on dic 9, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Senza categoria, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto

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Siamo rimasti in pochi. Io e Tu.

Posted by oiziruam on nov 6, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Politica, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

Siamo rimasti in pochi, me ne rendo conto incontrando la mia razza. Siamo rimasti in pochi a pensare e agire per il bene del pianeta, a preferire scomodi piatti da lavare a quelli di plastica che non sono riciclabilie e che biodegradano in centinaia di anni (600 anni per intero). Siamo rimasti in pochi a ricordarci di Haiti, di l’Acquila, della Cina dove vige ancora l’infibulazione (circoncisione… femminile), a tirare avanti con il vecchio PC perchè ogni computer nuovo alimenta la guerra in Congo per il prelievo di Nichel dalle miniere, in pochissimi a ragionare sui dolori del corpo che chiamiamo sintomi ma sono SEGNALI di qualcosa che non và e che non dovremmo ricorrere a medicine che annullano il segnale ma risolvere la causa. siamo in pochissimi a credere nell’improtanza del CONSUMO CRITICO e dei piccoli negozi sotto casa al posto dei grandi magazzini che sottopagano, impongono prezzi dda fame a chi produce e poi fallisocno comunque dopo aver seminato povertà fra la gente e cemento fra le campagne. (A proposito ieri ho vito che il pane di alcuni supermercati presenti a Bisceglie è prodotto in Romania. Che cazzo, non c’è ne stava di buono e fresco qui o la politica del guadagno sfrenato necessitava di grano magari radioattivo di altre zoen meno controllate?).
Siamo rimasti in pochissimi a investire in WWF, Legambiente, Greenpeace, a credere nei verdi, nei blu e in quelli che una piccola cosetta al giorno per il bene degli altri e del futuro del pianeta và fatta anche per la nostra anima.
In pochi a credere che altri tipi di politica siano possibili, quelli non fatti di A e B e di chi fà C per poter saltare da un aparte all’altra a seconda del comodo. Parlo di politica che preveda una squadra dove nessuno, all’interno della squadra giochi contro l’ottenimento del risultato.
Come può tutto il mondo continuare a non accorgersi che le cose vanno a casaccio rispetto a come dovrebbero andare, che l’amore non è fatto di anelli e brillanti ma di abbracci, voci soffuse, mani intrecciate e calma comunque. Che il lavoro è un mezzo per vivere e fare quel che ci rende davvero felice e non per comprare quello che ci fà apparire felici agli occhi degli altri.
Siamo rimasti tu ed io. Gli unici due stronzi che possono cambiare le cose come stanno. Io che scrivo e tu che leggi. Siamo solo NOI 2 con 2 braccia, 2 mani, 2 piedi, 2 gambe, a chiederci che cosa possiamo fare coem se fosse una cosa difficile. Ed invece mi spieghi con quei tuoi cazpelli e docchi che le vie sono infinite, tutte diverse da quella comune. Basta sorridere, essere fleici per quello che abbiamo, anche per le sventure, per i soldi persi in borsa che tanto non ci facevano PIU’, per la bici rubata, per la donna che amiamo a modo nostro e lei a modo suo e crediamo che non funziona per un secondo ed il secondo dopo il contrario, per la vita che è poter vedere, capire, scegliere, …
Siamo rimasti Io e TE e abbiamo scelto di mangiare prodotti localie di stagione, di mandare le banane nel culo di chi le importa semplicemente non consumandole perchè non sono un frutto locale, è trattato chimicamente, farle arrivare qui inquina molto e soprattutto sono prodotte sfruttando la povera gente invec eche retribuendola giustamente. Ancor prima stiamo cambiando tutto rinunciando agli integratori e mangiando più insalata, magari bio, mista a pomodori, mele, carciofi e mais.
Stiamo scegliendo di consumare meno tonno perchè rischia l’estinzione e soprattutto meno carne perchè inquina e causa aumento di CO2 e di cattiveria presente nel nostro sangue, causa nervosismo, dipendenza.
Stiamo facendo km in bici e a piedi da anni invece di fare il giro da mare la domenica con la seconda marcia inserita all’auto pulita mentre non sappiamo che dirci. Stiamo scegliendo di andare al mare anche fuori stagione, perchè il corpo senta e veda cosa è il cambio delle stagioni. Abbiamos celto di non accendere i condizionatori dìestate perchè per millenni l’uomo ha vissuto comunque e senza problemi respiratori, di sinusite o di insonnia. Abbiamo scelto di non consumare gas per riscaldarci d’inverno o al massimo l’abbiamo regolato al minimo e da allora non ci raffreddiamo più, non ci fà male mai la gola, lasciamo la finestra aperta tutto l’anno e la mattina la testa e fresca e serena.
Siamo tu ed io, che neanche ci conosciamo così bene eppure abbiamo scelto di riempire l’acqua dal rubinetto perchè meglio di quella in bottiglia e così abbiamo ripsarmiato almeno 365 bottiglie di acqua l’anno che non verranno rilasciaste sulla superficie terrestre.
Siamo io e tu. Quindi non sentiamoci soli che stiamo diventando già 3 e forse 4 e la canzone dell’HullyGalli questa volta s’inverte e m,agari domani saremo 44 milioni di gatti o addirittura tutti e 7 i miliardi di umani a preoccuparci dell’altro e dle mondo, ed allora non solo NOI ma TUTTI sai che festa che faremo, puliti dentro e fuori come saremo.
….
oiziruaM

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Smettere di correre? Allora pedaliamo insieme!

Posted by oiziruam on gen 19, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio, Viaggi

CAro Gio,
non ho avuto il tempo di smettere di correre, ma in compenso ho rallentato.

Invece di andare in aereo a Verona ho scelto di andarci in treno in coppia e da li sempre in treno a pisa. Nel frettempo ho letto, pensato, fatto giri brevi in città che amo piuttosto che fare check-in e controlli e ho continuato a programmare il mio futuro da down-shifter.

Ho camminato anche molto e alla fine sono rimasto uguale.

Al di là dei nostri discorsi sento da qualche mese la voglia di fare un esperienza estera come volontario in una ONG. Non sò se ne avrò il coraggio, ma potrebbe essere l’unico modo per rallentare.

Poi penso spesso a cambiare la Doctor Farmer in una società di progetti ecosostenibili ovvero ostello, tour operator and free-teaching, oltre che collocamento per turisti (trova lavoro ai viaggiatori).

Dovrei mettere un pò di soldi da parte per farlo. Almeno questo è quello che mi ripeto da un pò.

Non ho fatto economia nel 2009 e nel 2010 e se nel 2011 mi dovessi fidanzare seriamente, beh allora dovrò anche affrontare qualche spesa come l’anello, le rose, le spine, l’abbonamento al cinema e un bel tandem.

Da qui potrei sfruttare l’idea del tandem per fare una vacanza insieme ecosotenibile. PArtiamo da Bisceglie in bici e andiamo fin dove arriviamo. A quel punto prendiamo il treno e torniamo. Io e te.

La ho in fissa questa cosa. Filmiamo tutto. Nessuna prenotazione, pochissimi soldi. Uno zainetto per uno e al massimo i sacchi a pelo.

Sarebbe bello andare nei paesi dell’est, oppure fino al ponte della manica e nel kent, o salire a nord, scendere e scendre dall’altro lato dell’adriatico fino in grecia.

Un’esperienza di quelle da ragazzi che credono nella rivoluzione ecologica.

In questo ho bisogno di te. Posso anche pedalare per te quando sarai stanco ma ho bisogno di te.

Potremmo arrivare anche a Campostela. Il tandem lo offro io. Spesa mia. Se posso permettermi la cucina, potrò permettermi il tandem con gli amici. Se tu non ci sei ti sostituisco subito con Tiziano, con il quale vorrei fare invece qualcosa in canoa o a vela.

Prepara il culo e dimmio quando puoi. Considera che potremmo anche decidere di partire dall’egitto e farci l’attraversata del nord-africa, ma forse, come prima esperienza, dovremmo omologarci.

Inizia a cercare un Tandem serio.

Oppure programmiamo l’ultimo eventi pennellisolari.

Io e tu sfidiamo in bici Raf e Vins. Arriviamo a Santiago del Cile e con 2 tandem scendiamo a sud la patagonia.

Meglio che mi fermo qui.

Ma qualcosa con la bici che ci sconvolga tutti dobbiamo farla.

Io sono già sconvolto. Penso a sta cosa della bici da anni, ma da mesi mi tortura. Mi cheido dove, quando, se solo o con chi, Stasera ti scrivo perchè vorrei condividere. CondiVIVErla. ecco mi piace. CONdiVIVErla.

Fino a luglio sarà un bel casino ma dobbiamo ricominciare a fare qualcosa di serio!

Ma sai quando partiremo che scacazza nel salutare il cartello bisceglie?

oiziruaM

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Invito aperto. ci vediamo tutti lì?

Posted by oiziruam on mag 28, 2010 in Diario, Eventi, Poesia, Senza categoria, Territorio, Viaggi

l’iniziativa “appare” carina.

http://viaggi.libero.it/news/viaggiatori-in-festa-firenze-turismo-viaggio-ne2265.phtml

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La Fabbrica di Bisceglie

Posted by Gio on feb 19, 2010 in Cultura, Eventi, Politica, Territorio

Non so se succede sempre così durante il periodo pre-elettorale. Sta di fatto che in Puglia sembra essersi svegliata la nostra generazione, e non solo.
E’ da quando son tornato a vivere a Bisceglie che cerco forme di attivismo urbano, ma quelle poche esistenti sembra vogliano curarsi solo il proprio orticello, senza interesse nel “coagulare” con gli altri movimenti.
Da quando ho proposto di metter su La Fabbrica di Nichi, invece, sono state tante le teste che si sono avvicinate, a loro modo, e che stanno cercando di farla propria. Personalismi a parte, l’esperienza è una di quelle che hanno l’odore delle occasioni speciali: bisogna prendere la palla al balzo e cercare di dirigere le varie energie/teste che si stanno muovendo. Di sicuro ci sarà da divertirsi e lottare.
Sono queste le situazioni in cui sulla mia bocca si disegna un ghigno…
Gio

Le energie erano in fermento da tempo.
Diversi giovani biscegliesi avevano già cuore e cervello pronti a carburare per la giusta causa.
Ci voleva il catalizzatore di queste energie. E c’è stato…
E’ appena nata a La Fabbrica di Nichi a Bisceglie, laboratorio di un nuovo modo di concepire la Politica, uno spazio diverso, attivo e creativo.
 
La Fabbrica di Nichi non è un semplice comitato elettorale.
Volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono e si diffondono vorticosamente per tutta la regione, attraverso il web e le azioni sul territorio. Così, attraverso questo luogo fisico e virtuale, raccontiamo a tutti cosa è stato fatto e perché è importante rieleggere Nichi Vendola alle prossime elezioni regionali.
 
E vorremmo raccontare alla cittadinanza che è grazie alla giunta Vendola se i giovani pugliesi hanno avuto la possibilità di recepire finanziamenti a fondo perduto per frequentare master di specializzazione post-universitaria (Bollenti Spiriti).
E’ grazie ai cinque anni di Nichi e dei suoi collaboratori che sono state sviluppate le IDEE dei giovani pugliesi con 25mila euri a fondo perduto (Princìpi Attivi). Tra queste, ben quattro progetti sono stati finanziati solo a Bisceglie, di cui uno di sviluppo sociale e integrazione per ragazzi con sindrome di Down (gruppo Futuro Anteriore) e uno di recupero di due archi nel centro storico biscegliese (associazione Gli Archi). Giusto per capire di cosa stiamo parlando…

Sempre per noi giovani, si è rivoluzionato il settore produttivo regionale, dandogli la chiara direzione della cosiddetta Green economy, ovvero un nuovo modello di sviluppo economico basato sulle energie rinnovabili e sostenibili.
La regione guidata da Vendola sta diventando il giardino più verde d’Italia, dove al posto di centrali nucleari e centrali a carbone, si stanno piantando alberi che chiamano Pale Eoliche e fiori che chiamano Pannelli Fotovoltaici.

Ci rivolgiamo allora a i cittadini biscegliesi attivi, a tutte le associazioni, ai movimenti, ai partiti.
La Fabbrica di Nichi è uno spazio aperto a tutti coloro che vogliono partecipare, attraverso le proprie idee, risorse, energie.
Se, come dicono, nel 2005 è cominciata la “primavera pugliese” con l’avvento di Vendola, allora noi sogniamo di diventare testimoni di una nuova Estate Pugliese..
 
Per info e adesioni, scrivi a:
fabbricabisceglie@gmail.com
 
Su facebook ci trovi a:
http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=311784641951&id=721090145&view=user#!/group.php?gid=311784641951&ref=mf
 
Firmato
Il Comitato promotore della Fabbrica di Bisceglie

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Posted by Gio on feb 9, 2010 in Cultura, Eventi, Poesia, Politica, Territorio

Dopo quasi due anni di vita, Biciliæ diventa un’associazione vera e propria.
Il gruppo di promozione della mobilità sostenibile e della bicicletta come status symbol di una città che vuole definirsi moderna, si è dotata di una struttura portante.

E’ dello scorso 22 Gennaio, infatti, l’adesione del gruppo alla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it).
Divenendo sezione locale del gruppo di cicloamatori Ruotalibera Bari, Biciliæ è divenuta a tutti gli effetti la presenza della federazione sul territorio biscegliese (www.ruotaliberabari.it/Biciliae).
Il passo compiuto è importante perché segna una svolta riguardante la gestione delle attività e che impatta sulla condivisione delle decisioni e della mission all’interno dell’associazione.
Infatti, l’affiliazione a Biciliæ significherà per chi ne farà parte condividerne i principi, partecipare alle scelte del gruppo, aumentarne le potenzialità grazie al fondamentale strumento delle sinergie che verranno a crearsi.

Dal nucleo iniziale di alcuni amanti della bicicletta e dell’Ambiente, sognatori di un futuro più lento, gli eventi di Biciliæ in questi due anni hanno visto il numero dei partecipanti fluttuare come una fisarmonica in piena attività.
Dalle consistenti partecipazioni estive, si passa allo “zoccolo duro” dei partecipanti durante le uscite invernali.
Ed è proprio sugli aficionados che si vuole puntare per far crescere il gruppo.
Come? Chiedendo la partecipazione attiva alla pianificazione degli eventi, decidendo insieme le tappe da visitare, condividendo l’impegno dell’acquisto degli alberi che piantiamo ad ogni uscita, proponendo di volta in volta tematiche e luoghi nuovi da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

Vari sono i cantieri aperti da Biciliæ che hanno bisogno di energie per essere sviluppati, dalla petizione per salvare le ville storiche Di Pierro e Bruni, alla costituzione di un’interfaccia costante con l’Amministrazione per tutte le tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, alla partecipazione a gare e bandi regionali, alla creazione di eventi mediatici riguardanti la mobilità sostenibile.

Queste sono le linee principali che l’associazione vorrebbe seguire e potenziare con lo scopo di radicarsi ulteriormente sul territorio, perché crediamo che la bici possa diventare uno strumento di vita quotidiana per il cittadino biscegliese.
Perché non possiamo sempre e solo limitarci a guardare agli esempi di Bolzano, Ferrara, Modena, Amsterdam … dove tutta la città si muove in bicicletta.
Pensiamo, Attiviamoci, Partecipiamo!

Per informazioni e iscrizioni all’associazione, scrivete a biciliae@gmail.com

Gio

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I luoghi scomparsi

Posted by Gio on gen 11, 2010 in Cultura, Poesia, Politica, Storia, Territorio

E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.

Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.

A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.

Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.

La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com

Gio

Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie

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SalviamoCI

Posted by Gio on dic 21, 2009 in Arte, Politica, Storia, Territorio

Insieme ad amici ci siamo messi in testa di salvare i pochi superstiti di Storia della città che amiamo e nella quale viviamo, Bisceglie.
Lustri di edilizia selvaggia l’hanno ridotta ad un ammasso di palazzoni che sgomentano al solo vederli.
La petizione che abbiamo costruito e che oggi ti chiedo di firmare è l’ultima àncora di salvezza per due ville storiche della nostra città, Villa Di Pierro e Villa Bruni. Molti non sanno neanche che esistono, ed è questo l’errore più grave che possiamo commettere: ignorando l’esistenza, non si soffre per la loro scomparsa.

Per firmare la petizione, anche se non vivi o non hai mai sentito parlare di Bisceglie, vai su:

http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457

e compila il modulo in basso a destra.

Troverai due piccole foto delle ville da salvare e il testo completo della petizione.
Facciamoci finalmente un regalo di Natale che sia intriso di quel valore che ormai non conosciamo più e che si chiama COLLETTIVITA’.
Non importa la tua fede o le tue idee politiche: qui è in gioco la STORIA!

Grazie e auguri di Buon Natale.
Gio

P.S.: La petizione è promossa dalle associazioni: Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente

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Mobilità sostenibile a Bisceglie

Posted by Gio on set 21, 2009 in Politica, Territorio

Visto che la settimana della mobilità sostenibile è appena passata, pubblico un articolo scritto per un giornale locale.

Ringrazio Marianna per la dedica-canzone e per il suo sostegno… Marià, torna che sennò qui lotto da solo!

Il concetto di mobilità sostenibile è entrato a far parte del gergo legale italiano a partire dal Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 1998.

Per mobilità sostenibile si intende quel complesso di interventi a carattere urbano volti a raggiungere un equilibrio tra il diritto individuale del cittadino alla mobilità e la riduzione dell’impatto ambientale degli spostamenti.

Gas serra, smog, inquinamento acustico, congestione del traffico veicolare, possibilità di incidenti sono tutte problematiche che vanno affrontate attraverso l’intervento pubblico.

Nel lessico biscegliese il termine di mobilità sostenibile non è stato assimilato: i cittadini e l’Amministrazione non ne conoscono ancora il significato.

I primi non si pongono neanche i problemi legati al traffico delle automobili: smog e stress durante la guida non sembrano sfiorare minimamente la volontà del cittadino.

Il biscegliese sarebbe disposto a pagare pur di prendere l’auto, anche per percorrere 100 (cento!) metri, piuttosto che andare a piedi o addirittura in bici.

Invece di godersi il flusso naturale della città, preferisce essere succube del veicolo a quattro ruote.

E allora ecco che la città diventa un’unica immensa congestione di automobili, scatole metalliche che nella maggior parte dei casi trasportano una sola persona (sic), fumi di scarico puzzolenti e clacson indisciplinati che coprono tutto il resto.

Se a ciò si somma il tempo che si perde nel trovare un parcheggio in centro (e non), tra la selva di strisce blu, strisce gialle e auto parcheggiate in doppia fila, allora la conclusione che camminare o inforcare una bicicletta sembra essere la più plausibile.

Fuori forse, non a Bisceglie.

A corollario di tutto questo, il riconoscimento e il rispetto che il biscegliese nutre nei confronti delle piste ciclabili esistenti risulta paragonabile a quello che il Ku klux klan aveva verso la comunità afro americana durante gli anni venti. Trovare una pista ciclabile sgombra da auto parcheggiate è probabile quanto un terno al lotto.

A livello istituzionale, sono molteplici le iniziative che un’amministrazione può intraprendere in ambito di mobilità sostenibile.

Alcuni esempi:

  • Potenziamento del trasporto pubblico;
  • Costruzione di piste ciclabili, promozione del traffico ciclabile e di servizi di bike sharing (affitto di bici pubbliche dietro cauzione);
  • Servizi di car sharing (utilizzo dietro pagamento di un’auto pubblica), promozione del car pooling (es: lavoratori che si accordano per l’utilizzo condiviso di un veicolo privato);
  • Sosta a pagamento dell’auto su strada; introduzione di aree Park & ride, preposte allo scambio del veicolo privato col mezzo pubblico (tipicamente all’ingresso delle città);
  • Promozione della figura del mobility manager, un professionista specializzato nella realizzazione di politiche di mobilità sostenibile all’interno di aziende private e pubbliche.

Ma questi non sono che pochi esempi di quelle politiche urbane che possono essere sviluppate per rendere più vivibile il tessuto urbano.

Nella nostra città, invece, manca totalmente un disegno politico di qualsiasi colore in questo ambito.

Le piste ciclabili, ad esempio, sono state costruite senza alcuna progettualità.

Sono spesso scollegate tra loro, impedendo un percorso sicuro per gli utenti ciclisti; pur essendo state costruite recentemente, le bande che ne segnalano i confini sono scolorite da tempo; come già detto, i concittadini automobilisti hanno un rispetto nullo nei riguardi delle piste, parcheggiando i propri veicoli sopra.

Un ottimo intervento sia per prevenire quest’ultimo fenomeno sia per aumentare le risorse comunali sarebbe quello di multare puntualmente tutte le auto in questione.

A parte qualche intervento registrato negli ultimi mesi, la situazione risulta ancora evidentemente irrisolta, soprattutto in alcune zone della città (vedasi zona Ospedale e Porto Turistico).

Da un anno a questa parte il gruppo Biciliæ promuove la mobilità sostenibile attraverso l’organizzazione mensile di biciclettate aperte a tutta la cittadinanza. La prossima si terrà il giorno 4 Settembre (h:21.30 – P.za Margherita) e si svolgerà in collaborazione con l’Assessorato allo Sport: un vigile urbano parteciperà in bici e multerà tutte quelle auto parcheggiate sulle piste ciclabili.

L’invito all’Amministrazione e alle istituzioni è quello appunto di cominciare e potenziare un dialogo con i cittadini, anche attraverso le associazioni come Biciliæ, in modo da creare una piattaforma partecipativa di politiche di mobilità, condivise con la cittadinanza.

Gio

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Vedovo di vita.

Posted by oiziruam on set 16, 2009 in Diario, Poesia, Storie, Territorio

Anni fa partivo a fine agosto per andare a studiare al nord, in una città umida e afosa. Sentivo l’aria mancarmi, l’amore mancarmi e nutrivo un dolore devastante che non era malinconia, ma io che io non riuscivo a sfogare neanche con le lacrime. Era lancinante ma partiva dal vuoto psicologico che avevo intorno nel trasferirmi solo, lì dove andavo. Il solo ricordo mi fa star male. Ora che io rimango e qualcuno và via, vivo solo una parte di quel male, ma il ricordo basta.

Una sensazione amara in pancia che appesantisce stamattina svegliandomi. Il cielo è grigio e tira vento. Le spiagge sono vuote e le strade pure. Ieri sera era estate, stamattina è malinconia. Per me non cambia nulla. Non devo riprendere a lavorare dopo le ferie non avendo mai smesso e non devo andar via dalla città che amo per motivi di lavoro. La mia donna non deve partire e non devo cambiare nulla alla vita che amo condurre. Anzi fra breve partirò per un viaggio. Ma mi sento vedovo. Vedovo di emozioni che sembrano appartenere solo a determinati periodi dell’anno, anzi ad agosto, e soprattutto a determinate persone che sanno farmi felice solo perché sono a Bisceglie con me.
Aspetto 11 mesi questo mese, il rimanermene in spiaggia con gli amici d’infanzia e di paesi lontani. Il sole che scotta, la birra ghiacciata e i preparativi per le lunghe nottate. Aspetto troppo e troppo in fretta passa.
I miei migliori amici si dividono fra questo paese e il mondo e il tempo con loro è sempre il migliore che posso regalare alla mia vita.
Alcune mie ex sono state addirittura gelose di come gli adorassi, gli aspettassi, gli dessi prevalenza, e di come gli occhi mi si illuminassero in loro presenza, e capisco che non deve essere facile per una donna sapere che nella vita del suo uomo gli amici hanno un importanza pari all’aria e all’acqua pulita.
Per la prima volta una donna a capirlo e a vedermi godere di questo, ma vedovo stamattina mi sento lo stesso.
Il più storico e legato degli amici parte. Portando via un agosto che ha riportato le pelli del viso a rilassarsi al sale come quando sfrecciavamo sulle “lambrette”, come quando la vita era 15 ore tempo libero e 9 ore tra sonno e impegni. È come riacquisire la capacità di essere leggeri, di ridere di poco, di godere della sola vicinanza, … e di non saperlo spiegare questo legame fatto di anni di discorsi, cazzate, emozioni, marachelle e sguardi parlanti. Lontani ma sempre vicini.
Ripenso alla frase: “Più invecchierai più avrai bisogni delle persone conosciute da giovane!” e mi piace allora invecchiare pensando a loro e a quando torneranno a vivere qui.
C’è sempre troppo poco tempo e alla fine di 12 mesi l’anno mi rimangono poco meno che una decina-quindicina di splendidi ricordi ogni anno.
Non ho parole per scrivere di loro, ma il sole, nascondendosi, ha dato il giusto clima col vento a come mi sento dentro, seppur l’estate, sul calendario, non sia ancora finita.
Da Milano a Mosca, a Lussemburgo, a Roma, a via Imbriani e la piazzetta. Non smetterò mai di viverli attraverso le emozioni che mi regalano, anche solo per una battuta via sms. E davvero rifletto sulla voglia di rimanere qui, di fronte al mare, ad aspettarli tornare insieme a quelli cari che vivono vicino. Questo per dirgli che mi mancheranno loro e tutti i piccoli particolari che regala la loro presenza.
Verrà l’estate….

Dedicato anche a quelli amici persi per strada, perché hanno dato prevalenza ad altro, ignari di cosa stessero perdendosi. Mi spiace perché abbiamo perso entrambi la possibilità di moltiplicare le nostre emozioni.

oiziruaM

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Rassegna stampa

Posted by Gio on set 14, 2009 in Cultura, Eventi, Politica, Territorio

Di solito non pubblico nulla riguardante Biciliæ o altri eventi che organizzo.

Però l’articolo di Serena Ferrara (http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=6372) sull’ultima edizione mi è piaciuto molto e ne approfitto per pubblicarlo insieme ad alcune foto.

Gio

 

Aumentano gli affezionati delle due ruote con Biciliæ

Dedicato a Mauro Giuliani l’ultimo appuntamento del raduno in bicicletta.

 

di Serena Ferrara

Biciliae cresce a vista d’occhio. La massa critica dei sostenitori della bicicletta, quale mezzo di trasporto sostenibile ma anche strumento di diletto per tutte le età, sembra ormai avere a Bisceglie un suo interessante zoccolo duro.

Torna così di moda, senza che Bisceglie se ne accorda davvero, la bicicletta. In tanti, durante le giornate estive, sono tornati a sedersi su un sellino e a disegnare cerchi con le gambe. Sarà per emulazione del Biciliae, o forse perché spinti da un bisogno inconscio di tornare a vivere gli spazi pubblici, sta di fatto che diversi cittadini iniziano a liberarsi dalla dipendenza da automobile e ad usare i mezzi pubblici per i tragitti urbani più lunghi.

A dimostrare il nuovo fascino del pedale, è l’ultima puntata della manifestazione itinerante “euro zero”, che lo scorso 4 Settembre ha contato sulla presenza di oltre 50 ciclisti, portandosi anche all’attenzione delle istituzioni. Presente, come partecipante all’evento realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “G.B.Ferrara”, anche l’assessore Vittorio Fata, che ha espresso la volontà di creare un percorso di collaborazione istituzionale per radicare la cultura della bicicletta nelle scuole.

Quattro le tappe in cui si è snodato “Biciliae a 6 corde”, itinerario dedicato alla figura del musicista biscegliese Mauro Giuliani. Prima il consueto “rituale verde” della piantumazione di un albero in piazza (questa volta si è trattato di un ulivo, in piazza S. Francesco), poi il manipolo di ciclisti ha raggiunto la casa natale del chitarrista, in via Tupputi n.6 (nei pressi del ristorante “La Polveriera”). Qui si è spiegato delle origini profondamente biscegliesi del Maestro, imparentato con i Frisari ed i De Martino.

Mangiando lentamente la strada al chiarore delle luci notturne, il gruppo si è così spostato lungo le Mura Aragonesi, dove la guida Elisabetta La Notte ha spiegato il come ed il perché di quando il pericolo turco, a fine ‘400, costrinse Bisceglie a dotarsi di una nuova cinta muraria per l’attacco e la difesa del borgo. Quindi si è pedalato sino al settecentesco Molo di levante (o Molo Vecchio), che rese Bisceglie, all’epoca cittadina di quasi 10.000 abitanti, un porto tra i più importanti dell’Adriatico.

Terminata la visita guidata, l’esercito delle biciclette ha sferrato il suo familiare attacco al traffico motorizzato a colpi di pedale, disturbando le automobili rombanti lungo la litoranea con la sua allegra rilassatezza.
Ancora una volta, fino allo scoccare della mezzanotte, si è dunque riusciti ad evadere in spensieratezza, lasciando che il tempo potesse riprendere, per qualche ora, a respirare secondo il suo ritmo naturale.

 

 

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Immersioni

Posted by Antonio on ago 28, 2009 in Diario, Territorio

L’occasione è di quelle ghiotte: recuperare energie sotto forma di sonno, accontentare i miei con un’imprevista timbrata di cartellino casalingo in notturna, snobbare il trofeo berlusconi (tanto lo sanno tutti che è meglio perderlo), placare gli animi dei pennelli senior…

Stasera boicotto l’affogante e perchè no, a volte inspiegabile, necessità di uscire: non bisogna fraintendere, però, a volte, una sana serata casalinga ci sta tutta.

Certo che affollare il lungomare, o meglio un singolo tratto, dove inspiegabilmente nascoste e perverse meccaniche hanno concentrato tutte le genti per quest’estate, può essere allettante (specie vedendo già all’orizzonte le notti bolognesi dove il mare, non lo si vede nemmeno all’orizzonte) ma a volte ho come la sensazione di dovermi ritagliare uno spazio tutto mio.
Così per chiarezza, per coerenza.

Mi sento un pò come il protagonista del film Stand by me (perla incredibile) che ormai a corto di idee scava nei suoi ricordi fanciulleschi per mettere giù delle righe con la r maiuscola.

Io mi limito a scavare a mani nude..quindi ‘’registrerò’’ semplicemente i pensieri di queste ultime settimane trascorse nell’assolata puglia patria {per carità, leggete patria come mamma, non ci penso nemmeno lontanamente ad alimentare in alcun modo la diatriba [idiota] (concedetemi l’uso annidato di queste parentesi..qualche altro bravo ingegnere apprezzerà..ehehe) dicevo, la discussione sul senso della patria, gli inni, mameli, verdi…diciamo che nonmenefregaungranchè, o meglio, preferirei che si parlasse d’altro}.

In macchina verso il concerto di Dente parlavo al pennello verde del mio mancato intervento in un vecchio post che trattava l’argomento ‘’rivoluzione’’: ci ho riflettuto, e la mia piccolissima personale rivoluzione, gli raccontavo, è stata ed è quella di fermarmi davanti le strisce pedonali per fare attraversare la gente quando sono in macchina. Risultato? Le persone mi guardano interdette e quasi mi domandano se cerco qualcuno/qualcosa (con un gesto tipico della mano a cucchiaio che si muove in dentro e in fuori).
Prontamente scaccio il loro (o forse più mio) imbarazzo con un plateale gesto del mio braccio che mima il senso consigliato di attraversamento: smarriti gli increduli pedoni cavalcano le strisce e ringraziano.
Avrete capito che dalle mie parti si gesticola molto, ma soprattutto, si decorano le strade con candidi rettangoli bianchi senza un vero e concreto motivo.

Il resto è musica.
È la piacevole riscoperta dei ciottoli, è il rumore del mare che già più volte aveva condito i miei pensieri invernali, è lo scoppiettio dei carboni ardenti nelle braci pronti a scaldare carni fatte a fette, è il profumo della parmigiana di melanzane: è la mia città che mi sta cullando in questa estate.

Chi non s’è mai abbandonato ai caldi, lenti, lentissimi ritmi del sud, alle sue giornate scandite solo da pochi elementi naturali, s’è perso qualcosa.
Quel sentirsi stanco a fine giornata per aver solo trascorso del tempo sotto il sole, quella dilatazione temporale in ogni azione, quel tornare a casa alle 2 del mattino “pur avendo trascorso una serata tranquilla”…tutto questo è sud.

Ed io stasera mi sono fermato per pensarci su.

Antonio

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Sto tornando a casa!

Posted by oiziruam on ago 1, 2009 in Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio

Penso a ripenso a come esordire nel nuovo Blog. Probabilmente ero così affezzionato al vecchio che il nuovo non mi fà trovare l’atmosfera rilassata di casa. MA oramai siamo multimediali, telematici, indaffarati e tecnologici e per le piccole cose della vita difficilmente ci avanza tempo. Così il mio unico modo per segnalare al mondo che ci sono è il PC. e il Blog o al max il cell che mi regala 800€ di bolletta. Stiamo cercando una soluzione al tutto! Mi scrivono 2 amici pennelli. Soluzioneee???? quale soluzione. Io ho il mio Tutto ma mi mancano i contatti fisici, gli abbracci, il tempo libero, Luca e Lello, Gio e Vins, e un sacco di altre cose tra cui la mia canoa che non ho più il tempo di onorare. La soluzione è l’amore! Ma se non fosse per le letture strappate in questi mesi anche su questo Blog non mi sarei neanche accorto di esser stato vivo. La mia donna giornalmente mi riporta alla realtà dei sogni. Se non avessi lei sarei, suggerirebbe Vins, l’Albano abbandonato del 2009. Ma io la evito con il lavoro. E la realtà non sò più cosa sia. Guarderò il mare con l’affanno di questi mesi fino a che il respiro torni calmo per potermi tuffare sott’acqua e sentire il silenzio, dove invano griderò che in quell’attimo, proprio in quello, con gli occhi della mia donna di fronte sott’acqua, mi sento vivo.

E chissà cosa pensavate come esordio. Chi mi affianca mi ripete: Se la vita si inaridisce, anche i tuoi sogni perdono di colore!

Allora i ciotoli scomodi e scomparsi delle spiaggie che amo mi faranno compagnia come questo nuovo blog, più comodo ma meno caratteristico di quello di un tempo. Si avanza, in tutti i sensi. Nelle soluzioni e nei nuovi problemi. Si avanza. Verso il futuro dicono. Io vi aspetto con piedi e gambe nell’acqua giù alla Batteria. Casa. Un pò come questo amico Blog che è mio rifugio telematico.

Buona estate!

oiziruaM

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Legambiente per il clima contro il nucleare

Posted by Gio on lug 20, 2009 in Eventi, Politica, Territorio

Oggi posto un articolo di Serena Ferrara apparso su Bisceglielive (http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=6151).

E’ il resoconto dell’evento che, insieme a Maurizio Monopoli, abbiamo organizzato  per Legambiente Bisceglie.

Vedere persone interessate all’argomento e ascoltare in silenzio il dibattito sui temi del nucleare è fonte di soddisfazione, soprattutto in questi tempi bui in cui il Senato approva il ddl pro-nucleare.

Questo è un esempio di ciò che intendo per AGIRE per l’UTOPIA.

Buon lunedì a tutti.

Gio

Scelta vincente, quella di accorpare pubblico dibatto e concerto per parlare di nucleare. Dopo il successo di Nardò, dove a suonare il loro no all’atomo sono stati i Sud Sound System e gli Après la Classe, o la collaborazione di Caparezza e Subsonica, a Bisceglie è stata la volta di Antonello Papagni.

La tappa biscegliese del tour di LegambientePer il clima contro il nucleare”, venerdì 17 Luglio, è risultata essere una serata quasi “intima” eppure di grossa risonanza. Ad intervenire, difatti, a fianco del responsabile del circolo Legambiente Bisceglie Maurizio Monopoli, è stato direttamente il Presidente Regionale di Legambiente Puglia Francesco Tarantini. A lui è toccato spiegare il perché di una petizione online, quella che Legambiente si sta impegnando a portare avanti «affinché il referendum del 1987, che difatti sanciva l’abbandono da parte dell’ Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico, continui ad essere rispettato».

Il massimo vertice dell’associazione ambientalista pugliese ha così spiegato che la Puglia, dopo l’approvazione del ddl sviluppo, si trova a dover nuovamente combattere contro il nucleare, che non riuscirebbe, secondo Legambiente, a ridurre né la bolletta energetica del paese, né le importazioni di combustibili fossili. «Entro sei mesi –ha commentato Tarantini– si dovrà inoltre decidere per la localizzazione delle centrali. E potrebbe toccare alla Puglia, nonostante la regione abbia già espresso il suo fermo diniego al ritorno dell’atomo per due motivi: la sua vocazione turistica, incompatibile con la presenza di centrali o di depositi di scorie radioattive, e l’assoluta inutilità per la Puglia di produrre ulteriore energia». Il Rapporto annuale di Legambiente “Comuni Rinnovabili 2009”, confermerebbe che la nostra regione produce l’86% (pari a 17.100 GWh) di energia in più rispetto al fabbisogno interno, raggiungendo il primato nazionale nell’eolico (il 27% della produzione nazionale) e nel fotovoltaico (13,5% della produzione nazionale). Nella top five dell’energia rinnovabile comparirebbero, in particolare, Lecce, al primo posto per la diffusione di impianti di solare fotovoltaico e al terzo posto per solare termico; Troia, Minervino Murge e Sant’Agata di Puglia, primi nell’eolico.

«Nonostante questi dati lusinghieri –spiegava ancora Tarantini- la Puglia risulta essere particolarmente appetibile per la localizzazione di centrali, in quanto possiede grosse riserve di acqua e il requisito di bassa sismicità. In particolar modo a “rischio centrale” sono le città di Nardo, Avetrana e Ostuni, i cui sindaci hanno già discusso la nostra proposta di delibera “Comune denuclearizzato”». Una interrogazione, questa, che è stata anche portata all’attenzione del Consiglio Comunale di Bisceglie dal gruppo consiliare del Partito Democratico e che attende adesso una risposta da parte della Giunta Comunale. Ad aderirvi, in Puglia negli scorsi mesi, già diversi Comuni del brindisino, Lecce, Manduria, Ostuni, Avetrano, Nardò.
«Quel che urge all’Italia e che la Puglia già possiede –ha concluso Tarantini– è un Piano Energetico Nazionale volto, finalmente, a fare il punto della situazione e a chiarire il futuro energetico dell’Italia».

A seguire il dibattito sulla “denuclearizzazione”, animato dalla proiezione di un filmato su Chernobyl, è stato l’intervento di Alfredo Logoluso sul ritrovamento delle orme di dinosauro a Bisceglie. «A legarci con la questione della serata –ha commentato Logoluso– è il tema dello studio della geologia pugliese. Contaminare queste terre ricche di incredibili tesori vuol dire fare terra bruciata intorno a questo territorio, che ha da offrire soprattutto in termini di agricoltura e turismo culturale».

Serena Ferrara

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PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (II° Tempo)

Posted by Gio on lug 7, 2009 in Diario, Politica, Territorio

Rispondo alla provocazione di Vins in un giorno particolarmente frizzante.

Ieri sera, dopo un’accesa riunione col gruppo ambientalista di cui facciamo parte, con oiziruaM ci siamo fermati a sognare.

Ci trovavamo in un quartiere dimenticato di Bisceglie, “le Pescare”, in una stradina poco illuminata e chiusa da case diroccate.

In quella piazzetta naturale, probabilmente sconosciuta al 99% dei cittadini, io e il fidato compagno di sogni di cui sopra abbiamo immaginato di animarla con serate fatte di birre e chitarre. Chitarre legate a catene, in modo da lasciarle li, libere di essere suonate da chiunque lo desiderasse. Ma legate in modo da non essere depredate dal nostro sogno.

E casse di Peroni, comprate da noi e regalate a chiunque volesse contribuire al divertimento.

E più guardavamo le erbacce da estirpare tra una chianca e l’altra della strada, e più ci gasavamo al pensiero. E più ci dicevano che quelle case sono umide e brutte, e più i nostri occhi da caproni testardi si incaponivano a lacrimare di gioia; a quel punto il compagno onirico mi fa: “più vogliono spezzarci le ali, più abbiamo voglia di volare. Gio, occupiamo questa piazza!”.

Al termine “occupiamo” mi sciolgo…. Maurizio sa come giocare in casa.

Durante la riunione che ha preceduto questo nostro fantasticare, uno del gruppo ci apostrofa: “Noi dobbiamo risolvere i problemi concreti che questa città ha. Non dobbiamo pensare alle cazzate; non dobbiamo buttiamo energie a creare eventi, per sperare che la gente si avvicini a queste tematiche. Non sprechiamo il tempo a sognare!”.

Eccolo il pensiero insidioso… smettere di sognare.

NO!, rispondo… No!, caro Alfredo: non dobbiamo mai smettere di sognare.

La politica senza il sogno è mera amministrazione.

Una persona senza un sogno è tubo digerente.

Ma, caro vins, non concordo con te: il sogno non è sopravvivere. Il sogno è vivere. Il sogno, o come lo chiamavano un paio di generazioni fa, l’Utopia, è della stessa materia della speranza.

Ma non può fermarsi ad essere immateriale: se non AGIAMO per concretizzarlo, rimane li… nel limbo dei pensieri.

Le persone che mi hanno insegnato i principi basilari dell’esistenza – Gesù, Gandhi, Malcom X , Don Tonino – erano contemplATTIVI. Non erano relegati tra i “pensatori”. Erano persone che rischiarono o persero la vita per mettere in pratica quello che avevano in testa.

Qualunque sia il risultato che hai in mente, applicati. AGISCI! Che i pensieri siamo tutti capaci di formularli. Altrimenti il sogno si trasforma in illusione.

Questo è il paradigma fondamentale al quale mi attengo. Caparbiamente.

Gio

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PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (I° Tempo)

Posted by Vins on lug 6, 2009 in Diario, Politica, Territorio

Dopo il Fast-Food, il Fast-web, il Fast and Furious e l’October Fast (no, questa non c’entra) ecco a voi: il Fast Post. Un post partorito dopo una conversazione su MSN di trenta sencondi tra me e Giò.
In questi giorni ho il cervello che farnetica. Sarà il lavoro che mi sta sbranando dentro o il caldo che mi squaglia fuori. Insomma, spero non sia presa come una battuata di cattivo gusto ma, visto l’andazzo, eviterei di fare la fine di Michael Jackson.
Vorrei non perdere contatto con la realtà. Mai. Vorrei aver presente, sempre, quali sono gli scopi che ci siamo dati. Alcuni almeno.
Ho letto di uno che per criticare le biciclettate di Giò gli ha detto qualcosa tipo: “non vorrai mica cambiare il mondo!?”. Mi deprime, in un senso che non potete capire questo tipo di critica. Non perchè io pensi di poterlo cambiare (sicuramente lo penso molto meno di Giò) ma perchè non è proprio possibile, razionalmente parlando, muovere una critica di questo tipo a qualcuno che ci sta provando. Posso dire che la strada è migliorabile o persino che è quella sbagliata, ok, ma come cazzo faccio a disprezzare qualcuno perchè ci sta provando?
Scherzando, qualche minuto fa, Giò mi chiedeva di scendere giù per fare la rivoluzione. Io gli ho risposto che il problema è che
- “la rivoluzione non si fa nel tempo libero”.
- “Verità sacro santa, però si fanno le prove, nel tempo libero” mi risponde lui.
E già, – “prove tecniche di rivoluzione?” gli chiedo.
Risponde – “Esatto”.
E allora questo post è dedicato a tutti quelli che proprio non ci riescono a lasciarsi stare, che proprio non ce la fanno a pensarsi finiti, conclusi, pieni di certezze e stabilità. E’ dedicato a quelli che, sicuramente si cagano sotto a stravolgere la propria vita, ma di tanto in tanto, nel tempo libero, hanno un hobby che ad oggi mi sembra il migliore di quelli che ho provato: fare il rivoluzionario.
Non importa in che modo, se per se, per gli altri, per salvare il pianeta o un fiore che appassisce. Tante volte non importa nemmeno quale sia il risultato visibile agli occhi degli altri, importa solo quello che ciò significhi per noi: sopravvivere.

Vins

Una canzone di Tenco che oltre a lui hanno cantato in molti (la mia preferita è la versione di Fossati. Qui l’originale

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Biciliae 19/06/09

Posted by Gio on lug 1, 2009 in Eventi, Territorio

Metti una serata d’inizio estate una cinquantina di appassionati della bicicletta s’incontrano e decidono di invadere il centro storico con le loro ruote gommate e il trillo dei campanelli. Metti che si fermano ad ammirare alcuni dei luoghi simbolo del centro antico e che esplorino le vie principali e quelle meno conosciute. Metti anche una pedalata su tutto il lungo mare occupando entrambe le corsie di marcia, come una sfida all’automobile, affinché il lento pedalare possa riprendersi la strada della Cafon Valley di casa nostra.

Metti tutte queste cose e hai “Biciliae di sera” svoltasi venerdì 19 giugno a cura del gruppo Bicilae. Partenza da Piazza Margherita, gli organizzatori hanno voluto invadere il centro storico con grande sorpresa dei partecipanti che hanno potuto visitare strade, vicoli e monumenti da un’altra prospettiva. La chiesa di Sant’Adoeno, il castello con la “Torre maestra”, il porto con i quartieri veneziani e ragusei, la Giudecca di Via Tevere alle spalle del Palazzo di Città e il portale della Cattedrale – tutti conditi da eloquenti spiegazioni del Prof.Losapio, cicerone del gruppo -. Segni che identificano il nostro centro antico, per una notte non più ostaggio del rumore dei motorini e delle auto, che spesso hanno dovuto attendere il passaggio del corteo di cicloamatori.

Ma la passeggiata non è stata solo rose e fiori. Infatti, molti sono i problemi che ancora oggi insistono nel borgo antico, la presenza delle automobili, la sporcizia per le strade a causa della mancanza di civiltà degli abitanti, i basolati sconnessi e i parcheggi selvaggi anche nei pressi delle poche rampe per i disabili. Così un’isola pedonale per definizione come il centro antico diventa luogo per scorazzare allegramente o per passeggiare in automobile.

La biciclettata è continuata verso il lungomare Panoramica Umberto Paternostro e verso Viale La Testa, luogo in cui si concentra la carovana automobilistica estiva. Arrivati a Largo Salsello il gruppo inizia ad occupare l’intera strada, un’invasione pacifica fatta da giovani e famiglie intere, significativa è stata la partecipazione anche dei bambini. Ma a questa protesta pacifica, spesso non è arrivata un’identica risposta, a causa del comportamento spesso scorretto degli automobilisti e dei motociclisti, che si sono sentiti disturbati nella loro “passeggiata” serale.

Il giro è terminato in piazza San Francesco dove, come di consuetudine, è stato piantato un arbusto a ricordo della serata!

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spazio, scena, arte

Posted by Gio on giu 29, 2009 in Arte, Cultura, Eventi, Territorio

Voler descrivere l’ultimo fine settimana, trascorso tra una biciclettata in compagnia di altre 50 persone nel centro storico di Bisceglie e il concerto di Antonello Papagni, non è facile.
Specie se devi essere tu ad arrangiarti per procurare tutto il materiale di fantasia, logistica ed entusiasmo alla realizzazione degli eventi.
Però è stato emozionante, tutto. Semplicemente.

Sentire (per la prima volta) Antonello finire tutte le canzoni ed esprimersi palesemente ispirato, ti gratifica le membra e il cervello, stanchi di lottare per la quotidianità.
E’ venuto con un camper apposta da Roma, Antonello. Il suo camper tutto fare, dal caffè al riparo, dal letto alla doccia, dallo studio di registrazione a uno spazio creatore di sogni.
Prima del concerto, sistemiamo il camper in modo da dividere lo spazio del concerto da quello d’arrivo degli spettatori. Non so, forse per difendere l’arte e la sua fragilità dall’aggressione del mondo esterno.
Fino all’ultimo ricevo chiamate da spettatori lontani spaventati dalla pioggia. Ad una di loro rispondo: le onde prodotte dalla musica si andranno ad infrangere su ogni singola goccia di pioggia, formando così un arcobaleno sonoro.
Neanche lo sforzo poetico riesce nell’intento di convincerla a venire…
Sta di fatto che Antonello è li che finisce il sound-check. E le sue note cominciano a penetrare le barriere della razionalità e lambiscono le sponde delle emozioni, lasciando una schiuma di malinconia aggressiva.

La magica atmosfera creata da un unico lume artificiale e da tante candele rende l’artista come un’entità isolata dal resto, che torna tra il pubblico solo ai ritornelli cantati all’unisono.
Bello davvero, Compà!
gio

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Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Posted by Gio on giu 19, 2009 in Arte, Eventi, Musica, Territorio

Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Sabato 20 Giugno al Circolo dei Pennelli di via S.Felice

 

Bisceglie, Giugno 2009 – In occasione della notte più corta dell’anno, i Pennellisolari & Biciliæ ti invitano al solstizio d’estate con il giovane cantautore Antonello Papagni, che offrirà al suo pubblico un’esclusiva anteprima del Girovago Tour 2009.

In concerto Sabato 20 Giugno ore 21:30 al Circolo dei Pennelli (campagna in Via S.Felice – Zona Pacciano – Bisceglie).

L’ingresso è di 3€ e vi chiediamo, inoltre, di portare da bere.

Eclettico cantautore, ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo album di Sergio Cammariere e arrangiato l’intero album della sua collega-amica Erica Mou, oltre a vantare varie collaborazioni tra le quali quella con il trombettista Fabrizio Bosso.

Una voce potente, accordi acidi e testi ricercati, provocatori e intrisi di sarcasmo richiamano alla mente gli stili di Rino Gaetano e Caparezza, cantanti di riferimento dell’artista accanto a Buckley, Battisti e Radiohead.

 

Originario di Bisceglie (BA o BT), Antonello vive e si esibisce a Roma. Reduce dalla tappa a Mosca (Russia), che ha portato oltre i confini nazionali la sua voce, è attualmente impegnato nelle attività di lancio del suo primo album del “Girovago Tour”, una turnè che lo vedrà girovagare, appunto, in camper per tutta l’Italia. E’ con questo curriculum e la sua straordinaria voglia di musica che questo talento si presenta nella città appula.

 

Per ulteriori informazioni e per ascoltare la sua musica:

www.myspace.com/antonellopapagni   

www.antonellopapagni.com

 

Per Info e Contatti:

Giovanni Papagni

g_papagni@yahoo.it

Mob: 334/6604460

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Testimonianze

Posted by Antonio on giu 18, 2009 in Diario, Eventi, News, Storia, Territorio

cari Pennelli e non, vi presento un mio collega ”ritrovato’ un pò per caso” che adesso è anche un mio amico: Massimiliano. Fotografo, scout, e adesso x noi, anche pennello x un giorno. La sua testimonianza mi ha colpito tantissimo, e per questo mi è venuto in mente di condividerla con voi tutti.

6 Maggio 2009.

Quando ancora non si sapeva nulla, in piena emergenza, la voglia di fare qualcosa cresceva di secondo in secondo, disponibilità immediata e zaino pronto.
Poi viene il momento di partire, si cerca il maggior numero di informazioni, per poter essere pronti e operativi nel più breve tempo possibile. E’ fondamentale sapere cosa fare e come muoversi per poter essere d’aiuto piuttosto che diventare un ulteriore problema.

La tv e i media sono spesso la causa di disinformazione o, ancora peggio, informazione filtrata. Moltissime notizie e informazioni accreditate, costantemente aggiornate, sono giunte tramite social networks e, per quello che interessava direttamente me, da comunicati ufficiali Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori e Esploratrici Italiani. ndr)

Durante il viaggio di andata, decine e decine di mezzi di soccorso. C’è chi torna e chi sta arrivando.
Ad ogni borgo, frazione o paese si possono scorgere tanti cubetti blu. Solo le tende ministeriali. C’è chi ha avuto la possibilità di montarla vicino la propria casa, magari perchè aveva a disposizione un giardino. La maggior parte vivono in luoghi dove è stato possibile montare tante tende vicine. Ecco le tendopoli.

Prima destinazione il dicomac (E’ l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell’area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza)… da alcuni di noi ribattezzato con mille nomi diversi, ironici. Chissà, forse per sdrammatizzare.

All’interno della caserma della GdF, nell’enorme palestra, si è aperto ai nostri occhi un mondo fatto di computer, dati, centri che si coordinano tra loro, gente al telefono, cartine geografiche della zona, decine di operatori di organi diversi. Tutti contraddistinti dalla propria uniforme, dalla propria zona. Mille cartelli. E’ il cervello di tutto, in costante lavoro di monitoraggio della situazione.

Poco distante dal dicomac la tendopoli Coppito, che in un attimo si mostra ai miei occhi. Qui ci sono gli scout del Gei. Eccomi arrivato.
Gli ultimi chilometri, da Pescara a Coppito, li ho affrontati con “Zio”. In auto si osservava quello che ci circondava, dei posti meravigliosi. Un peccato doverli scoprire per la prima volta in questo modo.

Subito dopo l’accredito, siamo diventati immediatamente parte integrante della macchina organizzativa che pulsa ininterrottamente al campo. Senza neanche aver tolto gli zaini dall’auto, ci siamo immersi in quelli che sono i luoghi e i ritmi.

Servizio in cucina. Una delle cose più incredibili. Assicurare così tanti pasti, una mole di lavoro allucinante. Mi sono immaginato il luogo guardato dall’alto, deve essere come guardare mille formichine che cooperano insieme in uno spazio piccolissimo. E l’organizzazione deve essere impeccabile… c’è la roba deperibile, ci sono degli standard da rispettare. Parliamo di cibo e la situazione è sempre delicata. Nel periodo in cui ero alla tendopoli è stato anche allestito un magazzino coperto proprio dietro la cucina… è tutto un work in progress. Una mattina, nello stesso posto, ho preparato degli involtini di carne, poi ho aiutato a tirare su una tettoia in legno e poi ho continuato pelando patate. La cucina, incredibile sinergia.

Mantenimento campo. Ovvero maledetto maltempo. Per le tende le intemperie sono sempre state sinonimo di problemi. Quando poi si aggiunge il terreno che non riesce a scaricare la quantità d’acqua la situazione non è per niente rosea. Manco a farlo apposta, e tanto per dare vigore al “piove sempre sul bagnato”, non si sono mai verificate così tante precipitazioni come in questo aprile negli ultimi decenni. Teli impermeabili sulle tende che non reggono, che dopo poco si strappano e saltano per le fortissime folate di vento. Buche dove viene convogliata l’acqua da svuotare con pompe, ghiaia per coprire il fango, canali da scavare sperando che raggiungano una pendenza sufficiente.

E poi gli impianti da montare, l’energia elettrica che deve raggiungere ogni tenda e i punti luce da installare per la notte.

Magazzino e distribuzione beni. Un grande mondo chiamato container, in continua evoluzione. Sono i grandi cassoni che in principio contenevano le tende e le brande. Ora servono per conservare gli alimenti e i beni necessari che vengono distribuiti alla popolazione. Alcuni sono come dei “negozietti” dove la popolazione colpita può ritirare ciò che occorre nell’immediato. Altri fungono da magazzino, altri ancora vengono impegnati per scaricare rapidamente a mano con l’aiuto di carriole i camion che portano scatoloni pieni di aiuti. Si è passati pian piano da una situazione di caos totale iniziale, in cui non c’era tempo per dividere e inventariare tutto e veniva tutto stivato al meglio fino a oggi, dove si ha un inventario informatizzato delle quantità, delle scadenze, di ciò che è necessario o meno. La grande difficoltà è sempre legata al mal tempo. Svuotare e riempire i magazzini è un’operazione da fare velocemente quando non piove.

Uno dei compiti più a contatto con la gente, uno dei compiti più delicati.
Capita chi si vergogna di chiedere e ha tanto bisogno, capita chi, anche in queste situazioni, non esita a approfittare. Spesso ho incontrato chi voleva essere solo ascoltato, o magari voleva vedere un sorriso.

Ho scoperto le infinite sottigliezze che dividono i vari assorbenti, e ora so come si sceglie la taglia di un pannolino. Un giorno magari sarò già preparato.

E le cuffiette da doccia che possono essere utilizzate per garantire maggior pulizia in cucina? E le balle di carta igienica che sono un ottimo giaciglio? E i quadernini di ogni container, le dannazioni per quelli che non si riuscivano ad aprire subito e senza fatica.

Si aggiungono la ludoteca per i bimbi, il servizio al centralino del numero verde protezione civile al dicomac e il servizio all’Elsa, dove vengono inseriti i dati delle perizie degli ingegneri sulle abitazioni controllate.

La quotidianità, a turni, è un pò tutto questo. Immersi tra altri volontari (protezione civile, vigili del fuoco, croce rossa, disorientati, militari, cuochi, altri fratelli scout dell’agesci,…) e accanto agli abitanti della tendopoli si cerca ogni giorno di migliorare. Quando si porta un’innovazione che funziona è attuata. Quando si trova una organizzazione che massimizza il buon operato di tutti la si rispetta. Grande voglia di fare, servire, senza mai farlo pesare e farselo pesare, gli uni accanto agli altri, sorridenti. E spesso ristorati già abbastanza anche solo con uno sguardo fraterno.

Sono passati appena quattro giorni. Forse il minimo per poter affrontare la mole incredibile di quello che mi ha coinvolto. Pensieri, emozioni, immagini e riflessioni che ho costantemente inscatolato e messo dentro negli otto giorni alla tendopoli Coppito.
Ora è arrivato il momento di aprire i container e guardare dentro ogni scatola.

Arrivederci Coppito.

nuvoleesperanzeuprim1

Massimiliano Orlando

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