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PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi

Posted by oiziruam on dic 9, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Senza categoria, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto

http://oiziruams.blogspot.com/

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Siamo rimasti in pochi. Io e Tu.

Posted by oiziruam on nov 6, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Politica, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

Siamo rimasti in pochi, me ne rendo conto incontrando la mia razza. Siamo rimasti in pochi a pensare e agire per il bene del pianeta, a preferire scomodi piatti da lavare a quelli di plastica che non sono riciclabilie e che biodegradano in centinaia di anni (600 anni per intero). Siamo rimasti in pochi a ricordarci di Haiti, di l’Acquila, della Cina dove vige ancora l’infibulazione (circoncisione… femminile), a tirare avanti con il vecchio PC perchè ogni computer nuovo alimenta la guerra in Congo per il prelievo di Nichel dalle miniere, in pochissimi a ragionare sui dolori del corpo che chiamiamo sintomi ma sono SEGNALI di qualcosa che non và e che non dovremmo ricorrere a medicine che annullano il segnale ma risolvere la causa. siamo in pochissimi a credere nell’improtanza del CONSUMO CRITICO e dei piccoli negozi sotto casa al posto dei grandi magazzini che sottopagano, impongono prezzi dda fame a chi produce e poi fallisocno comunque dopo aver seminato povertà fra la gente e cemento fra le campagne. (A proposito ieri ho vito che il pane di alcuni supermercati presenti a Bisceglie è prodotto in Romania. Che cazzo, non c’è ne stava di buono e fresco qui o la politica del guadagno sfrenato necessitava di grano magari radioattivo di altre zoen meno controllate?).
Siamo rimasti in pochissimi a investire in WWF, Legambiente, Greenpeace, a credere nei verdi, nei blu e in quelli che una piccola cosetta al giorno per il bene degli altri e del futuro del pianeta và fatta anche per la nostra anima.
In pochi a credere che altri tipi di politica siano possibili, quelli non fatti di A e B e di chi fà C per poter saltare da un aparte all’altra a seconda del comodo. Parlo di politica che preveda una squadra dove nessuno, all’interno della squadra giochi contro l’ottenimento del risultato.
Come può tutto il mondo continuare a non accorgersi che le cose vanno a casaccio rispetto a come dovrebbero andare, che l’amore non è fatto di anelli e brillanti ma di abbracci, voci soffuse, mani intrecciate e calma comunque. Che il lavoro è un mezzo per vivere e fare quel che ci rende davvero felice e non per comprare quello che ci fà apparire felici agli occhi degli altri.
Siamo rimasti tu ed io. Gli unici due stronzi che possono cambiare le cose come stanno. Io che scrivo e tu che leggi. Siamo solo NOI 2 con 2 braccia, 2 mani, 2 piedi, 2 gambe, a chiederci che cosa possiamo fare coem se fosse una cosa difficile. Ed invece mi spieghi con quei tuoi cazpelli e docchi che le vie sono infinite, tutte diverse da quella comune. Basta sorridere, essere fleici per quello che abbiamo, anche per le sventure, per i soldi persi in borsa che tanto non ci facevano PIU’, per la bici rubata, per la donna che amiamo a modo nostro e lei a modo suo e crediamo che non funziona per un secondo ed il secondo dopo il contrario, per la vita che è poter vedere, capire, scegliere, …
Siamo rimasti Io e TE e abbiamo scelto di mangiare prodotti localie di stagione, di mandare le banane nel culo di chi le importa semplicemente non consumandole perchè non sono un frutto locale, è trattato chimicamente, farle arrivare qui inquina molto e soprattutto sono prodotte sfruttando la povera gente invec eche retribuendola giustamente. Ancor prima stiamo cambiando tutto rinunciando agli integratori e mangiando più insalata, magari bio, mista a pomodori, mele, carciofi e mais.
Stiamo scegliendo di consumare meno tonno perchè rischia l’estinzione e soprattutto meno carne perchè inquina e causa aumento di CO2 e di cattiveria presente nel nostro sangue, causa nervosismo, dipendenza.
Stiamo facendo km in bici e a piedi da anni invece di fare il giro da mare la domenica con la seconda marcia inserita all’auto pulita mentre non sappiamo che dirci. Stiamo scegliendo di andare al mare anche fuori stagione, perchè il corpo senta e veda cosa è il cambio delle stagioni. Abbiamos celto di non accendere i condizionatori dìestate perchè per millenni l’uomo ha vissuto comunque e senza problemi respiratori, di sinusite o di insonnia. Abbiamo scelto di non consumare gas per riscaldarci d’inverno o al massimo l’abbiamo regolato al minimo e da allora non ci raffreddiamo più, non ci fà male mai la gola, lasciamo la finestra aperta tutto l’anno e la mattina la testa e fresca e serena.
Siamo tu ed io, che neanche ci conosciamo così bene eppure abbiamo scelto di riempire l’acqua dal rubinetto perchè meglio di quella in bottiglia e così abbiamo ripsarmiato almeno 365 bottiglie di acqua l’anno che non verranno rilasciaste sulla superficie terrestre.
Siamo io e tu. Quindi non sentiamoci soli che stiamo diventando già 3 e forse 4 e la canzone dell’HullyGalli questa volta s’inverte e m,agari domani saremo 44 milioni di gatti o addirittura tutti e 7 i miliardi di umani a preoccuparci dell’altro e dle mondo, ed allora non solo NOI ma TUTTI sai che festa che faremo, puliti dentro e fuori come saremo.
….
oiziruaM

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Siamo una squadra fortissimi, ma non a chiacchere. Percui dobbiamo darci una mossa.

Posted by oiziruam on set 28, 2011 in Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Storia, Storie, Viaggi

che gusto c’è se esci dal campo senza aver corso o con la maglietta asciutta?

che gusto c’è se gli altri fanno tutto il gioco per te?

Il gusto sta nel metterci il meglio, il cuore e l’anima. Sentire i brividi di freddo eppur continuare. Dire ai compagni di squadra “Andiamo a vincere!” piuttosto che rimproverarli. Il gusto è proprio lì, NEL SUPERARSI E SUPERARE. Non mi chiedere aiuto, non posso correre per te. Non mi chiedere la palla se ti nascondi dietro l’avversario. Non mi chiedere. Corri con me. Vieni a prenderti la palla, fatti vedere. Tu hai le tue gambe io le mie, ma siamo una squadra e in una squadra se uno non corre lo sentono tutti e ne pagano tutti. Ma se io metto il cuore per 2 all’inizio salvo il risultato e forse lo farò tutto il campionato, ma sarò anche quello che gioirà di più quando vinceremo e che soffrirà di più quando perderemo. Ma io non voglio gloria doppia. Io voglio il mio e che tu abbia il tuo. GIOCATI QUESTA CAZZO DI PARTITA TUA, IO LA MIA, ANCHE SE SIAMO LA STESSA SQUADRA. Smettila di chiedere a tutti di correre per te. Invece di piangere SUDA, sono sempre liquidi. Le lacrime sono incapaci di risolvere e sono statiche. Il sudore è di chi lotta. E per questo ho scelto di non piangere ma di sudare. Perchè fermo non ci sò stare. Perchè le lacrime mi stanno sulle palle e se piango lo faccio quando proprio non posso correre o non posso far altro. MA le lacrime danno lucidità alla mia mente e dopo ho fretta di tornare in campo. Non chiedere di entrare in campo se non hai voglia di dare tutto te stesso. Si gioca una sola volta ogni partita. L’altra sarà una rivincità, o una bella, ma mai la stessa partita. Percui tanto vale di giocare il massimo oggi. Ma se in campo mi gridi tutto il tempo perdo il gusto di giocare. Non sò più a chi passarla, dove andare, mi viene noia e non mi diverto più. Non mi arrendo ma perdo tempo nel cercare una reazione perchè non mi diverto. L’unico vero stimolo è altro.

Gioca la tua partita, con la tua squadra, con i tuoi compagni bravi o cattivi che siano, ma invece di arrabbiarti gioca con loro. Vedrai che vincerete, ma se pur non sarà così almeno vi sarete divertiti invece che esservi rimporverati. Gioca. E smettila di avercela col mondo se la palla non arriva da te. Forse non la stai cercando o chiamando correttamente o abbastanza.

Gioca e corri e anche senza palla sarà comunque divertente. Siamo una squadra, non lo dimenticare, anche qaundo non sei al top, anche quando sei fuori dal campo.

Io non sono un campione. Non sò se mai lo sarò. Non ho le fibre muscolari. Non ho più l’età per diventarlo. Ma ho vita da vivere e cuore che batte, e questo mi basta a farmi felice, a lanciare le gambe avanti per poi rincorrerle. Ho tutto quello che mi serve per fare quel che posso fare e anche quello che neanche immaginavo avrei mai potuto. E posso solo se sò che dopo ho qualcuno a cui raccontarlo, con cui condividere, con cui andarmi a bere la birra e confrontare la giornata.

Non sono un campione, ma mi godo quel che ho dando tutto, e anche s enon mi basta mi prometto che domani darò di più. Cerco di farlo, e se non basterà, continuerò.

Vado a prepararmi che l’arbitro non riposa mai.
oiziruaM

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L’AMICO è …

Posted by oiziruam on lug 16, 2011 in Diario, Fotografia, Poesia, Storia, Storie

Convinto, a causa della data del compleanno dell’amico più datato che ho, che l’Estate cominciasse tra il 14 e il 15 luglio, per dare il via al mese più bello dell’anno, ancora oggi, a oltre 30 anni guardo a questa data con aspettativa e gioia. Il 15 luglio è arrivato senza clamori. alcool e baccani di un tempo ma con il vento fresco del amre che porta via i superati 40 gradi di questi giorni.
Rifletto con chi amo al mio fianco, sdraiti a testa in su a guardare il cielo stellato, che saremmo diversi con i nostri amici più storici qui a vivere. Avremmo il tempo, almeno qualche volta più di berci una birra, TORNARE BAMBINI, guardare i tramonti, sognare cambiamenti e gustare a sorsi il presente. Saremmo credo migliori. Mi cade una lacrima di nostalgia per il tempo che non riusciamo a condividere per distanze ed impegni.
L’amico è … e non ci sono cazzi.

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SNAP SHOT – La Buona Pasqua (2)

Posted by GuSPE on apr 5, 2010 in Storia

Il pollo che a Pasqua faceva l’Uovo con la “bustarella” dentro, e quello invece sì, originale, che l’Uovo lo faceva di Natale.

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SNAP SHOT – Tra una Shoah e l’altra

Posted by GuSPE on feb 28, 2010 in Storia

Su con la vita!
Me lo dice il vicino di casa dalla vetta del suo SUV,
me lo dice quella brava persona ch’è il mio primo governante in carica,
ce lo dicono gli esperti di finanza e di centrali (nucleari e non),
te lo dicono i becchini già con gli occhi su quello che sarà il tuo cadavere.

GuSPE

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I luoghi scomparsi

Posted by Gio on gen 11, 2010 in Cultura, Poesia, Politica, Storia, Territorio

E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.

Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.

A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.

Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.

La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com

Gio

Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie

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Snap Shot – Un altro anno nuovo

Posted by GuSPE on gen 9, 2010 in Storia

Così ero tornato a casa, nel mio quartier generale. Raggiunsi uno specchio e mi guardai la faccia.
Mi sembrava abbastanza conosciuta.
«Sì, sono io» lei, la faccia, mi confermò.
«Mi pareva – dissi -, è che sei invecchiata.»
La risposta fu un lungoooo sospiro.

GuSPE

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SalviamoCI

Posted by Gio on dic 21, 2009 in Arte, Politica, Storia, Territorio

Insieme ad amici ci siamo messi in testa di salvare i pochi superstiti di Storia della città che amiamo e nella quale viviamo, Bisceglie.
Lustri di edilizia selvaggia l’hanno ridotta ad un ammasso di palazzoni che sgomentano al solo vederli.
La petizione che abbiamo costruito e che oggi ti chiedo di firmare è l’ultima àncora di salvezza per due ville storiche della nostra città, Villa Di Pierro e Villa Bruni. Molti non sanno neanche che esistono, ed è questo l’errore più grave che possiamo commettere: ignorando l’esistenza, non si soffre per la loro scomparsa.

Per firmare la petizione, anche se non vivi o non hai mai sentito parlare di Bisceglie, vai su:

http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457

e compila il modulo in basso a destra.

Troverai due piccole foto delle ville da salvare e il testo completo della petizione.
Facciamoci finalmente un regalo di Natale che sia intriso di quel valore che ormai non conosciamo più e che si chiama COLLETTIVITA’.
Non importa la tua fede o le tue idee politiche: qui è in gioco la STORIA!

Grazie e auguri di Buon Natale.
Gio

P.S.: La petizione è promossa dalle associazioni: Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente

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SNAP SHOT – Cicuta

Posted by GuSPE on nov 25, 2009 in Storia

Era l’anno 399, il mese di Targelione (maggio) quando Socrate ricorse alla cicuta.

A precorrere i tempi, la cicuta che Socrate assunse, era assolutamente bio. Senza pesticidi e diserbanti, né additivi e conservanti. (Sapete quando vi dicono: «Non fa male, è naturale»?)

La conclusione è nota.

GuSPE

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Questa volta non raddoppia

Posted by Agatella on set 9, 2009 in Comici, Fumetto, News, Storia

Ieri mattina, a Montecarlo, è venuto a mancare Mike Bongiorno, il padre della televisione italiana.

I Pennellisolari vogliono ricordarlo con “Allegriaaaaa!”.

 

 

Grazie al geniale Davide La Rosa per la gentile concessione.

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Testimonianze

Posted by Antonio on giu 18, 2009 in Diario, Eventi, News, Storia, Territorio

cari Pennelli e non, vi presento un mio collega ”ritrovato’ un pò per caso” che adesso è anche un mio amico: Massimiliano. Fotografo, scout, e adesso x noi, anche pennello x un giorno. La sua testimonianza mi ha colpito tantissimo, e per questo mi è venuto in mente di condividerla con voi tutti.

6 Maggio 2009.

Quando ancora non si sapeva nulla, in piena emergenza, la voglia di fare qualcosa cresceva di secondo in secondo, disponibilità immediata e zaino pronto.
Poi viene il momento di partire, si cerca il maggior numero di informazioni, per poter essere pronti e operativi nel più breve tempo possibile. E’ fondamentale sapere cosa fare e come muoversi per poter essere d’aiuto piuttosto che diventare un ulteriore problema.

La tv e i media sono spesso la causa di disinformazione o, ancora peggio, informazione filtrata. Moltissime notizie e informazioni accreditate, costantemente aggiornate, sono giunte tramite social networks e, per quello che interessava direttamente me, da comunicati ufficiali Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori e Esploratrici Italiani. ndr)

Durante il viaggio di andata, decine e decine di mezzi di soccorso. C’è chi torna e chi sta arrivando.
Ad ogni borgo, frazione o paese si possono scorgere tanti cubetti blu. Solo le tende ministeriali. C’è chi ha avuto la possibilità di montarla vicino la propria casa, magari perchè aveva a disposizione un giardino. La maggior parte vivono in luoghi dove è stato possibile montare tante tende vicine. Ecco le tendopoli.

Prima destinazione il dicomac (E’ l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell’area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza)… da alcuni di noi ribattezzato con mille nomi diversi, ironici. Chissà, forse per sdrammatizzare.

All’interno della caserma della GdF, nell’enorme palestra, si è aperto ai nostri occhi un mondo fatto di computer, dati, centri che si coordinano tra loro, gente al telefono, cartine geografiche della zona, decine di operatori di organi diversi. Tutti contraddistinti dalla propria uniforme, dalla propria zona. Mille cartelli. E’ il cervello di tutto, in costante lavoro di monitoraggio della situazione.

Poco distante dal dicomac la tendopoli Coppito, che in un attimo si mostra ai miei occhi. Qui ci sono gli scout del Gei. Eccomi arrivato.
Gli ultimi chilometri, da Pescara a Coppito, li ho affrontati con “Zio”. In auto si osservava quello che ci circondava, dei posti meravigliosi. Un peccato doverli scoprire per la prima volta in questo modo.

Subito dopo l’accredito, siamo diventati immediatamente parte integrante della macchina organizzativa che pulsa ininterrottamente al campo. Senza neanche aver tolto gli zaini dall’auto, ci siamo immersi in quelli che sono i luoghi e i ritmi.

Servizio in cucina. Una delle cose più incredibili. Assicurare così tanti pasti, una mole di lavoro allucinante. Mi sono immaginato il luogo guardato dall’alto, deve essere come guardare mille formichine che cooperano insieme in uno spazio piccolissimo. E l’organizzazione deve essere impeccabile… c’è la roba deperibile, ci sono degli standard da rispettare. Parliamo di cibo e la situazione è sempre delicata. Nel periodo in cui ero alla tendopoli è stato anche allestito un magazzino coperto proprio dietro la cucina… è tutto un work in progress. Una mattina, nello stesso posto, ho preparato degli involtini di carne, poi ho aiutato a tirare su una tettoia in legno e poi ho continuato pelando patate. La cucina, incredibile sinergia.

Mantenimento campo. Ovvero maledetto maltempo. Per le tende le intemperie sono sempre state sinonimo di problemi. Quando poi si aggiunge il terreno che non riesce a scaricare la quantità d’acqua la situazione non è per niente rosea. Manco a farlo apposta, e tanto per dare vigore al “piove sempre sul bagnato”, non si sono mai verificate così tante precipitazioni come in questo aprile negli ultimi decenni. Teli impermeabili sulle tende che non reggono, che dopo poco si strappano e saltano per le fortissime folate di vento. Buche dove viene convogliata l’acqua da svuotare con pompe, ghiaia per coprire il fango, canali da scavare sperando che raggiungano una pendenza sufficiente.

E poi gli impianti da montare, l’energia elettrica che deve raggiungere ogni tenda e i punti luce da installare per la notte.

Magazzino e distribuzione beni. Un grande mondo chiamato container, in continua evoluzione. Sono i grandi cassoni che in principio contenevano le tende e le brande. Ora servono per conservare gli alimenti e i beni necessari che vengono distribuiti alla popolazione. Alcuni sono come dei “negozietti” dove la popolazione colpita può ritirare ciò che occorre nell’immediato. Altri fungono da magazzino, altri ancora vengono impegnati per scaricare rapidamente a mano con l’aiuto di carriole i camion che portano scatoloni pieni di aiuti. Si è passati pian piano da una situazione di caos totale iniziale, in cui non c’era tempo per dividere e inventariare tutto e veniva tutto stivato al meglio fino a oggi, dove si ha un inventario informatizzato delle quantità, delle scadenze, di ciò che è necessario o meno. La grande difficoltà è sempre legata al mal tempo. Svuotare e riempire i magazzini è un’operazione da fare velocemente quando non piove.

Uno dei compiti più a contatto con la gente, uno dei compiti più delicati.
Capita chi si vergogna di chiedere e ha tanto bisogno, capita chi, anche in queste situazioni, non esita a approfittare. Spesso ho incontrato chi voleva essere solo ascoltato, o magari voleva vedere un sorriso.

Ho scoperto le infinite sottigliezze che dividono i vari assorbenti, e ora so come si sceglie la taglia di un pannolino. Un giorno magari sarò già preparato.

E le cuffiette da doccia che possono essere utilizzate per garantire maggior pulizia in cucina? E le balle di carta igienica che sono un ottimo giaciglio? E i quadernini di ogni container, le dannazioni per quelli che non si riuscivano ad aprire subito e senza fatica.

Si aggiungono la ludoteca per i bimbi, il servizio al centralino del numero verde protezione civile al dicomac e il servizio all’Elsa, dove vengono inseriti i dati delle perizie degli ingegneri sulle abitazioni controllate.

La quotidianità, a turni, è un pò tutto questo. Immersi tra altri volontari (protezione civile, vigili del fuoco, croce rossa, disorientati, militari, cuochi, altri fratelli scout dell’agesci,…) e accanto agli abitanti della tendopoli si cerca ogni giorno di migliorare. Quando si porta un’innovazione che funziona è attuata. Quando si trova una organizzazione che massimizza il buon operato di tutti la si rispetta. Grande voglia di fare, servire, senza mai farlo pesare e farselo pesare, gli uni accanto agli altri, sorridenti. E spesso ristorati già abbastanza anche solo con uno sguardo fraterno.

Sono passati appena quattro giorni. Forse il minimo per poter affrontare la mole incredibile di quello che mi ha coinvolto. Pensieri, emozioni, immagini e riflessioni che ho costantemente inscatolato e messo dentro negli otto giorni alla tendopoli Coppito.
Ora è arrivato il momento di aprire i container e guardare dentro ogni scatola.

Arrivederci Coppito.

nuvoleesperanzeuprim1

Massimiliano Orlando

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tutti da Margherita

Posted by marinaiodeltempo on mag 5, 2009 in Arte, Cultura, Diario, Eventi, Storia, Storie, Territorio

Vedere la chiesa del XII secolo di Santa Margherita piena di giovani e appassionati di storia è uno spettacolo che ti gratifica. Un ambiente piccolo e intimo, fa fede all’indole della sua Signora vissuta nel bacino Mediterraneo orientale, che raccoglie nel cuore di Bisceglie, un paese di 56.000 abitanti, un evento che va in controtendenza con anni di immobilismo culturale. O meglio si aggiunge alla solita prospettiva culturale basata sulla sagra, sull’evento e sulla musica assordante e nullatenete della disco da bassa lega commerciale.

Ogni settimana, una sessantina di persone decide di trascorrere un paio d’ore della propria vita in una chiesa del 1197, bellissima…come la sua Signora, e ascoltano, discutono, intervengono, si incazzano, su temi riguardanti la storia del territorio…si parla della nostra vita, con l’aggiunta che è anche la vita dei nostri padri e di quelli prima di loro… Vedere gli occhi di questi giovani, anche coetanei, che ascoltano docenti dell’Università, giovani ricercatori e cultori della materia. Sentirli ragionare sulle proprie radici è un esercizio che ti permette di avere le idee chiare, di progettare un piano di azione e di rispetto verso il tuo luogo, che si riempie di identià dal passato e di significati del presente…un esercizio che serve a scacciare i non-luogi presenti.

Ascoltare i racconti, perché la Storia non è spiegazione, ma racconto! Riconoscere i segni e la stratigrafia di significati che hanno sempre avuto. ricomporre, noi, un’immagine nuove dei nostri territori…perché no, un’immagine propositiva che crea una coscienza….queto è “Dall’Anno Mille”!

Eppure organizzare “Dall’Anno Mille” non stato facile…

Ho voluto prendere la palla al balzo e da una richiesta che mi è arrivata dai ragazzi della Pro Loco di Bisceglie, ho buttato giù alcuni incontri…di storia, anche perchè è il mio ambito lavorativo..e non voglio inventarmi saltimbanco del nulla pneumatico, lo lascio ai tronisti e alle veline. Mi attivo acercare un posto degno per questi incontri…e lo trovo. Ma arrivano le prime resistenze… Normale….In un luogo dove il dibattito culturale latita ed è lasciato agli intellettuali dell’Ikea e non a quelli dell’Idea, le resistenze sono d’obbligo. Eppure queste aumentano e si fanno sempre più inspiegabili, tanto da dover abbandonare tutto. Parlando con amici ritorno sui miei passi e decido di lanciare una sfida. Nelle orecchie il monito di quelle persone che mi dicevano: a Bisceglie sono tutti ignoranti, non verrà nessuno ai tuoi incontri…falli dove e quando lo diciamo noi così ti assicuriamo il nostro seguito…noi siamo gli intellettuali…noi che ci chiudiamo nei circoli, che ci chiudiamo nei musei, che ci chiudiamo….ecco anche le più belle intelligenze cittadine si chiudiono per sopravvivere, una sorta di camera iperbarica che permette la sopravvivenza dell’esercizio culturale alto…

Ho scelto di preoseguire per la mia strada con tutte le difficoltà del caso e sono contento di questo. Adesso ho un programma, gente che si è avvicinata ai miei incontri: studenti e insegnanti, restauratori e ricercatori…e spero che il mio messaggio raggiunga anche la gente comune!

E’ solo l’inizio di un lungo viaggio verso una terra che ci assomiglia tanto!

vostro Giuseppe (Lupo)

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