PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi
chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto
http://oiziruams.blogspot.com/
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Ho sul muro della stanza una carta del mondo comprata in Australia che mi fà addormentare ipnotizzato e mi fà sognare anche da sveglio.
Ho nella mente dei posti e delle avventure che mi turbano da sempre finchè non ci metto le mani dentro.
Ho un cuore bambino che batte da matti quando mi balena per la mente qualcosa che per molti può essere una follia ma per me è felicità totale.
Se domattina mi sveglio con la stessa idea, senza pensare alle paure e ai rischi, farò anche questa cosa. Il tempo è poco per organizzarsi e forse anche pericoloso, ma non credo sia mai morto nessuno di avventura. Devo ancora calcolare i tempi, fottermene del lavoro come in altre occasioni, saltarci dentro da perfetto ignorante.
Un pò ho paura un pò mi rendo conto che è troppo una figata, anzi, proprio quello che cercavo per smuovermi le acque. Proviamo. Al massimo dovrò depennare questo post e dimenticarmi questa notte di studio sui viaggi e le avventure. Il temp e poco e non vorrei sprecare 2-3 settimane per fare una mezza tappa.
Vediamo…
a domattina
oiziruaM
Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM
PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!
L’ultimo post che ho letto su questo blog è quasi di un mese fa. Non ho commentato, nè a voce (e ne avevo possibilità), né scrivendo una frase, magari anche stupida.
L’ultimo post, come il penultimo, come quasi tutti quelli che riempiono i pochi sprazzi di vita di questo blog era di Maurizio. Ogni volta che penso a Pennellisolari, oggi, penso a qualcosa che ha avuto la sua vita, che ha consumato i polpastrelli di alcuni di noi, negli ultimi anni. Un post era uguale quasi sempre a una mitragliata di commenti, a gente che si scaldava e animi inquieti: PERENNEMENTE. Beh, “perennemente il cazzo” mi verrebbe da dire.
Le sfide e i “secondo me” si sono apparentemente trasferiti da un’altra parte.
Giò e Raf, ragazzi vi voglio bene, hanno trasferito realmente i loro dibattiti su SUV e Biciclette sul campo. Non mi pare vero che siano candidati entrambi. Fazioni opposte, ma forse questo mi rincuora perché alla fine aumentano le possibilità che a vincere non ci sia una testa di cazzo (si, insomma, non nel senso umano del termine, magari solo in senso amichevole).
Agatella, Lu, Lui, Silvana, GuSpe, Lello, Gianleo, Antonio, Nick: voci rarefatte dentro un passato recente che torna sempre ma dentro incontri di poche ore, minuti a volte. Con la paura di chiedersi: “come stai?” ancora più forte di quella di rispondere “Male, grazie, vorrei un pianerottolo per parlare con qualcuno”.
Maurizio è li. Incantato nel suo non smettere di darsi fastidio. Non so quanti di voi ci siano ancora, magari in silenzio, a Non Smettere di darsi fastidio.
Cioè noi, quella voglia di un pianerottolo in cui fermarsi a leggere una frase ce l’abbiamo ancora? Voi, ce l’avete?
Io oggi pomeriggio l’ho sentita sbattere su di me con una forza impressionante. E oggi allora rispondo a quelle parole del 9 Aprile. Maurì, su quel cazzo di pianerottolo la poesia passeggerà ancora, molto più di tutti gli inquilini che quella casa abbia mai visto. Non smettiamola di tormentarci con questo sogno. Già, perchè i nostri sogni sono capaci di tormentare, anche. E’ per questo che quando ci capita, qualche volta, di essere felici, il battito di mani fuori dal letto lo si sente ovunque. Pure fuori dal blog.
Vins
Ho sempre vissuto ripetendomi delle frasi, rivivendo delle scene che mi facevano felice o di davano forza proprio quando ero più deluso e la mia casa è stata poi espressione degli ostacoli superati grazie alle parole dei cari e dei meno cari.
E fra queste una scena, tratta da Herry ti presento Sally: “Mi alzo la mattina, batto le mani e decido di essere felice!” …
Mi meraviglio delle volte a come chi ci circonda si impegni a ledere questa nostra scelta, e come io stesso, stupidamente, a volte permaetta che loro la abbiano vinta.
Eppure essere felici non costa nulla. E’ gratis. E non dipende affatto da ciò che compriamo o indossiamo. A volte vedo la nostra epoca persa nello shopping, nella necessità di mostrasi ben vestita, aggiustata, pettinata, e dentro invece marciscono i valori, gli ideali, …
Avrei bisogno di un Vins come compagno di pianerottolo per condividere libri come faccio con mio fratello. Per condividere pensieri senza per questo cercare una ragione. Un sano libro, il sole di oggi pomeriggio, il mare freddo. Mi fà felice anche la frecatura di canoa che ho comprato di seconda mano e che mi fà capovolgere ad ogni distrazione. Felice! Dentro. Senza sapere perchè. E mi vien da pensare da sempre che proprio quella sia la felicità che cerco. Infatti è quella che ricordo più a lungo. Felice a prescindere. Anzi inversamente proporzionale alle ore di lavoro. Meno lavoro più sono felice! Che strano. Anni fà non era così.
che succede.
NIENTE!
mi preoccupa un pò. Perchè in superficie è tutto calmo ma dentro c’è qualche presagio.
Meteorismo?
potrebbe essere.
Vedremo.
Tanto poi non succede niente.
Chissà.
Beato Te che sati bene.
l’erba del vicino è sempre più verde.
e no. è che col culo degli altri è facile…
anche con la vita degli altri è facile farsi bravi.
e devi vedere a fare gli allenatori?
speriamo che succeda quel che succeda.
Il terremoto.
No io spero nella calma.
Io spero e basta.
beato te.
A me. tu si che stai bene e dici a me.
Lascia stare vado a letto che domani è domani come al solito.
MA domani è Natale.
Ah si.
allora a domani.
“Ci stiamo portando avanti con gli anni?” Che cazzo significa? Eppure significa.
Ho letto e sentito più volte che noi siamo il frutto di quel che sognamo e fin qui ci siamo, ma quel che mi pungula l’animo e se davvero, continuando così, domani mi accetterei giudicandomi con occhi e spirito di quando avevo 20 anni. Mi chiedo analizzando valori, aspirazioni, cosa ritenevo mi facesse felice e cosa oggi davvero lo fà.
La storiella dell’aragasta/rana che messa in acqua in una pentola sul fuoco muore lentamente senza accorgersene è l’incubo di questi anni di lavoro. Sempre più legato. Sempre meno libero di andare. Di vivere 1000 altre vite. Di cambiare 1, 2, 4 volte vita come sognavo. Ed ora invece non sò se davvero era prorpio questo quello che sognavo.
Eravamo forse in 20 o più in queste pagine a ballare l’Hully Gully ed oggi, contrariamente all’incremento numerico cantato nella canzone, siamo forse 2,3 massimo 4 a passare ogni tanto.
Come nella canzone 4 amici al Bar diminuiamo e cambiano gli obbiettivi della vita.
C’è chi parte, chi và via. Chi torna. Chi non tornerà. E c’è chi aspetta al Bar nella speranza che non si cresca mai e si abbia sempre il tempo di bersi 2 birre e sognare di cambiare il mondo. E c’è chi anche ci prova a modo suo cambiandosi le regole mentali a suo piacimento man mano che cresce e accorgendosi che quando il culo è tuo fà male darlo via.
Si cresce, purtroppo e al bar dei Pennelli Solari si và sempre meno e forse un giorno anche noi ultimi romantici non ci passeremo più.
Tuttavia è stato bello e sarà sempre un gran bel riferimento.
Che i sogni diventino realtà potremmo dire e forse è quello che sta accadendo. Chissà fra 30 anni se avremo rispettato i nostri sogni e le nostre promesse. Chissà…
e ogni sera da qui al futuro a coricarci con le nostre coscenze da ragazzo a chiederci conferma.
siamo arrivati al confine con la Bolivia e ci siam detti: torneremo per farla meglio, inutile entrarci ora solo per mettere un timbro in piu’. Siamo arrivati vicino all’Ecuadfor e abbiam piu’ o mneo pensato lo stesso e a SUd potevamo scendere con la Panamericana fino in Cile, che distava appena 3 ore di bus (praticamente niente) ma poi avremmo cominciato la discesa per la Patagonia ed allora … qualcuno avrebbe potuto prendersela a male. Qualcuno.. c’è qualcuno… pronto??? … qualcuno. Non ho detto Polifemo. Ho detto qualcuno!!!
Non sò ancora se infettarVi qui … lì, … o su ….
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oiziruaM is Back
Io intendo Tu, x te. Non mi aspetto che rispondi la solita pace nel mondo se non sai di cosa parli. Sto chidendo a te di commentare COSA SOGNI X IL FUTURO? COSA DELLA TUA VITA? DAVVERO DOVE VUOI ANDARE? COSA?
PS: prima mi dite Voi e poi Vi butto in faccia il post.
Il bello e il brutto del mondo è che comunque sia lui và avanti, un pò come il tempo, un pò come tutto.
Ci si può perdere, si può andare altrove, si può fare gli offesi e chiudere dei rapporti, … comunque sia il mondo và da se e con lui tutto il resto.
Un padre mette al modno un figlio e crede che potrà decidere per lui il meglio sulla base dei suoi errori, potrà proteggerlo dal mondo esterno ed invece tutto accade come il quadro che cade improvvisamente dal muro.
A turno ci tocca tirare avanti il carretto convinti che se ci fermiamo noi si ferma tutto, ed invec eci accorciamo, tornando a casa dopo mesi, anni o solo giorni che tutto è andato avanti senza intoppi, ignaro della nostra assenza. Così a tutti quelli che come me molte volte si sentono indispensabili e insostituibili e per questo non mollano mai, non prendono mai pause, e soprattutto a tutti quelli che non sanno dire STOP e andarsen dall’altra parte del mondo perchè ritengono di essere INDISPENSABILI dedico questa riflessione sul MONDO CHE VA’ AVANTI ANCHE SENZA. Lo ha fatto con i dinosauri, i mammut e a breve anche lo faà con tigri e uomini.
Noi ci prepariamo a lasciare che il mondo vada da sè per 15 giorni per andare a camminare verso la più antica delle città sconosciute, a pedalare in quota, a masticare foglie di una pianta proibita che allevia i dolori e ossigena il cervello, chiederemo passaggi ai muli o asini che siano, mangeremo e dormiremo nel fango e se proprio ci sentiremo nostalgici vi penseremo e scriveremo.
l’unica cosa che mi vien in mente sempre è:
AVANTI!!!
Stasera mi guardo indietro (scritto bene, non so e me ne frego anche).
Cerco di scrivere qualcosa sui pennelli solari e tramite il mio profilo mi ritrovo collegato al mio vecchio blog personale che usavo solo in viaggio e .. scopro che è stato chiuso. I blog non vanno più e si lascia spazio anche su excite a Facebook.
A me tutta sta condivisione pubblica mi sta sulle palle, invece il blog richiedeva sacrificio di venirmi a cercare, conoscenza di sapere quale fosse l’indirizzo e mi permetteva di selezionare chi mi leggeva ad una cerchia di amici che doveva sentirsi ispirata per leggere e controbbattere.
Mi guardo indietro e il passato è davvero passato. Ora siamo oltre i blog e siamo nell’epoca Facebook. Le coppie litigano per amicizie riconosciute, alcuni fanno gli snob, altri si ammalano di post, commenti e di sputtanamenti dei prorpi cazzi al pubblico.
Io in tutto questo non vedo più i sogni, quelli di cui parlavo nei blog, le cose personali come gli umori più nascosti, i pensieri più simpatici e le debolezze più forti.
Accendo facebook e ci sono sempre le solite foto di feste, viaggi, sorrisi enormi. MAi un cazzo di uomo triste, una riflessione profonda e soprattutto PERSONALE. Al massimo leggo: “Gruppo di quelli che quando al cinema piangono dentro!” MA che cazzo è?
Vins, mi rendo conto che ti ho perso. Ti ho regalato a mio fratello e mi sono tenuto il lavoro, le mie scarpe da corsa e quattro chiazze colorate sul muro dell’ufficio. Il resto è perduto. Per ora. Non ho grandi emozioni continue, non sogno di cambiare il mondo e corro dietro uno straccio di guadagno perchè il futuro abbia qualche certezza in più.
Ho perso Gio mentre giocava a Don Camillo e Peppone e non vedeva che il comunismo è finito perchè anche Berlusconi perde consensi. Come parlare di partigiani quando non cè più chi li perseguita. Finito!!
Sfoglio un giornale che mostra le foto della terra del fuoco. In 3-4 mi possono capire. Domani guadagnerò forse la mia giornata e andrò a dormire soddisfatto di aver fatto il mio dovere.
Ci sarebbero altre scelte da fare ma io non ho più domande. Anzi no. LEllo dov’è finito? Appena arrivato a Mosca trovo una macchina tamponata e capisco che Lello è uscito anche sabato scorso.
Invecchio nel solito turbine della canzone di 4 amici al Bar di Paoli. Non sò chi si sia alzato prima da questo tavolo di BAr dove abbiamo sognato di cambiare il mondo, ma io sono tornato convinto di ritrovarvi tutti qui e mi è venuto da piangere vedendo che tutto è cambiato. Anche Noi.
Nessun appello, nessun rammarico. I tempi cambiano e comincio a costruire un futuro che non mi piace già da stasera. LA scomodità di cui mi parlava Don Tonino Bello mi riprenda a bussare nel cuore perchè comodo, alla fine, non è neanche il sito di MAssimo V. fatto da Domeico Dell’Olio.
Mi rifugio in questo blog, felice che non ci passa più nessuno. Lo occupo come se fossi ancora al liceo. o come direbbe Daniele Silvestri: “Manifesto”" qui questo mio senso di calma costante.
Godetevi Facebook, io mi ancoro qui!
oiziruaM
il blog è malato? Provi a dire 33. 33. No sembra che stia benone. SOlo necessita di un pò di riposo. RIPOSO.
Mi chiedi se mi và di venire in Sardegna con te. Davvero non sò. Non perchè tu non mi piaci, inteso come amico, non perchè sono geloso del tuo compagno o perchè timoroso dei nostri confronti. Ti dico non sò perchè davvero non sò. L’apatia è una malattia che scopro appartenermi proprio mentre mi rifugio su wikipedia a cercare un motivo a questo lassismo che non mi avvea mai preso e che invece mente e corpo mi chiedono. Non vado ne avanti ne dietro. Ne fuori ne dentro. Il tempo passa. Rimango chiuso nella mente e mi godo il mio sport, il mio tentato riposo e quei pochi momenti di euforia che ritornano. Per me Luglio e agosto sono passati per lasciar posto a settembre. Già malinconico guardo il mare e rimpiango di non aver vissuto l’estate abbastanza. E solo ora che scrivo mi manca non l’averla vissuta come potevo. MA ti giuro che avevo SONNO. Sai che significa che mi addormermento ogni sera all’ora che i Milanesi cenano e poi non mi riprendo più. Sai che significa aver detto a malapena 5 frasi all’ultima ipotetica cena deii pennelli?
Chi mi è vicino patisce, purtroppo, mentre per me è l’unica scelta possibile. Mi trascino, poi corro, poi mi addormento. Reagire? Ma a cosa? Dolce lassismo che scopro ad agosto. La voglia di non fare nulla. Niente. Lasciarsi cadere nel piacere di leggere, dormire, mangiare, ridere. e poi? Nel frattempo continuo a lavorare, male e a sprazzi.
Sò che lo sai. In qualche estate sei stato anche tu così malinconico, apatico, o cosa. Cosa và in vacanza? cosa no? Come si spegne la mente? Perchè si è molto più felici di restere a dormire piuttosto che andare a festeggiare? E capisco che siamo molto simili ma con tempi diversi. Tu esci e io no. Io esco e tu no. E incontrarsi è difficile, quanto andare in Sardegna, E ppure per me sarebbe più facile la PAtagonia.
l’iniziativa “appare” carina.
http://viaggi.libero.it/news/viaggiatori-in-festa-firenze-turismo-viaggio-ne2265.phtml
16/04/2010
Lo aspettavi come il Babbo Natale che si lanciava dal camino, e quel countdown era talmente carico d’aspettativa che lo vivevi per un mese…perché tra un po’ è il tuo compleanno diceva mamma…e quei pochi giorni prima dalla festa con gli amichetti, scandivano minuti inesorabile per la preparazione, e tu aspettavi, aspettavi fino a quando la mattina, svegliato da mamma e papà addirittura insieme, aprivi gli occhi:era arrivato. Quel giorno tutto t’era concesso, come se fossi il re. Ed almeno io mi ci sentivo per davvero tale. La colazione era più bella il giorno del mio compleanno, mamma e papà mi volevano più bene, il giorno del mio compleanno, e non vedevo l’ora di andare a scuola, perché tutti mi avrebbero fatto gli auguri, perché tutti quel giorno mi avrebbero dato quella considerazione che meritavo e, se sbadatamente qualcuno mi ignorasse, io comunque mi sentivo più forte, perché era il giorno del mio compleanno! Poi la sera la festa, da piccola quelle in cui io ero al centro dell’attenzione, e quelle da più grande in cui mi facevo carina per il mio amore di passaggio che vedevo riflesso nello specchio in cui mi abbellivo, sperando di riuscire a fare almeno un lento al gioco della spazzola, ma puntualmente, quel lui un ballo fugace con me lo faceva anche, ma per poi stare tutto il tempo a corteggiare quelle amiche sempre più belle di me… Ed andava via così, il giorno del mio compleanno, con una frase su un diario segreto dal lucchetto puntualmente forzato da mio fratello, bagnata di lacrime per un amore non corrisposto oppure di gioia per averlo trascorso così bello.
-Lo apro un attimo, il diario, e tra una pagina e l’altra trovo scritto “Saddam Hussein è proprio un uomo cattivo”, correva il 1990, e per essere sul mio diario ad 8 anni doveva proprio avermi fatto arrabbiare.
Oggi è il mio sabato del villaggio. Il diario cartaceo non c’è più, e nemmeno l’andare a scuola felice. E quando ho smesso di sentire la vibrazione del mattino del mio compleanno, ho capito che stavo diventando grande, e mi odiavo per non essere più capace di sentire nell’aria il profumo che casa mia aveva solo quel giorno. Ma un anno è sempre un anno di vita, di Vita, di VITA e già basta a meritarsi tutto il mio grazie. Certo nell’anno appena passato non ci son più le rassegne dei miei voti in matematica o della liti della mia comitiva “in mezzo alla villa”, e nemmeno le promesse di essere migliore, non dire bugie e non fare arrabbiare mamma e papà, ma oggi, stanotte, se scrivessi ancora, forse al mio Caro Diario direi che per la prima volta domattina, schiuderò gli occhi in una casa nuova, che non si sentirà l’odore del ciambellone o dello zabaione, che i regali non mi piaceranno come sempre e che i clienti non mi lasceranno in pace solo perché è il mio compleanno. Ma sarà pur sempre il mio compleanno. E quando anche camminerò per strada con la gente ignara io calcherò fiera i miei passi, perché anche se loro non lo sanno, io quel giorno starò vivendo dentro la mia domenica del villaggio, ed anche se mamma e papà non ci saranno più a svegliarmi, girerò la testa sul cuscino e incontrerò gli occhi di quell’ amore forse non più fugace, che avrà gettato la spazzola all’aria invitandomi a fare un lunghissimo lento con lui… Si, voglio ballare.
S.
Chi la fa l’aspetti.
Per cui chi la fa,
è bene abbia l’orologio dieci minuti (almeno) sempre avanti.
Felice Capodanno da GuSPE
«Io non ho il problema di Dio, io so chi è il mio autore» disse il cartoon.
Qualcuno era scettico forse perchè il gruppo era meno blasonato di altri artisti in cartellone. Invece ci hanno emozionato, e non poco. Un’atmosfera che traspare tra qusti miei scatti solo vagamente. Lumini e sonorità da BluNote di periferia.
nick
Vi riporto riporto le info di un workshop organizzato dagli amici di Algomas. Se foste interessati, fatemi sapere.
Nick
Il corso, condotto da Nicola Marfisi e Meri Valenti, propone un iter che parte dalle radici storiche del medium fotografico viaggiando attraverso le rivoluzioni tecniche e stilistiche che lo hanno portato fino ai nostri giorni.
Il workshop fornirà forti basi per muoversi nel mondo dell’immagine. Le prime 5 lezioni comporranno il livello base, al quale seguiranno 6 lezioni per il livello intermedio. Durante il corso si parlerà sia di fotografia analogica che di quella digitale, senza porle, peraltro, in contrapposizione. I concetti e le tecniche spiegate sono applicabili ad entrambe i campi, la tecnica sarà spiegata in maniera chiara ed essenziale ma in relazione ad una visione creativa della fotografia. Durante il workshop verranno effettuate uscite fotografiche con i docenti.
Le prime 5 lezioni comporranno il livello base, al quale seguiranno 6 lezioni per il livello intermedio.
Costi:
LIVELLO BASE 100 euro – LIVELLO INTERMEDIO 120 euro
Prima lezione gratis Lunedì 16 Novembre alle 21 presso l’Associazione culturale “La scheggia” via Dolomiti 11 a Milano
Per informazioni ed iscrizioni http://www.algomas.org
SOLO 15 POSTI DISPONIBILI!

Bisceglie, 17 ottobre 2009
Avevo promesso che sarei stato breve ma soprattutto che l’avrei scritto e allora eccomi:
1- CHI PREDICA ABBIA L’ACCORTEZZA DI VEDERE COME RAZZOLA PRIMA DI SCRIVER MALE DELL’ALTRO.
2- CHI è CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA SE STESSO.
Ora posso anche venir meno alla promessa di esser breve per cercare di non venir meno al principio di esser chiaro.
Chi ha orecchie per intendere intenda, ma soprattutto se la vita non è fatta di post, email e parole ed è fatta di gesti, azioni, condivisione e quant’altro, allora è in strada che chiedo di venire a dimostrare questo cambiamento che sul BLOG ABBIAMO GRIDATO UN Pò TUTTI A GRAN VOCE.
In Africa si respira la non volontà di reagire ad una povertà che sembra congenita e chi ne subisce i morsi della fame sembra piangersi addosso. Non c’è lavoro, non c’è da mangiare, non c’è da bere, non ci sono strutture e non ci sono tante altre cose. Mi sembra di vivere il Sud con tutti i suoi limiti e mancanze.
Però la verà mancanza, il vero limite è che non c’è volontà, volontà di uscire dalle proprie condizioni sporcandosi le mani, senza muovere il culo e sempre sperando che lo Stato, una nazione più ricca, una Società commerciale, venga a salvarci dandoci il lavoro o le condizioni a cui auspicavamo.
Siamo stati abituati, come Sud, che sia dell’Italia o che sia del Mondo, ad aspettare che qualcuno ci venga a salvare. La cosa più forte che siamo riusciti a fare nell’ultimo secolo è stata emigrare, al nord o all’estero per salvare le nostre vite. Abbiamo usato e sperperato male i finanziamenti ricevuti senza preoccuparci del futuro e della nostra terra e siamo rimasti indietro. Speriamo ancora che lo Stato o ora la Comunità Europea ci venga a salvare dalla crisi ma continuiamo a non fare niente, a non creare niente, a prendercela con i politici e credendo di sapere tutto continuiamo a laurearci mentre quello di cui abbiam bisogno è di umiltà.
I miei coetanei, del sud, rifiutano 45 euro netti al giorno di una giornata in campagna, più contributi, più la possibilità di avere un lavoro pomeridiano, piuttosto vanno a lavorare in un grande magazzino a 800€ al mese ma in campagna no. Troppo dequalificante. Piuttosto rimangono a carico dei genitori, girano in cerca di raccomandazioni, aiuto, altro.
Allo stesso modo ma con condizioni più disastrose ho visto l’Africa. MA rimane che ogni giorno vivo male questo Sud che amo vedendo famiglie di immigrati crescere e vivere, aziende chiudere perchè nessuno sottostà a lavori umili MA DIGNITOSI, perché ERAVAMO UNA SOCIETà DI LAVORATORI ed invece siamo diventati una Società di chi lavori veri non ne vuole più fare.
Alcuni conoscenti mi fermano per strada e vendendomi nelle Associazioni o vicino alle Amministrazioni o a progetti comunali, e allo stesso tempo intriso nel mio settore lavorativo, mi riescono solo a dire: “Ma quanto vuoi guadagnare?”, o “Beato te, tu stai bene!” oppure “Tu oramai sei lanciato nel tuo settore e cosa ti preoccupa!” e tante altre cavolate.
LA verità è la stessa che distingue una persona di buon umore da una normale. Quella con il buon umore ha comunque i problemi, ma cerca di risolverseli dandosi da fare senza lamentarsi e questo non significa che problemi non ne abbia.
Per questo, invece di lamentarsi, bisognerebbe darsi da fare, creare, recuperare lavori utili, dimenarsi di riunioni dove si parla di problematiche locali, di come risolverli, delle possibilità che lo Stato e la Comunità Europea, la Regione e quant’altro ci danno per COSTRUIRE IL NOSTRO FUTURO E QUELLO DI CHI CI SEGUIRA’.
Come diceva Gio “Ci soffro delle scelte fatte”, ci soffro delle serate passate a sentire e a studiare cosa la Comunità Europea attraverso la Regione ci sta mettendo a disposizione, perché vorrei andarmene al pub come i miei coetanei, andare alla Biciliae, stare più con le persone che si sentono miei amici, ed invece, probabilmente preferisco di più dedicarmi a qualcosa di edificante per me, per il nostro futuro e perché tanti soldi non vadano sprecati nelle solite tasche. Però io, alle riunioni sui fondi euoropei, di tutti quei giovani che criticano, dicono di adoperarsi, si credono paladini di un mondo migliore,… NE HO VISTI POCHISSIMI, PER NON DIRE NESSUNO.
NON è TUTTO E SEMBRERA’ ANCHE TROPPO CRITICO, MA DI QUESTO CI SOFFRO, PROPRIO perché AMO LA TERRA DOVE VIVO E CHI LA VIVE CON ME INVECE DI AMARLA DAVVERO SI LIMITA A DIRLO E REGALARLE I FIORI PER ANDARE AVANTI OGGI, SENZA PENSARE CHE NEL FUTURO SERVIRANNO INFRASTRUTTURE, PROGETTI, PROGRAMMI, CULTURA, …
Ma forse parlo già da vecchio mentre bestemmio i miei coetanei che si perdono dietro stupide lamentele senza venirsi a costruire il futuro.
oiziruaM
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