PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi
chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto
http://oiziruams.blogspot.com/
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Siamo rimasti in pochi, me ne rendo conto incontrando la mia razza. Siamo rimasti in pochi a pensare e agire per il bene del pianeta, a preferire scomodi piatti da lavare a quelli di plastica che non sono riciclabilie e che biodegradano in centinaia di anni (600 anni per intero). Siamo rimasti in pochi a ricordarci di Haiti, di l’Acquila, della Cina dove vige ancora l’infibulazione (circoncisione… femminile), a tirare avanti con il vecchio PC perchè ogni computer nuovo alimenta la guerra in Congo per il prelievo di Nichel dalle miniere, in pochissimi a ragionare sui dolori del corpo che chiamiamo sintomi ma sono SEGNALI di qualcosa che non và e che non dovremmo ricorrere a medicine che annullano il segnale ma risolvere la causa. siamo in pochissimi a credere nell’improtanza del CONSUMO CRITICO e dei piccoli negozi sotto casa al posto dei grandi magazzini che sottopagano, impongono prezzi dda fame a chi produce e poi fallisocno comunque dopo aver seminato povertà fra la gente e cemento fra le campagne. (A proposito ieri ho vito che il pane di alcuni supermercati presenti a Bisceglie è prodotto in Romania. Che cazzo, non c’è ne stava di buono e fresco qui o la politica del guadagno sfrenato necessitava di grano magari radioattivo di altre zoen meno controllate?).
Siamo rimasti in pochissimi a investire in WWF, Legambiente, Greenpeace, a credere nei verdi, nei blu e in quelli che una piccola cosetta al giorno per il bene degli altri e del futuro del pianeta và fatta anche per la nostra anima.
In pochi a credere che altri tipi di politica siano possibili, quelli non fatti di A e B e di chi fà C per poter saltare da un aparte all’altra a seconda del comodo. Parlo di politica che preveda una squadra dove nessuno, all’interno della squadra giochi contro l’ottenimento del risultato.
Come può tutto il mondo continuare a non accorgersi che le cose vanno a casaccio rispetto a come dovrebbero andare, che l’amore non è fatto di anelli e brillanti ma di abbracci, voci soffuse, mani intrecciate e calma comunque. Che il lavoro è un mezzo per vivere e fare quel che ci rende davvero felice e non per comprare quello che ci fà apparire felici agli occhi degli altri.
Siamo rimasti tu ed io. Gli unici due stronzi che possono cambiare le cose come stanno. Io che scrivo e tu che leggi. Siamo solo NOI 2 con 2 braccia, 2 mani, 2 piedi, 2 gambe, a chiederci che cosa possiamo fare coem se fosse una cosa difficile. Ed invece mi spieghi con quei tuoi cazpelli e docchi che le vie sono infinite, tutte diverse da quella comune. Basta sorridere, essere fleici per quello che abbiamo, anche per le sventure, per i soldi persi in borsa che tanto non ci facevano PIU’, per la bici rubata, per la donna che amiamo a modo nostro e lei a modo suo e crediamo che non funziona per un secondo ed il secondo dopo il contrario, per la vita che è poter vedere, capire, scegliere, …
Siamo rimasti Io e TE e abbiamo scelto di mangiare prodotti localie di stagione, di mandare le banane nel culo di chi le importa semplicemente non consumandole perchè non sono un frutto locale, è trattato chimicamente, farle arrivare qui inquina molto e soprattutto sono prodotte sfruttando la povera gente invec eche retribuendola giustamente. Ancor prima stiamo cambiando tutto rinunciando agli integratori e mangiando più insalata, magari bio, mista a pomodori, mele, carciofi e mais.
Stiamo scegliendo di consumare meno tonno perchè rischia l’estinzione e soprattutto meno carne perchè inquina e causa aumento di CO2 e di cattiveria presente nel nostro sangue, causa nervosismo, dipendenza.
Stiamo facendo km in bici e a piedi da anni invece di fare il giro da mare la domenica con la seconda marcia inserita all’auto pulita mentre non sappiamo che dirci. Stiamo scegliendo di andare al mare anche fuori stagione, perchè il corpo senta e veda cosa è il cambio delle stagioni. Abbiamos celto di non accendere i condizionatori dìestate perchè per millenni l’uomo ha vissuto comunque e senza problemi respiratori, di sinusite o di insonnia. Abbiamo scelto di non consumare gas per riscaldarci d’inverno o al massimo l’abbiamo regolato al minimo e da allora non ci raffreddiamo più, non ci fà male mai la gola, lasciamo la finestra aperta tutto l’anno e la mattina la testa e fresca e serena.
Siamo tu ed io, che neanche ci conosciamo così bene eppure abbiamo scelto di riempire l’acqua dal rubinetto perchè meglio di quella in bottiglia e così abbiamo ripsarmiato almeno 365 bottiglie di acqua l’anno che non verranno rilasciaste sulla superficie terrestre.
Siamo io e tu. Quindi non sentiamoci soli che stiamo diventando già 3 e forse 4 e la canzone dell’HullyGalli questa volta s’inverte e m,agari domani saremo 44 milioni di gatti o addirittura tutti e 7 i miliardi di umani a preoccuparci dell’altro e dle mondo, ed allora non solo NOI ma TUTTI sai che festa che faremo, puliti dentro e fuori come saremo.
….
oiziruaM
che gusto c’è se esci dal campo senza aver corso o con la maglietta asciutta?
che gusto c’è se gli altri fanno tutto il gioco per te?
Il gusto sta nel metterci il meglio, il cuore e l’anima. Sentire i brividi di freddo eppur continuare. Dire ai compagni di squadra “Andiamo a vincere!” piuttosto che rimproverarli. Il gusto è proprio lì, NEL SUPERARSI E SUPERARE. Non mi chiedere aiuto, non posso correre per te. Non mi chiedere la palla se ti nascondi dietro l’avversario. Non mi chiedere. Corri con me. Vieni a prenderti la palla, fatti vedere. Tu hai le tue gambe io le mie, ma siamo una squadra e in una squadra se uno non corre lo sentono tutti e ne pagano tutti. Ma se io metto il cuore per 2 all’inizio salvo il risultato e forse lo farò tutto il campionato, ma sarò anche quello che gioirà di più quando vinceremo e che soffrirà di più quando perderemo. Ma io non voglio gloria doppia. Io voglio il mio e che tu abbia il tuo. GIOCATI QUESTA CAZZO DI PARTITA TUA, IO LA MIA, ANCHE SE SIAMO LA STESSA SQUADRA. Smettila di chiedere a tutti di correre per te. Invece di piangere SUDA, sono sempre liquidi. Le lacrime sono incapaci di risolvere e sono statiche. Il sudore è di chi lotta. E per questo ho scelto di non piangere ma di sudare. Perchè fermo non ci sò stare. Perchè le lacrime mi stanno sulle palle e se piango lo faccio quando proprio non posso correre o non posso far altro. MA le lacrime danno lucidità alla mia mente e dopo ho fretta di tornare in campo. Non chiedere di entrare in campo se non hai voglia di dare tutto te stesso. Si gioca una sola volta ogni partita. L’altra sarà una rivincità, o una bella, ma mai la stessa partita. Percui tanto vale di giocare il massimo oggi. Ma se in campo mi gridi tutto il tempo perdo il gusto di giocare. Non sò più a chi passarla, dove andare, mi viene noia e non mi diverto più. Non mi arrendo ma perdo tempo nel cercare una reazione perchè non mi diverto. L’unico vero stimolo è altro.
Gioca la tua partita, con la tua squadra, con i tuoi compagni bravi o cattivi che siano, ma invece di arrabbiarti gioca con loro. Vedrai che vincerete, ma se pur non sarà così almeno vi sarete divertiti invece che esservi rimporverati. Gioca. E smettila di avercela col mondo se la palla non arriva da te. Forse non la stai cercando o chiamando correttamente o abbastanza.
Gioca e corri e anche senza palla sarà comunque divertente. Siamo una squadra, non lo dimenticare, anche qaundo non sei al top, anche quando sei fuori dal campo.
Io non sono un campione. Non sò se mai lo sarò. Non ho le fibre muscolari. Non ho più l’età per diventarlo. Ma ho vita da vivere e cuore che batte, e questo mi basta a farmi felice, a lanciare le gambe avanti per poi rincorrerle. Ho tutto quello che mi serve per fare quel che posso fare e anche quello che neanche immaginavo avrei mai potuto. E posso solo se sò che dopo ho qualcuno a cui raccontarlo, con cui condividere, con cui andarmi a bere la birra e confrontare la giornata.
Non sono un campione, ma mi godo quel che ho dando tutto, e anche s enon mi basta mi prometto che domani darò di più. Cerco di farlo, e se non basterà, continuerò.
Vado a prepararmi che l’arbitro non riposa mai.
oiziruaM
Convinto, a causa della data del compleanno dell’amico più datato che ho, che l’Estate cominciasse tra il 14 e il 15 luglio, per dare il via al mese più bello dell’anno, ancora oggi, a oltre 30 anni guardo a questa data con aspettativa e gioia. Il 15 luglio è arrivato senza clamori. alcool e baccani di un tempo ma con il vento fresco del amre che porta via i superati 40 gradi di questi giorni.
Rifletto con chi amo al mio fianco, sdraiti a testa in su a guardare il cielo stellato, che saremmo diversi con i nostri amici più storici qui a vivere. Avremmo il tempo, almeno qualche volta più di berci una birra, TORNARE BAMBINI, guardare i tramonti, sognare cambiamenti e gustare a sorsi il presente. Saremmo credo migliori. Mi cade una lacrima di nostalgia per il tempo che non riusciamo a condividere per distanze ed impegni.
L’amico è … e non ci sono cazzi.
Sono tutte cavolate,
le paure, le ore di lavoro, le liti, le discussioni, i “malesangue”, le volte che cerchiamo ostinatamente di avere ragione, la destra e la sinistra, il non avere tempo, il domani, gli investimenti, …
Alla fine cerchiamo momenti che dovremmo avere gratis ed in quantità, ma che non riusciamo più a donarci.
Finito appena di discutere su una Patagonia da fare con gli amici, e magari, in compagnia della mia donna. Finito neanche di trovare una soluzione ad una data che mi ritrovo di fronte al film “Il postino” che mi commuove fino a farmi uscire le lacrime dagli occhi.
Stiamo perdendo tempo e questo significa disprezzare la vita.
Il mio plauso và proprio a Vins, coraggioso quanto non avrei mai immaginato, di dare quel cambio che ci raccontiamo da sempre. Io col mio posto semisicuro che mi dà il giusto per vivere con il pane in bocca e un futuro che sempre preoccupa, continuo a discutere di cose banali e non essenziali con la gente che mi circonda, dall’amore ai clienti.
Pensare che tutto finisce, all’improvviso portando con se sogni e speranze, prima ancora che si possa aver realizzato un centesimo di tutto quel sognare, mi fà fermare ancora e dire: “Cavolo, sono proprio cavolate!” La cucina, la lavatrice nuova, il solaio, l’automobile, i saldi, gli armadi stracolmi di roba che mi viene il vomito, cose da fare che non basta mai per farci felici, … e quel che mi rimane sono solo i momenti d’amore, di risa, quelli con gli amici veri, i tramonti, qualche libro letto in momenti speciali, le decisioni più strane, il coraggio di vivere un amore, le scelte più dure, le ironie dei pennelli, la canoa e le onde, il divano arancione sormontato da un onda dipinta anni fà, la porta di casa, il gozzo che spero di comprare per riempirlo di piante e portarlo in pesnione dal mare, le camminate serali da mare a inizio settembre, il mare d’inverno, la pelle profumata affianco a me nel letto, il calore della vita che incontro, …
L’orologio continua a girare nello stesso cerchio da anni. Neanche tolgo più la polvere per non perdere tempo. Immagino Noi sotto la cordigliera della Ande, l’abbraccio di chi amo in quel momento mentre respiriamo. Vins fà la sua poesia estemporanea. Giò si becca la dedica in consiglio comunale, perchè ovviamente non ci sarà (spero di sbaglairmi). Sono tutte cavolate, ma affetti, amori, sogni, vanno vissuti per riviverli poi ricolmi di lacrime per il tempo andato.
Non ci basterà mai, ma questo cammino di gruppo, Noi lo faremo in coppia, mi sembra qualcosa che dobbiamo regalarci con le persone che amiamo per rispetto alla vita. Ad agosto clicchiamo, Vediamo di organizzarci per una data buona per tutti. e per qualche giorno, al diavolo il lavoro.
oiziruaM
Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM
PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!
CAro Gio,
non ho avuto il tempo di smettere di correre, ma in compenso ho rallentato.
Invece di andare in aereo a Verona ho scelto di andarci in treno in coppia e da li sempre in treno a pisa. Nel frettempo ho letto, pensato, fatto giri brevi in città che amo piuttosto che fare check-in e controlli e ho continuato a programmare il mio futuro da down-shifter.
Ho camminato anche molto e alla fine sono rimasto uguale.
Al di là dei nostri discorsi sento da qualche mese la voglia di fare un esperienza estera come volontario in una ONG. Non sò se ne avrò il coraggio, ma potrebbe essere l’unico modo per rallentare.
Poi penso spesso a cambiare la Doctor Farmer in una società di progetti ecosostenibili ovvero ostello, tour operator and free-teaching, oltre che collocamento per turisti (trova lavoro ai viaggiatori).
Dovrei mettere un pò di soldi da parte per farlo. Almeno questo è quello che mi ripeto da un pò.
Non ho fatto economia nel 2009 e nel 2010 e se nel 2011 mi dovessi fidanzare seriamente, beh allora dovrò anche affrontare qualche spesa come l’anello, le rose, le spine, l’abbonamento al cinema e un bel tandem.
Da qui potrei sfruttare l’idea del tandem per fare una vacanza insieme ecosotenibile. PArtiamo da Bisceglie in bici e andiamo fin dove arriviamo. A quel punto prendiamo il treno e torniamo. Io e te.
La ho in fissa questa cosa. Filmiamo tutto. Nessuna prenotazione, pochissimi soldi. Uno zainetto per uno e al massimo i sacchi a pelo.
Sarebbe bello andare nei paesi dell’est, oppure fino al ponte della manica e nel kent, o salire a nord, scendere e scendre dall’altro lato dell’adriatico fino in grecia.
Un’esperienza di quelle da ragazzi che credono nella rivoluzione ecologica.
In questo ho bisogno di te. Posso anche pedalare per te quando sarai stanco ma ho bisogno di te.
Potremmo arrivare anche a Campostela. Il tandem lo offro io. Spesa mia. Se posso permettermi la cucina, potrò permettermi il tandem con gli amici. Se tu non ci sei ti sostituisco subito con Tiziano, con il quale vorrei fare invece qualcosa in canoa o a vela.
Prepara il culo e dimmio quando puoi. Considera che potremmo anche decidere di partire dall’egitto e farci l’attraversata del nord-africa, ma forse, come prima esperienza, dovremmo omologarci.
Inizia a cercare un Tandem serio.
Oppure programmiamo l’ultimo eventi pennellisolari.
Io e tu sfidiamo in bici Raf e Vins. Arriviamo a Santiago del Cile e con 2 tandem scendiamo a sud la patagonia.
Meglio che mi fermo qui.
Ma qualcosa con la bici che ci sconvolga tutti dobbiamo farla.
Io sono già sconvolto. Penso a sta cosa della bici da anni, ma da mesi mi tortura. Mi cheido dove, quando, se solo o con chi, Stasera ti scrivo perchè vorrei condividere. CondiVIVErla. ecco mi piace. CONdiVIVErla.
Fino a luglio sarà un bel casino ma dobbiamo ricominciare a fare qualcosa di serio!
Ma sai quando partiremo che scacazza nel salutare il cartello bisceglie?
oiziruaM
Sono giorni che scrivo e cancello e riscrivo … e … non sò rispondere alla domanda che mi faccio sul futuro.
Probabilmente dovrei recuperare qualcosa.
Provo a scrivere futuri che domani non mi andranno già più bene.
Una crisi diversa questa, causata dalla staticità che non sò vivere, anzi che vivo male. Tutto imputridisce e mi rendo conto che sono fermo. FERMO!
In tutto questo mi illumina il solito viaggio, ancora tropa poca avventura ma basterà. Voglio di più. E’ tutto qui. Voglio di più e non mi basta mai e voglio fare un mare di cazzate ancora. Facciamo che non invecchiamo e già siamoa cavallo, che per il futuro continuaimao a peggiorare. Oh, che bello: A PEGGIORARE, perchè il serio mi rompo prorpio il cazzo a farlo anche fuori dal lavoro. Ecco, facciamo che rimaniamo delle emerite teste di cazzo. E poi magari domani divento un politico pure io e queste frasi me le sbattono in prima pagina sulla Repubblica. Però se ricordo Baricco, lui il termine “schifezza” lo spiegava proprio bene e spiegava anche il senso della vita e tutte quelle cose che poi sono vere e tutti fanno finta di essere bravi, perfetti e immacolati e poi si toccano come nel film American Beaty. Facciamo che non diventiamo vecchi e pieni di maschere e che non me ne affibi neanche tu. Si può essere nuovi, sempre più nuovi per il futuro. Facciamo così. A te che sei nato quasi vecchio, facciamo che ringiovaniamo e facciamo sempre più cazzate. Facciamo che andiamo sempre più in bici e in skate anche se stai per diventare papà. Facciamo che anche se vado di fretta mi nascondi la macchina nel portone di casa. FAcciamo che tu e io, ogni volta che ci incotnriamo, ritorniamo bambini e non uomini seri.
Facciamo? x il futuro!
Perchè forse qualcuno ha “buttato dentro”, come dice un amico mio. Perchè magari ci sono persone tra voi che hanno detto: non ce la faccio a fare i conti con me.
Questo post è solo per ricordare a quanti ancora continuano ad aprire questa pagina, che nonostante tutto, nonostante la latitanza e lo stato di caos totale in cui sono piombato, almeno io, a dichiarare d’esser vivo, ci sono ancora. Chissà che non ne sbuchino altri.
E’ sempre così in un delirio post atomico. E questo adesso stiamo affrontando, ognuno a suo modo, col suo carico di lacrime e sudore pre-estivo. Alla ricerca di un qualche cazzo di nuovo equilibrio.
Basterebbe essere anche solo in due e trovare per strada un vecchio e stropicciato libro di poesie. Basterebbe quello, a farci tornare il sorriso, fosse anche solo per qualche minuto.
Anche se quello che ci manca, l’amore, fosse sfiorato appena solo con delle parole scritte cinquant’anni fa.
Vins
l’iniziativa “appare” carina.
http://viaggi.libero.it/news/viaggiatori-in-festa-firenze-turismo-viaggio-ne2265.phtml
(mi scuso per aver direttamente pubblicato ma si sà che i figli sono dispettosi e i Papà sono buoni e perdonano)
È la festa del Papà,
quello che è l’eroe di ogni figlio. Quello che ci dà la vita. Quello che emuleremo per il resto dei nostri giorni salvo … eccezioni. Oggi è la festa del Papà. La figura più autoritaria e importante (insieme alla Mamma) nella vita di ognuno fino a che non si passa dall’altra parte e si comincia a capire l’importanza delle frasi pesanti, dei rimproveri, delle notti insonni in attesa dei nostri ritiri (ritenendoci ancora figli), dei “Te l’avevo detto”, dei “Ti voglio bene” non detti e degli abbracci fugaci.
Oggi è la giornata dedicata ai veri eroi della nostra e di tutte le epoche. La giornata di quegli uomini che portano avanti le nazioni e le società per dare un futuro ai figli seppur vorrebbero cambiare lavoro, mandare a fanculo il capo, cambiare l’auto ma c’è l’università del figlio da pagare, … eroi che nessun fumetto potrà mai spiegare perché eclatante è la loro serenità nel fare la cosa più difficile e responsabile che ci sia (professori di scuola esclusi).
Oggi è anche la festa di Vins, Papà di questo Blog, che mi porta fuori da questo periodo prelettorale in cui tutti hanno la soluzione e nessuno la attua eppure un po’ tutti quelli che si candidano hanno avuto il tempo di fare, se avessero voluto, qualcosa di buono.
E poi, caro Vins, tu sei il Papà della riflessione guardando il soffitto e questa cosa merita un disegnino da appendere proprio lì.
oiziruaM
da sinistra a destra Nick, Lelliosky, Raf, Ppà Vins, oiziruaM, S., Giò e l’invisibile Domenick
Scrivo perché qualche giorno fa ho avuto una discussione interessante con Maurizio e Silvana.
Riassunto: loro si lamentavano del fatto che io avessi pubblicato il post sulla Fabbrica, un post di chiara matrice politica (http://www.pennellisolari.com/2010/02/19/la-fabbrica-di-bisceglie/).
Io ho risposto loro che avevo “chiesto l’autorizzazione” a pubblicarlo a Nick e a Vins, i quali avevano acconsentito.
Quindi la discussione si è imperniata su due punti:
1. perché si è pubblicato un post politicizzato quando non è mai successo?
2. perché ho “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins, quando i pennelli non siamo più solo noi tre (Gio, Vins, Nick)?
Adesso passo a rispondere.
1. Innanzitutto non è la prima volta che si parla di Politica in questo blog. Provate a dare un’occhiata a questi link:
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507489
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507535
Poi, secondo me, il post che ho scritto non è politico nel senso partitico del termine. Ho, invece, scritto di un’esperienza intensissima che sto vivendo in questo periodo, capace di smuovere gli animi di persone che mai avrei immaginato potessero svegliarsi dal letargo antropologico che deprime questa cazzo di città.
2. Se ho “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins è per questo motivo.
Penso che da quando il blog è stato rivoluzionato, allargandolo ai 14 pennelli, il progetto si è andato logorando poco a poco, fino a schiantarsi nel silenzio dell’ultimo periodo.
Che l’interesse verso il blog sarebbbe potuto scemare col tempo è un fatto naturale che colpisce tutti i blog su internet, quindi non mi addolora più di tanto.
Ma c’è un punto che devo sottolineare: da quando il blog è stato allargato, l’unico che si è dato da fare per tentare di ri-animarlo è stato Vins. L’UNICO. E io sono uno tra i primi ignavi.
Alle sue molteplici mail/iniziative, nessuno ha mai risposto proattivamente, cercando di rendere più vivo lo spazio. Non pensate alle pochissime mail che hanno avuto un seguito in stile gossip e alle quali molti di noi hanno partecipato. Pensate, invece, a tutte quelle che sono morte li, in attesa di una risposta concreta.
Quindi, da un anno e poco più a questa parte, il vero detentore del blog l’ho inconsciamente identificato in lui. E penso che chiunque segua queste pagine condivida il mio pensiero.
Ora, essendo la Politica stato sempre un argomento tabù (o quasi) su queste pagine, ho sentito il dovere di chiedere l’autorizzazione a pubblicarlo.
A questo punto, M e S mi hanno chiesto: e perché non l’hai chiesta a TUTTI noi l’autorizzazione?
Risposta mia: perché su queste pagine non ha senso parlare di TUTTI. Non esiste nessuno. Nessuno è stato mai attivo qui. Nessuno tranne Vins.
Si, probabilmente io, Raf, Maurizio e Guspe (non me ne vogliano altri che forse ho dimenticato) abbiamo pubblicato una manciata di post… probabilmente. Ma non è questo il punto: il blog si impernia innanzitutto sui post che , ribadisco, sono stati solo una povera manciata quelli pubblicati da chi ho citato… Ma il blog non è fatto solo di post: è fatto di commenti, di iniziative, di eventi. Nessuno di noi l’ha mai veramente animato in questo senso, soprattutto nell’ultimo periodo. Nessuno tranne Vins.
Bene, ora è chiaro il mio inconscio processo mentale che vede attribuire a Vins il diritto a poter esprimersi sul post.
Nick è stato inserito solo per una “derivazione storica”: tutte le discussioni su post, blog, iniziative, jet café, video pennelli….. etc, sono sempre storicamente passate da noi tre. Quindi ecco che Nick compare in copia.
Anche l’ultimo video dei pennelli 2009 è stato il frutto di innumerevoli mail scambiate tra noi tre.
Perché nessuno si è stracciato le vesti anche per la questione video, arrogandosi il diritto a vedersi coinvolto?
Bene, mi fermo.
L’intento di questo post NON è la polemica, ma un pretesto per tentare di fare l’elettro-shock a questo spazio, dato che a quanto pare la pillola del post politico è risultata amara non solo per M&S (che sono stati gli unici ad esprimersi effettivamente!).
Tanto so che, a parte i possibili 30 commenti che seguiranno, il fuoco di paglia tornerà a scaldare la coperta di Vins.
Saluti.
Gio
P.S.: Altro spunto interessante della discussione con M&S, che mi piacerebbe approfondire: il rapporto tra Poesia e Politica, i due tag di questo post.
Dopo quasi due anni di vita, Biciliæ diventa un’associazione vera e propria.
Il gruppo di promozione della mobilità sostenibile e della bicicletta come status symbol di una città che vuole definirsi moderna, si è dotata di una struttura portante.
E’ dello scorso 22 Gennaio, infatti, l’adesione del gruppo alla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it).
Divenendo sezione locale del gruppo di cicloamatori Ruotalibera Bari, Biciliæ è divenuta a tutti gli effetti la presenza della federazione sul territorio biscegliese (www.ruotaliberabari.it/Biciliae).
Il passo compiuto è importante perché segna una svolta riguardante la gestione delle attività e che impatta sulla condivisione delle decisioni e della mission all’interno dell’associazione.
Infatti, l’affiliazione a Biciliæ significherà per chi ne farà parte condividerne i principi, partecipare alle scelte del gruppo, aumentarne le potenzialità grazie al fondamentale strumento delle sinergie che verranno a crearsi.
Dal nucleo iniziale di alcuni amanti della bicicletta e dell’Ambiente, sognatori di un futuro più lento, gli eventi di Biciliæ in questi due anni hanno visto il numero dei partecipanti fluttuare come una fisarmonica in piena attività.
Dalle consistenti partecipazioni estive, si passa allo “zoccolo duro” dei partecipanti durante le uscite invernali.
Ed è proprio sugli aficionados che si vuole puntare per far crescere il gruppo.
Come? Chiedendo la partecipazione attiva alla pianificazione degli eventi, decidendo insieme le tappe da visitare, condividendo l’impegno dell’acquisto degli alberi che piantiamo ad ogni uscita, proponendo di volta in volta tematiche e luoghi nuovi da mettere sotto la lente d’ingrandimento.
Vari sono i cantieri aperti da Biciliæ che hanno bisogno di energie per essere sviluppati, dalla petizione per salvare le ville storiche Di Pierro e Bruni, alla costituzione di un’interfaccia costante con l’Amministrazione per tutte le tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, alla partecipazione a gare e bandi regionali, alla creazione di eventi mediatici riguardanti la mobilità sostenibile.
Queste sono le linee principali che l’associazione vorrebbe seguire e potenziare con lo scopo di radicarsi ulteriormente sul territorio, perché crediamo che la bici possa diventare uno strumento di vita quotidiana per il cittadino biscegliese.
Perché non possiamo sempre e solo limitarci a guardare agli esempi di Bolzano, Ferrara, Modena, Amsterdam … dove tutta la città si muove in bicicletta.
Pensiamo, Attiviamoci, Partecipiamo!
Per informazioni e iscrizioni all’associazione, scrivete a biciliae@gmail.com
Gio
E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.
Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.
A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.
Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.
La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com
Gio
Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie
Le foglie gialle e rosse di un tardo autunno hanno ricoperto Bologna.
Con la stessa rapidità sono volati i giorni e le settimane ed in un solo battito di ciglia scopri che l’ora solare è tornata, che l’armadio ha fatto spazio a maglioni e sciarpe.
Si direbbe in gergo che mi son lasciato prendere dagli eventi. Non voglia essere questa una captatio benevolentiae, ma è andata così.
Stasera mi sono ‘’fermato’’ un attimo e ho ritrovato delle poesie tra le mie mani. Voglia essere questo post un semplice modo di condividere con voi questo volontario inciampo in sprazzi d’arte. E poesia, appunto.
Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Buonanotte Pennelli.
Antonio
Anni fa partivo a fine agosto per andare a studiare al nord, in una città umida e afosa. Sentivo l’aria mancarmi, l’amore mancarmi e nutrivo un dolore devastante che non era malinconia, ma io che io non riuscivo a sfogare neanche con le lacrime. Era lancinante ma partiva dal vuoto psicologico che avevo intorno nel trasferirmi solo, lì dove andavo. Il solo ricordo mi fa star male. Ora che io rimango e qualcuno và via, vivo solo una parte di quel male, ma il ricordo basta.
Una sensazione amara in pancia che appesantisce stamattina svegliandomi. Il cielo è grigio e tira vento. Le spiagge sono vuote e le strade pure. Ieri sera era estate, stamattina è malinconia. Per me non cambia nulla. Non devo riprendere a lavorare dopo le ferie non avendo mai smesso e non devo andar via dalla città che amo per motivi di lavoro. La mia donna non deve partire e non devo cambiare nulla alla vita che amo condurre. Anzi fra breve partirò per un viaggio. Ma mi sento vedovo. Vedovo di emozioni che sembrano appartenere solo a determinati periodi dell’anno, anzi ad agosto, e soprattutto a determinate persone che sanno farmi felice solo perché sono a Bisceglie con me.
Aspetto 11 mesi questo mese, il rimanermene in spiaggia con gli amici d’infanzia e di paesi lontani. Il sole che scotta, la birra ghiacciata e i preparativi per le lunghe nottate. Aspetto troppo e troppo in fretta passa.
I miei migliori amici si dividono fra questo paese e il mondo e il tempo con loro è sempre il migliore che posso regalare alla mia vita.
Alcune mie ex sono state addirittura gelose di come gli adorassi, gli aspettassi, gli dessi prevalenza, e di come gli occhi mi si illuminassero in loro presenza, e capisco che non deve essere facile per una donna sapere che nella vita del suo uomo gli amici hanno un importanza pari all’aria e all’acqua pulita.
Per la prima volta una donna a capirlo e a vedermi godere di questo, ma vedovo stamattina mi sento lo stesso.
Il più storico e legato degli amici parte. Portando via un agosto che ha riportato le pelli del viso a rilassarsi al sale come quando sfrecciavamo sulle “lambrette”, come quando la vita era 15 ore tempo libero e 9 ore tra sonno e impegni. È come riacquisire la capacità di essere leggeri, di ridere di poco, di godere della sola vicinanza, … e di non saperlo spiegare questo legame fatto di anni di discorsi, cazzate, emozioni, marachelle e sguardi parlanti. Lontani ma sempre vicini.
Ripenso alla frase: “Più invecchierai più avrai bisogni delle persone conosciute da giovane!” e mi piace allora invecchiare pensando a loro e a quando torneranno a vivere qui.
C’è sempre troppo poco tempo e alla fine di 12 mesi l’anno mi rimangono poco meno che una decina-quindicina di splendidi ricordi ogni anno.
Non ho parole per scrivere di loro, ma il sole, nascondendosi, ha dato il giusto clima col vento a come mi sento dentro, seppur l’estate, sul calendario, non sia ancora finita.
Da Milano a Mosca, a Lussemburgo, a Roma, a via Imbriani e la piazzetta. Non smetterò mai di viverli attraverso le emozioni che mi regalano, anche solo per una battuta via sms. E davvero rifletto sulla voglia di rimanere qui, di fronte al mare, ad aspettarli tornare insieme a quelli cari che vivono vicino. Questo per dirgli che mi mancheranno loro e tutti i piccoli particolari che regala la loro presenza.
Verrà l’estate….
Dedicato anche a quelli amici persi per strada, perché hanno dato prevalenza ad altro, ignari di cosa stessero perdendosi. Mi spiace perché abbiamo perso entrambi la possibilità di moltiplicare le nostre emozioni.
oiziruaM
Inciampando su di uno splendido sprazzo di poesia in un treno regionale, ho colto l’occasione per sottoporvi il testo di una canzone di De Andrè.
Quanto darei per far giungere queste parole alle orecchie e ai cuori di quella gente che con troppa semplicità crede di parlare e offrire soluzioni al tema dell’immigrazione.
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace
i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via
e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta
Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla
perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà
ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali
Khorakhané
Antonio
8.
Qui non vorrei vivere dove vivere
mi tocca, mio paese,
così sgradito da doverti amare;
lento piano dove la luce pare
di carne cruda
e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.
(Vittorio Bodini)
Mi piaceva troppo e volevo pubblicarla (http://www.club.it/autori/grandi/vittorio.bodini/poesie.html).
Sa molto di Sud e di attesa di un temporale estivo. Che venga al più presto, e non solo meteorologico.
Gio
(Grazie L.)
11.
Viviamo in un incantesimo,
tra palazzi di tufo,
in una grande pianura.
Sulle rive del nulla
mostriamo le caverne di noi stessi
- qualche palmizio, un santo
lordo di sangue nei tramonti, un libro
lento, di pochi fatti che rileggiamo
più volte, nell’attesa che ci dia
tutte assieme la vita
le cose che crediamo di meritare.
Vittorio Bodini
Penso a ripenso a come esordire nel nuovo Blog. Probabilmente ero così affezzionato al vecchio che il nuovo non mi fà trovare l’atmosfera rilassata di casa. MA oramai siamo multimediali, telematici, indaffarati e tecnologici e per le piccole cose della vita difficilmente ci avanza tempo. Così il mio unico modo per segnalare al mondo che ci sono è il PC. e il Blog o al max il cell che mi regala 800€ di bolletta. Stiamo cercando una soluzione al tutto! Mi scrivono 2 amici pennelli. Soluzioneee???? quale soluzione. Io ho il mio Tutto ma mi mancano i contatti fisici, gli abbracci, il tempo libero, Luca e Lello, Gio e Vins, e un sacco di altre cose tra cui la mia canoa che non ho più il tempo di onorare. La soluzione è l’amore! Ma se non fosse per le letture strappate in questi mesi anche su questo Blog non mi sarei neanche accorto di esser stato vivo. La mia donna giornalmente mi riporta alla realtà dei sogni. Se non avessi lei sarei, suggerirebbe Vins, l’Albano abbandonato del 2009. Ma io la evito con il lavoro. E la realtà non sò più cosa sia. Guarderò il mare con l’affanno di questi mesi fino a che il respiro torni calmo per potermi tuffare sott’acqua e sentire il silenzio, dove invano griderò che in quell’attimo, proprio in quello, con gli occhi della mia donna di fronte sott’acqua, mi sento vivo.
E chissà cosa pensavate come esordio. Chi mi affianca mi ripete: Se la vita si inaridisce, anche i tuoi sogni perdono di colore!
Allora i ciotoli scomodi e scomparsi delle spiaggie che amo mi faranno compagnia come questo nuovo blog, più comodo ma meno caratteristico di quello di un tempo. Si avanza, in tutti i sensi. Nelle soluzioni e nei nuovi problemi. Si avanza. Verso il futuro dicono. Io vi aspetto con piedi e gambe nell’acqua giù alla Batteria. Casa. Un pò come questo amico Blog che è mio rifugio telematico.
Buona estate!
oiziruaM
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