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Sfiorando l’annullamento

Posted by Vins on giu 10, 2010 in Poesia

Perchè forse qualcuno ha “buttato dentro”, come dice un amico mio. Perchè magari ci sono persone tra voi che hanno detto: non ce la faccio a fare i conti con me.

Questo post è solo per ricordare a quanti ancora continuano ad aprire questa pagina, che nonostante tutto, nonostante la latitanza e lo stato di caos totale in cui sono piombato, almeno io, a dichiarare d’esser vivo, ci sono ancora. Chissà che non ne sbuchino altri.

E’ sempre così in un delirio post atomico. E questo adesso stiamo affrontando, ognuno a suo modo, col suo carico di lacrime e sudore pre-estivo. Alla ricerca di un qualche cazzo di nuovo equilibrio.

Basterebbe essere anche solo in due e trovare per strada un vecchio e stropicciato libro di poesie. Basterebbe quello, a farci tornare il sorriso, fosse anche solo per qualche minuto.

Anche se quello che ci manca, l’amore, fosse sfiorato appena solo con delle parole scritte cinquant’anni fa.

Vins

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Invito aperto. ci vediamo tutti lì?

Posted by oiziruam on mag 28, 2010 in Diario, Eventi, Poesia, Senza categoria, Territorio, Viaggi

l’iniziativa “appare” carina.

http://viaggi.libero.it/news/viaggiatori-in-festa-firenze-turismo-viaggio-ne2265.phtml

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Papà Vins

Posted by oiziruam on mar 19, 2010 in Diario, Fumetto, News, Poesia, Storie

(mi scuso per aver direttamente pubblicato ma si sà che i figli sono dispettosi e i Papà sono buoni e perdonano)

È la festa del Papà,
quello che è l’eroe di ogni figlio. Quello che ci dà la vita. Quello che emuleremo per il resto dei nostri giorni salvo … eccezioni. Oggi è la festa del Papà. La figura più autoritaria e importante (insieme alla Mamma) nella vita di ognuno fino a che non si passa dall’altra parte e si comincia a capire l’importanza delle frasi pesanti, dei rimproveri, delle notti insonni in attesa dei nostri ritiri (ritenendoci ancora figli), dei “Te l’avevo detto”, dei “Ti voglio bene” non detti e degli abbracci fugaci.
Oggi è la giornata dedicata ai veri eroi della nostra e di tutte le epoche. La giornata di quegli uomini che portano avanti le nazioni e le società per dare un futuro ai figli seppur vorrebbero cambiare lavoro, mandare a fanculo il capo, cambiare l’auto ma c’è l’università del figlio da pagare, … eroi che nessun fumetto potrà mai spiegare perché eclatante è la loro serenità nel fare la cosa più difficile e responsabile che ci sia (professori di scuola esclusi).
Oggi è anche la festa di Vins, Papà di questo Blog, che mi porta fuori da questo periodo prelettorale in cui tutti hanno la soluzione e nessuno la attua eppure un po’ tutti quelli che si candidano hanno avuto il tempo di fare, se avessero voluto, qualcosa di buono.
E poi, caro Vins, tu sei il Papà della riflessione guardando il soffitto e questa cosa merita un disegnino da appendere proprio lì.

oiziruaM

da sinistra a destra Nick, Lelliosky, Raf, Ppà Vins, oiziruaM, S., Giò e l’invisibile Domenick

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Eppur si muove… qualcosa

Posted by Gio on feb 24, 2010 in Poesia, Politica

Scrivo perché qualche giorno fa ho avuto una discussione interessante con Maurizio e Silvana.
Riassunto: loro si lamentavano del fatto che io avessi pubblicato il post sulla Fabbrica, un post di chiara matrice politica (http://www.pennellisolari.com/2010/02/19/la-fabbrica-di-bisceglie/).
Io ho risposto loro che avevo “chiesto l’autorizzazione” a pubblicarlo a Nick e a Vins, i quali avevano acconsentito.
Quindi la discussione si è imperniata su due punti:
1. perché si è pubblicato un post politicizzato quando non è mai successo?
2. perché ho “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins, quando i pennelli non siamo più solo noi tre (Gio, Vins, Nick)?

Adesso passo a rispondere.

1. Innanzitutto non è la prima volta che si parla di Politica in questo blog. Provate a dare un’occhiata a questi link:
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507489
http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507535

Poi, secondo me, il post che ho scritto non è politico nel senso partitico del termine. Ho, invece, scritto di un’esperienza intensissima che sto vivendo in questo periodo, capace di smuovere gli animi di persone che mai avrei immaginato potessero svegliarsi dal letargo antropologico che deprime questa cazzo di città.

2. Se ho  “chiesto l’autorizzazione” solo a Nick e Vins è per questo motivo.
Penso che da quando il blog è stato rivoluzionato, allargandolo ai 14 pennelli, il progetto si è andato logorando poco a poco, fino a schiantarsi nel silenzio dell’ultimo periodo.
Che l’interesse verso il blog sarebbbe potuto scemare col tempo è un fatto naturale che colpisce tutti i blog su internet, quindi non mi addolora più di tanto.
Ma c’è un punto che devo sottolineare: da quando il blog è stato allargato, l’unico che si è dato da fare per tentare di ri-animarlo è stato Vins. L’UNICO.  E io sono uno tra i primi ignavi.
Alle sue molteplici mail/iniziative, nessuno ha mai risposto proattivamente, cercando di rendere più vivo lo spazio. Non pensate alle pochissime mail che hanno avuto un seguito in stile gossip e alle quali molti di noi hanno partecipato. Pensate, invece, a tutte quelle che sono morte li, in attesa di una risposta concreta.

Quindi, da un anno e poco più a questa parte, il vero detentore del blog l’ho inconsciamente identificato in lui. E penso che chiunque segua queste pagine condivida il mio pensiero.
Ora, essendo la Politica stato sempre un argomento tabù (o quasi) su queste pagine, ho sentito il dovere di chiedere l’autorizzazione a pubblicarlo.

A questo punto, M e S mi hanno chiesto: e perché non l’hai chiesta a TUTTI noi l’autorizzazione?
Risposta mia: perché su queste pagine non ha senso parlare di TUTTI. Non esiste nessuno. Nessuno è stato mai attivo qui. Nessuno tranne Vins.
Si, probabilmente io, Raf, Maurizio e Guspe (non me ne vogliano altri che forse ho dimenticato) abbiamo pubblicato una manciata di post… probabilmente. Ma non è questo il punto: il blog si impernia innanzitutto sui post che , ribadisco, sono stati solo una povera manciata quelli pubblicati da chi ho citato… Ma il blog non è fatto solo di post: è fatto di commenti, di iniziative, di eventi. Nessuno di noi l’ha mai veramente animato in questo senso, soprattutto nell’ultimo periodo. Nessuno tranne Vins.

Bene, ora è chiaro il mio inconscio processo mentale che vede attribuire a Vins il diritto a poter esprimersi sul post.
Nick è stato inserito solo per una “derivazione storica”: tutte le discussioni su post, blog, iniziative, jet café, video pennelli….. etc, sono sempre storicamente passate da noi tre. Quindi ecco che Nick compare in copia.
Anche l’ultimo video dei pennelli 2009 è stato il frutto di innumerevoli mail scambiate tra noi tre.
Perché nessuno si è stracciato le vesti anche per la questione video, arrogandosi il diritto a vedersi coinvolto?

Bene, mi fermo.
L’intento di questo post NON è la polemica, ma un pretesto per tentare di fare l’elettro-shock a questo spazio, dato che a quanto pare la pillola del post politico è risultata amara non solo per M&S (che sono stati gli unici ad esprimersi effettivamente!).

Tanto so che, a parte i possibili 30 commenti che seguiranno, il fuoco di paglia tornerà a scaldare la coperta di Vins.
Saluti.
Gio

P.S.: Altro spunto interessante della discussione con M&S, che mi piacerebbe approfondire: il rapporto tra Poesia e Politica, i due tag di questo post.

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Posted by Gio on feb 9, 2010 in Cultura, Eventi, Poesia, Politica, Territorio

Dopo quasi due anni di vita, Biciliæ diventa un’associazione vera e propria.
Il gruppo di promozione della mobilità sostenibile e della bicicletta come status symbol di una città che vuole definirsi moderna, si è dotata di una struttura portante.

E’ dello scorso 22 Gennaio, infatti, l’adesione del gruppo alla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it).
Divenendo sezione locale del gruppo di cicloamatori Ruotalibera Bari, Biciliæ è divenuta a tutti gli effetti la presenza della federazione sul territorio biscegliese (www.ruotaliberabari.it/Biciliae).
Il passo compiuto è importante perché segna una svolta riguardante la gestione delle attività e che impatta sulla condivisione delle decisioni e della mission all’interno dell’associazione.
Infatti, l’affiliazione a Biciliæ significherà per chi ne farà parte condividerne i principi, partecipare alle scelte del gruppo, aumentarne le potenzialità grazie al fondamentale strumento delle sinergie che verranno a crearsi.

Dal nucleo iniziale di alcuni amanti della bicicletta e dell’Ambiente, sognatori di un futuro più lento, gli eventi di Biciliæ in questi due anni hanno visto il numero dei partecipanti fluttuare come una fisarmonica in piena attività.
Dalle consistenti partecipazioni estive, si passa allo “zoccolo duro” dei partecipanti durante le uscite invernali.
Ed è proprio sugli aficionados che si vuole puntare per far crescere il gruppo.
Come? Chiedendo la partecipazione attiva alla pianificazione degli eventi, decidendo insieme le tappe da visitare, condividendo l’impegno dell’acquisto degli alberi che piantiamo ad ogni uscita, proponendo di volta in volta tematiche e luoghi nuovi da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

Vari sono i cantieri aperti da Biciliæ che hanno bisogno di energie per essere sviluppati, dalla petizione per salvare le ville storiche Di Pierro e Bruni, alla costituzione di un’interfaccia costante con l’Amministrazione per tutte le tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, alla partecipazione a gare e bandi regionali, alla creazione di eventi mediatici riguardanti la mobilità sostenibile.

Queste sono le linee principali che l’associazione vorrebbe seguire e potenziare con lo scopo di radicarsi ulteriormente sul territorio, perché crediamo che la bici possa diventare uno strumento di vita quotidiana per il cittadino biscegliese.
Perché non possiamo sempre e solo limitarci a guardare agli esempi di Bolzano, Ferrara, Modena, Amsterdam … dove tutta la città si muove in bicicletta.
Pensiamo, Attiviamoci, Partecipiamo!

Per informazioni e iscrizioni all’associazione, scrivete a biciliae@gmail.com

Gio

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I luoghi scomparsi

Posted by Gio on gen 11, 2010 in Cultura, Poesia, Politica, Storia, Territorio

E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.

Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.

A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.

Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.

La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com

Gio

Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie

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Volontario inciampo

Posted by Antonio on nov 13, 2009 in Poesia

Le foglie gialle e rosse di un tardo autunno hanno ricoperto Bologna.

Con la stessa rapidità sono volati i giorni e le settimane ed in un solo battito di ciglia scopri che l’ora solare è tornata, che l’armadio ha fatto spazio a maglioni e sciarpe.

Si direbbe in gergo che mi son lasciato prendere dagli eventi. Non voglia essere questa una captatio benevolentiae, ma è andata così.

Stasera mi sono ‘’fermato’’ un attimo e ho ritrovato delle poesie tra le mie mani. Voglia essere questo post un semplice modo di condividere con voi questo volontario inciampo in sprazzi d’arte. E poesia, appunto.

Amo in te

l’avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l’impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco

pieno di sole

e sudato affamato infuriato

ho la passione del cacciatore

per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile

ma non la disperazione.

leaves1

Buonanotte Pennelli.

Antonio

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Vedovo di vita.

Posted by oiziruam on set 16, 2009 in Diario, Poesia, Storie, Territorio

Anni fa partivo a fine agosto per andare a studiare al nord, in una città umida e afosa. Sentivo l’aria mancarmi, l’amore mancarmi e nutrivo un dolore devastante che non era malinconia, ma io che io non riuscivo a sfogare neanche con le lacrime. Era lancinante ma partiva dal vuoto psicologico che avevo intorno nel trasferirmi solo, lì dove andavo. Il solo ricordo mi fa star male. Ora che io rimango e qualcuno và via, vivo solo una parte di quel male, ma il ricordo basta.

Una sensazione amara in pancia che appesantisce stamattina svegliandomi. Il cielo è grigio e tira vento. Le spiagge sono vuote e le strade pure. Ieri sera era estate, stamattina è malinconia. Per me non cambia nulla. Non devo riprendere a lavorare dopo le ferie non avendo mai smesso e non devo andar via dalla città che amo per motivi di lavoro. La mia donna non deve partire e non devo cambiare nulla alla vita che amo condurre. Anzi fra breve partirò per un viaggio. Ma mi sento vedovo. Vedovo di emozioni che sembrano appartenere solo a determinati periodi dell’anno, anzi ad agosto, e soprattutto a determinate persone che sanno farmi felice solo perché sono a Bisceglie con me.
Aspetto 11 mesi questo mese, il rimanermene in spiaggia con gli amici d’infanzia e di paesi lontani. Il sole che scotta, la birra ghiacciata e i preparativi per le lunghe nottate. Aspetto troppo e troppo in fretta passa.
I miei migliori amici si dividono fra questo paese e il mondo e il tempo con loro è sempre il migliore che posso regalare alla mia vita.
Alcune mie ex sono state addirittura gelose di come gli adorassi, gli aspettassi, gli dessi prevalenza, e di come gli occhi mi si illuminassero in loro presenza, e capisco che non deve essere facile per una donna sapere che nella vita del suo uomo gli amici hanno un importanza pari all’aria e all’acqua pulita.
Per la prima volta una donna a capirlo e a vedermi godere di questo, ma vedovo stamattina mi sento lo stesso.
Il più storico e legato degli amici parte. Portando via un agosto che ha riportato le pelli del viso a rilassarsi al sale come quando sfrecciavamo sulle “lambrette”, come quando la vita era 15 ore tempo libero e 9 ore tra sonno e impegni. È come riacquisire la capacità di essere leggeri, di ridere di poco, di godere della sola vicinanza, … e di non saperlo spiegare questo legame fatto di anni di discorsi, cazzate, emozioni, marachelle e sguardi parlanti. Lontani ma sempre vicini.
Ripenso alla frase: “Più invecchierai più avrai bisogni delle persone conosciute da giovane!” e mi piace allora invecchiare pensando a loro e a quando torneranno a vivere qui.
C’è sempre troppo poco tempo e alla fine di 12 mesi l’anno mi rimangono poco meno che una decina-quindicina di splendidi ricordi ogni anno.
Non ho parole per scrivere di loro, ma il sole, nascondendosi, ha dato il giusto clima col vento a come mi sento dentro, seppur l’estate, sul calendario, non sia ancora finita.
Da Milano a Mosca, a Lussemburgo, a Roma, a via Imbriani e la piazzetta. Non smetterò mai di viverli attraverso le emozioni che mi regalano, anche solo per una battuta via sms. E davvero rifletto sulla voglia di rimanere qui, di fronte al mare, ad aspettarli tornare insieme a quelli cari che vivono vicino. Questo per dirgli che mi mancheranno loro e tutti i piccoli particolari che regala la loro presenza.
Verrà l’estate….

Dedicato anche a quelli amici persi per strada, perché hanno dato prevalenza ad altro, ignari di cosa stessero perdendosi. Mi spiace perché abbiamo perso entrambi la possibilità di moltiplicare le nostre emozioni.

oiziruaM

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A forza di essere vento

Posted by Antonio on set 8, 2009 in Musica, Poesia

Inciampando su di uno splendido sprazzo di poesia in un treno regionale, ho colto l’occasione per sottoporvi il testo di una canzone di De Andrè.
Quanto darei per far giungere queste parole alle orecchie e ai cuori di quella gente che con troppa semplicità crede di parlare e offrire soluzioni al tema dell’immigrazione.

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

Khorakhané

Antonio

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2

Qui non vorrei vivere

Posted by Gio on ago 30, 2009 in Poesia

8.

Qui non vorrei vivere dove vivere

mi tocca, mio paese,

così sgradito da doverti amare;

lento piano dove la luce pare

di carne cruda

e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.

 

(Vittorio Bodini)

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13

Cuatro caminos (Vittorio Bodini)

Posted by Gio on ago 26, 2009 in Poesia

Mi piaceva troppo e volevo pubblicarla (http://www.club.it/autori/grandi/vittorio.bodini/poesie.html).

Sa molto di Sud e di attesa di un temporale estivo. Che venga al più presto, e non solo meteorologico.

Gio

(Grazie L.)

 

11.

Viviamo in un incantesimo,

tra palazzi di tufo,

in una grande pianura.

Sulle rive del nulla

mostriamo le caverne di noi stessi

- qualche palmizio, un santo

lordo di sangue nei tramonti, un libro

lento, di pochi fatti che rileggiamo

più volte, nell’attesa che ci dia

tutte assieme la vita

le cose che crediamo di meritare.

Vittorio Bodini

 

 

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6

Sto tornando a casa!

Posted by oiziruam on ago 1, 2009 in Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio

Penso a ripenso a come esordire nel nuovo Blog. Probabilmente ero così affezzionato al vecchio che il nuovo non mi fà trovare l’atmosfera rilassata di casa. MA oramai siamo multimediali, telematici, indaffarati e tecnologici e per le piccole cose della vita difficilmente ci avanza tempo. Così il mio unico modo per segnalare al mondo che ci sono è il PC. e il Blog o al max il cell che mi regala 800€ di bolletta. Stiamo cercando una soluzione al tutto! Mi scrivono 2 amici pennelli. Soluzioneee???? quale soluzione. Io ho il mio Tutto ma mi mancano i contatti fisici, gli abbracci, il tempo libero, Luca e Lello, Gio e Vins, e un sacco di altre cose tra cui la mia canoa che non ho più il tempo di onorare. La soluzione è l’amore! Ma se non fosse per le letture strappate in questi mesi anche su questo Blog non mi sarei neanche accorto di esser stato vivo. La mia donna giornalmente mi riporta alla realtà dei sogni. Se non avessi lei sarei, suggerirebbe Vins, l’Albano abbandonato del 2009. Ma io la evito con il lavoro. E la realtà non sò più cosa sia. Guarderò il mare con l’affanno di questi mesi fino a che il respiro torni calmo per potermi tuffare sott’acqua e sentire il silenzio, dove invano griderò che in quell’attimo, proprio in quello, con gli occhi della mia donna di fronte sott’acqua, mi sento vivo.

E chissà cosa pensavate come esordio. Chi mi affianca mi ripete: Se la vita si inaridisce, anche i tuoi sogni perdono di colore!

Allora i ciotoli scomodi e scomparsi delle spiaggie che amo mi faranno compagnia come questo nuovo blog, più comodo ma meno caratteristico di quello di un tempo. Si avanza, in tutti i sensi. Nelle soluzioni e nei nuovi problemi. Si avanza. Verso il futuro dicono. Io vi aspetto con piedi e gambe nell’acqua giù alla Batteria. Casa. Un pò come questo amico Blog che è mio rifugio telematico.

Buona estate!

oiziruaM

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4

A Giacinto…

Posted by Lello on mag 23, 2009 in Poesia

Né più mai leccherò le sacre sponde
ove il mio cono fragoletto giacque,
Giacinto mio, che te specchi nell’arredo
del vecchio bar da cui Sospiro nacque

Venere, e fea quelle prelibatezze rotonde
col suo primo Sospiro, nessun palato non piacque
la tua limpida glassa e le tue fronde
l’inclito verso di colui che morse e

cantò Leali, ed il diverso Emilio
per cui bello di fama e di sventura
mangiò la sua penosa caramella Ulisse.

Tu non altro che il cornetto avrai dal figlio,
o cremosa mia pastella ; a noi prescrisse
il gelato e la cremata sepoltura.

Lello

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Ricordando Faber

Posted by Nick on gen 10, 2009 in Arte, Musica, Poesia

L’11 Gennaio 1999, 10 anni fa moriva proprio qui vicino casa mia uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De Andre. Come molti altri della mia generazione io l’ho conosciuto dopo la morte. Proprio dopo la morte che molti dei suoi suoi testi sono stati rivalutati e rispolverati da quel velo di polemiche dovuto alle denuncie sincere ed roniche nei confronti di potere e borghesia. Ascoltando e riascoltando le sue canzoni il mio interesse per la sua arte è cresciuto sempre di più, ho studiato i alcuni testi, ho letto libri ed interviste, fatto ricerche, visto tributi e suonato la sua musica.

Faber, soprannome dato dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio,ha raccontato storie umane di emarginati, prostitute, drogati, suicidi, ha raccontato di Cristo in croce con gli occhi di del ladrone Tito, la morte di Tenco e Pasolini (unica canzone composta su commissione), ha raccontato di re, cavalieri e principi, della sua Genova e della Sardegna.

Sono convinto che i suoi versi vivranno sempre, le sue poesie, le sue storie, quelle che riusciva ad intrecciare magistralmente tra voce e musica. Usava con efficacia la parola (italiano e dialetto) per difendere le sue utopie e le sue idee di libertà contro la banalità.

“Amore che vieni, amore che vai” è la canzone scelta da Dori Ghezzi per ricordare suo marito a 10 anni dalla scomparsa. Decine di emittenti radiofoniche e televisive trasmetteranno la canzone contemporaneamente.

Nick

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SiCiNi

Posted by Nick on nov 25, 2008 in Diario, Fotografia, Poesia, Viaggi

Terra che sbircia l’alternarsi delle onde
tra profumi saporiti ed intensi sapori
Orgoglio di se stessi oltre il proprio
dove eloquenti sguardi silenziosi
urlano cio che l’abitudine rende bello perchè dato
Immagino occhi affannosi,  
respiri obliqui verso la libertà
Riconto i passi di una via senza nome

Nick

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Lampi… di genio

Posted by Vins on lug 13, 2008 in Diario, Poesia

Ha continuato a lampeggiare per tutta la sera.
Per tutta la durata dello spettacolo.

A Milano c’è una manifestazione chiamata: “Da vicino nessuno è normale”. Un titolo eloquente e ancor più significativo per chi, come quelli che animano le discussioni di questo blog, si sentono portatori di un messaggio, il proprio che incita al cambiamento, alla stabilità, alla ricerca o all’amore perfetto e lo trasmettono a testa alta, senza vergognarsi.

Cinema, musica e teatro in estate, a Milano, si trasferiscono in posti eccezionali. In tutti i sensi. Posti che sembrano l’emozione più vicina a quella di un mare che non c’è. In questo caso si tratta dei giardini di un ex ospedale psichiatrico fra gli alberi che si muovono al vento di una sera di pioggia e le fiamme dei lumini che si spremono più che possono per suggerire almeno un’idea, vaga, di quella che dovrebbe essere la strada lunga e pietrosa che dall’entrata porta fino al palco. Un’aria da fuori Milano.

Io, Nick e il mio nuovo coinquilino (ai più conosciuto come quello che ci prova con tutte) costeggiamo i padiglioni immergendoci in un silenzio che trasuda anni ‘70 da ogni centimetro di cemento, piastrella e neon.
 
Dicono che ci siano spazi adeguati ad alcuni momenti della nostra esistenza. Quelli in cui ognuno di noi sente di essere esattamente al posto dove dovrebbe. Io il mio l’ho trovato venerdì scorso, esatto e preciso come il sole nel disegno di un bambino. Lì, sotto quel palco dopo aver asciugato la sedia bagnata dal temporale di qualche ora prima. Attore, pianoforte e sassofono: “storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta”. Didascalia dello spettacolo: “La poesia è leggera, occupa poco spazio, si può piegare, infilare in tasca e recitare sulla strada. La poesia unisce i viaggiatori, alleggerisce il cammino, illumina la notte e riscalda il vento freddo dell’alba”.

OK, adesso alzi la mano chi di voi, con queste premesse, non sarebbe salito sulla Toyota Corolla di Nick per sfidare i tuoni e qualunque temporale in agguato con un’idea più forte di tutti i calcoli metereologici del caso. Ovvero che a crederci così tanto nelle cose alla fine anche dio (o qualunque cosa sia) deciderà di aspettare un momento prima di lasciar venire giù il finimondo.

Perchè magari pure a lui verrà voglia di sentire, chessò, una poesia di Kafavis:

… E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te:
non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un via vai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.
La settimana scorsa, prima di questo spettacolo ho provato a spiegare a due persone perchè non scrivo più così tanto sul blog ma ancora le parole esatte non le avevo trovate. Forse perchè erano lì, in quel posto, attorno ad un ciottolo posato su una sedia di plastica bianca, ad aspettare che passassi a prenderle e metterle in tasca. Leggere, a rinfrescare l’aria con una pelle d’oca che era da un pò che aspettavo. Stavolta, dopo tanta pioggia a cadere, dio, ha soffiato sulle nuvole ghiacciandole, aspettando fino alla fine, fino all’ultimo verso, fino all’ultimo fruscio degli alberi attorno. E così dopo un giorno, ieri sera, ha grandinato. E, cazzo, se lo so che non è stato solo un caso.

Vins

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L’Isola delle Sparizioni (come in LOST)

Posted by Nick on mag 24, 2008 in Arte, Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia

Storie, versi, strani pensieri. Strade impossibili e veri misteri. Una serata che è come un piccolo tesoro nell’Isola (il quartiere) avvolta nella pioggia calda di maggio. Le pareti becco d’oca sono quelle d’un circolo Arci a misura di Pennellisolari, quelli che leggono sono Gaia, Luigi, Fernando e Marco, quelli che fanno i cazzoni al banco del bar, al microfono e che distribuiscono i preservativi sono Vins e Nick. Il resto…. beh, il resto sono amici di cui andiamo fieri e belle ragazze di cui aspettiamo il numero di telefono per essere appagati da tutto sto elargire di cultura letteraria.

Ecco quant’è stato Sparizioni secondo il racconto video e fotografico.. tutto quello che non trovate qui dovete immaginarvelo… perchè è sparito allo scoccare della mezzanotte.

Intanto, per gli amanti dell’ultima pagina delle antologie, ecco la bibliografia della serata:
L’amore in bocca di Marco Rossari (il lettore con la barba)
Altrotempo di Fernando Coratelli (bis … bis.. e tutte le direzioni)
Ieri di Agota Kristof
Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj di Nicola Lagioia
Agnes Browne mamma di O’Carroll
Non avevo capito niente di Diego De Silva
Soffocare di Chuck Palahniuk
Salto mortale di Luigi Malerba.

Alla prossima (e ci sarà.. ne potete stare certi)
Pennellisolari

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Le Sparizioni. Chi l’ha Reading?

Posted by Nick on mag 20, 2008 in Diario, Eventi, Letteratura, Poesia

Pensavate che dopo il successo della festa vi avremmo abbandonato per appagamento?
Pensavate che la pioggia padana avesse annacquato la nostra creativita?

Se fosse così, vi sbagliavate!!!

Siete tutti invitatti al nuovo evento dei Pennellisolari:

APERITIVO + READING ‘LE SPARIZIONI’

Giovedì 22 maggio ore 20:30

Circolo Arci Metissage – via Borsieri 2 (entrata da via de Castilla) – Quartiere Isola – Milano.

Aperitivo
a seguire Le Sparizioni…chi l’ha reading??

‘Rimasi a fissare la parete di fronte con i fogli in mano, forse cercavo un
codice, una chiave interpretativa. Era già pomeriggio, non avevo neppure
pranzato: Giulia continuava a non dare segni di vita… Riprovai senza convinzione al suo cellulare, rispondeva sempre la voce preregistrata. Provai a pregare.’
(per i curiosi: altrotempo.fernandocoratelli.com/)

PERFORMANCE ORALE con letture da Malerba, Kristof, Lagioia, De Silva,
Palahniuk, Cortazar, O’Carroll…e dei due autori emergenti Fernando Coratelli e Marco Rossari. LA LETTERATURA COME NON L’AVETE MAI ASCOLTATA!!

a cura di MacchiaUmana e Pennellisolari.

Ingresso con tessera Arci

Se non avete la tessera Arci portete acquistarla a 12 Euro (aperitivo e consumazione inclusi nel prezzo).

Nick e Vins

 

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Senza Porta

Posted by Vins on mag 2, 2008 in Diario, Poesia

Nella giostra dei saliscendi di queste settimane mi sono fatto domande. Fiumi, anzi valanghe di domande, da rimanerne sotto il cumulo fitto, senz’aria. O forse la domanda era una sola grande quanto un’intera montagna che viene giù. Ed è questa la sensazione che ho adesso.

E’ interessante come chidersi delle cose a cui non puoi o non vuoi provare a rispondere produca il tipico effetto del vulcano tappato. La tensione si concentra, tutta in un punto piccolissimo e poi, un giorno, senza star lì ad avvertire nessuno – BBBOOMM – esplode con l’irruenza di una supernova spazzando via e polverizzando alla velocità di migliaia di chilometri al secondo qualunque cosa attorno. Gli amici, il lavoro … per un pò non resta niente di più grande di un granello senza peso. Ci sei solo tu, che bruci, al centro di un silenzio apocalittico. E’ uguale a un cazzotto nello stomaco, assordante e senza respiro. Hai un pensiero fisso che ormai riempie tutti gli angoli liberi.

Avrei voluto alzare gli occhi al cielo ieri per prendere un pò di fiato e speranza. Spesso è così che si fa per uscire da una giornata sbagliata. Chessò, il sole sulla faccia, il rumore delle onde sulla spiaggia, a volte bastano queste cose per sentire la vita scorrere al meglio possibile, anche quando fa male, ma scorre. Il fatto è che sulla mia testa, ieri, c’era solo una pioggia di detriti senza volto a ricordarmi un’esplosione durata un attimo, il tempo breve di una frase mai costretta ma nemmeno mai contraddetta: “e allora basta”. Poi un sonno improvviso durato dieci minuti e dal quale risvegliarsi nell’incubo di due profumi che si allontanano.

C’è stato solo un momento del giorno in cui mi sono sentito libero da quella che forse diventerà da ora in poi un’altra serie di malinconie già sentite a metà tra la felicità per quello che sei e la devastazione più assoluta per quello che non sei riuscito a essere. E’ stato sul campo sintetico del solito calcetto, completo azzurro, lenti a contatto, urla al vento e corsa con il cuore in gola. Dio mio quanto ho corso ieri da una parte all’altra del campo. A un certo punto mi sono detto, e sono serio: “chissà com’è che ancora non sia schiattato per terra”. Ieri per 50 minuti correre è stato l’unico pensiero: dannato, furibondo e in preda a un panico da deserto già visto. E’ stato meglio di qualunque sbronza o discorso di rito. E poi abbiamo pure vinto. Almeno la partita. Almeno quella.

Oggi c’è il sole ma ancora non cerco nessun finto ottimismo. Non va tutto bene. Affatto. Mi manca il respiro. E anche se stavolta non ho sbattuto nessuna porta andando via non è che mi possa sentire sereno. E’ che non l’ho fatto solo perchè porte da sbattere, nella stanza delle verità, non ne ho trovate.

Come al solito ormai, una canzone e una poesia riempiono il tempo attorno, anche se la cornice è di nuovo vuota. E vorrei che non lo fosse.
Conversazione con una pietra
Wislawa Szymborska
(qualche verso)

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci siano grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

- Sale grandi e vuote – dice la pietra
- Ma in esse non c’è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla porta della pietra
- Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.

Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d’esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.

- Non ho porta – dice la pietra.
Le porte del sogno
Sergio Cammarriere

Vins
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Domenica piacentina

Posted by Nick on ott 22, 2007 in Arte, Musica, Poesia

Domenica mattina, le borse trascinano i segni della nottata di pizzica e gli occhi faticano a credere che Milano possa offrire un cielo cosi azzurro. Biglietti in tasca per teatri aperti della prossima settimana, e via in direzione Piacenza!! La Twingo, orfana di Vins, possiende un TomTom. Dico: “Gio, sta volta no, non possiamo perderci…”, neanche a dirlo, “La Pattona” di Ponte Dall’Olio è assente persino sui database della NASA… Ma non ci perdiamo d’animo, tra paesaggi di campagna, cascine, Battisti come SoundTrack e mulattiere da percorrere in prima, siamo costretti a citofonare alle case dei pontedallogliesi (o come cacchio si chiamano loro) per ritrovare la strada giusta, ma niente da fare, “La Pattona” si trasforma in imprecazioni di facile assonanza…. Gli amici di Mirella sono cosi disperati da voler chiedere a Gio indicazioni su come raggiungere l’agriturismo…Mirella:”Quello non lo sa, è un mio amico!” (il tutto con accento molfettese). Di amici Mirella è riuscita a portarne 18, di provenienza diversa; non pensavo che conoscesse cosi tanta gente famosa: Fiorello, la Cacciatori, una presentatrice del Tg2, Bobo Vieri, Alex Britti, uno professionista in racconti di barzellette sulle cozze tarantine… Alla fine dei primi piatti le due ungheresi iniziano a comunicare con noi, ma solo a suon di brindisi ungheresi ormai tramutati in “Jegermaister!”.

Seconda parte della giornata nel borgo medievale di Grazano Visconti.

Bella gionata, gente simpatica, e tanti nuovi accessi al nuovo blog, brava Mirella. Adesso anche tu ci devi una cena…

Sono gradite le foto della gionata da inserire su: http://picasaweb.google.com/pennellisolari

Nick

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