Questa volta non raddoppia
Ieri mattina, a Montecarlo, è venuto a mancare Mike Bongiorno, il padre della televisione italiana.
I Pennellisolari vogliono ricordarlo con “Allegriaaaaa!”.


Grazie al geniale Davide La Rosa per la gentile concessione.
Ieri mattina, a Montecarlo, è venuto a mancare Mike Bongiorno, il padre della televisione italiana.
I Pennellisolari vogliono ricordarlo con “Allegriaaaaa!”.


Grazie al geniale Davide La Rosa per la gentile concessione.
cari Pennelli e non, vi presento un mio collega ”ritrovato’ un pò per caso” che adesso è anche un mio amico: Massimiliano. Fotografo, scout, e adesso x noi, anche pennello x un giorno. La sua testimonianza mi ha colpito tantissimo, e per questo mi è venuto in mente di condividerla con voi tutti.
6 Maggio 2009.
Quando ancora non si sapeva nulla, in piena emergenza, la voglia di fare qualcosa cresceva di secondo in secondo, disponibilità immediata e zaino pronto.
Poi viene il momento di partire, si cerca il maggior numero di informazioni, per poter essere pronti e operativi nel più breve tempo possibile. E’ fondamentale sapere cosa fare e come muoversi per poter essere d’aiuto piuttosto che diventare un ulteriore problema.
La tv e i media sono spesso la causa di disinformazione o, ancora peggio, informazione filtrata. Moltissime notizie e informazioni accreditate, costantemente aggiornate, sono giunte tramite social networks e, per quello che interessava direttamente me, da comunicati ufficiali Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori e Esploratrici Italiani. ndr)
Durante il viaggio di andata, decine e decine di mezzi di soccorso. C’è chi torna e chi sta arrivando.
Ad ogni borgo, frazione o paese si possono scorgere tanti cubetti blu. Solo le tende ministeriali. C’è chi ha avuto la possibilità di montarla vicino la propria casa, magari perchè aveva a disposizione un giardino. La maggior parte vivono in luoghi dove è stato possibile montare tante tende vicine. Ecco le tendopoli.
Prima destinazione il dicomac (E’ l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell’area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza)… da alcuni di noi ribattezzato con mille nomi diversi, ironici. Chissà, forse per sdrammatizzare.
All’interno della caserma della GdF, nell’enorme palestra, si è aperto ai nostri occhi un mondo fatto di computer, dati, centri che si coordinano tra loro, gente al telefono, cartine geografiche della zona, decine di operatori di organi diversi. Tutti contraddistinti dalla propria uniforme, dalla propria zona. Mille cartelli. E’ il cervello di tutto, in costante lavoro di monitoraggio della situazione.
Poco distante dal dicomac la tendopoli Coppito, che in un attimo si mostra ai miei occhi. Qui ci sono gli scout del Gei. Eccomi arrivato.
Gli ultimi chilometri, da Pescara a Coppito, li ho affrontati con “Zio”. In auto si osservava quello che ci circondava, dei posti meravigliosi. Un peccato doverli scoprire per la prima volta in questo modo.
Subito dopo l’accredito, siamo diventati immediatamente parte integrante della macchina organizzativa che pulsa ininterrottamente al campo. Senza neanche aver tolto gli zaini dall’auto, ci siamo immersi in quelli che sono i luoghi e i ritmi.
Servizio in cucina. Una delle cose più incredibili. Assicurare così tanti pasti, una mole di lavoro allucinante. Mi sono immaginato il luogo guardato dall’alto, deve essere come guardare mille formichine che cooperano insieme in uno spazio piccolissimo. E l’organizzazione deve essere impeccabile… c’è la roba deperibile, ci sono degli standard da rispettare. Parliamo di cibo e la situazione è sempre delicata. Nel periodo in cui ero alla tendopoli è stato anche allestito un magazzino coperto proprio dietro la cucina… è tutto un work in progress. Una mattina, nello stesso posto, ho preparato degli involtini di carne, poi ho aiutato a tirare su una tettoia in legno e poi ho continuato pelando patate. La cucina, incredibile sinergia.
Mantenimento campo. Ovvero maledetto maltempo. Per le tende le intemperie sono sempre state sinonimo di problemi. Quando poi si aggiunge il terreno che non riesce a scaricare la quantità d’acqua la situazione non è per niente rosea. Manco a farlo apposta, e tanto per dare vigore al “piove sempre sul bagnato”, non si sono mai verificate così tante precipitazioni come in questo aprile negli ultimi decenni. Teli impermeabili sulle tende che non reggono, che dopo poco si strappano e saltano per le fortissime folate di vento. Buche dove viene convogliata l’acqua da svuotare con pompe, ghiaia per coprire il fango, canali da scavare sperando che raggiungano una pendenza sufficiente.
E poi gli impianti da montare, l’energia elettrica che deve raggiungere ogni tenda e i punti luce da installare per la notte.
Magazzino e distribuzione beni. Un grande mondo chiamato container, in continua evoluzione. Sono i grandi cassoni che in principio contenevano le tende e le brande. Ora servono per conservare gli alimenti e i beni necessari che vengono distribuiti alla popolazione. Alcuni sono come dei “negozietti” dove la popolazione colpita può ritirare ciò che occorre nell’immediato. Altri fungono da magazzino, altri ancora vengono impegnati per scaricare rapidamente a mano con l’aiuto di carriole i camion che portano scatoloni pieni di aiuti. Si è passati pian piano da una situazione di caos totale iniziale, in cui non c’era tempo per dividere e inventariare tutto e veniva tutto stivato al meglio fino a oggi, dove si ha un inventario informatizzato delle quantità, delle scadenze, di ciò che è necessario o meno. La grande difficoltà è sempre legata al mal tempo. Svuotare e riempire i magazzini è un’operazione da fare velocemente quando non piove.
Uno dei compiti più a contatto con la gente, uno dei compiti più delicati.
Capita chi si vergogna di chiedere e ha tanto bisogno, capita chi, anche in queste situazioni, non esita a approfittare. Spesso ho incontrato chi voleva essere solo ascoltato, o magari voleva vedere un sorriso.
Ho scoperto le infinite sottigliezze che dividono i vari assorbenti, e ora so come si sceglie la taglia di un pannolino. Un giorno magari sarò già preparato.
E le cuffiette da doccia che possono essere utilizzate per garantire maggior pulizia in cucina? E le balle di carta igienica che sono un ottimo giaciglio? E i quadernini di ogni container, le dannazioni per quelli che non si riuscivano ad aprire subito e senza fatica.
Si aggiungono la ludoteca per i bimbi, il servizio al centralino del numero verde protezione civile al dicomac e il servizio all’Elsa, dove vengono inseriti i dati delle perizie degli ingegneri sulle abitazioni controllate.
La quotidianità, a turni, è un pò tutto questo. Immersi tra altri volontari (protezione civile, vigili del fuoco, croce rossa, disorientati, militari, cuochi, altri fratelli scout dell’agesci,…) e accanto agli abitanti della tendopoli si cerca ogni giorno di migliorare. Quando si porta un’innovazione che funziona è attuata. Quando si trova una organizzazione che massimizza il buon operato di tutti la si rispetta. Grande voglia di fare, servire, senza mai farlo pesare e farselo pesare, gli uni accanto agli altri, sorridenti. E spesso ristorati già abbastanza anche solo con uno sguardo fraterno.
Sono passati appena quattro giorni. Forse il minimo per poter affrontare la mole incredibile di quello che mi ha coinvolto. Pensieri, emozioni, immagini e riflessioni che ho costantemente inscatolato e messo dentro negli otto giorni alla tendopoli Coppito.
Ora è arrivato il momento di aprire i container e guardare dentro ogni scatola.
Arrivederci Coppito.

Massimiliano Orlando
1 Aprile 2009
Oggi le possibilità sono due: o vi regaliamo un pesce o vi comunichiamo che i Pennellisolari compiono due anni.
Noi scegliamo la seconda, anche se preferiamo la terza. In tutti i sensi.
Questo spazio che alcuni chiamano blog nasce 730 giorni fa perché Gio, Nick e Vins decidono di condividere le proprie esperienze con gli amici. Esperienze fatte di concerti, mostre d’arte, idee, passioni, ideologie. E’ da due anni che ci raccontiamo e vi diamo spazio per raccontare voi stessi.
Molti lettori, alcuni commentatori, pochi veri attivi.
Se fossimo una plutocrazia…ehm.. se fossimo una dittatura, le cose continuerebbero a fluire nello stesso modo. Ma cogliamo l’occasione dei due anni di vita perché il neonato, dopo aver messo su qualche dentino e imparato a camminare, vuole uscire dal suo ego e socializzare. Ecco perché siamo qui ad annunciare l’APERTURA del progetto dei Pennellisolari a tutti coloro che vorranno entrarne a far parte. Belli, brutti e cattivi. Non facciamo distinzioni.
A breve riceverete istruzioni dettagliate.
Per il momento: Buon compleanno Pennelli!
La crisi Italiana o Europea è diversa da quella americana, ma ne risentiamo fortemente anche noi. Ritengo sia imortante tenersi informati.
Anche se è in inglese, vi cosiglio di vedere questo video. E’ fatto molto bene.
(…continua)
Sulla base deicontrolli a tappeto effettuati dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto, si è deciso l’abbattimento di 1200 pecore. Sono state trovate tracce di diossina in formaggi, ma anche nel latte materno di 3 mamme. E’ stato riscontratol’anomalo caso di tumore per fumo ad un tredicenne. Secondo i medici a Taranto i tumori aumentano più che nel resto d’Italia, ma fino ad oggi la paura di perdere i posti di lavoro ha frenato un intervento deciso delle istituzioni. Ci sarebbe un 30% in più di leucemie acute, mielomi e linfomi, ma perché il dato possa essere definito statistico servirebbe un registro tumori. A Taranto però non c’è un registro tumori e per di più la legge italiana rende praticamente impossibile la dimostrazione di associazione tra emissioni cangerogene e danni sulla popolazione.
Il caso Taranto mette in risalto un’altra anomalia italiana. Sulle diossine il nostro legislatore ha indicato come parametro massimo un livello almeno cento volte superiore al consentito in Europa (fatto rispetare solo dal Friuli). In qualsiasi altro paese europeo, Slovenia esclusa, l’Ilva avrebbe dovuto chiudere o abbassare drasticamente le emissioni, ma il ricatto dei licenziamenti, qui nel profondo sud, ha un peso non trascurabile.
Infine ci sono le sentenze della magistratura. Sui parchi minerari e collinette di polvere di ferro e carbone in vicinanza di abitazioni, nel 2005 la Cassazione si è espressa confermando la condanna di primo e secondo grado nei confronti dei Riva, proprietari dello stabilimento. Numerose battaglie sono in corso in diversi tribunali, ma le tempistiche le conosciamo tutti soprattutto se (come realmente successo) il ministero rimuove i tecnici che stavano indagando sul ‘caso diossina’.
A Taranto spesso il cielo non è più azzurro, ma inquinato.
nick
Se
qualcuno volesse apprfondire la questione può contattarmi e sarò lieto
di girarvi i dati pubblicati dall’Arpa o può un consultare diversi siti
internet, tra cui www.arpa.puglia.it , www.eper.sinanet.apat.it, www.tarantosociale.org o comitatopertaranto.blogspot.com
Video 2
Video 3
Ciao, riportiamo un pezzo, apparso ieri su Liberazione e scritto da Don Tonio Dell’Olio dell’associazine contro le mafie LIBERA. In questo blog non affrontiamo frequentemente temi politici un pò per scelta un pò perchè molto impegnati in indagini personali più astratte. Questa volta, visto che il tema delle elezioni e del nuovo governo ci toccherà tutti da vicino, vorremmo provare a dare voce a qualcuno dei nostri pensieri. Qualora ci fossero segnalazioni di altri punti di vista altrettanto meritevoli di considerazione saremmo contenti di pubblicarli, discuterli o leggerli nei commenti. Partecipazione!
Gio e Vins
Tonio Dell’Olio
LIBERA – associazioni nomi e numeri contro le mafie
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