Convinto, a causa della data del compleanno dell’amico più datato che ho, che l’Estate cominciasse tra il 14 e il 15 luglio, per dare il via al mese più bello dell’anno, ancora oggi, a oltre 30 anni guardo a questa data con aspettativa e gioia. Il 15 luglio è arrivato senza clamori. alcool e baccani di un tempo ma con il vento fresco del amre che porta via i superati 40 gradi di questi giorni.
Rifletto con chi amo al mio fianco, sdraiti a testa in su a guardare il cielo stellato, che saremmo diversi con i nostri amici più storici qui a vivere. Avremmo il tempo, almeno qualche volta più di berci una birra, TORNARE BAMBINI, guardare i tramonti, sognare cambiamenti e gustare a sorsi il presente. Saremmo credo migliori. Mi cade una lacrima di nostalgia per il tempo che non riusciamo a condividere per distanze ed impegni.
L’amico è … e non ci sono cazzi.
Sono tutte cavolate,
le paure, le ore di lavoro, le liti, le discussioni, i “malesangue”, le volte che cerchiamo ostinatamente di avere ragione, la destra e la sinistra, il non avere tempo, il domani, gli investimenti, …
Alla fine cerchiamo momenti che dovremmo avere gratis ed in quantità, ma che non riusciamo più a donarci.
Finito appena di discutere su una Patagonia da fare con gli amici, e magari, in compagnia della mia donna. Finito neanche di trovare una soluzione ad una data che mi ritrovo di fronte al film “Il postino” che mi commuove fino a farmi uscire le lacrime dagli occhi.
Stiamo perdendo tempo e questo significa disprezzare la vita.
Il mio plauso và proprio a Vins, coraggioso quanto non avrei mai immaginato, di dare quel cambio che ci raccontiamo da sempre. Io col mio posto semisicuro che mi dà il giusto per vivere con il pane in bocca e un futuro che sempre preoccupa, continuo a discutere di cose banali e non essenziali con la gente che mi circonda, dall’amore ai clienti.
Pensare che tutto finisce, all’improvviso portando con se sogni e speranze, prima ancora che si possa aver realizzato un centesimo di tutto quel sognare, mi fà fermare ancora e dire: “Cavolo, sono proprio cavolate!” La cucina, la lavatrice nuova, il solaio, l’automobile, i saldi, gli armadi stracolmi di roba che mi viene il vomito, cose da fare che non basta mai per farci felici, … e quel che mi rimane sono solo i momenti d’amore, di risa, quelli con gli amici veri, i tramonti, qualche libro letto in momenti speciali, le decisioni più strane, il coraggio di vivere un amore, le scelte più dure, le ironie dei pennelli, la canoa e le onde, il divano arancione sormontato da un onda dipinta anni fà, la porta di casa, il gozzo che spero di comprare per riempirlo di piante e portarlo in pesnione dal mare, le camminate serali da mare a inizio settembre, il mare d’inverno, la pelle profumata affianco a me nel letto, il calore della vita che incontro, …
L’orologio continua a girare nello stesso cerchio da anni. Neanche tolgo più la polvere per non perdere tempo. Immagino Noi sotto la cordigliera della Ande, l’abbraccio di chi amo in quel momento mentre respiriamo. Vins fà la sua poesia estemporanea. Giò si becca la dedica in consiglio comunale, perchè ovviamente non ci sarà (spero di sbaglairmi). Sono tutte cavolate, ma affetti, amori, sogni, vanno vissuti per riviverli poi ricolmi di lacrime per il tempo andato.
Non ci basterà mai, ma questo cammino di gruppo, Noi lo faremo in coppia, mi sembra qualcosa che dobbiamo regalarci con le persone che amiamo per rispetto alla vita. Ad agosto clicchiamo, Vediamo di organizzarci per una data buona per tutti. e per qualche giorno, al diavolo il lavoro.
oiziruaM
Sono giorni che scrivo e cancello e riscrivo … e … non sò rispondere alla domanda che mi faccio sul futuro.
Probabilmente dovrei recuperare qualcosa.
Provo a scrivere futuri che domani non mi andranno già più bene.
Una crisi diversa questa, causata dalla staticità che non sò vivere, anzi che vivo male. Tutto imputridisce e mi rendo conto che sono fermo. FERMO!
In tutto questo mi illumina il solito viaggio, ancora tropa poca avventura ma basterà. Voglio di più. E’ tutto qui. Voglio di più e non mi basta mai e voglio fare un mare di cazzate ancora. Facciamo che non invecchiamo e già siamoa cavallo, che per il futuro continuaimao a peggiorare. Oh, che bello: A PEGGIORARE, perchè il serio mi rompo prorpio il cazzo a farlo anche fuori dal lavoro. Ecco, facciamo che rimaniamo delle emerite teste di cazzo. E poi magari domani divento un politico pure io e queste frasi me le sbattono in prima pagina sulla Repubblica. Però se ricordo Baricco, lui il termine “schifezza” lo spiegava proprio bene e spiegava anche il senso della vita e tutte quelle cose che poi sono vere e tutti fanno finta di essere bravi, perfetti e immacolati e poi si toccano come nel film American Beaty. Facciamo che non diventiamo vecchi e pieni di maschere e che non me ne affibi neanche tu. Si può essere nuovi, sempre più nuovi per il futuro. Facciamo così. A te che sei nato quasi vecchio, facciamo che ringiovaniamo e facciamo sempre più cazzate. Facciamo che andiamo sempre più in bici e in skate anche se stai per diventare papà. Facciamo che anche se vado di fretta mi nascondi la macchina nel portone di casa. FAcciamo che tu e io, ogni volta che ci incotnriamo, ritorniamo bambini e non uomini seri.
Facciamo? x il futuro!
“Ogni tanto capita che dei musicisti rotolino a ritmo di blues tutti nella stessa cantina.
A quel punto succede che qualcuno da il quattro e ci si trova a correre per le valli del folk, i bordelli del jazz e le galere del blues.
A noi capitava talmente spesso che ad un certo punto pensavamo fosse diventata una malattia, allora abbiamo chiesto ad un medico;
ha detto che non era niente di grave,
ha detto che eravamo solo una calmaorchestra.”
Denominazione sociale: Brunori Sas di Dario Brunori & co.
Oggetto sociale: ginocciha sbucciate, palloni bucati e ragazzi di provincia, il mare d’inverno e le cotte d’agosto, pugili e fiorellini stracciati.
La musica di Brunori Sas è semplice e diretta, con un’orecchiabilità da voler prendere la chitarra e srimpellare giri da spiaggia. Dario si racconta tra rabbia e malinconia attraverso sonorità retrò che viaggiano tra ricordi d’infanzia e problemi della vita di tutti i giorni.
Dopo aver vinto il premio Ciampi 2009 come miglior esordio dell’anno “l’azienda di suoni e parole a conduzione familiare” ha fatto tappa anche al JetCafè, serata indimenticabile!
Oramai è diventata una tradizione, un mio piccolo lavoro a base di foto, un calendario da rivedere carico di ricordi ed emozioni che raccontano sprazzi di Pennellisolari durante tutto il 2009. Non voglio aggiungere altro se non: buona visione.
Qualcuno era scettico forse perchè il gruppo era meno blasonato di altri artisti in cartellone. Invece ci hanno emozionato, e non poco. Un’atmosfera che traspare tra qusti miei scatti solo vagamente. Lumini e sonorità da BluNote di periferia.
Al Jet Cafè i fan sono in fibrillazione soprattutto per l’attesa introduzione al concerto made by Vins&Nick. Obiettivo: trovare un coinquilino per Vins ed una ragazza per entrambi… Per fortuna Erica imbraccia subito la chitarra ed i silenzi assorti si alternano ad applausi scroscianti. I Pennellisolari (milanesi) hanno iniziato la nuova stagione ricca di eventi. Sarete presto aggiornati.
Penso che la biennale di Venezia sia una di quelle cose da vedere almeno una volta nella vita. Non vi nascondo che a volte mi son sentito un po’ come Alberto Sordi in “Dove vai in Vacanza?”.
Come i Gesuiti in sud America all’epoca del colonialismo i pennellisolari portano il nome del blog in giro per il mondo. Questa volta abbiamo fatto tappa ad Urb…. ops…. a PERUGIA.
Un particolare ringraziamento a chi ha ospitato e sopportato me e Gio, a chi ha preparato gli arancini, a chi conosceva a memoria le date di nascita dei pennellisolari fondatori, a chi ha condiviso del buon Marsala, a chi ha fatto inversioni brusche alla ricerca invana di un parcheggio, a chi ci ha fatto scoprire PuccioUfficio, a chi ha ascoltato le nostre storie ed adesso legge il blog, a chi ha bussato in un garage per un cornetto di notte ed a chi è venuto a recuperarmi alla stazione il giorno dello sciopero dei macchinisti.
Ho aperto il mio mac (a cui tra parentesi nn ho ancora dato un nome) …ma non so cosa scrivere…ho un idea, molte idee, ma come accade spesso le hai li ma nn riesci a dargli un forma a plasmarle a renderle un pensiero concreto. Sono in treno, torno dalla trasferta. Il mio lavoro mi porta spesso a stare sui treni. Quando ciò accade la giornata è scandita dal percorso del treno. Si va al deposito di Firenze, ci si incontra con i macchinisti qualche chiacchiera e si è pronti a partire. Ma il tra il pronto e il partire alle volte passa mezza giornata o più. Il tutto dipende se ti danno il via o in gergo se ti aprono il segnale! L’attesa nn dispiace, mi faccio un giro per il deposito vedo le varie locomotive. Ce ne è di tutti i gusti, elettriche, diesel, nuove,vecchie e persino a vapore. Alla fine si parte tra sbuffi di fumo e lo sfrigolio delle ruote contro la rotaia. Si fanno tratte completamente immerse nell’Appennino toscano. Non ci sono passaggeri, sono solo con i macchinisti. Il treno è tutto per me. Lo spettacolo è bellissimo. Alberi, animali, colori, il cielo, le nuvole….tutto scorre come dipinto sui finestrini del treno. Il treno si trasforma in una piccola pinacoteca dove in mostra c’è la natura con i suoi colori. Si attraversano paesini, passaggi a livello, ci si ferma in attesa di una coincidenza nel mezzo della natura. Il dondolio del treno concilia, smuove i pensieri. Si è quasi invogliati a pensare di più sul treno. Premono, scalciano, si divincolano i pensieri. Alcuni sono belli altri meno….altri per niente ma sono li che si accalcano sospinti dal movimento sui binari. Mi vengono in mente donne, amore, amicizie, sorrisi, posti , cibo, attese, il mare, tutto ciò che frulla nella testa. Ovviamente mi soffermo su quelli grandi , su quelli importanti. E guardando fuori dal finestrino, li proietto sul vetro e come in un film me li guardo in silenzio. Lontano solo il chiacchiericcio dei macchinisti. Con una mano sfioro il vetro temperato come a toccare il mio pensiero. Un sorriso piacevolmente malinconico mi appare in viso, il pensiero più bello ……! Suona un cicalino….mi alzo, e vado a controllare in cabina se dai macchinisti tutto proceda bene. Un’altra sosta, ma i pensieri quelli belli ormai sono li….li vorrei dedicare condividere….per ora li ho solo proiettati, smossi dal dondolio del treno. Eh già!! l’odiamo quando fa ritardo ma in sostanza ci piace andare in treno…..e il momento per farsi coccolare dai pensieri…..e qui anche i pensieri brutti ….alla fine non sono cosi brutti.! Alla prossima tratta alla prossima corsa.
Il tutto è iniziato da una proposta colta con entusiasmo. Poi la ricerca di un locale, sala concerti, balera, pub, bar, circolo cacciatori, pescatori, ARCI, penzionati…. un qualsiasi posto che potesse contenere un centinaio di persone, che fosse gratuito, che fosse a Milano e che ci desse lo spazio per un giorno del mese successivo. Mica facile! Per fortuna c’è Mimmo con il suo Jet Cafè, la sua aria pacata, la sua più completa disponibiltà, ma soprattutto con una sala anni ’70 con carta da parati discutibile, palco ed amplificaziome…in poche parole tutto l’occorrente per organizzare un concerto come si deve. In piazza duomo Erica ha appena finito la sua esibizione (che tempismo!)stretta di mano a Red Ronnie e via con la 61 carichi di zaino, trolley ed un’asta da microfono appena comprata… La cena pre-concerto ovviamente è offerta all’intero staff artisticodal cuoco dei pennellisolari (me). Cantante saziam si può iniziare.
L’atmosfera è densa, il Jet Cafè è stracolmo in ogni ordine di posto con la gente seduta a bordo palco, sembrava un locale d’altri tempi. Inizia ilconcerto ed Erica si merita applausi intensi fin dalla prima canzone. La sua dolcezza si mescola con le parole forti dei sui testi, dei suoi racconti… dal vivo rende ancor di più! Io e Vins facciamo ‘la faccia di Daniele’ quando tra una canzone e l’altra la cantante dichiara fuori dai pennellisolari quacuno che ha fatto 900Km per l’evento.
Alla fine i più emozionati forse eravamo noi, che vedevamo concretizzarsi il lavoro fatto in un mese. Per raccontare la serata come meglio non potrei, eccovi la mia galleria fotografica:
Terra che sbircia l’alternarsi delle onde tra profumi saporiti ed intensi sapori Orgoglio di se stessi oltre il proprio dove eloquenti sguardi silenziosi urlano cio che l’abitudine rende bello perchè dato Immagino occhi affannosi, respiri obliqui verso la libertà Riconto i passi di una via senza nome
Rientrato a Milano con la valigia piena di idee per cercare di sfruttare la città fino in fondo; fino a consumare anche l’ultimo briciolo di energia residua pur di dissetare la quella voglia di scoprire cose nuove e partecipare a piccoli e grandi eventi, quel prurito intellettuale che più soddisfi e più si fa sentire.
Questo finesettimana sono stato a Ferrara per il Buskers Festiva (Festival degli artisti di strada). Un evento unico che consiglio a tutti. Un città che si riempie di fantasia e creatività con musicisti, clown, giocolieri….
Nick
Per i prossimi giorni voglio segnalarvi alcuni eventi degni di nota (soprattuto per che abita in Lombardia):
Festa della letteratura
3-7 Settembre – Mantova
Mantova si riempie per cinque giorni di incontri con autori, reading, spettacoli, concerti. Appuntamento da non perdere per chi ama la lettura e per chi è semplicemente curioso e sa di poter incontrare scrittori, musicisti, attori per le vie e le piazze della città. www.festivaletteratura.it/2008/programma.php
Folk Festival
6 e 7 Settembre – Suisio (BG)
Festival di musica Folk in una vallata tra Milano e Bergamo. Sin dal pomeriggio è possibile imparare danze di tutta europa (danze del sud Italia, irlanesi, occitane, tedesche…) per poi mettere tutto in pratica nei concerti serali.
28 Agosto – 22 Settembre Ha perso il nome ed un po di affluenza, ma per me rimane la Festa Dell’Unità. In quella di Milano c’è un bel programma, peccato che un bel po’ di concerti sono a pagamento. Tra i prossimi concerti segnalo il quello gratuito di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (Giovedi 11 Settembre)
PANCHINA TRA GLI ARANCI. Siviglia – Orto degli aranci, non ho potuto fare a meno di fotografare questa panchina, quattro anziani che si riposano nel fondo del chiostro della cattedrale di Siviglia di fronte a decine di alberi di aracio. Potrebbero essere benissimo 4 anziani del sud Italia: Spagnoli e meridionali hanno molte cose in comune, ma le persone di una certa età sembrano le stesse…tradizioni ed atteggiamenti comuni, dal forte legame con la chiesa a quello per la famiglia. Non so voi, ma io sono sempre stato incuriosito dalle espressioni della gente anziana, poter scorgere tra le loro rughe ed i loro sguardi storie di generazioni e tradizioni ormai lontane dalla nostra. Bello fotografarli, i vecchi, come i bambini, generalmente non si ibarazzano davanti ad un obiettivo. Nick