Non so se succede sempre così durante il periodo pre-elettorale. Sta di fatto che in Puglia sembra essersi svegliata la nostra generazione, e non solo.
E’ da quando son tornato a vivere a Bisceglie che cerco forme di attivismo urbano, ma quelle poche esistenti sembra vogliano curarsi solo il proprio orticello, senza interesse nel “coagulare” con gli altri movimenti.
Da quando ho proposto di metter su La Fabbrica di Nichi, invece, sono state tante le teste che si sono avvicinate, a loro modo, e che stanno cercando di farla propria. Personalismi a parte, l’esperienza è una di quelle che hanno l’odore delle occasioni speciali: bisogna prendere la palla al balzo e cercare di dirigere le varie energie/teste che si stanno muovendo. Di sicuro ci sarà da divertirsi e lottare.
Sono queste le situazioni in cui sulla mia bocca si disegna un ghigno…
Gio
Le energie erano in fermento da tempo.
Diversi giovani biscegliesi avevano già cuore e cervello pronti a carburare per la giusta causa.
Ci voleva il catalizzatore di queste energie. E c’è stato…
E’ appena nata a La Fabbrica di Nichi a Bisceglie, laboratorio di un nuovo modo di concepire la Politica, uno spazio diverso, attivo e creativo.
La Fabbrica di Nichi non è un semplice comitato elettorale.
Volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono e si diffondono vorticosamente per tutta la regione, attraverso il web e le azioni sul territorio. Così, attraverso questo luogo fisico e virtuale, raccontiamo a tutti cosa è stato fatto e perché è importante rieleggere Nichi Vendola alle prossime elezioni regionali.
E vorremmo raccontare alla cittadinanza che è grazie alla giunta Vendola se i giovani pugliesi hanno avuto la possibilità di recepire finanziamenti a fondo perduto per frequentare master di specializzazione post-universitaria (Bollenti Spiriti).
E’ grazie ai cinque anni di Nichi e dei suoi collaboratori che sono state sviluppate le IDEE dei giovani pugliesi con 25mila euri a fondo perduto (Princìpi Attivi). Tra queste, ben quattro progetti sono stati finanziati solo a Bisceglie, di cui uno di sviluppo sociale e integrazione per ragazzi con sindrome di Down (gruppo Futuro Anteriore) e uno di recupero di due archi nel centro storico biscegliese (associazione Gli Archi). Giusto per capire di cosa stiamo parlando…
Sempre per noi giovani, si è rivoluzionato il settore produttivo regionale, dandogli la chiara direzione della cosiddetta Green economy, ovvero un nuovo modello di sviluppo economico basato sulle energie rinnovabili e sostenibili.
La regione guidata da Vendola sta diventando il giardino più verde d’Italia, dove al posto di centrali nucleari e centrali a carbone, si stanno piantando alberi che chiamano Pale Eoliche e fiori che chiamano Pannelli Fotovoltaici.
Ci rivolgiamo allora a i cittadini biscegliesi attivi, a tutte le associazioni, ai movimenti, ai partiti.
La Fabbrica di Nichi è uno spazio aperto a tutti coloro che vogliono partecipare, attraverso le proprie idee, risorse, energie.
Se, come dicono, nel 2005 è cominciata la “primavera pugliese” con l’avvento di Vendola, allora noi sogniamo di diventare testimoni di una nuova Estate Pugliese..
Dopo quasi due anni di vita, Biciliæ diventa un’associazione vera e propria.
Il gruppo di promozione della mobilità sostenibile e della bicicletta come status symbol di una città che vuole definirsi moderna, si è dotata di una struttura portante.
E’ dello scorso 22 Gennaio, infatti, l’adesione del gruppo alla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.fiab-onlus.it).
Divenendo sezione locale del gruppo di cicloamatori Ruotalibera Bari, Biciliæ è divenuta a tutti gli effetti la presenza della federazione sul territorio biscegliese (www.ruotaliberabari.it/Biciliae).
Il passo compiuto è importante perché segna una svolta riguardante la gestione delle attività e che impatta sulla condivisione delle decisioni e della mission all’interno dell’associazione.
Infatti, l’affiliazione a Biciliæ significherà per chi ne farà parte condividerne i principi, partecipare alle scelte del gruppo, aumentarne le potenzialità grazie al fondamentale strumento delle sinergie che verranno a crearsi.
Dal nucleo iniziale di alcuni amanti della bicicletta e dell’Ambiente, sognatori di un futuro più lento, gli eventi di Biciliæ in questi due anni hanno visto il numero dei partecipanti fluttuare come una fisarmonica in piena attività.
Dalle consistenti partecipazioni estive, si passa allo “zoccolo duro” dei partecipanti durante le uscite invernali.
Ed è proprio sugli aficionados che si vuole puntare per far crescere il gruppo.
Come? Chiedendo la partecipazione attiva alla pianificazione degli eventi, decidendo insieme le tappe da visitare, condividendo l’impegno dell’acquisto degli alberi che piantiamo ad ogni uscita, proponendo di volta in volta tematiche e luoghi nuovi da mettere sotto la lente d’ingrandimento.
Vari sono i cantieri aperti da Biciliæ che hanno bisogno di energie per essere sviluppati, dalla petizione per salvare le ville storiche Di Pierro e Bruni, alla costituzione di un’interfaccia costante con l’Amministrazione per tutte le tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, alla partecipazione a gare e bandi regionali, alla creazione di eventi mediatici riguardanti la mobilità sostenibile.
Queste sono le linee principali che l’associazione vorrebbe seguire e potenziare con lo scopo di radicarsi ulteriormente sul territorio, perché crediamo che la bici possa diventare uno strumento di vita quotidiana per il cittadino biscegliese.
Perché non possiamo sempre e solo limitarci a guardare agli esempi di Bolzano, Ferrara, Modena, Amsterdam … dove tutta la città si muove in bicicletta.
Pensiamo, Attiviamoci, Partecipiamo!
Per informazioni e iscrizioni all’associazione, scrivete a biciliae@gmail.com
E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.
Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.
A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.
Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.
Vi assicuro, non è stato facile. Email, telefonate, chat, contatti, appuntamenti, litigi, locandine… ma ce la stiamo facendo. Abbiamo una lista di altri 5 concerti ‘by pennellisolari’ fino a Gennaio, tutto gratuito. Ovviamente non ci fermeremo qui, altri artisti non vedono l’ora di essere presentati sul palco del JetCafè.
Le esbizioni saranno piuttosto variegate e di buon livello. Si va dal chitarrista di Carboni (Araliya) al vincitore del premio Tenco ‘09 (Brunori Sas) passando per un cantautore Norvegese in tour europeo (Terje Nordgarden) e due giovani gruppi emergenti milanesi (Davide Zilli e Letitia and her flames).
Al Jet Cafè i fan sono in fibrillazione soprattutto per l’attesa introduzione al concerto made by Vins&Nick. Obiettivo: trovare un coinquilino per Vins ed una ragazza per entrambi… Per fortuna Erica imbraccia subito la chitarra ed i silenzi assorti si alternano ad applausi scroscianti. I Pennellisolari (milanesi) hanno iniziato la nuova stagione ricca di eventi. Sarete presto aggiornati.
Biciliae cresce a vista d’occhio. La massa critica dei sostenitori della bicicletta, quale mezzo di trasporto sostenibile ma anche strumento di diletto per tutte le età, sembra ormai avere a Bisceglie un suo interessante zoccolo duro.
Torna così di moda, senza che Bisceglie se ne accorda davvero, la bicicletta. In tanti, durante le giornate estive, sono tornati a sedersi su un sellino e a disegnare cerchi con le gambe. Sarà per emulazione del Biciliae, o forse perché spinti da un bisogno inconscio di tornare a vivere gli spazi pubblici, sta di fatto che diversi cittadini iniziano a liberarsi dalla dipendenza da automobile e ad usare i mezzi pubblici per i tragitti urbani più lunghi.
A dimostrare il nuovo fascino del pedale, è l’ultima puntata della manifestazione itinerante “euro zero”, che lo scorso 4 Settembre ha contato sulla presenza di oltre 50 ciclisti, portandosi anche all’attenzione delle istituzioni. Presente, come partecipante all’evento realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “G.B.Ferrara”, anche l’assessore Vittorio Fata, che ha espresso la volontà di creare un percorso di collaborazione istituzionale per radicare la cultura della bicicletta nelle scuole.
Quattro le tappe in cui si è snodato “Biciliae a 6 corde”, itinerario dedicato alla figura del musicista biscegliese Mauro Giuliani. Prima il consueto “rituale verde” della piantumazione di un albero in piazza (questa volta si è trattato di un ulivo, in piazza S. Francesco), poi il manipolo di ciclisti ha raggiunto la casa natale del chitarrista, in via Tupputi n.6 (nei pressi del ristorante “La Polveriera”). Qui si è spiegato delle origini profondamente biscegliesi del Maestro, imparentato con i Frisari ed i De Martino.
Mangiando lentamente la strada al chiarore delle luci notturne, il gruppo si è così spostato lungo le Mura Aragonesi, dove la guida Elisabetta La Notte ha spiegato il come ed il perché di quando il pericolo turco, a fine ‘400, costrinse Bisceglie a dotarsi di una nuova cinta muraria per l’attacco e la difesa del borgo. Quindi si è pedalato sino al settecentesco Molo di levante (o Molo Vecchio), che rese Bisceglie, all’epoca cittadina di quasi 10.000 abitanti, un porto tra i più importanti dell’Adriatico.
Terminata la visita guidata, l’esercito delle biciclette ha sferrato il suo familiare attacco al traffico motorizzato a colpi di pedale, disturbando le automobili rombanti lungo la litoranea con la sua allegra rilassatezza.
Ancora una volta, fino allo scoccare della mezzanotte, si è dunque riusciti ad evadere in spensieratezza, lasciando che il tempo potesse riprendere, per qualche ora, a respirare secondo il suo ritmo naturale.
Voler descrivere l’ultimo fine settimana, trascorso tra una biciclettata in compagnia di altre 50 persone nel centro storico di Bisceglie e il concerto di Antonello Papagni, non è facile.
Specie se devi essere tu ad arrangiarti per procurare tutto il materiale di fantasia, logistica ed entusiasmo alla realizzazione degli eventi.
Però è stato emozionante, tutto. Semplicemente.
Sentire (per la prima volta) Antonello finire tutte le canzoni ed esprimersi palesemente ispirato, ti gratifica le membra e il cervello, stanchi di lottare per la quotidianità.
E’ venuto con un camper apposta da Roma, Antonello. Il suo camper tutto fare, dal caffè al riparo, dal letto alla doccia, dallo studio di registrazione a uno spazio creatore di sogni.
Prima del concerto, sistemiamo il camper in modo da dividere lo spazio del concerto da quello d’arrivo degli spettatori. Non so, forse per difendere l’arte e la sua fragilità dall’aggressione del mondo esterno.
Fino all’ultimo ricevo chiamate da spettatori lontani spaventati dalla pioggia. Ad una di loro rispondo: le onde prodotte dalla musica si andranno ad infrangere su ogni singola goccia di pioggia, formando così un arcobaleno sonoro.
Neanche lo sforzo poetico riesce nell’intento di convincerla a venire…
Sta di fatto che Antonello è li che finisce il sound-check. E le sue note cominciano a penetrare le barriere della razionalità e lambiscono le sponde delle emozioni, lasciando una schiuma di malinconia aggressiva.
La magica atmosfera creata da un unico lume artificiale e da tante candele rende l’artista come un’entità isolata dal resto, che torna tra il pubblico solo ai ritornelli cantati all’unisono.
Bello davvero, Compà!
gio
Biciliæti invita alla prima biciclettata al gusto di Ciliegia Biscegliese.
In occasione dell’evento “Una Ciliegia tira l’altra”, organizzato dal Consorzio per la valorizzazione della ciliegia tipica di Bisceglie:
Domenica 24 Maggio, ore 10:00
in Piazza Margherita (Teatro Garibaldi)
partiamo tutti in bici dal centro della città per arrivare al Mercato della Ciliegia (zona S.Andrea – Via Padre Kolbe) , dove ci sarà la spiegazione del funzionamento dell’asta commerciale e della filiera di controllo qualità del prodotto. L’intervento sarà tenuto dal Direttore tecnico del Consorzio Dott. Agr. Maurizio Simone.
La mattinata prosegue in un’azienda agricola in zona Zappino dove assisteremo a tutte le fasi della lavorazione e della preparazione dell’Oro Rosso, pronto a giungere sulle tavole di tutto il mondo.
Infine, chi vuole, può rimanere a pranzo al Casale di Zappino con i partecipanti di “Una Ciliegia tira l’altra”. Il pranzo a catering, a cura di un ristorante locale, prevede una quota di partecipazione di €10. Il menù propone pietanze che provengono dalla terra, e l’olio novello è protagonista indiscusso della preparazione e del condimento: focaccia pugliese, frittura di “nolchi” (tipiche olive nere dolci) condite con pomodorino, fave e cicorie, crostata di ciliegie.
La partecipazione alla biciclettata è a titolo gratuito, escluso eventualmente il pranzo.
L’associazione non si assume alcuna responsabilità per incidenti e danni a persone o cose che dovessero verificarsi nel corso della giornata. La partecipazione costituisce autodenuncia di buone condizioni fisiche.
Vedere la chiesa del XII secolo di Santa Margherita piena di giovani e appassionati di storia è uno spettacolo che ti gratifica. Un ambiente piccolo e intimo, fa fede all’indole della sua Signora vissuta nel bacino Mediterraneo orientale, che raccoglie nel cuore di Bisceglie, un paese di 56.000 abitanti, un evento che va in controtendenza con anni di immobilismo culturale. O meglio si aggiunge alla solita prospettiva culturale basata sulla sagra, sull’evento e sulla musica assordante e nullatenete della disco da bassa lega commerciale.
Ogni settimana, una sessantina di persone decide di trascorrere un paio d’ore della propria vita in una chiesa del 1197, bellissima…come la sua Signora, e ascoltano, discutono, intervengono, si incazzano, su temi riguardanti la storia del territorio…si parla della nostra vita, con l’aggiunta che è anche la vita dei nostri padri e di quelli prima di loro… Vedere gli occhi di questi giovani, anche coetanei, che ascoltano docenti dell’Università, giovani ricercatori e cultori della materia. Sentirli ragionare sulle proprie radici è un esercizio che ti permette di avere le idee chiare, di progettare un piano di azione e di rispetto verso il tuo luogo, che si riempie di identià dal passato e di significati del presente…un esercizio che serve a scacciare i non-luogi presenti.
Ascoltare i racconti, perché la Storia non è spiegazione, ma racconto! Riconoscere i segni e la stratigrafia di significati che hanno sempre avuto. ricomporre, noi, un’immagine nuove dei nostri territori…perché no, un’immagine propositiva che crea una coscienza….queto è “Dall’Anno Mille”!
Eppure organizzare “Dall’Anno Mille” non stato facile…
Ho voluto prendere la palla al balzo e da una richiesta che mi è arrivata dai ragazzi della Pro Loco di Bisceglie, ho buttato giù alcuni incontri…di storia, anche perchè è il mio ambito lavorativo..e non voglio inventarmi saltimbanco del nulla pneumatico, lo lascio ai tronisti e alle veline. Mi attivo acercare un posto degno per questi incontri…e lo trovo. Ma arrivano le prime resistenze… Normale….In un luogo dove il dibattito culturale latita ed è lasciato agli intellettuali dell’Ikea e non a quelli dell’Idea, le resistenze sono d’obbligo. Eppure queste aumentano e si fanno sempre più inspiegabili, tanto da dover abbandonare tutto. Parlando con amici ritorno sui miei passi e decido di lanciare una sfida. Nelle orecchie il monito di quelle persone che mi dicevano: a Bisceglie sono tutti ignoranti, non verrà nessuno ai tuoi incontri…falli dove e quando lo diciamo noi così ti assicuriamo il nostro seguito…noi siamo gli intellettuali…noi che ci chiudiamo nei circoli, che ci chiudiamo nei musei, che ci chiudiamo….ecco anche le più belle intelligenze cittadine si chiudiono per sopravvivere, una sorta di camera iperbarica che permette la sopravvivenza dell’esercizio culturale alto…
Ho scelto di preoseguire per la mia strada con tutte le difficoltà del caso e sono contento di questo. Adesso ho un programma, gente che si è avvicinata ai miei incontri: studenti e insegnanti, restauratori e ricercatori…e spero che il mio messaggio raggiunga anche la gente comune!
E’ solo l’inizio di un lungo viaggio verso una terra che ci assomiglia tanto!
Riportiamo questi auguri natalizi scritti da uno dei credenti più illuminati del nostro tempo.
Auguri scomodi a tutti.
I Pennelli Solari
Carissimi,
non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte “facendo la guardia al gregge” e scrutano l’aurora vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Per chi vive sotto l’ombra della madonnina e dintorni, riporto alcune delle offerte culturali GRATUITE proposte dall’associazione culturale di cui faccio parte, il Teatro delle Biglie e dall’associazione per cui collaborerò, Algo Mas.
Nick
TEATRO DELLE BIGLIE
Corso di IMPROVVISAZIONE TEATRALE: ogni lunedi’ alle 18.15 in aula CT11 (Politecnico – Campus Bovisa via Durando) a cura di Teatribu’ (www.teatribu.it)
CINEFORUM “Potere Assoluto” a partire da giovedi’ 27 novembre, inizio ore 20.45, presso l’Auditorium della Casa dello Studente ia Pascoli 53 (MM2 Piola) ingresso libero e gratuito per tutti!
-giovedi’ 27 novembre: Va’ e uccidi
(The Manchurian Candidate, John Frankenheimer, 1962)
-giovedi’ 04 dicembre: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(Elio Petri, 1971)
-giovedi’ 11 dicembre: Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica
(Damiano Damiani, 1971)
-giovedi’ 18 dicembre: Tutti gli uomini del presidente
(All the President’s Men, Alan J. Pakula, 1974)
-giovedi’ 15 gennaio: I tre giorni del condor
(Three Days of the Condor, Sidney Pollack, 1976)
I film saranno presentati dal critico cinematografico Alessandro Stellino.
ALGO MAS
CINEFORUM “Gli invisibili – I film più belli degli ultimi anni non li avete visti”, cinque appuntamenti dedicati ad altrettanti film che meritano di essere scoperti, sollevati dall’oblio cui li ha costretti una distribuzionepoco attenta, o semplicemente rivisti, in virtù della loro qualità. Laddove, per “qualità” non si intende fare riferimento a categorie datate e ormai senza senso come “film d’autore” o “film difficile”, ma piuttosto a film che, oltre a un’indiscutibile valore artistico, dimostrano anche il coraggio di affrontare argomenti e situazioni da cui sempre più spesso il cinema delle grandi produzioni rifugge. I cinque film della rassegna, uniti dal filo conduttore del racconto d’infanzia o adolescenziale, sono un esempio eclatante di ciò che il cinema può fare quando decide di non assecondare le aspettative dello spettatore ma piuttosto di metterle in discussione, persino rovesciarle. E’ un cinema, questo, che dialoga con la sensibilità e l’intelligenza di chi guarda, che ne chiama in causa i sensi senza bombardarli di effetti e travolgerli con il ritmo dell’azione forsennata.
Gli appuntamenti:
17 /11 Friend di Kyung-Taek Kwak
24/11 Mysterious Skin di Gregg Araki
1 /12 My summer of love di Paul Pawlikovsky
10/12 Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro
15/12 This is England di Shane Meadows
I film saranno presentati dal critico cinematografico Alessandro Stellino.