PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi
chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto
http://oiziruams.blogspot.com/
chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto
http://oiziruams.blogspot.com/
Sono tutte cavolate,
le paure, le ore di lavoro, le liti, le discussioni, i “malesangue”, le volte che cerchiamo ostinatamente di avere ragione, la destra e la sinistra, il non avere tempo, il domani, gli investimenti, …
Alla fine cerchiamo momenti che dovremmo avere gratis ed in quantità, ma che non riusciamo più a donarci.
Finito appena di discutere su una Patagonia da fare con gli amici, e magari, in compagnia della mia donna. Finito neanche di trovare una soluzione ad una data che mi ritrovo di fronte al film “Il postino” che mi commuove fino a farmi uscire le lacrime dagli occhi.
Stiamo perdendo tempo e questo significa disprezzare la vita.
Il mio plauso và proprio a Vins, coraggioso quanto non avrei mai immaginato, di dare quel cambio che ci raccontiamo da sempre. Io col mio posto semisicuro che mi dà il giusto per vivere con il pane in bocca e un futuro che sempre preoccupa, continuo a discutere di cose banali e non essenziali con la gente che mi circonda, dall’amore ai clienti.
Pensare che tutto finisce, all’improvviso portando con se sogni e speranze, prima ancora che si possa aver realizzato un centesimo di tutto quel sognare, mi fà fermare ancora e dire: “Cavolo, sono proprio cavolate!” La cucina, la lavatrice nuova, il solaio, l’automobile, i saldi, gli armadi stracolmi di roba che mi viene il vomito, cose da fare che non basta mai per farci felici, … e quel che mi rimane sono solo i momenti d’amore, di risa, quelli con gli amici veri, i tramonti, qualche libro letto in momenti speciali, le decisioni più strane, il coraggio di vivere un amore, le scelte più dure, le ironie dei pennelli, la canoa e le onde, il divano arancione sormontato da un onda dipinta anni fà, la porta di casa, il gozzo che spero di comprare per riempirlo di piante e portarlo in pesnione dal mare, le camminate serali da mare a inizio settembre, il mare d’inverno, la pelle profumata affianco a me nel letto, il calore della vita che incontro, …
L’orologio continua a girare nello stesso cerchio da anni. Neanche tolgo più la polvere per non perdere tempo. Immagino Noi sotto la cordigliera della Ande, l’abbraccio di chi amo in quel momento mentre respiriamo. Vins fà la sua poesia estemporanea. Giò si becca la dedica in consiglio comunale, perchè ovviamente non ci sarà (spero di sbaglairmi). Sono tutte cavolate, ma affetti, amori, sogni, vanno vissuti per riviverli poi ricolmi di lacrime per il tempo andato.
Non ci basterà mai, ma questo cammino di gruppo, Noi lo faremo in coppia, mi sembra qualcosa che dobbiamo regalarci con le persone che amiamo per rispetto alla vita. Ad agosto clicchiamo, Vediamo di organizzarci per una data buona per tutti. e per qualche giorno, al diavolo il lavoro.
oiziruaM
Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM
PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!
Sono giorni che scrivo e cancello e riscrivo … e … non sò rispondere alla domanda che mi faccio sul futuro.
Probabilmente dovrei recuperare qualcosa.
Provo a scrivere futuri che domani non mi andranno già più bene.
Una crisi diversa questa, causata dalla staticità che non sò vivere, anzi che vivo male. Tutto imputridisce e mi rendo conto che sono fermo. FERMO!
In tutto questo mi illumina il solito viaggio, ancora tropa poca avventura ma basterà. Voglio di più. E’ tutto qui. Voglio di più e non mi basta mai e voglio fare un mare di cazzate ancora. Facciamo che non invecchiamo e già siamoa cavallo, che per il futuro continuaimao a peggiorare. Oh, che bello: A PEGGIORARE, perchè il serio mi rompo prorpio il cazzo a farlo anche fuori dal lavoro. Ecco, facciamo che rimaniamo delle emerite teste di cazzo. E poi magari domani divento un politico pure io e queste frasi me le sbattono in prima pagina sulla Repubblica. Però se ricordo Baricco, lui il termine “schifezza” lo spiegava proprio bene e spiegava anche il senso della vita e tutte quelle cose che poi sono vere e tutti fanno finta di essere bravi, perfetti e immacolati e poi si toccano come nel film American Beaty. Facciamo che non diventiamo vecchi e pieni di maschere e che non me ne affibi neanche tu. Si può essere nuovi, sempre più nuovi per il futuro. Facciamo così. A te che sei nato quasi vecchio, facciamo che ringiovaniamo e facciamo sempre più cazzate. Facciamo che andiamo sempre più in bici e in skate anche se stai per diventare papà. Facciamo che anche se vado di fretta mi nascondi la macchina nel portone di casa. FAcciamo che tu e io, ogni volta che ci incotnriamo, ritorniamo bambini e non uomini seri.
Facciamo? x il futuro!
Questa è una delle tante, famose, lettere che Van Gogh scrisse a suo fratello Theo. Da sempre quando leggo le parole di questo artista assurdo e geniale tendo a sentire una sorta di corrispondenza che certamente viene amplificata dall’omonimia. In un’altra lettera mai spedita Vincent, quell’altro scrisse: “per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione … ”. Certo io sono molto lontano dal fare entrambe le cose, benchè dalle cazzate che dico a volte un pò anch’io sento che la ragione non sempre mi accompagni a dovere. Ad ogni modo, ritrovarsi in certe riflessioni è un piacere per l’anima e una botta di fiducia per l’orgoglio credere, per la durata di poche righe di avere gli stessi occhi di uno che gli ha saputi usare così.
Al di là di quelli che saranno i vostri pensieri (condivisi o meno, spero la prima) mi auguro che queste righe possano essere motivo, per qualcuno o per molti, di riflessione sul concetto dell’ozio, della solitudine e sul valore di un certo tipo di condivisione, sulla qualità del tutto, sul peso di ogni cosa.
A presto
Vins
__________________________________________________________________________
“C’è fannullone e fannullone. C’è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c’è l’altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell’impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d’istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d’essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C’è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c’è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c’è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: “gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata”, e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. “Ecco un fannullone” dice un altro uccello che passa di là, “quello è come uno che vive di rendita”. Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. “Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!”. Quel tipo di fannullone è come quell’uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell’impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile… Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede “Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l’eternità?”. Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita”.
Vincent (quell’altro, Van Gogh)
Denominazione sociale: Brunori Sas di Dario Brunori & co.
Oggetto sociale: ginocciha sbucciate, palloni bucati e ragazzi di provincia, il mare d’inverno e le cotte d’agosto, pugili e fiorellini stracciati.
La musica di Brunori Sas è semplice e diretta, con un’orecchiabilità da voler prendere la chitarra e srimpellare giri da spiaggia. Dario si racconta tra rabbia e malinconia attraverso sonorità retrò che viaggiano tra ricordi d’infanzia e problemi della vita di tutti i giorni.
Dopo aver vinto il premio Ciampi 2009 come miglior esordio dell’anno “l’azienda di suoni e parole a conduzione familiare” ha fatto tappa anche al JetCafè, serata indimenticabile!
Nick
Per chi di voi non lo conoscesse ancora, i pennelli vi regalano un video in esclusiva di Antonello Papagni.
Dedicato a coloro che oggi sono tornati in ufficio.
Toc toc, c’è nessuno?!
Gio
Antonello Papagni – l’anno nuovo from Gianluca Catania on Vimeo.
Insieme ad amici ci siamo messi in testa di salvare i pochi superstiti di Storia della città che amiamo e nella quale viviamo, Bisceglie.
Lustri di edilizia selvaggia l’hanno ridotta ad un ammasso di palazzoni che sgomentano al solo vederli.
La petizione che abbiamo costruito e che oggi ti chiedo di firmare è l’ultima àncora di salvezza per due ville storiche della nostra città, Villa Di Pierro e Villa Bruni. Molti non sanno neanche che esistono, ed è questo l’errore più grave che possiamo commettere: ignorando l’esistenza, non si soffre per la loro scomparsa.
Per firmare la petizione, anche se non vivi o non hai mai sentito parlare di Bisceglie, vai su:
http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457
e compila il modulo in basso a destra.
Troverai due piccole foto delle ville da salvare e il testo completo della petizione.
Facciamoci finalmente un regalo di Natale che sia intriso di quel valore che ormai non conosciamo più e che si chiama COLLETTIVITA’.
Non importa la tua fede o le tue idee politiche: qui è in gioco la STORIA!
Grazie e auguri di Buon Natale.
Gio
P.S.: La petizione è promossa dalle associazioni: Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente

Cammino in una Bologna fredda e deserta. Conto i passi silenziosi per la pioggia caduta e penso a quanto male abbiano fatto leggi proibizioniste e azioni repressive. Non so se per la temperatura così vicino allo zero o se per la mia emotività incontinente, ma sfumo i pensieri e velocizzo il mio incedere. Taglio tutti gli spazi temporali inutili e dieci minuti prima dell’ora stabilità sono all’Arterìa. Questo vaso portante di sangue e cultura affetto da accenti tonici distorti, nel pieno cuore della città, è uno dei pochi locali che ancora offre la possibilità di ascoltare dal vivo parole e suoni diversi. Così all’interno di un salotto ricreato a misura di amicizia mi ritrovo sdraiato sul pavimento circondato da altre trenta anime. Il vino rosso mi riscalda così come la lettura di poesie che precede il concerto. Ad aprirlo un gruppetto di rockettari indipendenti che allietano i presenti per una mezz’ora.
Alla fine sono quasi le undici quando l’atteso ospite della rassegna sale sul palco.
A volte non ci sono parole per spiegare qualcosa che si è visto o ascoltato. Nemmeno le lacrime possono ambire a tanto. E così per più di un ora si assiste rapiti al racconto di un amore vissuto in questi tempi avidi, in questa società liquida. Un amore passato, ricordato, sofferto, sognato. Un amore passionale che ci prende e ci stringe il cuore fino a farci rimanere senza fiato. L’amore di Cristiano. L’amore di Lucia. Restare fermi ed entrare nelle loro vite. Sentirsi toccare dalle parole. Risvegliarsi come fossimo noi stessi ad averla interpretata quella storia. E piangere commossi per il senso stesso di quella voce. L’amore, la vita. Tutto questo è Marco Notari. Un concerto come non ne vedevo da tempo. Un concerto che disdegnando la superficialità delle assonanze ha scavato nel profondo della mia essenza e mi ha dischiuso come una crisalide e dolcemente mi ha parlato di me.
Vi lascio con la testimonianza più utile.
Grazie di cuore Marco.
palombellarossa
PS (è solo da ascoltare..non ho trovato di meglio..magari potreste chiudere gli occhi..)

Vi assicuro, non è stato facile. Email, telefonate, chat, contatti, appuntamenti, litigi, locandine… ma ce la stiamo facendo. Abbiamo una lista di altri 5 concerti ‘by pennellisolari’ fino a Gennaio, tutto gratuito. Ovviamente non ci fermeremo qui, altri artisti non vedono l’ora di essere presentati sul palco del JetCafè.
Le esbizioni saranno piuttosto variegate e di buon livello. Si va dal chitarrista di Carboni (Araliya) al vincitore del premio Tenco ‘09 (Brunori Sas) passando per un cantautore Norvegese in tour europeo (Terje Nordgarden) e due giovani gruppi emergenti milanesi (Davide Zilli e Letitia and her flames).
Se siete a Milano non potete mancare.
Nick
Al Jet Cafè i fan sono in fibrillazione soprattutto per l’attesa introduzione al concerto made by Vins&Nick. Obiettivo: trovare un coinquilino per Vins ed una ragazza per entrambi… Per fortuna Erica imbraccia subito la chitarra ed i silenzi assorti si alternano ad applausi scroscianti. I Pennellisolari (milanesi) hanno iniziato la nuova stagione ricca di eventi. Sarete presto aggiornati.
Vi racconto la serata come fose mi risce meglio:
Nick
4. Fatevi del bene
Fatevi del bene, consiglia Paul Gilbert, professore di psicologia clinica all’università di Derby, in Gran Bretagna. «Dal modo in cui ci poniamo di fronte a noi stessi — adottando un atteggiamento benevolo o severo — dipende in larga misura il nostro benessere, il senso di appagamento e la capacità di far fronte alle difficoltà. Se vi rimproverate qualcosa, fermatevi un attimo, respirate profondamente, rallentate i vostri ritmi e cercate di pensare alle vostre qualità migliori, come la generosità, l’affetto, la dolcezza. Non importa che siate davvero dolci, affettuosi o generosi, l’essenziale è che sappiate anche voi immedesimarvi in queste emozioni, come un attore che si cala nella parte». E conclude: «In un diario, annotate come si altera il vostro senso di autocritica quando eseguite questo esercizio. Solo allora rivolgete l’attenzione al problema da risolvere » .
5. Sfruttate i malumori
Sfruttate il pessimismo, propone Julie Norem, professoressa di psicologia al Wellesley College, nel Massachusetts. «I pessimisti stanno sulla difensiva e si aspettano sempre il peggio, sprecando preziose energie mentali a figurarsi come potrebbero andar storte le cose. Ma nel far questo, hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi. È una tattica utile che raccomando a tutti. Immaginate che cosa possa andar di traverso in una situazione, studiando accuratamente tutti i dettagli. Se vi sentite nervosi all’idea di parlare in pubblico, siate più specifici: che cosa vi spaventa, armeggiare con gli appunti o inciampare sui gradini del podio? Allora cercate immaginare la tappa successiva: se lasciate cadere le carte, temete che qualcuno si metta a ridere? Grazie a questa strategia, sarete in grado di spostare l’attenzione dalle emozioni ai fatti, e rifletterete su come evitare (o affrontare) eventuali esiti negativi».
6. Trovate la vocazione
Trovate una vocazione, rilancia Jonathan Haidt, professore di psicologia all’università della Virginia. «Lavorate di meno, guadagnate di meno, accumulate di meno e dedicate invece più tempo alla famiglia, alle vacanze o altre attività gradevoli. Perseguite i vostri obiettivi ma ricordate: ciò che conta è il cammino, non il risultato. Se il lavoro che svolgete non ha nulla a che vedere con la vostra vocazione, perché non tentate di impostarlo in modo che vi appaia qualcosa di più di un semplice stipendio a fine mese? Se non ce la fate, cercatevi un impegno appagante al di fuori dell’ambito lavorativo. In campo religioso, sociale o politico. Trovate attività che sappiano coinvolgere pienamente la vostra attenzione: cantare in coro, dipingere, praticare sport. Solo così vi sentirete ‘in sintonia’ con voi stessi. Tutti abbiamo necessità di dare e ricevere amore, di impegnarci e di sentirci collegati a qualcosa di più grande di noi. Create le condizioni ideali e abbiate pazienza».
7. Coltivate l’ottimismo
Mostratevi felici, suggerisce Sonja Lyubomirsky, psicologa all’università della California. «Ho scoperto che il tasso di felicità lo possiamo influenzare attraverso il nostro modo di agire e di pensare. Ho identificato 12 attività che rendono felici, tutte cose che le persone appagate fanno spontaneamente ». Eccole: esprimete la vostra riconoscenza; coltivate l’ottimismo; evitate ogni forma di ossessività per quello che fanno gli altri; siate cortesi, più del normale; trovate tempo per gli amici; sviluppate strategie per affrontare le difficoltà; imparate a perdonare; appassionatevi a qualche attività e siate pronti a esplorare nuovi orizzonti; gustatevi le gioie della vita; puntate sempre verso obiettivi importanti; coltivate il senso religioso e la spiritualità. E infine, fare pratica.
© Guardian 2009 Traduzione di Rita Baldassarre
Un articolo apparso un po’ di tempo fa sul Corriere aveva attratto la mia attenzione.
“I sette segreti per vivere felici” sottotitolava l’autore.
Sùbito ho pensato di pubblicare in due parti i sette punti del pezzo, perché ho pensato potesse essere come una bomba al fosforo lanciata nelle acque melmose del blog.
Per vedere l’effetto che fa!
Gio
1. Siate positivi
Siate positivi, raccomanda Barbara Fredrickson, professoressa di psicologia all’università della Carolina del Nord. «Un atteggiamento positivo vi rende più belli e più sani, perché favorisce l’abbassamento della pressione, minimizza il dolore, riduce l’incidenza delle malattie da raffreddamento, oltre a garantire una migliore qualità del sonno. Aumentate il numero di emozioni positive nell’arco della giornata, anche se effimere: una tira l’altra, come si suol dire, e ben presto vi sentirete trascinare da una spirale ascendente di positività. Trovate un momento di tempo per scoprire il lato positivo in ogni situazione. Niente piagnistei (‘Le mie storie finiscono sempre male’), né conclusioni avventate (‘Non ce la farò mai a portare a termine questo progetto’) e basta rimuginare senza sosta. Una qualsiasi distrazione salutare che possa risollevarvi l’umore — una bella corsa o una nuotata — è sempre un’ottima scelta».
2. Siate ambiziosi
Siate coraggiosi, ammonisce Daniel Gilbert, professore di psicologia all’università di Harvard. «Le ricerche dimostrano che siamo portati a rimpiangere le occasioni mancate molto di più delle azioni intraprese. Questo accade perché accettiamo più facilmente una mossa temeraria anziché un atteggiamento rinunciatario, e ci consoliamo ripensando all’insegnamento tratto dall’esperienza vissuta. Indugiamo a soppesare le nostre possibilità quando invece dovremmo lanciarci in avanti. Sono infatti le minacce più temute alla nostra felicità — la perdita del lavoro o la fine di un matrimonio — a far scattare in noi le difese psicologiche (che favoriscono le sensazioni felici) molto di più rispetto ai fastidi da poco conto. La conseguenza paradossale è che talvolta è più facile consolarsi per aver superato una situazione davvero drammatica che non una banale brutta esperienza. Eppure ben di rado siamo pronti a scegliere l’azione, e preferiamo optare per il nulla di fatto».
3. Rilassatevi e pensate
Meditate, dice Daniel Goleman, psicologo e scrittore del Massachusetts. «La meditazione ci aiuta a gestire più efficacemente la nostra reazione allo stress e a riprenderci più in fretta da eventi traumatizzanti. Qui sta la chiave della felicità. In una ricerca, alcune persone con incarichi di lavoro molto stressanti hanno seguito un corso di meditazione per otto settimane e al termine dell’esperimento hanno riferito di sentirsi più felici e di ricordarsi addirittura per quale motivo si appassionavano al loro lavoro. Prima erano troppo stressate per rendersene conto. Anche i principianti possono trarre vantaggio dalla meditazione, ma ci vuol pratica. Ho trascorso una serata con Yongey Mingyur Rinpoche, il lama tibetano conosciuto come «l’uomo più felice della terra». Com’è arrivato a tanto? Con l’esercizio costante. Mi sono reso conto che si riprendeva rapidamente da contrasti e dissensi ed è su questa capacità di ripresa che la scienza calcola i parametri della felicità».
Nuova comparsa sul nostro blog; nonostante il caldo di ques’epoca abbia intorpidito le menti e le dita dei visitatori usuali, Antonella è qui a proporre benzina fresca per i nostri motori.
Scrivere è un’esigenza,una necessità, è voglia di confrontarsi, di svuotare i pensieri che occupano la massa celebrale su carta bianca o quel che si voglia. Scrivere è mettersi a nudo, così come viene, senza troppe perversioni. Scrivere è raccontare,inventare, sognare ad occhi aperti.
Scrivere può diventare anche un’utopia realizzabile. È questo l’intento di un blog nato solo qualche giorno fa: L’agora dei blogger (http://agoradeiblogger.blogspot.com/).
Una piazza telematica dove ognuno è libero di esprimere riflessioni, pensieri, paturnie mentali e chi più ne ha ne metta. È un’idea che nasce da un giovane fotografo siciliano, già autore di un blog abbastanza conosciuto (http://marcocrupifoto.blogspot.com/) che vuole sfruttare l’opportunità offerta da Blogspot di poter gestire un blog con 100 scrittori.
Al momento il blog è in cerca di scrittori, giornalisti, fotografi e tutti coloro che hanno qualcosa da dire o mostrare che sia frutto di una riflessione personale, una notizia di cronaca,una recensione su un’opera d’arte. Non ci sono paletti se non quelli imposti dalla logica del rispetto delle idee altrui.
Ad oggi, oltre a me- Antonella-, partecipano altri 13 blogger :NERO_CATRAME Nausicaa Marco Crupi Michela manuel hampjurt Ilaria Lorenzo ashasysley Sydney Vicidomini AnDrE Kekko. Chiunque fosse interessato può rivolgersi a Marco Crupi, ovvero il ragazzo che gestisce direttamente il blog oppure farsi una passeggiata virtuale su : http://agoradeiblogger.blogspot.com/
Voler descrivere l’ultimo fine settimana, trascorso tra una biciclettata in compagnia di altre 50 persone nel centro storico di Bisceglie e il concerto di Antonello Papagni, non è facile.
Specie se devi essere tu ad arrangiarti per procurare tutto il materiale di fantasia, logistica ed entusiasmo alla realizzazione degli eventi.
Però è stato emozionante, tutto. Semplicemente.
Sentire (per la prima volta) Antonello finire tutte le canzoni ed esprimersi palesemente ispirato, ti gratifica le membra e il cervello, stanchi di lottare per la quotidianità.
E’ venuto con un camper apposta da Roma, Antonello. Il suo camper tutto fare, dal caffè al riparo, dal letto alla doccia, dallo studio di registrazione a uno spazio creatore di sogni.
Prima del concerto, sistemiamo il camper in modo da dividere lo spazio del concerto da quello d’arrivo degli spettatori. Non so, forse per difendere l’arte e la sua fragilità dall’aggressione del mondo esterno.
Fino all’ultimo ricevo chiamate da spettatori lontani spaventati dalla pioggia. Ad una di loro rispondo: le onde prodotte dalla musica si andranno ad infrangere su ogni singola goccia di pioggia, formando così un arcobaleno sonoro.
Neanche lo sforzo poetico riesce nell’intento di convincerla a venire…
Sta di fatto che Antonello è li che finisce il sound-check. E le sue note cominciano a penetrare le barriere della razionalità e lambiscono le sponde delle emozioni, lasciando una schiuma di malinconia aggressiva.
La magica atmosfera creata da un unico lume artificiale e da tante candele rende l’artista come un’entità isolata dal resto, che torna tra il pubblico solo ai ritornelli cantati all’unisono.
Bello davvero, Compà!
gio

Antonello Papagni: concerto in SOLstizio
Sabato 20 Giugno al Circolo dei Pennelli di via S.Felice
Bisceglie, Giugno 2009 – In occasione della notte più corta dell’anno, i Pennellisolari & Biciliæ ti invitano al solstizio d’estate con il giovane cantautore Antonello Papagni, che offrirà al suo pubblico un’esclusiva anteprima del Girovago Tour 2009.
In concerto Sabato 20 Giugno ore 21:30 al Circolo dei Pennelli (campagna in Via S.Felice – Zona Pacciano – Bisceglie).
L’ingresso è di 3€ e vi chiediamo, inoltre, di portare da bere.
Eclettico cantautore, ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo album di Sergio Cammariere e arrangiato l’intero album della sua collega-amica Erica Mou, oltre a vantare varie collaborazioni tra le quali quella con il trombettista Fabrizio Bosso.
Una voce potente, accordi acidi e testi ricercati, provocatori e intrisi di sarcasmo richiamano alla mente gli stili di Rino Gaetano e Caparezza, cantanti di riferimento dell’artista accanto a Buckley, Battisti e Radiohead.
Originario di Bisceglie (BA o BT), Antonello vive e si esibisce a Roma. Reduce dalla tappa a Mosca (Russia), che ha portato oltre i confini nazionali la sua voce, è attualmente impegnato nelle attività di lancio del suo primo album del “Girovago Tour”, una turnè che lo vedrà girovagare, appunto, in camper per tutta l’Italia. E’ con questo curriculum e la sua straordinaria voglia di musica che questo talento si presenta nella città appula.
Per ulteriori informazioni e per ascoltare la sua musica:
www.myspace.com/antonellopapagni
www.antonellopapagni.com
Per Info e Contatti:
Giovanni Papagni
g_papagni@yahoo.it
Mob: 334/6604460
Da qualche settimana le mie cuffie trasmettono un artista emergente riecheggiante l’armonia di Battisti e l’irriverenza di Ivan Graziani.
Una sera al Frida con Gio che mi dice di tutti “Quello è Dente!”, “Quello è Dente!”, “Quello è Dente!” fino ad incontrare quello vero…. incredibile! era appartato dietro la porta con una tipa. Strano, ma dopo aver dato “del Dente” a tutti, davanti agli occhi di Giò si materializza il tormentone della serata. Ci presentiamo con sommo imbarazzo misto a stupore (di Dente ovviamente).
Dopo qualche giorno ricevo una mail di conferma per il suo Secret Concert:
CIAO! Confermiamo la tua prenotazione per il Secret Concert di DENTE a Milano [...] presso una splendida abitazione privata nella zona dei Navigli, il cui indirizzo ti/vi verrà svelato via sms 24h prima dell’evento.
Ti ricordo che all’ingresso verrà chiesto un contributo organizzativo di 10€ a persona + qualcosa da bere e da mangiare come contributo eno-gastronomico per il buffet.
Importante: in caso di disdetta vi preghiamo di comunicarcelo il piu’ presto possibile per dare l’opportunità ad altri di partecipare all’evento.
GRAZIE, A RISENTIRCI VIA SMS CON TUTTI I DETTAGLI : )
UN ABBRACCIO. Tania “SECRET CONCERTS”
A 24 ore dal concerto ricevo un SMS con tutti i dettagli.
All’ingresso con la mia pizza impastata e preparata a mano ed una bottiglia di vino ho l’impessione di andare ad una delle nostre feste, ma non sono in via Valtellina e non devo citofonare ‘Lodi’. Siamo in una una splendida villa con un grande giardino nel centro di Milano. Location mozzafiato e la mia pizza finisce un millesimo di secondo dopo averla poggiata sul tavolo, per fortuna risco a salvarne un pezzo (buona!). L’atmosfera è come piace a me, gente tranquilla e socievole, sembra di conoscerci tutti, ed i ‘fenomeni’ non mancano.
Il gruppo spalla inizia a suonare quando siamo quasi tutti seduti sul prato tra torce e candele. L’atmosfera è intima e raccolta.
Poi il turno di Dente, melodie acustiche intervallate da battute sulle padrone di casa e non solo. Nonostante le occhiaie perenni ed un aspetto timido, Giuseppe Peveri (Dente) ci diverte con le battute e ci emoziona con la musica.
Tornando a casa penso a questa serata fuori dal comune canticchiando “Quando fai la spesa cosa comperi? Di che colore hai colorato i mobili? Vorrei non sapere più nemmeno dove abiti….”
Nick

Sono riuscito a trovare alcuni video del Secret Concert su youtube:
Vedere la chiesa del XII secolo di Santa Margherita piena di giovani e appassionati di storia è uno spettacolo che ti gratifica. Un ambiente piccolo e intimo, fa fede all’indole della sua Signora vissuta nel bacino Mediterraneo orientale, che raccoglie nel cuore di Bisceglie, un paese di 56.000 abitanti, un evento che va in controtendenza con anni di immobilismo culturale. O meglio si aggiunge alla solita prospettiva culturale basata sulla sagra, sull’evento e sulla musica assordante e nullatenete della disco da bassa lega commerciale.
Ogni settimana, una sessantina di persone decide di trascorrere un paio d’ore della propria vita in una chiesa del 1197, bellissima…come la sua Signora, e ascoltano, discutono, intervengono, si incazzano, su temi riguardanti la storia del territorio…si parla della nostra vita, con l’aggiunta che è anche la vita dei nostri padri e di quelli prima di loro… Vedere gli occhi di questi giovani, anche coetanei, che ascoltano docenti dell’Università, giovani ricercatori e cultori della materia. Sentirli ragionare sulle proprie radici è un esercizio che ti permette di avere le idee chiare, di progettare un piano di azione e di rispetto verso il tuo luogo, che si riempie di identià dal passato e di significati del presente…un esercizio che serve a scacciare i non-luogi presenti.
Ascoltare i racconti, perché la Storia non è spiegazione, ma racconto! Riconoscere i segni e la stratigrafia di significati che hanno sempre avuto. ricomporre, noi, un’immagine nuove dei nostri territori…perché no, un’immagine propositiva che crea una coscienza….queto è “Dall’Anno Mille”!
Eppure organizzare “Dall’Anno Mille” non stato facile…
Ho voluto prendere la palla al balzo e da una richiesta che mi è arrivata dai ragazzi della Pro Loco di Bisceglie, ho buttato giù alcuni incontri…di storia, anche perchè è il mio ambito lavorativo..e non voglio inventarmi saltimbanco del nulla pneumatico, lo lascio ai tronisti e alle veline. Mi attivo acercare un posto degno per questi incontri…e lo trovo. Ma arrivano le prime resistenze… Normale….In un luogo dove il dibattito culturale latita ed è lasciato agli intellettuali dell’Ikea e non a quelli dell’Idea, le resistenze sono d’obbligo. Eppure queste aumentano e si fanno sempre più inspiegabili, tanto da dover abbandonare tutto. Parlando con amici ritorno sui miei passi e decido di lanciare una sfida. Nelle orecchie il monito di quelle persone che mi dicevano: a Bisceglie sono tutti ignoranti, non verrà nessuno ai tuoi incontri…falli dove e quando lo diciamo noi così ti assicuriamo il nostro seguito…noi siamo gli intellettuali…noi che ci chiudiamo nei circoli, che ci chiudiamo nei musei, che ci chiudiamo….ecco anche le più belle intelligenze cittadine si chiudiono per sopravvivere, una sorta di camera iperbarica che permette la sopravvivenza dell’esercizio culturale alto…
Ho scelto di preoseguire per la mia strada con tutte le difficoltà del caso e sono contento di questo. Adesso ho un programma, gente che si è avvicinata ai miei incontri: studenti e insegnanti, restauratori e ricercatori…e spero che il mio messaggio raggiunga anche la gente comune!
E’ solo l’inizio di un lungo viaggio verso una terra che ci assomiglia tanto!
vostro Giuseppe (Lupo)
Il tutto è iniziato da una proposta colta con entusiasmo. Poi la ricerca di un locale, sala concerti, balera, pub, bar, circolo cacciatori, pescatori, ARCI, penzionati…. un qualsiasi posto che potesse contenere un centinaio di persone, che fosse gratuito, che fosse a Milano e che ci desse lo spazio per un giorno del mese successivo. Mica facile! Per fortuna c’è Mimmo con il suo Jet Cafè, la sua aria pacata, la sua più completa disponibiltà, ma soprattutto con una sala anni ’70 con carta da parati discutibile, palco ed amplificaziome…in poche parole tutto l’occorrente per organizzare un concerto come si deve.
In piazza duomo Erica ha appena finito la sua esibizione (che tempismo!) stretta di mano a Red Ronnie e via con la 61 carichi di zaino, trolley ed un’asta da microfono appena comprata… La cena pre-concerto ovviamente è offerta all’intero staff artistico dal cuoco dei pennellisolari (me). Cantante saziam si può iniziare.
L’atmosfera è densa, il Jet Cafè è stracolmo in ogni ordine di posto con la gente seduta a bordo palco, sembrava un locale d’altri tempi. Inizia ilconcerto ed Erica si merita applausi intensi fin dalla prima canzone. La sua dolcezza si mescola con le parole forti dei sui testi, dei suoi racconti… dal vivo rende ancor di più! Io e Vins facciamo ‘la faccia di Daniele’ quando tra una canzone e l’altra la cantante dichiara fuori dai pennellisolari quacuno che ha fatto 900Km per l’evento.
Alla fine i più emozionati forse eravamo noi, che vedevamo concretizzarsi il lavoro fatto in un mese. Per raccontare la serata come meglio non potrei, eccovi la mia galleria fotografica:
Nick
Copyright © 2012 pennellisolari All rights reserved. Theme by Laptop Geek.