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Vincent, quell’altro

Posted by Vins on mar 17, 2010 in Arte, Letteratura

Questa è una delle tante, famose, lettere che Van Gogh scrisse a suo fratello Theo. Da sempre quando leggo le parole di questo artista assurdo e geniale tendo a sentire una sorta di corrispondenza che certamente viene amplificata dall’omonimia. In un’altra lettera mai spedita Vincent, quell’altro scrisse: “per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione … ”. Certo io sono molto lontano dal fare entrambe le cose, benchè dalle cazzate che dico a volte un pò anch’io sento che la ragione non sempre mi accompagni a dovere. Ad ogni modo, ritrovarsi in certe riflessioni è un piacere per l’anima e una botta di fiducia per l’orgoglio credere, per la durata di poche righe di avere gli stessi occhi di uno che gli ha saputi usare così.
Al di là di quelli che saranno i vostri pensieri (condivisi o meno, spero la prima) mi auguro che queste righe possano essere motivo, per qualcuno o per molti, di riflessione sul concetto dell’ozio, della solitudine e sul valore di un certo tipo di condivisione, sulla qualità del tutto, sul peso di ogni cosa.

A presto

Vins
__________________________________________________________________________

“C’è fannullone e fannullone. C’è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c’è l’altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell’impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d’istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d’essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C’è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c’è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c’è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: “gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata”, e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. “Ecco un fannullone” dice un altro uccello che passa di là, “quello è come uno che vive di rendita”. Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. “Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!”. Quel tipo di fannullone è come quell’uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell’impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile… Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede “Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l’eternità?”. Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita”.

Vincent (quell’altro, Van Gogh)

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13

Brunori Sas live @ JetCafè

Posted by Nick on gen 28, 2010 in Arte, Diario, Fotografia, Musica, Storie

Denominazione sociale: Brunori Sas di Dario Brunori & co.

Oggetto sociale: ginocciha sbucciate, palloni bucati e ragazzi di provincia, il mare d’inverno e le cotte d’agosto, pugili e fiorellini stracciati.

La musica di Brunori Sas è semplice e diretta,  con un’orecchiabilità da voler prendere la chitarra e srimpellare giri da spiaggia. Dario si racconta tra rabbia e malinconia attraverso sonorità retrò che viaggiano tra ricordi d’infanzia e problemi della vita di tutti i giorni.

Dopo aver vinto il premio Ciampi 2009 come miglior esordio dell’anno “l’azienda di suoni e parole a conduzione familiare” ha fatto tappa anche al JetCafè, serata indimenticabile!

Nick

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4

Pennellisolari 2009

Posted by Nick on gen 18, 2010 in Arte, Diario, Eventi, Fotografia, Storie, Viaggi
Oramai è diventata una tradizione, un mio piccolo lavoro a base di foto,  un calendario da rivedere carico di ricordi ed emozioni che raccontano sprazzi di Pennellisolari durante tutto il 2009. Non voglio aggiungere altro se non: buona visione.
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L’anno nuovo – Antonello Papagni

Posted by Gio on dic 28, 2009 in Arte, Musica

Per chi di voi non lo conoscesse ancora, i pennelli vi regalano un video in esclusiva di Antonello Papagni.

Dedicato a coloro che oggi sono tornati in ufficio.

Toc toc, c’è nessuno?!

Gio

  

Antonello Papagni – l’anno nuovo from Gianluca Catania on Vimeo.

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SalviamoCI

Posted by Gio on dic 21, 2009 in Arte, Politica, Storia, Territorio

Insieme ad amici ci siamo messi in testa di salvare i pochi superstiti di Storia della città che amiamo e nella quale viviamo, Bisceglie.
Lustri di edilizia selvaggia l’hanno ridotta ad un ammasso di palazzoni che sgomentano al solo vederli.
La petizione che abbiamo costruito e che oggi ti chiedo di firmare è l’ultima àncora di salvezza per due ville storiche della nostra città, Villa Di Pierro e Villa Bruni. Molti non sanno neanche che esistono, ed è questo l’errore più grave che possiamo commettere: ignorando l’esistenza, non si soffre per la loro scomparsa.

Per firmare la petizione, anche se non vivi o non hai mai sentito parlare di Bisceglie, vai su:

http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457

e compila il modulo in basso a destra.

Troverai due piccole foto delle ville da salvare e il testo completo della petizione.
Facciamoci finalmente un regalo di Natale che sia intriso di quel valore che ormai non conosciamo più e che si chiama COLLETTIVITA’.
Non importa la tua fede o le tue idee politiche: qui è in gioco la STORIA!

Grazie e auguri di Buon Natale.
Gio

P.S.: La petizione è promossa dalle associazioni: Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente

presentazione-standard1

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14

Crisalide

Posted by Gio on dic 14, 2009 in Arte, Musica

Cammino in una Bologna fredda e deserta. Conto i passi silenziosi per la pioggia caduta e penso a quanto male abbiano fatto leggi proibizioniste e azioni repressive. Non so se per la temperatura così vicino allo zero o se per la mia emotività incontinente, ma sfumo i pensieri e velocizzo il mio incedere. Taglio tutti gli spazi temporali inutili e dieci minuti prima dell’ora stabilità sono all’Arterìa. Questo vaso portante di sangue e cultura affetto da accenti tonici distorti, nel pieno cuore della città, è uno dei pochi locali che ancora offre la possibilità di ascoltare dal vivo parole e suoni diversi. Così all’interno di un salotto ricreato a misura di amicizia mi ritrovo sdraiato sul pavimento circondato da altre trenta anime. Il vino rosso mi riscalda così come la lettura di poesie che precede il concerto. Ad aprirlo un gruppetto di rockettari indipendenti che allietano i presenti per una mezz’ora.

Alla fine sono quasi le undici quando l’atteso ospite della rassegna sale sul palco.

A volte non ci sono parole per spiegare qualcosa che si è visto o ascoltato. Nemmeno le lacrime possono ambire a tanto. E così per più di un ora si assiste rapiti al racconto di un amore vissuto in questi tempi avidi, in questa società liquida. Un amore passato, ricordato, sofferto, sognato. Un amore passionale che ci prende e ci stringe il cuore fino a farci rimanere senza fiato. L’amore di Cristiano. L’amore di Lucia. Restare fermi ed entrare nelle loro vite. Sentirsi toccare dalle parole. Risvegliarsi come fossimo noi stessi ad averla interpretata quella storia. E piangere commossi per il senso stesso di quella voce. L’amore, la vita. Tutto questo è Marco Notari. Un concerto come non ne vedevo da tempo. Un concerto che disdegnando la superficialità delle assonanze ha scavato nel profondo della mia essenza e mi ha dischiuso come una crisalide e dolcemente mi ha parlato di me.

Vi lascio con la testimonianza più utile.

Grazie di cuore Marco.

palombellarossa

PS (è solo da ascoltare..non ho trovato di meglio..magari potreste chiudere gli occhi..)

 

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Eventi al JetCafè

Posted by Nick on nov 9, 2009 in Arte, Cultura, Diario, Eventi, Musica

Cartellone Jet Cafè

Vi assicuro, non è stato facile. Email, telefonate, chat, contatti, appuntamenti, litigi, locandine… ma ce la stiamo facendo. Abbiamo una lista di altri 5 concerti ‘by pennellisolari’ fino a Gennaio, tutto gratuito. Ovviamente non ci fermeremo qui, altri artisti non vedono l’ora di essere presentati sul palco del JetCafè.

Le esbizioni saranno piuttosto variegate e di buon livello. Si va dal chitarrista di Carboni (Araliya) al vincitore del premio Tenco ‘09 (Brunori Sas) passando per un cantautore Norvegese in tour europeo (Terje Nordgarden) e due giovani gruppi emergenti milanesi (Davide Zilli e Letitia and her flames).

Se siete a Milano non potete mancare.

Nick

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15

Erica Mou in Concerto

Posted by Nick on ott 22, 2009 in Arte, Cultura, Diario, Fotografia, Musica

Al Jet Cafè i fan sono in fibrillazione soprattutto per l’attesa introduzione al concerto made by Vins&Nick. Obiettivo: trovare un coinquilino per Vins ed una ragazza per entrambi… Per fortuna Erica imbraccia subito la chitarra ed i silenzi assorti si alternano ad applausi scroscianti. I Pennellisolari (milanesi) hanno iniziato la nuova stagione ricca di eventi. Sarete presto aggiornati.

Vi racconto la serata come fose mi risce meglio:

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2

Siate felici (seconda parte)

Posted by Gio on ott 21, 2009 in Arte

4. Fatevi del bene
Fatevi del bene, consiglia Paul Gilbert, professore di psicologia clinica all’univer­sità di Derby, in Gran Bretagna. «Dal mo­do in cui ci poniamo di fronte a noi stessi — adottando un atteggiamento benevolo o severo — dipende in larga misura il no­stro benessere, il senso di appagamento e la capacità di far fronte alle difficoltà. Se vi rimproverate qualcosa, fermatevi un attimo, respirate profondamente, ral­lentate i vostri ritmi e cercate di pensare alle vostre qualità migliori, come la gene­rosità, l’affetto, la dolcezza. Non importa che siate davvero dolci, affettuosi o gene­rosi, l’essenziale è che sappiate anche voi immedesimarvi in queste emozioni, co­me un attore che si cala nella parte». E conclude: «In un diario, annotate come si altera il vostro senso di autocritica quan­do eseguite questo esercizio. Solo allora rivolgete l’attenzione al problema da ri­solvere » .

 

5. Sfruttate i malumori
Sfruttate il pessimismo, propone Julie No­rem, professoressa di psicologia al Welle­sley College, nel Massachusetts. «I pessimi­sti stanno sulla difensiva e si aspettano sempre il peggio, sprecando preziose ener­gie mentali a figurarsi come potrebbero an­dar storte le cose. Ma nel far questo, hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi. È una tattica utile che raccoman­do a tutti. Immaginate che cosa possa an­dar di traverso in una situazione, studian­do accuratamente tutti i dettagli. Se vi sen­tite nervosi all’idea di parlare in pubblico, siate più specifici: che cosa vi spaventa, ar­meggiare con gli appunti o inciampare sui gradini del podio? Allora cercate immagina­re la tappa successiva: se lasciate cadere le carte, temete che qualcuno si metta a ride­re? Grazie a questa strategia, sarete in gra­do di spostare l’attenzione dalle emozioni ai fatti, e rifletterete su come evitare (o af­frontare) eventuali esiti negativi».

 

6. Trovate la vocazione
Trovate una vocazione, rilancia Jonathan Hai­dt, professore di psicologia all’università del­la Virginia. «Lavorate di meno, guadagnate di meno, accumulate di meno e dedicate invece più tempo alla famiglia, alle vacanze o altre attività gradevoli. Perseguite i vostri obiettivi ma ricordate: ciò che conta è il cammino, non il risultato. Se il lavoro che svolgete non ha nulla a che vedere con la vostra vocazione, perché non tentate di impostarlo in modo che vi appaia qualcosa di più di un semplice stipendio a fine mese? Se non ce la fate, cerca­tevi un impegno appagante al di fuori dell’am­bito lavorativo. In campo religioso, sociale o politico. Trovate attività che sappiano coin­volgere pienamente la vostra attenzione: can­tare in coro, dipingere, praticare sport. Solo così vi sentirete ‘in sintonia’ con voi stessi. Tutti abbiamo necessità di dare e ricevere amore, di impegnarci e di sentirci collegati a qualcosa di più grande di noi. Create le condi­zioni ideali e abbiate pazienza».

 

7. Coltivate l’ottimismo
Mostratevi felici, suggerisce Sonja Lyubo­mirsky, psicologa all’università della Cali­fornia. «Ho scoperto che il tasso di felicità lo possiamo influenzare attraverso il no­stro modo di agire e di pensare. Ho identi­ficato 12 attività che rendono felici, tutte cose che le persone appagate fanno sponta­neamente ». Eccole: esprimete la vostra ri­conoscenza; coltivate l’ottimismo; evitate ogni forma di ossessività per quello che fanno gli altri; siate cortesi, più del norma­le; trovate tempo per gli amici; sviluppate strategie per affrontare le difficoltà; impa­rate a perdonare; appassionatevi a qualche attività e siate pronti a esplorare nuovi orizzonti; gustatevi le gioie della vita; pun­tate sempre verso obiettivi importanti; col­tivate il senso religioso e la spiritualità. E in­fine, fare pratica.

 

© Guardian 2009 Traduzione di Rita Baldassarre

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3

Siate felici (parte prima)

Posted by Gio on ott 20, 2009 in Arte

Un articolo apparso un po’ di tempo fa sul Corriere aveva attratto la mia attenzione.

“I sette segreti per vivere felici” sottotitolava l’autore.

Sùbito ho pensato di pubblicare in due parti i sette punti del pezzo, perché ho pensato potesse essere come una bomba al fosforo lanciata nelle acque melmose del blog.

Per vedere l’effetto che fa!

Gio

 

1. Siate positivi
Siate positivi, raccomanda Barbara Fredri­ckson, professoressa di psicologia all’uni­versità della Carolina del Nord. «Un atteg­giamento positivo vi rende più belli e più sani, perché favorisce l’abbassamento del­la pressione, minimizza il dolore, riduce l’incidenza delle malattie da raffreddamen­to, oltre a garantire una migliore qualità del sonno. Aumentate il numero di emozio­ni positive nell’arco della giornata, anche se effimere: una tira l’altra, come si suol di­re, e ben presto vi sentirete trascinare da una spirale ascendente di positività. Trova­te un momento di tempo per scoprire il la­to positivo in ogni situazione. Niente pia­gnistei (‘Le mie storie finiscono sempre male’), né conclusioni avventate (‘Non ce la farò mai a portare a termine questo pro­getto’) e basta rimuginare senza sosta. Una qualsiasi distrazione salutare che possa ri­sollevarvi l’umore — una bella corsa o una nuotata — è sempre un’ottima scelta».

 

2. Siate ambiziosi
Siate coraggiosi, ammonisce Daniel Gilbert, professore di psicologia all’università di Har­vard. «Le ricerche dimostrano che siamo por­tati a rimpiangere le occasioni mancate mol­to di più delle azioni intraprese. Questo acca­de perché accettiamo più facilmente una mos­sa temeraria anziché un atteggiamento rinun­ciatario, e ci consoliamo ripensando all’inse­gnamento tratto dall’esperienza vissuta. Indu­giamo a soppesare le nostre possibilità quan­do invece dovremmo lanciarci in avanti. So­no infatti le minacce più temute alla nostra felicità — la perdita del lavoro o la fine di un matrimonio — a far scattare in noi le difese psicologiche (che favoriscono le sensazioni felici) molto di più rispetto ai fastidi da poco conto. La conseguenza paradossale è che tal­volta è più facile consolarsi per aver superato una situazione davvero drammatica che non una banale brutta esperienza. Eppure ben di rado siamo pronti a scegliere l’azione, e prefe­riamo optare per il nulla di fatto».

 

3. Rilassatevi e pensate
Meditate, dice Daniel Goleman, psicologo e scrittore del Massachusetts. «La meditazione ci aiuta a gestire più efficacemente la nostra reazione allo stress e a riprenderci più in fret­ta da eventi traumatizzanti. Qui sta la chiave della felicità. In una ricerca, alcune persone con incarichi di lavoro molto stressanti han­no seguito un corso di meditazione per otto settimane e al termine dell’esperimento han­no riferito di sentirsi più felici e di ricordarsi addirittura per quale motivo si appassionava­no al loro lavoro. Prima erano troppo stressa­te per rendersene conto. Anche i principianti possono trarre vantaggio dalla meditazione, ma ci vuol pratica. Ho trascorso una serata con Yongey Mingyur Rinpoche, il lama tibeta­no conosciuto come «l’uomo più felice della terra». Com’è arrivato a tanto? Con l’esercizio costante. Mi sono reso conto che si riprende­va rapidamente da contrasti e dissensi ed è su questa capacità di ripresa che la scienza cal­cola i parametri della felicità».

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6

La passione per la scrittura

Posted by Gio on lug 17, 2009 in Arte, Senza categoria

Nuova comparsa sul nostro blog; nonostante il caldo di ques’epoca abbia intorpidito le menti e le dita dei visitatori usuali, Antonella è qui a proporre benzina fresca per i nostri motori.

Scrivere è un’esigenza,una necessità, è voglia di confrontarsi, di svuotare i pensieri che occupano la massa celebrale su carta bianca o quel che si voglia. Scrivere è mettersi a nudo, così come viene, senza troppe perversioni. Scrivere è raccontare,inventare, sognare ad occhi aperti.

Scrivere può diventare anche un’utopia realizzabile. È questo l’intento di un blog nato solo qualche giorno fa: L’agora dei blogger (http://agoradeiblogger.blogspot.com/).

Una piazza telematica dove ognuno è libero di esprimere riflessioni, pensieri, paturnie mentali e chi più ne ha ne metta. È un’idea che nasce da un giovane fotografo siciliano, già autore di un blog abbastanza conosciuto (http://marcocrupifoto.blogspot.com/) che vuole sfruttare l’opportunità offerta da Blogspot di poter gestire un blog con 100 scrittori.

 

Al momento il blog è in cerca di scrittori, giornalisti, fotografi e tutti coloro che hanno qualcosa da dire o mostrare che sia frutto di una riflessione personale, una notizia di cronaca,una recensione su un’opera d’arte. Non ci sono paletti se non quelli imposti dalla logica del rispetto delle idee altrui.

 

Ad oggi, oltre a me- Antonella-, partecipano altri 13 blogger :NERO_CATRAME Nausicaa Marco Crupi Michela manuel hampjurt Ilaria Lorenzo ashasysley Sydney Vicidomini AnDrE Kekko. Chiunque fosse interessato può rivolgersi a Marco Crupi, ovvero il ragazzo che gestisce direttamente il blog oppure farsi una passeggiata virtuale su : http://agoradeiblogger.blogspot.com/

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14

spazio, scena, arte

Posted by Gio on giu 29, 2009 in Arte, Cultura, Eventi, Territorio

Voler descrivere l’ultimo fine settimana, trascorso tra una biciclettata in compagnia di altre 50 persone nel centro storico di Bisceglie e il concerto di Antonello Papagni, non è facile.
Specie se devi essere tu ad arrangiarti per procurare tutto il materiale di fantasia, logistica ed entusiasmo alla realizzazione degli eventi.
Però è stato emozionante, tutto. Semplicemente.

Sentire (per la prima volta) Antonello finire tutte le canzoni ed esprimersi palesemente ispirato, ti gratifica le membra e il cervello, stanchi di lottare per la quotidianità.
E’ venuto con un camper apposta da Roma, Antonello. Il suo camper tutto fare, dal caffè al riparo, dal letto alla doccia, dallo studio di registrazione a uno spazio creatore di sogni.
Prima del concerto, sistemiamo il camper in modo da dividere lo spazio del concerto da quello d’arrivo degli spettatori. Non so, forse per difendere l’arte e la sua fragilità dall’aggressione del mondo esterno.
Fino all’ultimo ricevo chiamate da spettatori lontani spaventati dalla pioggia. Ad una di loro rispondo: le onde prodotte dalla musica si andranno ad infrangere su ogni singola goccia di pioggia, formando così un arcobaleno sonoro.
Neanche lo sforzo poetico riesce nell’intento di convincerla a venire…
Sta di fatto che Antonello è li che finisce il sound-check. E le sue note cominciano a penetrare le barriere della razionalità e lambiscono le sponde delle emozioni, lasciando una schiuma di malinconia aggressiva.

La magica atmosfera creata da un unico lume artificiale e da tante candele rende l’artista come un’entità isolata dal resto, che torna tra il pubblico solo ai ritornelli cantati all’unisono.
Bello davvero, Compà!
gio

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Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Posted by Gio on giu 19, 2009 in Arte, Eventi, Musica, Territorio

Antonello Papagni: concerto in SOLstizio

Sabato 20 Giugno al Circolo dei Pennelli di via S.Felice

 

Bisceglie, Giugno 2009 – In occasione della notte più corta dell’anno, i Pennellisolari & Biciliæ ti invitano al solstizio d’estate con il giovane cantautore Antonello Papagni, che offrirà al suo pubblico un’esclusiva anteprima del Girovago Tour 2009.

In concerto Sabato 20 Giugno ore 21:30 al Circolo dei Pennelli (campagna in Via S.Felice – Zona Pacciano – Bisceglie).

L’ingresso è di 3€ e vi chiediamo, inoltre, di portare da bere.

Eclettico cantautore, ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo album di Sergio Cammariere e arrangiato l’intero album della sua collega-amica Erica Mou, oltre a vantare varie collaborazioni tra le quali quella con il trombettista Fabrizio Bosso.

Una voce potente, accordi acidi e testi ricercati, provocatori e intrisi di sarcasmo richiamano alla mente gli stili di Rino Gaetano e Caparezza, cantanti di riferimento dell’artista accanto a Buckley, Battisti e Radiohead.

 

Originario di Bisceglie (BA o BT), Antonello vive e si esibisce a Roma. Reduce dalla tappa a Mosca (Russia), che ha portato oltre i confini nazionali la sua voce, è attualmente impegnato nelle attività di lancio del suo primo album del “Girovago Tour”, una turnè che lo vedrà girovagare, appunto, in camper per tutta l’Italia. E’ con questo curriculum e la sua straordinaria voglia di musica che questo talento si presenta nella città appula.

 

Per ulteriori informazioni e per ascoltare la sua musica:

www.myspace.com/antonellopapagni   

www.antonellopapagni.com

 

Per Info e Contatti:

Giovanni Papagni

g_papagni@yahoo.it

Mob: 334/6604460

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14

Dente

Posted by Nick on giu 15, 2009 in Arte, Diario, Eventi, Musica

Da qualche settimana le mie cuffie trasmettono un artista emergente riecheggiante l’armonia di Battisti e l’irriverenza di Ivan Graziani.

Una sera al Frida con Gio che mi dice di tutti “Quello è Dente!”, “Quello è Dente!”, “Quello è Dente!” fino ad incontrare quello vero…. incredibile! era appartato dietro la porta con una tipa. Strano, ma dopo aver dato “del Dente” a tutti, davanti agli occhi di Giò si materializza il tormentone della serata. Ci presentiamo con sommo imbarazzo  misto a stupore (di Dente ovviamente).

Dopo qualche giorno ricevo una mail di conferma per il suo Secret Concert:

CIAO! Confermiamo la tua prenotazione per il Secret Concert di DENTE a Milano [...] presso una splendida abitazione privata nella zona dei Navigli, il cui indirizzo ti/vi verrà svelato via sms 24h prima dell’evento.
Ti ricordo che all’ingresso verrà chiesto un contributo organizzativo di 10€ a persona + qualcosa da bere e da mangiare come contributo eno-gastronomico per il buffet.
Importante: in caso di disdetta vi preghiamo di comunicarcelo il piu’ presto possibile per dare l’opportunità ad altri di partecipare all’evento.
GRAZIE, A RISENTIRCI VIA SMS CON TUTTI I DETTAGLI : )
UN ABBRACCIO. Tania “SECRET CONCERTS”

A 24 ore dal concerto ricevo un SMS con tutti i dettagli.

All’ingresso con la mia pizza impastata e preparata a mano ed una bottiglia di vino ho l’impessione di andare ad una delle nostre feste, ma non sono in via Valtellina e non devo citofonare ‘Lodi’.  Siamo in una una splendida villa con un grande giardino nel centro di Milano. Location mozzafiato e la mia pizza finisce un millesimo di secondo dopo averla poggiata sul tavolo, per fortuna risco a salvarne un pezzo (buona!). L’atmosfera è come piace a me, gente tranquilla e socievole, sembra di conoscerci tutti, ed i ‘fenomeni’ non mancano.

Il gruppo spalla inizia a suonare quando siamo quasi tutti seduti sul prato tra torce e candele. L’atmosfera è intima e raccolta.
Poi il turno di Dente, melodie acustiche intervallate da battute sulle padrone di casa e non solo. Nonostante le occhiaie perenni ed un aspetto timido, Giuseppe Peveri (Dente) ci diverte con le battute e ci emoziona con la musica.
Tornando a casa penso a questa serata fuori dal comune canticchiando “Quando fai la spesa cosa comperi? Di che colore hai colorato i mobili? Vorrei non sapere più nemmeno dove abiti….”

Nick

dente

Sono riuscito a trovare alcuni video del Secret Concert su youtube:

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tutti da Margherita

Posted by marinaiodeltempo on mag 5, 2009 in Arte, Cultura, Diario, Eventi, Storia, Storie, Territorio

Vedere la chiesa del XII secolo di Santa Margherita piena di giovani e appassionati di storia è uno spettacolo che ti gratifica. Un ambiente piccolo e intimo, fa fede all’indole della sua Signora vissuta nel bacino Mediterraneo orientale, che raccoglie nel cuore di Bisceglie, un paese di 56.000 abitanti, un evento che va in controtendenza con anni di immobilismo culturale. O meglio si aggiunge alla solita prospettiva culturale basata sulla sagra, sull’evento e sulla musica assordante e nullatenete della disco da bassa lega commerciale.

Ogni settimana, una sessantina di persone decide di trascorrere un paio d’ore della propria vita in una chiesa del 1197, bellissima…come la sua Signora, e ascoltano, discutono, intervengono, si incazzano, su temi riguardanti la storia del territorio…si parla della nostra vita, con l’aggiunta che è anche la vita dei nostri padri e di quelli prima di loro… Vedere gli occhi di questi giovani, anche coetanei, che ascoltano docenti dell’Università, giovani ricercatori e cultori della materia. Sentirli ragionare sulle proprie radici è un esercizio che ti permette di avere le idee chiare, di progettare un piano di azione e di rispetto verso il tuo luogo, che si riempie di identià dal passato e di significati del presente…un esercizio che serve a scacciare i non-luogi presenti.

Ascoltare i racconti, perché la Storia non è spiegazione, ma racconto! Riconoscere i segni e la stratigrafia di significati che hanno sempre avuto. ricomporre, noi, un’immagine nuove dei nostri territori…perché no, un’immagine propositiva che crea una coscienza….queto è “Dall’Anno Mille”!

Eppure organizzare “Dall’Anno Mille” non stato facile…

Ho voluto prendere la palla al balzo e da una richiesta che mi è arrivata dai ragazzi della Pro Loco di Bisceglie, ho buttato giù alcuni incontri…di storia, anche perchè è il mio ambito lavorativo..e non voglio inventarmi saltimbanco del nulla pneumatico, lo lascio ai tronisti e alle veline. Mi attivo acercare un posto degno per questi incontri…e lo trovo. Ma arrivano le prime resistenze… Normale….In un luogo dove il dibattito culturale latita ed è lasciato agli intellettuali dell’Ikea e non a quelli dell’Idea, le resistenze sono d’obbligo. Eppure queste aumentano e si fanno sempre più inspiegabili, tanto da dover abbandonare tutto. Parlando con amici ritorno sui miei passi e decido di lanciare una sfida. Nelle orecchie il monito di quelle persone che mi dicevano: a Bisceglie sono tutti ignoranti, non verrà nessuno ai tuoi incontri…falli dove e quando lo diciamo noi così ti assicuriamo il nostro seguito…noi siamo gli intellettuali…noi che ci chiudiamo nei circoli, che ci chiudiamo nei musei, che ci chiudiamo….ecco anche le più belle intelligenze cittadine si chiudiono per sopravvivere, una sorta di camera iperbarica che permette la sopravvivenza dell’esercizio culturale alto…

Ho scelto di preoseguire per la mia strada con tutte le difficoltà del caso e sono contento di questo. Adesso ho un programma, gente che si è avvicinata ai miei incontri: studenti e insegnanti, restauratori e ricercatori…e spero che il mio messaggio raggiunga anche la gente comune!

E’ solo l’inizio di un lungo viaggio verso una terra che ci assomiglia tanto!

vostro Giuseppe (Lupo)

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Erica in Concerto

Posted by Nick on feb 26, 2009 in Arte, Diario, Eventi, Fotografia


Il tutto è iniziato da una proposta colta con entusiasmo. Poi la ricerca di un locale, sala concerti, balera, pub, bar, circolo cacciatori, pescatori, ARCI, penzionati…. un qualsiasi posto che potesse contenere un centinaio di persone, che fosse gratuito, che fosse a Milano e che ci desse lo spazio per un giorno del mese successivo. Mica facile! Per fortuna c’è Mimmo con il suo Jet Cafè, la sua aria pacata, la sua più completa disponibiltà, ma soprattutto con una sala anni ’70 con carta da parati discutibile, palco ed amplificaziome…in poche parole tutto l’occorrente per organizzare un concerto come si deve.

In piazza duomo Erica ha appena finito la sua esibizione (che tempismo!) stretta di mano a Red Ronnie e via con la 61 carichi di zaino, trolley ed un’asta da microfono appena comprata… La cena pre-concerto ovviamente è offerta all’intero staff artistico dal cuoco dei pennellisolari (me). Cantante saziam si può iniziare.

L’atmosfera è densa, il Jet Cafè è stracolmo in ogni ordine di posto con la gente seduta a bordo palco, sembrava un locale d’altri tempi. Inizia ilconcerto ed Erica si merita applausi intensi fin dalla prima canzone. La sua dolcezza si mescola con le parole forti dei sui testi, dei suoi racconti… dal vivo rende ancor di più! Io e Vins facciamo ‘la faccia di Daniele’ quando tra una canzone e l’altra la cantante dichiara fuori dai pennellisolari quacuno che ha fatto 900Km per l’evento.

Alla fine i più emozionati forse eravamo noi, che vedevamo concretizzarsi il lavoro fatto in un mese.  Per raccontare la serata come meglio non potrei, eccovi la mia galleria fotografica:

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Ricordando Faber

Posted by Nick on gen 10, 2009 in Arte, Musica, Poesia

L’11 Gennaio 1999, 10 anni fa moriva proprio qui vicino casa mia uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De Andre. Come molti altri della mia generazione io l’ho conosciuto dopo la morte. Proprio dopo la morte che molti dei suoi suoi testi sono stati rivalutati e rispolverati da quel velo di polemiche dovuto alle denuncie sincere ed roniche nei confronti di potere e borghesia. Ascoltando e riascoltando le sue canzoni il mio interesse per la sua arte è cresciuto sempre di più, ho studiato i alcuni testi, ho letto libri ed interviste, fatto ricerche, visto tributi e suonato la sua musica.

Faber, soprannome dato dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio,ha raccontato storie umane di emarginati, prostitute, drogati, suicidi, ha raccontato di Cristo in croce con gli occhi di del ladrone Tito, la morte di Tenco e Pasolini (unica canzone composta su commissione), ha raccontato di re, cavalieri e principi, della sua Genova e della Sardegna.

Sono convinto che i suoi versi vivranno sempre, le sue poesie, le sue storie, quelle che riusciva ad intrecciare magistralmente tra voce e musica. Usava con efficacia la parola (italiano e dialetto) per difendere le sue utopie e le sue idee di libertà contro la banalità.

“Amore che vieni, amore che vai” è la canzone scelta da Dori Ghezzi per ricordare suo marito a 10 anni dalla scomparsa. Decine di emittenti radiofoniche e televisive trasmetteranno la canzone contemporaneamente.

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Cultura gratuita a Milano

Posted by Nick on nov 25, 2008 in Arte, Cinema, Cultura

Per chi vive sotto l’ombra della madonnina e dintorni, riporto alcune delle offerte culturali GRATUITE proposte dall’associazione culturale di cui faccio parte, il Teatro delle Biglie e dall’associazione per cui collaborerò, Algo Mas.

Nick

TEATRO DELLE BIGLIE
Corso di IMPROVVISAZIONE TEATRALE: ogni lunedi’ alle 18.15 in aula CT11 (Politecnico – Campus Bovisa via Durando) a cura di Teatribu’ (www.teatribu.it)

CINEFORUM “Potere Assoluto” a partire da giovedi’ 27 novembre, inizio ore 20.45, presso l’Auditorium della Casa dello Studente ia Pascoli 53 (MM2 Piola) ingresso libero e gratuito per tutti!

-giovedi’ 27 novembre: Va’ e uccidi
(The Manchurian Candidate, John Frankenheimer, 1962)

-giovedi’ 04 dicembre: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(Elio Petri, 1971)

-giovedi’ 11 dicembre: Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica
(Damiano Damiani, 1971)

-giovedi’ 18 dicembre: Tutti gli uomini del presidente
(All the President’s Men, Alan J. Pakula, 1974)

-giovedi’ 15 gennaio: I tre giorni del condor
(Three Days of the Condor, Sidney Pollack, 1976)

-giovedi’ 22 gennaio: Garage Olimpo
(Marco Bechis, 1999)

I film saranno presentati dal critico cinematografico Alessandro Stellino.

ALGO MAS
CINEFORUM
“Gli invisibili – I film più belli degli ultimi anni non li avete visti”, cinque appuntamenti dedicati ad altrettanti film che meritano di essere scoperti, sollevati dall’oblio cui li ha costretti una distribuzionepoco attenta, o semplicemente rivisti, in virtù della loro qualità. Laddove, per “qualità” non si intende fare riferimento a categorie datate e ormai senza senso come “film d’autore” o “film difficile”, ma piuttosto a film che, oltre a un’indiscutibile valore artistico, dimostrano anche il coraggio di affrontare argomenti e situazioni da cui sempre più spesso il cinema delle grandi produzioni rifugge. I cinque film della rassegna, uniti dal filo conduttore del racconto d’infanzia o adolescenziale, sono un esempio eclatante di ciò che il cinema può fare quando decide di non assecondare le aspettative dello spettatore ma piuttosto di metterle in discussione, persino rovesciarle. E’ un cinema, questo, che dialoga con la sensibilità e l’intelligenza di chi guarda, che ne chiama in causa i sensi senza bombardarli di effetti e travolgerli con il ritmo dell’azione forsennata.

Gli appuntamenti:
17 /11  Friend di Kyung-Taek Kwak
24/11   Mysterious Skin di Gregg Araki
1 /12   My summer of love di Paul Pawlikovsky
10/12   Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro
15/12   This is England di Shane Meadows

I film saranno presentati dal critico cinematografico Alessandro Stellino.

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Oh Oh Oh Oh Patrizia

Posted by Nick on giu 2, 2008 in Arte, Diario

Vins: “Ragazze .. venite…Ci servono due coriste!”
Le Ragazze: “Sorry, we don’t understand”
Nick: “Corus…”
Vins: “Madonna come le combiniamo adesso…..”

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Fiore metropolitano

Posted by Nick on giu 1, 2008 in Arte, Diario


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