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Commenti degli utenti

Conversazione in un Bar (con dedica)

qualcuno mi ha fatto notare che oggi e’ cominciato l’ultimo quarto d’anno (in italiano…trimestre) di questa decade – LOGORREA DI PUTTANATE sembra una bella descrizione calzante per racchiudere questi anni. Grazie A.

PS: la ragazza del bar vorrebbe chiudere e tornarsene a casa, che forse riesce a prendere l’ultima 90…

Pennellisolari Compilation v.2

grazie A.
mi rimandi quel link al blog sulla musica italiana d’annata?

cheers!
g

Mobilità sostenibile a Bisceglie

Salsello – Piazza Vittorio Emanuele sono 20 minuti di passeggiata sul lungo mare. La gente (di ogni eta’) continua a guardarmi sbigottita quando dico di non aver avuto nessun passaggio…
cominciassimo a camminare un pochettino di piu’… fa(con l’accento) anche bene alla circolazione!

d’accordo con le bici pazze! Gio, mandami un calendario abbastanza lungo almeno mi organizzo per tempo!

PS: “status symbol”

Cuatro caminos (Vittorio Bodini)

ha del tragicomico, ma nella diatriba tra chi va e chi e resta, chi si accontenta e chi parte all’avventura, ora bisogna tener conto dei boomerang.

Dal corriere
http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_26/generazione_boomerang_dee9e462-923c-11de-bb1e-00144f02aabc.shtml

STUDIO INGLESE
Arriva la generazione boomerang
Gli esperti la chiamano così per identificare quella generazione di ragazzi che va a vivere da sola e dopo qualche tempo ritorna con mamma e papà

MILANO – In Inghilterra la chiamano Boomerang-generation, figli adulti che ritornano tra le mura domestiche, confortati dall’abbraccio materno. È il fenomeno del momento, celebrato anche da una recente ricerca inglese secondo cui quasi un genitore su tre assiste a questo ritorno. Ma non è solo colpa della crisi economica. Chi non ricorda il termine bamboccioni, coniato dall’ex ministro delle Finanze italiane Tommaso Padoa Schioppa? In questo caso si tratta, per l’appunto, di bamboccioni di ritorno, che percorrono all’indietro la strada che li aveva portati lontani da casa.

IL SONDAGGIO – L’inglese Saga Home Insurance, società specializzata in servizi finanziari per over 50, ha ascoltato le opinioni di 11809 cittadini britannici, rilevando che il 31 per cento dei genitori che avevano visto i propri figli abbandonare il nido hanno ben presto assistito a un precipitoso ritorno degli amati pargoli. Di questi il 10 per cento ha affermato di avere ridato luce alle vecchie camerette per sostenere economicamente i propri figli durante questi tempi duri. Il 17 per cento di coloro che sono ritornati a vivere con mamma e papà lo ha fatto a seguito di un divorzio o di una separazione. Un ampio 27 per cento dei genitori ha dichiarato di richiedere ai propri eredi di sostenere le spese di vitto e alloggio, ma un analogo 28 per cento non chiede una sterlina alla propria prole. Lo studio ha inoltre svelato che il 15 per cento dei baby-boomerang non ha la possibilità o la volontà di concorrere in alcun modo alle spese domestiche. Infine, a fronte del fatto che il 17 per cento dei genitori intervistati ha dichiarato di aver assistito al ritorno dei figli dopo più di un anno dalla data dell’ uscita di casa, un 78 per cento si è professato felice di questa ritrovata unità familiare.

CONCLUSIONI – Certo è rassicurante sapere di poter contare sull’appoggio economico ed emozionale dei propri genitori, specie quando le cose non vanno per il giusto verso nella vita. E poi esistono i costi reali, spesso proibitivi, del mettere su casa. Ci sono anche dati che provengono da altri studi che sottolineano come, per esempio, vi sia un 15 per cento di giovani adulti che continua a resistere nel vivere soli, ma poi trascorre le vacanze con la propria famiglia d’origine, che almeno nel periodo estivo si fa carico delle spese dei figli (senza contare quelli che vanno a mangiare dalla mamma e le portano il bucato da lavare). In tutti i casi si parla di un’adolescenza allungata a dismisura e protratta in quella che dovrebbe essere la vita adulta. Insomma, la solita vecchia sindrome di Peter Pan, condita dal desiderio di vivere senza che il tempo passi e che le responsabilità aumentino. A prescindere dall’attuale crisi.

Emanuela Di Pasqua

Cuatro caminos (Vittorio Bodini)

il gusto e’ importante. bisognerebbe (facile a dirsi) smettere di aver paura di prendere/cercare cosa vogliamo. se poi ce l’abbiamo gia’ in tasca o dobbiamo girare il mondo per trovarlo, beh, e’ secondario.

Agosto da lontano

Lorenza, capire dove stiamo bene e’ tanto difficile quanto capire quand’e’ che si sta bene… noi ramenghi, si deve continuare a cercare

Venezia e Biennale

a proposito della maglietta, mia mamma, incuriosita ed un po’ scocciata mi fa: ” se te le compro io le magliette con le scritte le schifi e le lasci la’…”; io:” questa l’ho pagata due soldi ed e’ la pubblicita’ vecchia di una ditta di trattori”

se tra un po’ mi vedete con la maglietta della Gazzosa D’Azzeo comprata al mercato, beh… me la sono cercata!

PS: Agate’, riformuli la domanda per piacere.

Venezia e Biennale

commento prima di vedere le foto… solo per le due righe

La Biennale va vista almeno una volta nella vita… ogni due anni!

quest’anno l”arsenale e’ veramente divertente, soprattutto il giardino di Miranda July!

http://www.flickr.com/photos/gianleo/3843915596/
Guilty- Guiltier- Guiltiest

Agosto da lontano

non migliori, ma diversi si; semplicemente io sento di essere su un altro ritmo – e non dico che il mio sia il ritmo giusto, anzi…

per me la chiave e’ in una frase di Agatella “Quando si va fuori e si sta bene”, per me la’ e’ Casa! e non e’ detto che sara’ sempre la stessa. Ci sono posti in cui io sento Casa, ci sono persone che fanno la’ mia casa li’ dove si trovano, il fatto che io, in quel posto, ci sia nato o no, e’ secondario.

a pensarci bene, le immagini che ho descritto nel post, piu’ che a casa, mi portano a me stesso, a un pezzo di me che e’ rimasto la’ attaccato a quegli scogli, e che ora avrei bisogno di riprendermi, a prescindere di chi c’e’ attorno, della mentalita’ e del resto. rimane pero’ che non e’ casa, che non e’ terra di Ritorno.

Agosto da lontano

ma io piu’ ci torno e meno lo riconosco, anzi meno riconosco quello che ero. Almeno per me, la sensazione e’ di non esserci mai appartenuto veramente.

Mailing post

“Non sei un Tronista” e’ un vero complimenti della nostra epoca.

Help! (post 18)

regalale l’album di Dente, o veniamo noi a suonarlo sotto la sua finestra

Libertà condizionata

tutti insieme, a occhi chiusi, in coro su “e andaaaaaaaaare…..lontaaaaaaaaaaanooo, lontaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanooooo”

Libertà condizionata

domani, prometto, leggo anche gli altri commenti… per ora volevo solo scrivere quello che mi e’ venuto in mente quando ho letto il post stamattina, tra due telefonate, tre email ed un paio di to do cancellati.
La verita’ e’ che ci siamo rotti il cazzo (almeno in due) – del computer, delle mail da rispondere segnate con le bandierine rosse, di progettare il weekend, le vacanze, l’albergo e gli orari del treno per l’aeroporto- quando tutto quello che ci vorrebbe e’ una mattina senza sveglia, un caldo secco, l’odore dell’erba bruciata dal sole ed un grappolo d’uva tra le mani- ah, dimenticavo, i piedi nell’acqua salata.

Umbria Jazz

beh, io proporrei “touch me” come sfondo temporaneo del sito

Umbria Jazz

ormai la foto e’ icononica. intravedo gia’ magliettine e tazzone da caffe’ lungo (certe volte qualche parola in inglese davvero semplifica la vita…)

PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (II° Tempo)

questa era la grande esclusa dalla compilantion Pennelli Solari di qualche mese fa… alla fine si e’ comunque trovata l’occasione per essere pubblicata in qualche modo…

http://www.youtube.com/watch?v=3LuNHSXfMp8

Con..certi

second 17 del video… il ballo dei ditini del tipo con la maglietta bianca e’ una chicca.

I due biciclettati in prima fila mi sembrano una versione Lifegate degli Hell’s Angels in Harley Davidson, in prima fila, ai concerti di metallo pesante.

I posteri ringrazieranno

Testimonianze

ed io, che ci faccio seduto ad una scrivania a preoccuparmi se la borsa perde mezzo punto percentuale? le gambe fremono, la sedia scotta, ma ahime’ so che rimarro’ qui ancora, seduto.

maledetto Massimiliano, hai risvegliato la bestia.
Grazie di cuore,
g

L’altra faccia del film

Fra, da quando ho letto il tuo ultimo post non posso non immaginarti con la faccia di Marzullo e la capigliatura scapigliata.

urge autoritratto su flickr…

a me sognare non piace… i sogni in senso proprio, quelli nel sonno, difficilmente mi fanno bene, di solito sono sintomo di malessere e nervosismo; per quelli ad occhi aperti preferisco usare verbi come desiderare, volere – in sognare mi sembra manchi un senso di partecipazione soggettiva, come se le cose dovessero accadere da sole invece di essere noi a volerle e ad andare a prenderle.

cazzo, forse sono io l’antiromantico…

Dente

antiromantico e scevro! (prendo in prestito da s.)

L’altra faccia del film

sono sincero… scevra e onirico sono arrivati come due sberle per i miei poveri neuroni, istrinonica non ha aiutato il loro disorientamento, onirico – secondo estratto (come sulla ruota di napoli) ha quasi scatenato flaggelazioni e suicidi di massa (massa, e’ una parola forte, lo ammetto).

andando pero’ oltre l’osticita’ lessicale (sul piccolo palazzi non c’e’ ma la butto li’ lo stesso..), mi e’ arrivata la sensazione di un film italiano, semplice, senza effetti speciali ne’ super star, eppur bello, piacevole, che ti riempie le due ore al cinema e la strada del ritorno a casa.

(c’e’ un modo erudito di dire Brava?)

Dente

a me la battuta sul dente avvelenato e’ piaciuta.

l’idea del concerto segreto e la villa sui navigli, ancora di piu’…

Un film

dopo un mese quanto mai incasinato, tra la disoccupazione, un doppio lavoro e la quasi disoccupazione ancora, e’ ripartita Radio Prosecco. Andra’ avanti finche’, almeno, ho un tetto sulla testa ed una sedia sotto il culo

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