Il sabato del villaggio

Posted by S. on apr 16, 2010 in Diario, Senza categoria |

16/04/2010

Lo aspettavi come il Babbo Natale che si lanciava dal camino, e quel countdown era talmente carico d’aspettativa che lo vivevi per un mese…perché tra un po’ è il tuo compleanno diceva mamma…e quei pochi giorni prima dalla festa con gli amichetti, scandivano minuti inesorabile per la preparazione, e tu aspettavi, aspettavi fino a quando la mattina, svegliato da mamma e papà addirittura insieme, aprivi gli occhi:era arrivato. Quel giorno tutto t’era concesso, come se fossi il re. Ed almeno io mi ci sentivo per davvero tale. La colazione era più bella il giorno del mio compleanno, mamma e papà mi volevano più bene, il giorno del mio compleanno, e non vedevo l’ora di andare a scuola, perché tutti mi avrebbero fatto gli auguri, perché tutti quel giorno mi avrebbero dato quella considerazione che meritavo e, se sbadatamente qualcuno mi ignorasse, io comunque mi sentivo più forte, perché era il giorno del mio compleanno! Poi la sera la festa, da piccola quelle in cui io ero al centro dell’attenzione, e quelle da più grande in cui mi facevo carina per il mio amore di passaggio che vedevo riflesso nello specchio in cui mi abbellivo, sperando di riuscire a fare almeno un lento al gioco della spazzola, ma puntualmente, quel lui un ballo fugace con me lo faceva anche, ma per poi stare tutto il tempo a corteggiare quelle amiche sempre più belle di me… Ed andava via così, il giorno del mio compleanno, con una frase su un diario segreto dal lucchetto puntualmente forzato da mio fratello, bagnata di lacrime per un amore non corrisposto oppure di gioia per averlo trascorso così bello.

-Lo apro un attimo, il diario, e tra una pagina e l’altra trovo scritto “Saddam Hussein è proprio un uomo cattivo”, correva il 1990, e per essere sul mio diario ad 8 anni doveva proprio avermi fatto arrabbiare.

Oggi è il mio sabato del villaggio. Il diario cartaceo non c’è più, e nemmeno l’andare a scuola felice. E quando ho smesso di sentire la vibrazione del mattino del mio compleanno, ho capito che stavo diventando grande, e mi odiavo per non essere più capace di sentire nell’aria il profumo che casa mia aveva solo quel giorno. Ma un anno è sempre un anno di vita, di Vita, di VITA e già basta a meritarsi tutto il mio grazie. Certo nell’anno appena passato non ci son più le rassegne dei miei voti in matematica o della liti della mia comitiva “in mezzo alla villa”, e nemmeno le promesse di essere migliore, non dire bugie e non fare arrabbiare mamma e papà, ma oggi, stanotte,  se scrivessi ancora, forse al mio Caro Diario direi che per la prima volta domattina, schiuderò gli occhi in una casa nuova, che non si sentirà l’odore del ciambellone o dello zabaione, che i regali non mi piaceranno come sempre e che i clienti non mi lasceranno in pace solo perché è il mio compleanno. Ma sarà pur sempre il mio compleanno. E quando anche camminerò per strada con la gente ignara io calcherò  fiera i miei passi, perché anche se loro non lo sanno, io quel giorno starò vivendo dentro la mia domenica del villaggio, ed anche se mamma e papà non ci saranno più a svegliarmi, girerò la testa sul cuscino e incontrerò gli occhi di quell’ amore forse non più fugace, che avrà gettato la spazzola all’aria invitandomi a fare un lunghissimo lento con lui… Si, voglio ballare.

S.

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4 Comments

La Lu
apr 21, 2010 at 17:42

Mi rivedo in tante cose del ” giorno del tuo compleanno”.
Un giorno da sempre pieno di magia…
Ancora oggi dopo la mezzanotte inizio a festeggiare questo giorno di festa come se fosse il mio primo anno di vita. Certo sono cambiate le ambientazioni e da casa di mamma e papà ora sono nella mia casa, con la mia “famiglia”, io e mio marito, ma nulla è cambiato dentro di me e nell’entusiasmo e nella magia che questo giorno riesce ancora a trasmettermi.
Per un solo giorno… via pensieri, via tristezza, via tutto… resta solo la bimba che attendeva nel letto la mamma che con un bacio le diceva ” auguri!”.
La mia filosofia è di festeggiare sempre tutto ciò che si può festeggiare sempre… oppure come dire “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”. C’entra qualcosa? :-) .
Bho! Forse sì.
Chà!


 
Agatella
apr 22, 2010 at 12:33

che bello S.! lo leggo solo ora e me ne spiace… mi spiace anche di non esser mai stata contenta a nessun genetliaco. Mai. Davvero. Sempre con il viso contrito, con le braccia conserte, con il broncio. sorrisi solo per gli auguri, qualche messaggio di mezzanotte aspettando forse “quel” messaggio che, arriva sì, ma non ha il sapore di quello che volevi. il compleanno trascorso in un posto diverso da quello atteso, con la compagnia diversa da quella che ti proponevi… è come se mi fossi fermati ai 22, dove c’erano tutti. tutti gli amici che Amavo, coi quali volevo condividere un anno in più, coi quali avevo già vissuto un anno pieno di difetti e pregi. Oggi, credo che ogni candelina spenta con quache lacrima interiore, sia solo un anno aggiunto all’infelicità sguazzante che mi trascino. Miro a troppo, miro a idealizzare ogni singolo compleanno o anno trascorso, e poi ci rimango male… e faccio un’esegesi di quello appena andato, quasi fosse capodanno. forse, ormai non riesco a godere, frigida ad eventi come questi… quando avvertirò il ticchettio esasperante dell’età che avanza credo che mi passerà, e intanto avrò perso… con la spazzola in mano!
S. Al ballo eri proprio bella! : )


 
La Lu
apr 23, 2010 at 00:28

Per me invece la consapevolezza raggiunta in questi ultimi anni, e tanto più in questi ultimi mesi, ha fatto sì che la mia gioia per i pochi lieti eventi sia diventata esponenziale.
Mi godo ogni momento “di felicità”, di tranquillità come se fosse l’ultimo o il primo, il migliore.
Così i compleanni. Una giornata, ore, attimi da festeggiare. Da ricordare.
L’unico timore è che tutto possa svanire in un attimo…ma basta non pensarci o pensarci intensamente.


 
Vins
apr 23, 2010 at 23:46

S., ma quello che si faceva le altre amiche tue era Giò? no, giusto per capire che tipo di successo aveva quando era piccolo e ancora non lo conoscevo. sono certo che avremmo rivaleggiato (e ci saremmo spalleggiati) anche alle feste dei tuoi compleanni quando si giocava alla bottiglia e speravi nella sorte amica. io i miei compleanni non saprei descriverli con uno spirito definito. ogni anno mi sembra diverso. anni anonimi e altri speciali. sarà perchè il 4 aprile è un giorno di primavera e pure la mia testa, come questa stagione, prende la strada che decide lei. detto ciò più che augurarti buon compleanno stavolta spero che quel ballo diventi una tradizione almeno quanto quel il soffio di desiderio sulle candeline.


 

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