Lo sfondo giallo

Posted by S. on mar 31, 2010 in Diario |

Ero crollata sul divano per 5 minuti, dopo una discussione estenuante con la mia generatrice, dopo una giornata di lavoro dagli orari non più definibili dal normale ciclo veglia sonno, in momento di profonda raccolta personale come il guerriero a contare armi e ferite dopo la battaglia. E dopo tutto, mio padre.  Mio padre che mi sussurra di non trascurare gli affetti, perché in men che non si dica, per dedicarmi ad altro mi sarò persa tutto il resto…e potrebbe poi essere tardi. E mio padre non mi ha mai parlato. Si, mio padre non mi ha mai parlato di se. Non un consiglio, non un abbraccio, al più un disappunto, anzi sempre un disappunto. E poi oggi, dopo quasi ventotto anni di mia vita, una pillola di un pensiero che io mai ho conosciuto, un pensiero che per suo acuto riserbo o semplicemente vergogna, dopo quasi sessantaquattro anni di sua vita ho visto zampillare per la prima volta e sgorgare in una timida carezza che io non ho saputo prendere perché mai abituata a riceverla. Voleva dirmi di non trascurare gli affetti, lui, che da buon integro uomo degli anni 40 e mai deve chiedere, invece lo stava facendo. Mi destabilizza come la pioggia che resto a guardare col setto nasale spiaccicato sul vetro nei giorni che scandiscono una primavera che non arriva.  Non ho ben chiaro che faccio, dove voglio arrivare e neanche tanto bene dove vivo. Il lavoro per obiettivi è un retaggio di che si è inventato sta balla per non farti vedere tutto insieme quel che ci sarebbe da fare. Ma puoi mica inventartelo da sola quel che ci sarebbe da fare? Bhe si se l’azienda fosse tua. Ma non lo è, e chi dovrebbe capire con te che stai facendo, ti ammonisce e basta. E tu cerchi il tuo momento di tregua per mettere i pensieri in ordine sul divano di una casa che non ti appartiene più, con tuo padre che si lascia andare per la prima volta mentre tua mamma è di là con le lacrime agli occhi, e tu che ti domandi da che parte sarebbe il caso di cominciare a mettere ordine. Così lo fai nella tua nuova casa, quella che per anni è appartenuta alla libertà di farci entrare qualunque cosa tutto, e nella quale cerchi con delicatezza di ritagliarti spazi di te, provando a non ledere pezzi di vita. Ma non ci riesci tanto bene neanche lì, perché quella vita non è stata tua e come tale troverai inutilerie da voler “mettere apposto” . Ma quelle inutilerie il posto non ce l’hanno, se non quello mantenuto quando appoggiate lì per caso e marcato orgogliosamente dai segni di uno straccio che a far polvere non ci è passato mai. E allora ti siedi nel bel mezzo della stanza, con lo sfondo giallo di un muro che ti riempie gli occhi e sorridi. Proprio come quando nelle cene di natale, dopo aver impilato 32 carte da scopa nel castello magico, arriva il primo cuginetto piccolo che col ditino di 3 cm te le fa cadere tutte insieme ridendo compiaciuto. Che fai? Piangi? No, a quel punto ridi con lui. Tutto da rifare. Fortuna solo, che al centro del mio sfondo giallo ci sia il blu.

S.

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4 Comments

Na'
mar 31, 2010 at 15:22

e rieccomi qui per commentare il tuo piccolo sfogo…
100 punti a tuo padre…della serie: non è mai troppo tardi! E cmq, come ho sempre pensato, credo che non abbia mai volutamente trascurato, ma semplicemente appartiene a quella categoria di persone che per una serie di situazioni non riescono a tirar fuori quella parte che ai loro occhi potrebbe apparire come una forma di debolezza ma che in realtà rende GRANDE un uomo (nel senso della specie umana)…
Lavoro: lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro …ormai non parli d’ altro, per quanto tu abbia commentato l’ eccessiva mole di impegni di cui Lei si faceva carico…eccoti nelle sue stesse condizioni….e a questo punto nn posso far altro che augurarti di concentrare tutti i tuoi sforzi in un qualcosa di esclusivamente TUO !!!!!
Lo sfondo giallo: che te lo commento a fare…sai già perfettamente cosa da subito ho pensato sui nuovi e vecchi spazi….pazienza…credo ci voglia solo pazienza, soprattutto per lasciare che qualcuno possa digerire l’ abbandono di quelli che ti hanno accompagnata fino ad oggi! Per il resto, presto a poggiare oggetti che assumeranno la loro posizione definitiva in maniere del tutto casuale, sarete in due :) )) CAOS TOTALE!!!

Goditi questi giorni cara….e cmq ho il vago ricordo che quel ditino di 3 cm fosse spesso il tuo :) ))))) Malefica !!!!
…beh nel frattempo io mi preoccupo di “ficusciarmi” le mie feste pasquali nonchè il mitico “pantano” …che ovviamente avrei preferito farmi in un posto qualsiasi lontano da qui!!!!!!
Baci baci


 
raf
apr 2, 2010 at 19:17

ahhhh. i padri, tutti uguali…. avari di sorrisi, di abbracci, di forma… per loro (utrasessantenni o quasi), tutto lavoro e sostanza, l’affetto e’ dato dal fatto di non averti fatto mancare nulla a parte il calore che da uno di famiglia ci si aspetta…. l’unica consolazione per te e’ data dal fatto che a 28 anni, tuo padre si sia sbloccato… c’e’ qualcuno molto vicino a te che a 33 anni aspetta ancora e qualcuno che non avra’ mai questa fortuna…. .. spero per te non debbano passare altri 28 anni per il prossimo segno di presenza…. saluti e buona pasqua….


 
Davian
dic 14, 2011 at 14:41

Yours is a clever way of thikning about it.


 
lfryez
dic 16, 2011 at 14:27

oC34RE yialtyjqvdof


 

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