Vincent, quell’altro

Posted by Vins on mar 17, 2010 in Arte, Letteratura |

Questa è una delle tante, famose, lettere che Van Gogh scrisse a suo fratello Theo. Da sempre quando leggo le parole di questo artista assurdo e geniale tendo a sentire una sorta di corrispondenza che certamente viene amplificata dall’omonimia. In un’altra lettera mai spedita Vincent, quell’altro scrisse: “per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione … ”. Certo io sono molto lontano dal fare entrambe le cose, benchè dalle cazzate che dico a volte un pò anch’io sento che la ragione non sempre mi accompagni a dovere. Ad ogni modo, ritrovarsi in certe riflessioni è un piacere per l’anima e una botta di fiducia per l’orgoglio credere, per la durata di poche righe di avere gli stessi occhi di uno che gli ha saputi usare così.
Al di là di quelli che saranno i vostri pensieri (condivisi o meno, spero la prima) mi auguro che queste righe possano essere motivo, per qualcuno o per molti, di riflessione sul concetto dell’ozio, della solitudine e sul valore di un certo tipo di condivisione, sulla qualità del tutto, sul peso di ogni cosa.

A presto

Vins
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“C’è fannullone e fannullone. C’è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c’è l’altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell’impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d’istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d’essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C’è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c’è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c’è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: “gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata”, e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. “Ecco un fannullone” dice un altro uccello che passa di là, “quello è come uno che vive di rendita”. Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. “Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!”. Quel tipo di fannullone è come quell’uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell’impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile… Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede “Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l’eternità?”. Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita”.

Vincent (quell’altro, Van Gogh)

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3 Comments

Gio
mar 23, 2010 at 11:35

Vins, penso che questo post sia una mappa molto affidabile del tuo mondo. Un pezzo ceh ti rappresenta benissimo. Ma tu l’hai individuata la tua gabbia invisibile?


 
Vins
mar 23, 2010 at 13:11

ma se è invisibile…


 
Gio
mar 23, 2010 at 13:25

e mica ti ho chiesto se l’hai vista!


 

Reply

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