Urgenza

Posted by Vins on feb 16, 2010 in Diario |

Penso alle luci che si riaccendono. Ai titoli di coda scappati via fino all’ultimo.

Rilassato eppure con la sensazione di aver puntato mani e piedi sulla sedia. Come a non volermi muovere, perchè di muovermi di fatto non ne ho voglia. Fa una specie di pulizia. Il cinema intendo.
Duecento persone, quattrocento… mille… eppure quando il film inizia in quello stanzone buio ci sei solo tu e per due ore, portaputtana, nessuno chiede, nulla succede eppure succede tutto: ridi, accelera il cuore, piangi come un tempo piangeva qualcuno che hai scordato, i sogni vanno, desideri qualunque cosa. Ti basta, sei al sicuro, per quelle due ore. E’ così ogni volta.

Io sto per conto mio, quasi sempre. Come se quelle luci non si riaccendessero alla fine del film. Tante volte sto per conto mio anche quando sto con gli altri e qualcuno se ne accorge, credo, molto più di quello che da a vedere. Non ho mai capito se sono circondato da amici educati o amici rassegnati al mio essere così. O forse se ne fregano e basta.

Insomma, non sono l’amico migliore che si possa desiderare di avere. Lo so. Se qualcuno lo pensa ha sopravvalutato il mio altruismo. Se qualcuno lo spera, perde tempo. Se qualcuno crede che stia facendo la vittima si sta facendo fregare dall’esca.
So di provarci a essere amico di qualcuno e che nei vostri giorni più difficili, quando la merda sembra non darvi respiro ho solo la pazienza per fare una cosa. Portarvi in alto, su una scogliera, davanti ad un alba e, arrogandomi il diritto di averla dipinta io, quell’alba, dirvi: “ecco, vedi questa davanti è la bellezza, li sotto invece tutto finisce. Adesso se hai i coglioni scegli”. Io, da amico, so solo sfidarvi. Anche quando di forza per accettare la sfida non ne avete.

Stasera tutti sono a un concerto che pare essere irrinunciabile. Io invece, adesso, sono in questa camera. Per me così irrinunciabile non lo era. Ho una specie di urgenza. Una grande, da valere la tv spenta e poca musica alternata al silenzio sullo sfondo.
Sulla scogliera, là in alto, stasera mi ci sono portato da solo, dimenticandomi che a quest’ora non c’è nessuna alba di cui vantarmi. Poco da scegliere.

Eppure nel momento stesso in cui mi rendo conto che non ci sono sorprese, che la bellezza è finita e forse sono il peggior amico persino per me stesso una ragazza, dal nulla, mi scrive qualcosa. Una cosa semplice, tipo: “ciao”. Era di un’estate di sette anni
fa, l’ultimo ricordo. Lei dice di avermi pensato, qualche volta. Mi racconta, dice di aver vissuto. Sono certo l’abbia fatto. Dice di amare De Andrè. Le rispondo che sto sorridendo. Lei non capisce cosa esattamente intenda. Non l’ha vista ma c’è: l’alba.

La sensazione di quella pulizia. Da cinema.

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15 Comments

Antonio
feb 16, 2010 at 20:33

bella vins…bella la sincerità..


 
La Lu
feb 17, 2010 at 11:43

Forse non ti accorgi che sulla scogliera non sempre ci sei arrivato da solo, non sempre ci hai portato qualcuno, qualche volta ti ci ha portato qualcuno… mostrandoti l’alba e il precipizio e dicendoti ” Scegli!”. Ma tu hai continuato a “fissare” l’alba, non badando ad altro e arrogandoti il diritto di averla creata.
“La maggior parte della nostra vita la passiamo ad aspettare o a ricordare e mentre lo facciamo non siamo né tristi né felici; sembriamo tristi, ma semplicemente siamo lontani.”
Baricco
Chà!


 
Domenico Dell'Olio
feb 18, 2010 at 11:19

Vins per certi aspetti siamo uguali…non sò se è una consolazione per te :-) ….ma sicuramente non sei solo.
Mi sento di dirti di tirarti sù e non frignare, forza.
Un abbraccio


 
oiziuaM
feb 18, 2010 at 19:09

Qualche volta, o forse più di qualche volta si è più felici a star soli a rimuginare o sognare o cosa che ad andare a un concerto, o festa o menata. é la poesia che chiama e la poesia non è sempre festa. Mi viene in mente una scena di un film di Troisi “Pensavo fosse amore…” quando lui chiede di poter soffrire in Pace. Che bello godersi l’alba dopo la notte. Per certi versi ha tutta quella poesia che la gioia della luce piena non potrà ridare, come la Malinconia del tramonto. Sono cose diverse, le sensazioni, i pensieri. Che si possa dire, come spesso si fà in quest’epoca, : “No, io sono sempre vincente e felice!” sarebbe una palla, una finzione, peggiore del GF. E per questo chi prima chi dopo, chi più spesso, su quel dosso di fronte al mare ci troniamo e andiamo spesso.
Vins goditi il tuo nuovo giorno, te lo meriti anche se saprai affrontarlo comunque con romantica malinconia di chi ogni tanto si volta indietro per ricordare.


 
Domenico Dell'Olio
feb 18, 2010 at 20:00


 
Domenico Dell'Olio
feb 18, 2010 at 20:01

Per te:


 
Domenico Dell'Olio
feb 18, 2010 at 20:02

Vabbè i video nn si possono postare più!boh.
Il numero dei commenti è sempre sballato.Boh.
Se non vi dispiace faccio un altro: boh.


 
frà
feb 18, 2010 at 22:31

Anche io al cine sono in silenzio…solo! Sento solo i corpi intorno a me degli altri, il loro tepore. Ma alla fine sono solo. E non mi dispiace. Il tepore mi ricorda solo che nn sono forse il solo a vederlo da solo (scusate il gioco di parole). Vins io ti chiamerei per andare al cine sempre a questo punto :) )! bella l’alba vins, bella….proprio come quel ciao. Sa di let go back to start!
un abbraccio


 
raffaele
feb 19, 2010 at 00:04

maurizio dice che a volte si e’ piu’ felici a star soli, solo perche’ adesso ha S. affianco…. e cambiando discorso, per non scatenare le ire funeste di parenti acquisiti, dico che personalmente preferisco le sensazioni lasciate da una sconfitta rispetto a quelle lasciate da una vittoria… le delusioni rimangono per sempre, le ricordo con sguardo compiaciuto pensando di essere sopravvissuto nonostante… e poi vuoi mettere la delusione di essere andati sino a roma il 5 maggio per vedere l’inter perdere uno scudetto , al cospetto del festeggiare la vittoria degli ultimi 105 scudetti… essere stati quel giorno a roma con biglietti (falsi) pagati 175 euro l’uno, non ha prezzo….. viva gli sconfitti… Grazie per quel giorno indimenticabile fratello….


 
raffaele
feb 19, 2010 at 00:17

.. a vins invece dico che, leggendo il suo post, ho rivissuto quel pomeriggio , quando portai un amico in difficolta’ sul monte toro.. e lì , al tramonto, lo misi di fronte alla bellezza e al precipizio … lui scelse una luculliana cena a ccccccciiiiuuuuutadella perche’ a pancia piena si decide meglio….


 
Gio
feb 19, 2010 at 11:09

Vins, vedi che l’ultima volta ti ho portato a vedere io l’alba, e avevo gli occhi gonfi di sonno mentre tu puzzavi di 890Km di treno. Se mi dici che per il tuo compleanno torni giù, ti preparo un mare che non hai mai visto, con onde fatte di speranze e il profilo del Gargano a rappresentare il sogno. E visto che l’occasione è speciale, ti offro addirittura un cornetto + cappuccino dal Mignon. Nel mio trolley che MI RIPORTERAI da Milano, ti chiedo di caricarci un po’ di smog milanese (giusto per ricordarmi da dove fuggivo) e 2kg di ottimismo che in questo periodo fatico a trovare qui intorno. Ho provato a cercarlo anche da Dante Alluminio, ma sembra non avercene neanche lui…


 
Vins
feb 19, 2010 at 16:08

Io sono fiero di avere come amici Gio e Raf. Di avere come compagni di poesia Maurizio, DOmenico e Fra. La Lu poi… è fotografa nell’animo quando mi parte di citazioni perfette. PRIMO MINI-RACCONTO: Erano da poco passate le 5 di mattina, quel giorno e Giò era fermo in macchina davanti alla stazione. Mi caricò in macchina e diritti davanti al mare. Senza troppe discussioni, in spiaggia a capire che ci sono posti giusti dove essere nella vita. E quello era uno. Io, che so quanto cazzo è impossibile per Giò esistere e anche solo respirare se poco poco ha sonno ricorderò quella mattina fresca e di colori del cielo che poche volte vediamo credo per molto, molto tempo ancora. E poi come vedete pure lui si arroga il diritto di averla dipinta lui quell’alba, come posso non essergli amico. SECONDO MINI-RACCONTO: Erano da poco passate le 5 di pomeriggio, quel giorno e Raf aveva guidato lungo strade piene di pecore e mucche delle baleari per arrivare fino in cima al “celeberrimo” monte toro da cui si vedeva tutta l’isola. C’è una fotografia che testimonia quel romantico momento in cui era tutto silenzioso, perfetto e panoramico. E persino l’assenza di una donna, li, in quel momento non contava più nulla. La cena a base di paella e aragosta (8kg a testa), offerta dal suddetto non la scorderò almeno quanto tutto il resto. Forse di più. Finiti i mini racconti concludo con un Ragazzi, grazie. Tranquilli però non sto giù. COme dice maurizio-oiziruam sto semplicemente vivendo e malgrado a volte i toni sembrano (o siano) tristi ho una sola consapevolezza: sotto c’è una musica che accompagna tutto. E sono ancora qui.


 
raffa
feb 19, 2010 at 20:47

… l’assenza di una donna era condizione necessaria per godersi il silenzio….. ahh volevo dire che il suddetto sarei io… in quanto, per ricambiare il viaggio regalatomi da vins, ho ritenuto doveroso offrire almeno una cena (poi fatturata alla DOCTOR FARMER di oiziruam…)…


 
frà
feb 19, 2010 at 22:16

…grande Raf concordo con la condizione sufficiente e necessaria per godersi il silenzio.. ;) ))


 
S.
feb 20, 2010 at 01:15

Vins meno male che ti ho risposto SILENZIOSAMENTE…


 

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