Limbo
E’ tutto un limbo. Limbo strano però. Tutto si muove e resta fermo. Tutto cambia senza mai cambiare veramente. E in questo limbo, da qualche settimana, ci è finito pure questo blog.
Post di qualcuno, commenti, sparuti, di qualcun altro. Mi chiedo se sia il freddo. Si, forse effettivamente è il freddo. Dev’essere quello. Non posso credere che ognuno si sia scelto il silenzio come salvezza per questa stagione.
Sono successe cose che hanno stravolto la vita di qualcuno, altre che invece la vita di qualche amico l’hanno cambiata piano piano fino a renderla poco riconoscibile a noi che gli siamo attorno e forse anche a sè stesso.
Sono successe cose che qui dentro, tra questi milioni di righe scritte di getto o pensate a lungo, nessuno troverà mai perchè è vero che non tutto può essere scritto e che non tutto vuole essere scritto. E così, in questo silenzio che insiste ci stiamo muovendo lo stesso, in punta di piedi, con calzini spessi per non sentire il pavimento freddo, parlando ognuno con il confessore che si è scelto, ognuno attento a guardarsi dietro per essere certo di non essersi perso la propria ombra.
E’ quando inizi a desiderare che scoppi improvvisa la primavera che forse il sangue ritorna a girare nelle vene, la mano a formicolare, gli occhi a scrivere. E via dal limbo. E io spero che da quella parte, qualcuno di voi abbia già iniziato a farlo. Ne verremo fuori, nel bene e nel male.
Vins



Commento con una poesia.
Stanca Essere
Stanca essere, sentire duole,
pensare distrugge.
Estranea a noi e fuori,
frana l’ora e tutto in essa frana.
Inutilmente l’anima piange.
A cosa serve? E cosa deve servire?
Abbozzo pallido e lieve
del sole invernale che ride sul mio letto…
Vago sussurro breve.
Delle piccole voci con cui il mattino
si desta,della futile promessa
del giorno,morta sul nascere,
nella speranza assurda e remota
nella quale l’anima confida.
Pessoa ( sempre Lui!)
sapevo che saresti tornato oggi, a riempire quel vuoto, quel silenzio che le 35 visite di oggi, di adesso, hanno avvertito. il giro è il solito, mail, facebook (chi ce l’ha), pennelli, repubblica, twitter e mi fermo qui, perchè sappiamo entrambi che la lista è lunghissima. ci siamo fermati, forse perchè stiamo raccogliendo aria, per l’anno che verrà. Riempire i polmoni di vento, compensare quel fumo da freddo che, ci esce dalla bocca, con qualcosa che ci scaldi le giornate che, stranamente, anche nella mia regione iniziano a diventare rigide. Rigide, come le parole che non vogliono uscire, perchè come dici tu, qualcosa sta accadendo nella vita di ciascuno, forse manca il tempo, la voglia, o a volte, anzi direi spesso, ci sono cose che ti va di bisbigliare, dalle inezie alle puttanate, alle cose più serie che, preferiamo far viaggiare lungo i fili del telefono, dietro pagine diverse, o attorno a un tavolo a scartar regali, sopra cuscini dove appoggiare scomodi ricordi. Forse stavamo aspettando tutti allo starter, e qualcosa o qualcuno che ci smuovesse. Ma nel bene e nel male, ci stiamo muovendo tutti. Spero di fermarmi al più presto, per tornare a scrivere qui e lì.
Alla fine, le 5 stellette al post di Maurizio sono state quasi tutte silenziose. Scusa, se io per prima, non ti ho fatto i complimenti.
Se potete e vi va, e avete tempo, leggete il Dylan Dog di gennaio. Merita davvero.
Saluti sicùli e sìculi.
Torno a studiare.
un’attesa, un lungo sospiro, pensieri profondi ed a volte pesanti come le giacche ed i maglioni che dobbiamo portare..l’inverno è così…se potessi descriverlo meglio….
http://www.youtube.com/watch?v=sWamDWlmSmE
i treni a vapore sono da anni la colonna sonora degli inverni in cui tutti vorrei cambiare e dalla sponda del mare sò si possa cambiare, ma poi … con le cinque stelle e i complimenti silenziosi gioisco di più che di fastose finte feste e leggo in Vins pensieri che facevo da giorni aprendo il blog e non trovando nulla di nuovo scritto. Tutti stiamo programmando il 2010 e nel frattempo continuare a sognare non ci farà male. Magari condividendo qui. E anche se fosse la tromba del silenzio a suonare in questi giorni, un pò di silenzio non fà mai male, basta che pur di scrivere non si cada nel gelo moscovita in cui abbiamo perso Lello.
Forse siamo spariti perché abbiamo troppa fame di reale, assuefatti dal virtuale.
Spesso desidero egoisticamente di riavere Vins e Nick al mio lato per rivivere insieme tutte le esperienze che ci stanno facendo diventar uomini, ma che ci vedono separati da quasi due anni.
Fatico a crederlo… due anni. Eppure..
Vins con la sua fobia di realizzare qualcosa ”di importante”, Nick con la sua ambizione di organizzare i concerti di Vasco, io (da solo!) ancora intento a costruire l’Utopia.
Ma è bello vederci così: abbiamo bisogno solo di imparare ad essere sereni, consci dei nostri pregi e difetti… umani.
Giò, solo per precisare l’utilizzo improprio del termine fobia che si può tradurre come paura. E io non ho paura di realizzare qualcosa di importante….. anzi tutto il contrario.
Se scrivi così poi le ragazze che stanno per darmela non me la danno più pensando che sono uno poco serio che non vuole fare progetti (e mi sputtani la piazza).
Infine, detto in maniera serena.. io sereno non voglio esserlo manco per un cazzo (adesso non è tra le mie aspirazioni, ancora). Io voglio essere felice, conscio dei miei difetti umani. Conscio della labilità delle cose se qualcosa devo desiderare la desidero in grande.
Sulla fobia, mi sono espresso male: intendevo dire fobia di NON realizzare…
Per la ricerca della serenità, la questione è ardua da redimere su queste pagine.
Spero presto di scrivere un post a riguardo