I luoghi scomparsi

Posted by Gio on gen 11, 2010 in Cultura, Poesia, Politica, Storia, Territorio |

E’ da un po’ di tempo che un gruppo di persone e associazioni, di giovani biscegliesi, si incontra per discutere del patrimonio storico della nostra città.
Non solo di quel patrimonio circoscritto dal pentagono di mura del borgo antico, ma anche di quello fuori dalle stesse. Il cosiddetto spazio extra-moenia.
Attraverso gli incontri di Biciliæ, si è andati in bici alla scoperta di luoghi dimenticati della nostra città: frantoi ipogei, ville, atri, corti e cortili, solo per citarne alcuni.
Sono tutti luoghi che sono stati calpestati nel tempo dalla prepotenza (o inciviltà) dei nostri amati costruttori, dalla non-curanza dei cittadini, dalla totale assenza delle varie amministrazioni.
Luoghi in cui la storia della nostra città è stata impastata dalle mani sapienti di contadini e pescatori, di commercianti e artigiani, di borghesi e signori; che con le loro attività e le loro stesse esistenze hanno reso vive le mura di questi fabbricati.

Ai nostri giorni, però, nessuno dei giovani è in grado addirittura di riconoscere questi luoghi; guardare i cortili che, per esempio, sopravvivono a stento alle spalle dell’Orto Botanico provoca solo disgusto per il cosiddetto “degrado”.
L’idea comune è che certi posti andrebbero abbattuti ed edificato sopra un bel palazzo moderno da almeno cinque piani.
Non ci si sofferma a pensare quanto potesse essere più “umana” la vita vissuta in posti in cui la condivisione degli spazi era nel DNA degli abitanti. O a pensare quanta storia quelle mura trasudino, e quindi a rispettarle non foss’altro che per l’anzianità delle stesse. Quasi fossero persone.
E se questo è il pensiero dei giovani, quello dei concittadini più maturi d’età non è da meno. Forse hanno vissuto quei luoghi, e dagli stessi sono scappati per emigrare in cerca di fortuna o per andare a vivere in un più comodo appartamento moderno, pensando quindi che non siano luoghi da tutelare.

A parte pochissimi studiosi della nostra città, dal dott. Gallo al dott. Fontana al compianto prof. Di Molfetta, la coscienza cittadina nei confronti di questi luoghi sembra essere sparita.
Qualora ci fossero dei giovani interessati a salvaguardare questa presenza fisica della storia cittadina, i loro sforzi sarebbero impiegati innanzitutto nell’inventariare tutti i luoghi ormai dimenticati.
E proprio in questo scenario che il gruppo di associazioni suddetto si muove da qualche mese.
La coscienza, si sa, è una amalgama che fatica a coaugulare, e che comunque abbisogna di tempo.
Ma attraverso discorsi, biciclettate, confronti, la coscienza del gruppo comincia a prendere corpo.
E la coscienza di questo gruppo, si intuirà, si sviluppa nel senso di un recupero di quei luoghi storici.

Ecco quindi che è stata partorita la prima iniziativa concreta del gruppo: una petizione il cui scopo è quello di ottenere innanzitutto il vincolo della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione a due ville storiche della nostra città, Villa Bruni e Villa Di Pierro.
La prima è un “esempio di tipica costruzione padronale di XVIII sec., già depredata di alcuni elementi decorativi di particolare valore” e che “sarà abbattuta per fare spazio ad un nuovo tratto di strada”; mentre Villa Di Pierro è uno dei pochi esempi di ville in stile Liberty della nostra città e che sta per essere uccisa da
palazzi a sei piani che andranno a circondarla, facendola letteralmente sparire tra colate di cemento.

La petizione è firmabile on line all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-le-ville-storiche-a-bisceglie/457 , oppure è possibile richiederne informazioni via mail scrivendo a biciliae@gmail.com

Gio

Le associazioni:
Biciliæ, Centro Studi Biscegliese, G.B.Ferrara, Legambiente Bisceglie

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10 Comments

Vins
gen 12, 2010 at 03:33

durante le vacanze di natale, ho girato con Giò (di notte, a rischio schioppetate) per quelle che con un latinismo che gli sta bene nella penna chiama extra-moenia, la città nuova insomma.

Riconosco che ci siano molti posti della città che non avevo mai vissuto occhi attenti, posti che devono essere visti come il tesoro storico che sono, come l’affascinante monumento culturale che rappresentano. ho mancato di sensibilità e me ne accorgo facilmente appena riesco ad avere, quasi spontaneamente uno sguardo più profondo su quello che Giò mi mostra.

forse solo oggi, più che qualche decennio fa, quando la città cambiava radicalmente faccia, come succede con tutte le cose in via di estinzione, inizia a sentirsene e a percepirsi il valore (anche e soprattutto grazie al manipolo di gente che ci lavora su) e solo oggi, anch’io sono fra quelli che ne riconosce la preziosità.

Chiarito questo non mi sento di scandalizzarmi su alcune valutazioni e preferenze dei cittadini e dei proprietari che hanno venduto case, ville e torri vecchie, piene di muffa e diroccate per ricevere in cambio un paio di appartamenti moderni costruiti su quel terreno all’interno di palazzi di 6 o 7 piani. Insomma, occhio ad urlare allo scandalo per delle scelte che sono sinonimo di maggiore agiatezza, confort e modernità perchè dal di fuori non si può sensibilizzare uno che vende una casa del genere dandogli dell’ignorante o dell’approfittatore chi la compra per costruirci. per molti versi, forse la maggioranza ci stanno guadagnando entrambi. Quello che voglio dire è che se da un lato tuteli la storia dall’altro non ci rendiamo conto che la mancata costruzione di un palazzo in centro porta danni e disagi di altro tipo, blocca l’industria edilizia e allarga le periferie. e mi sto antipatico da solo a dirlo, visto che io dovrei essere il poeta romantico ma di fatto è così e occorre sforzarsi per conoscere chi sta anche dall’altra parte.
Qualche volta non bisogna essere troppo ciechi e battersi a tutti i costi contro. Credo ci siano vantaggi in una città che si espande in verticale (io sono sempre stato fautore di questo tipo di sviluppo aggregante, almeno nel centro urbano, piuttosto di uno sviluppo architettonico orizzontale che allontani le persone e le obblighi a mettersi in moto). E’ naturale che ci siano tesori che vadano preservati, come quelli per cui Giò si batte, ma credo anche che preservare a prescindere case vecchie (molte sono quello e basta) e travolte da erbaccia e muschio (che nessuno cmq. toglierebbe lasciandole in stato di abbandono) solo per l’anzianità di quei muri, sia sbagliato.

C’è un certo tipo di storia, un certo tipo di ricordi che può essere conservato anche solo dentro i libri, le fotografie, nei racconti e tramandato nella memoria di padre in figlio, un tipo di storia che non deve essere di intralcio al progresso, non se il progresso è tale nel vero senso della parola. Mi batterei molto più volentieri perchè in centro città si costruisse con regole dell’edilizia ecologica e con piani architettonici etici piuttosto che a favore di una casa diroccata che non abiterà nessuno per almeno i prossimi vent’anni e forse allora crollerà per conto suo comunque.

spero di aver reso al meglio il mio punto di vista che almeno al momento non pende in maniera decisa verso la tutela integrale dei vecchi edifici. Mi piacerebbe avere abbastanza saggezza per poter dire qual è la giusta misura, cosa salvare e cosa sacrificare al progresso, purtroppo per ora quello che ho è soltanto voglia di capire e imparare da tutti quelli attori in gioco che disprezziamo a prescindere tipo i costruttori che secondo me qualcosa di buono possono fare se guidati dalla coscienza critica di certe persone e associazioni.


 
palombellarossa
gen 13, 2010 at 15:05

bah…non capisco il discorso che fai..

per me il problema non è chi accetta un palazzo nuovo di zecca in cambio di una villa sgarrupata.. il problema annoso, semmai, è la politica dettata dal cemento, diffusa e superficiale, che ormai spopola in qualsiasi città e paese italiano.

se la politica è abbattere per ricostruire me ne fotto della storia nei libri (e nelle foto o qualsiasi altra cosa) perché un giorno si arriverà alla politica di bruciarli per ristamparli (cosa verosimilmente quasi accaduta con Storace ai tempi)..

la noncuranza della generazione oggi cinquantenne e di quella prima ha portato a questa situazione ed è facile la soluzione di radere al suolo cancellando azioni e conseguenze..e responsabilità..

ogni volta che vedo il manicomio di Bisceglie non penso che alla fine cadrà da solo.. sono indignato per i biscegliesi che lo hanno visto cadere su se stesso senza fare nulla..

PS. per Giò. se vuoi sono disponibile a strutturare un progetto assieme a chiunque voglia partecipare per recuperare un luogo pubblico che possa poi essere riutilizzato utilmente..la mia idea era una sala studio..poi ne parliamo meglio.


 
palombellarossa
gen 13, 2010 at 15:14

immancabilmente

http://www.youtube.com/watch?v=JcdsgjBajxI


 
Gio
gen 13, 2010 at 16:37

Vins, la mia posizione è brutalmente riassunta dalle parole di palombella.
Il vero problema è che a Bisceglie la politica a partire dagli anni 60 ha avuto un’unica tendenza, quella di demolire l’esistente ed edificare in maniera deplorevole.
Se vuoi esempi concreti basta guardare i palazzoni della banca San Paolo e quello del Bar Oriente nella piazza principale della città, giusto per citare forse i più celebri. Se tu vedessi le foto di ciò che precedeva questi due mostri, capiresti ancora di più la stortura della politica cementificia che domina nella nostra città.

Di fronte al termine blasonato di “progresso”, i nostri amministratori hanno estinto per sempre pezzi della nostra storia, della nostra identità. E’ chiaro che il privato che non ha disponibilità è invogliato (e giustificabile) a cedere il proprio “rudere” in cambio di due o più appartamenti.
Ma è proprio lì che deve intervenire la Politica, prevedendo una ricompensazione per il privato in cambio della cessione della proprietà. O, per citare un esempio concreto, agevolare l’insediamento di un uffici e privati nell’edificio antico (vedi edificio banca Bnl, sempre in piazza V.Emanuele). Si può per esempio pensare a strutture turistiche ricettive, in alternativa; o a realtà di project financing. In Francia ci sono innumerevoli esempi di recupero dei borghi rurali, perché noi invece dobbiamo pensare solo a demolirli?
E’ solo la volontà politica quella che manca. La sensibilità della cittadinanza è un’altra mancanza, ma forse meno influente per il destino dei palazzi antichi.
Per non parlare poi dell’abitudine schifosa di inserire nella giunta comunale affiliati o imprenditori stessi dell’edilizia biscegliese. Non faccio nomi.

Tutto ciò si riassume in un’unica constatazione: la politica, dagli anni 60 ad oggi, ha solo ragionato per interessi economici e favorito la speculazione edilizia. Tutto a vantaggio di pochi imprenditori e a diretto svantaggio della comunità. Nulla di trascendentale in questa nazione malata, ci mancherebbe!

Però stai attento a parlare di progresso. Per me di certo il progresso non è far sviluppare gli edifici in verticale. Quella per me è alienazione di coloro che ci andranno a vivere, io per primo. Hai mai notato i paesi che si sviluppano da Bari in giù? Oppure, non troppo lontano, sei mai stato a Ruvo? Perché si ha quella sensazione quasi istintiva di tranquillità li? Hai mai associato l’altezza di max 2 piani degli edifici a quella sensazione di tranquillità? Provaci!
Grazie veramente a entrambi per lo scambio di idee.

P.S: non vi preoccupate che a breve ne sentirete delle nuove sull’argomento… Palombella, a disposizione! reputo però fondamentale che tu ti trasferisca di nuovo a Bisceglie prima, non credi?


 
Gio
gen 13, 2010 at 16:37

Provate a dare un’occhiata a questo preziosissimo sito, giusto per capire di cosa parliamo:
http://www.centrostudibiscegliese.it/galleria.php


 
palombellarossa
gen 13, 2010 at 16:54

una cosa ulteriore che penso e che ho esplicitatoo anche in una chiacchierata durante un pranzo casalingo con bella gente che tuttora la pensa diversamente da me (per fortuna o purtroppo?!?!?!): il linguaggio è cambiato..di conseguenza la realtà espressa dal linguaggio è diversa da quella che corrispondeva al vecchio linguaggio.

In particolare:

progrèsso [pro'grɛsso]
s.m.

1 sm
processo di avanzamento, di sviluppo, e specialmente di miglioramento e perfezionamento

2 sm
miglioramento delle condizioni di vita e delle strutture sociali

per me queste non sono più le accezioni relative al termine progresso. Nella realtà odierna, molto spesso, il progresso si limita a seguire solo la prima parte del suo significato nozionistico senza nessuna finalità specialmente addotta..un superficiale processo di avanzamento che non tiene più conto realmente della possibilità e necessità di miglioramento e perfezionamento delle condizioni di vita e delle strutture sociali..


 
Vins
gen 15, 2010 at 20:49

ragazzi, parlando molto crudamente … Secondo me fate ragionamenti semplicistici. Ben venga la soggettività, il punto di vista di ciascuno ma non bisogna mai ragionare in termini assoluti come se voi foste in grado di definire cos’è progresso e cosa non lo è in base ai VOSTRI gusti estetici e a ipotesi sociali che non tengono tonto di mille variabili (e vi assicuro che non ne tengono conto).

E’ un luogo comune la disquisizione su quello che avviene nella realtà odierna e lo si traveste usando la parola progresso. Banale! perchè è il cavallo di battaglia utilizzato da una certa mentalità da “liceale con la maglietta del Chè” che si è sempre dimostrata perdente (e non parlo solo dalle elezioni). Avevo la stessa vostra impostazione anni fa, poi ho scoperto piano piano che la realtà che ci raccontiamo è diversa da quella che c’è fuori, perchè? perchè ho imparato ad ascoltare la controparte, a cercare di analizzare tutti gli effetti delle mie idee sulla società.
era questo il messaggio che volevo darvi con il mio lungo commento. è da ingenui non tenere conto degli interessi in gioco, degli attori in gioco, delle ripercussioni che ogni cosa che a voi sembra NOBILE ha su altre persone, sul territorio, su tutto quello che vi circonda rendendo meno MOTIVABILE il vostro agire. Così come parte è apprezzabile ma non si può lottare contro i palazzi che verranno costruiti nel 2010 perchè quelli costruiti con il boom edilizio degli anni ‘60 sono degli obbrobri che hanno sostituito opere d’arte architettoniche. E’ proprio motivando la tua azione attraverso ciò Giò che mi fai perdere convinzione nella tua causa, figurati a chi al tema già non è sensibile in partenza.

Palombellarossa ha ragione quando definisce granparte di quello che attualmente viene definito progresso come: “un superficiale processo di avanzamento che non tiene più conto realmente della possibilità e necessità di miglioramento e perfezionamento delle condizioni di vita e delle strutture sociali”.

Ecco, proprio per questo secondo me occorre agire in maniera da direzionare quel processo di avanzamento con la filosofia i valori che ci appartendono e non mettendosi di traverso e sbarrandogli la strada in nome di una presunta (e non troppo convincente, dal mio punto di vista) tutela del patrimonio architettonico.

Infine suggerisco a Giò di parlare di sviluppo urbano dopo aver letto un paio di libri in più di urbanistica. Non perchè ignorante sul tema ma perchè avrebbe motivazioni più convincenti da esporre e anche li, si accorgerebbe come mi sono accorto io, che gli stessi architetti hanno punti di vista differenti per il semplice fatto, secondo me, che non esiste il meglio in assoluto. Piuttosto parliamone (parlatene visto che io sto qui), organizziamo incontri sul tema, analizziamo tutte le possibilità, non solo quello che piacerebbe a noi, invitando l’amministrazione e il sindaco, esperti del settore, stakeholder, invece di bloccare tutto in nome dell’amore per la ruralità. amore, che, ripeto, è troppo soggettivo per costituire un valore e amore, che, dall’altra parte è forse troppo poco forte per spingervi ad atti estremi come incatenarsi alle torri che vogliono abbattere o dedicare a ciò parte della vostra vita.

Spero di essere stato deciso ma di non aver trasmesso la mia critica in maniera troppo rigida perchè cmq. sui presupposti di queste azioni io sono con voi.
Vincenzo


 
raffaele
gen 16, 2010 at 00:53

.. se ti firmi ” vincenzo” ti sei fatto serio….

P.S. questo e’ il mio grande contributo al post che mi vede spettatore incantato davanti alle vostre condivisibili, quasi opposte teorie.Mi state piacendo tutti tre… continuate, vi ascolto anzi vi leggo in attesa di poter avere una mia opinione in proposito…


 
palombellarossa
gen 28, 2010 at 13:33

per fortuna qualcuno resiste ancora..

con delicatezza..

http://www.youtube.com/watch?v=u4ZMEvXi1fE

PS. grazie giò per quello che fai.. non sarai solo..


 
Gio
gen 28, 2010 at 19:10

Grazie Palombella per il sostegno.
Spero di aggiungere altre anime a questa sfida.
La tua?


 

Reply

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