Volontario inciampo
Le foglie gialle e rosse di un tardo autunno hanno ricoperto Bologna.
Con la stessa rapidità sono volati i giorni e le settimane ed in un solo battito di ciglia scopri che l’ora solare è tornata, che l’armadio ha fatto spazio a maglioni e sciarpe.
Si direbbe in gergo che mi son lasciato prendere dagli eventi. Non voglia essere questa una captatio benevolentiae, ma è andata così.
Stasera mi sono ‘’fermato’’ un attimo e ho ritrovato delle poesie tra le mie mani. Voglia essere questo post un semplice modo di condividere con voi questo volontario inciampo in sprazzi d’arte. E poesia, appunto.
Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Buonanotte Pennelli.
Antonio



Condivido volentieri con voi questa poesia che ho ritrovato tra i miei pensieri:
XLIV sonetto
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.
da Cento sonetti d’amore “Pablo Neruda”
Nazim Hikmet è invece l’autore della poesia del post
Il bellissimo Nazim!!!
Io di Hikmet adoro questa…. a cui sono legata particolarmente.
Per pochi e non per tutti…
-Ti amo come se mangiassi il pane-
“Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.”
Ecco, la poesia ci può salvare. Annuncio a tutti quelli in zona (pochi) che i pennellisolari fondatori sono tornati sani e salvi dalla missione Marrakech. Nei prossimi gironi vi racconteremo, credo, sempre che la depressione post estate-marocchina non abbia la meglio. Ecco, la poesia ci può salvare. (meglio se non è d’amore per una donna però)
Ti amo come se mangiassi il pane.. Grazie La Lu non la conoscevo. Bellissima.
Grande La Lu: la metafora “come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto” è una delle poche che mi è rimasta in mente (evento eccezionale) di quelle contenute nella raccolta di Hikmet. Grazie per il ricordo!
Giò anche io adoro quella parte della poesia….. è come se mi facesse davvero sentire quella sensazione…. meravigliosa!
bellissima la foto nel post!
il contrasto tra i due livelli monocromatici e’ davvero intrigante: uno, arancione, e’ reale e palpabile, l’altro, blue, etereo e infinito – praticamente un’altra poesia.
g