Forse è stata l’Africa


Forse è stata l’Africa
Forse è stata l’Africa a zittirmi. Forse a lasciarmi custodire. Non so. E’ che certi pensieri li tengo più per me. I pensieri, quelli che fluttuano nei venti di cui leggo su questo blog a cui ho dedicato il mio lungo silenzio. Non per un motivo. In fondo la mia assenza dalla scrittura, al contempo, è vita . Quella che sto tentando di gestire equilibratamente e difendere dagli sconvoglimenti che la stanno scandendo. Eppure ho ancora quegli occhi nei miei. Scuri, scurissimi come la terra di cui avrei voluto parlare e riparlare per provar a trasmettere ciò che avevo visto. E’ invece ho zittito, naufragando, ancora una volta, nell’idea che chi ascolta non rivive il tuo sussulto cadenzato dalle parole piene di immagini, suoni, colori e vento. Quello in cui le tue parole si disperdono. Quando la rabbia per una popolazione inerme e sorridente di fronte alla sua povertà, quando due occhi ti chiedono pane e non vogliono piantare grano, quando un leone, sia avvicina ad un preda morta di cause naturali, l’annusa, la lecca e con fare beffardo la lascia lì dov’è, e non perchè fosse putrida, mi piace pensare, ma perchè, non l’aveva conquistata lui, quando una terra non impara nemmeno dal suo Re, piuttosto che perdermi in racconti, ho preferito il silenzio. Perchè quello che nella più lunga delle notti nel bel mezzo della savana, mi aveva mosso il mare dentro, mi aveva urlato di costruirlo, il mondo che fosse tinto delle sue albe, avesse il nitido suono del vento che nei villaggi non sbatteva sui palazzi, ed in cui lo scuro di quegli occhi mi ricordasse sempre di seminare grano più che di comprare pane. E solo allora mangiarlo. Il frutto della mia. Anzi.
Della Nostra Africa. 
S.



che belli quei due nell’ultima foto.
Che Meraviglia!
… mauri .. io ti avevo scambiato per quello nella prima foto… sara’ stata la criniera… scusami…
mi ritrovo a condividere il silenzio di un continente che effettivamente ti zittisce… e delle mancate descrizioni di sentimenti e sensazioni che hai dentro ma che non riesci a trasformare in parole…
Già…