A moi
Succede che siamo troppo innamorati delle emozioni, non possiamo farne a meno.
Una vita fatta di media, qualunque essa sia, ci distruggerebbe.
Preferiamo avere le ferite al vento, in modo da sentirle pulsare, piuttosto che nasconderle per non ammettere di aver sbagliato. Solo per sentirci vivi.
Come enormi discariche, siamo poesie a cielo aperto.
Ma cosa succede se il mondo si comporta nel peggiore dei modi, urlandoti contro il suo silenzio?
Reciti come un mantra l’ultimo aforisma di uno scrittore appena letto; e pensi che sia quello l’algoritmo esatto per risolvere il tuo rebus.
Ma tanto sai già che bastano pochi giorni a rendere inutile quella regola che hai provato ad applicare. E sei lì che lecchi l’amaro gusto che ha il fascino quando abbandona un vestito nuovo.
Penso agli ideali che mi riempiono la testa e a quanta fatica faccio per metterli in pratica.
Penso a quant’è diventato difficile comunicare anche con gli amici, o che si spacciano per tali.
Non riesci più neanche a vederli, se non per caso. Sono spariti o non ci sono mai stati.
Vuoi confidarti, ma c’è solo il cuscino sul letto ad assorbire la tua saliva agrodolce.
Mi chiedo sempre se sbaglio e in cosa. E come potrei migliorare. L’unica consolazione è che l’estate è finita e io odio l’estate.
Leggevo qualche articolo fa che uno dei modi per essere felici è quello di essere pessimisti. Subito dopo, in questo decalogo, c’era il consiglio ad essere propositivi.
Allora, sbaglio oppure neanche in uno stesso articolo i giornalisti non sono più coerenti?
E io che vivo di espedienti e articoli di giornale, che devo fare?
Dai, la finisco di scrivere: perché scrivo solo quando sono arrabbiato e per reagire. Come quando si facevano dei giochi stupidi sul marciapiede, tentando di calpestare alcune mattonelle piuttosto che altre. Senza alcun metodo, solo per scaramanzia.
Dedicato a tutti coloro che hanno capito.



Grazie giò, finalmente. Voto 5 perchè 10 non c’è.
Parliamo un pò quando sono giù però. Un abbraccio
“TROPPO”.
E’ forte l’immagine “Come enormi discariche, siamo poesie a cielo aperto”. E’ forte sia perchè mi verrebbe da fare la battuta: “enorme discarica ci sarai tu” sia perchè sarebbe forse troppo bello pensare di essere “poesie a cielo aperto”. Sarebbe forse un’illusione però perchè se lo fossimo, e lo fossimo così, enormemente, sarebbe difficile da credere che non se ne accorgano in tanti. I miei occhi, quando guradano me e quando guardano alcuni di noi (pennellisolari) vedono piuttosto gente che ci prova. Sempre. Ci prova e cerca anche quando apparentemente sembra aver già trovato. E questa, ragazzi, non è una poesia a cielo aperto, ma una che può leggere solo una parte d’umanità. Un sonetto piccolo e diabilico che parafrasando le parole dette da una persona che amo: “o ti prende o ti scivola addosso”. Naturalmente il complimento per il post è implicito e sta nel fatto che sono righe in cui da un lato mi ritrovo come carta carbone e dall’altro mi fanno pensare su molte più cose di quelle dette in questo commento (ma vi risparmio).
Grazie dome, grazie vins. Credevo di aver scritto un post troppo amaro da essere commentato positivamente, ma come dicevo a qualcuno, per scrivere “Devo far ammalare la realtà per poi provare a dipingerla. E’ come se scegliessi la tavolozza di Michelangelo o della fase scura di Van Gogh. Ma solo perché mi vengono meglio così i quadri”. Miss, mi hai rotto il cazzo. Il troppo TI stroppia (di mazzate)!
Ovviamente, grazie Miss…
“E quando starai male, sarà arrivato il momento di buttarsi a terra, e strisciare gomiti e ginocchia sulla terra umida che ti sporchi la faccia fino a non farti vedere più nulla,e sarà il caso esci la lingua e leccala, perchè solo allora, solo quando ti sarai rialzato vedrai te nella versione integrale. Quella di uomo dolorante e ferito che non potrà strisciare più in basso e non potrà ingoiare di peggio. Ed allora sorridi(e sputa). Perchè sarai pronto a ricominciare la tua vita costruendola da dove hai lasciato le tue ultime lacrime. Le fondamenta di te.”
siamo innamorati delle emozioni forse perchè sono le uniche cose che riescono ancora a farci vivere, nel bene e nel male, a farci respirare quell’odore seppure acre di discarica che è la nostra vita, ma che nei momenti più inaspettati diventa l’odore più buono di cui non riusciamo a farne a meno…
mi piace pensare che la vita possa essere una poesia, anche se a volte trovare la rima non è facile, anche se a volte le parole diventano così banali come i nostri ideali agli occhi degli altri…anche se a volte comunicare costa fatica, anche se a volte non basta solo sporcarsi le mani,ma anche la faccia, solo per essere veri, solo per riuscire a dettare quelle parole che ci fanno sentire noi stessi…
esiste un modo per essere felici? chissà…però fossi in te non darei retta a quell’articolo
complimenti per il post, non è difficile ritrovarsi…anche se io non odio l’estate.
il post s’è beccato 5 stelline, ma il Troppo non era un complimento, ma solo una conferma al mio pensiero che, continuo ad eleborare… quindi, grazie a te, per darmi sempre nuovi spunti…
…..pessimismo e fastidio …
bella giò….la similitudine con la discarica a cielo aperto mi ha fatto venire in mente questo sketch…
http://www.youtube.com/watch?v=Phk_o91gzEU
Bel post Gio. Ma forse il mio stato mentale distratto e poco con-centrato non mi fa cogliere appieno la profondità del messaggio. Aspetto di parlarne di persona.
Intanto mi consolo con un concerto. Chi viene stasera ad ascoltare “La Fame di Camilla”? 5Euro+tessera ARCI. Casa139 (Milano).
http://www.youtube.com/watch?v=3OxMMuvZcAw
Nick, io ci verrei con piacere, ma ho i Marta sui Tubi qui ad Assisi… ma l’hai più vista la Varuni? Posso vantarmi di essere amica di “quello bello”?
Oh Gio, non ho capito una cosa, ma A moi, è volontariamente senza accento, nel senso di “qualcosa ha me”, o era solo brutto esteticamente la vocale accentata… no perchè potrei farmi un trip sul significato vero di quella A, e so che nn sono io! ehehehh (solo perche manca il punto)
Vantati pure Agatè. Venturi e ‘zito’ (nonchè cantante dei Marta sui Tubi) conosciuti. Chissà se i Pennellisolari collaboreranno anche con loro…
Ni, la Varuni non c’era… con Gulino, abbiamo condiviso la sicilianità e un paio di bicchieri di vino… al settimo ho perso il conto. oggi non ho una buona cera, niente affatto, ma almeno non ho dovuto chiamare “nessuno” per farmi venire a prendere. ogni riferimento…
se ce la faccio, ti chiamo stasera così mi ri-racconti della fame di camilla, ed io ho una chicca da dirti. spero in una vostra collaborazione, così almeno se mi venisse in mente di farmi dire dove mi trovo, busso alla spalla di “quellolì” e risparmio la chiamata.
Agatè, ma alla fine chi ti ha retto la fronte?
nessuno nessuno, mi spiace un sacco d’aver rovinato la porta di casa di una signora… però…
Nick!!! Ti è piaciuto il concerto della Fame di camilla? Li seguo da un bel pò è ho comprato il loro cd. Sono molto bravi e i testi di ermal belli!
Frà, 5euro spesi benissimo, concerto bellissimo. Li conosco anch’io da un po, ma non li avevo mai sentiti dal vivo. Li rivedrei anche domani.
“Ma cosa succede se il mondo si comporta nel peggiore dei modi, urlandoti contro il suo silenzio?
…
Penso agli ideali che mi riempiono la testa e a quanta fatica faccio per metterli in pratica.
Penso a quant’è diventato difficile comunicare anche con gli amici, o che si spacciano per tali.
Non riesci più neanche a vederli, se non per caso. Sono spariti o non ci sono mai stati.
Vuoi confidarti, ma c’è solo il cuscino sul letto ad assorbire la tua saliva agrodolce.
Mi chiedo sempre se sbaglio e in cosa. E come potrei migliorare.”
Riprendo seriamente un tema forte, ovviamente scostato dopo 4-5 commenti a tema.
Non sei solo. Non lo sarai mai se non quando crederai di esserlo per incapacità che la presenza altrui non è data solo da presenza fisica.
Mauro Corona dice: La solitudine non esiste. Saremmo io e la solitudine e saremmo già in 2. (vedi video).
penso che un amico non è tale se ti chiama tutti i giorni o se lo vedi ogni week end, e neanche per presenza. Credo che questi siano solo alcuni dei fattori che creano un amicizia, ma che non ne determinano l’eternità.
La vita potrà gridarti silenzi se deciderai che dall’esterno dipenderanno le gioie e non da te, da come stai, da cosa scegli, dal se farai quel che ti aggrada. Se segui il tuo percorso, in bici o a piedi o coem meglio credi, non ti sentirai solo a lungo perchè sarà la tua indole a chiamarti verso quel che davvero dici o credi di essere il tuo destino. Nessuna lontananza ti potrà gridare e sentirla ti potrà solo dare cognizione del bene e bisogno che hai di condividere con quelle persone che chiami amici e che forse, ti sono amiche molto più del tuo non ritenerle più tali solo perchè stavano percorrendo la loro strada, in quei giorni, verso altre gioie, destini, sogni o musiche di vota.
SOno tante le cose che legano, stupide quelle che separano e se questo era il tuo modo di gridare spero sia isolato. Se ti senti solo, se qualcuno non ha tempo per le tue frasi, storie, racconti, se qualcuno che credi meriti la tua presenza per qualche motivo non ti si dedica, prendi 2 birre e una pizza da dividere, và a casa sua con le scarpe da corsa e prospettagli la serata. BAsta poco per scoprire che il tempo e e tutto il resto non allontana. Personalmente mi chiedo. personalmente non mi sò rispondere. personalmente subisco dimenandomi le scelte fatte lavorativamente parlando. personalmente mi trovo ad essere davvero felice quando, non pensando più al singolare, mi trovo a dover tornare a considerare la vita come un gioco e le nostre scelte come scommesse che potrebbero ogni momento essere sconfitte e quindi punti da cui ripartire. personalmente credo che l’unica cosa, ad oggi, su cui cè sempre un ritorno è l’amicizia, anche quando non ci si vede. Personalmente preferisco un barilotto da 5 litri e un domani festivo che mi dia mente libera per poterci condividere una sera sul torrione. Ma è sempre personalmente e sappi che personalmente siamo in 2 a VOLERTI BENE. Mè, annuc la biir, che la pizz la picchieim d’abbash.
oh un budda seduto sopra il comodino … che mi chiede: quando cazzo viene Gio con la Birra? sono mesi che aspetto.
Da Gibran.
“Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
Ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
..
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
…
Quindi, credo che l’amicizia vera sia eterna, ma seppur tale abbia bisogno di essere saziata di parole, incontri, e condivisione. Perchè non basta seminare una volta, per assicurarsi il raccolto nel momento in cui saremo affamati.
L’amicizia è una se vera, ma ognuno di voi la vive diversamente: per qualcuno è “il ritorno” e per altri “l’andata”. A te Mauri. vivi l’andata e non dare per scontato che al ritorno chi ti si è professato amico sia lì ad attenderti. E a te Gio. Che tu non riconosca l’amicizia come il frutto di un Accordo .. ma sappi in silenzio attenderne il ritorno..
In poche parole.. incontratevi a metà strada!!!
.
Credo che sia troppo riduttivo controbattere un grido di ” solitudine” di un amico dicendo l’amicizia è eterna e se vuoi parlare con qualcuno cercami, vieni a casa mia.
Ci si dimentica forse che se stiamo parlando di vera amicizia, molto spesso basta poco per fa sì che l’altro ti possa sentire vicino…. basta far sentire che siamo presenti, basta far capire che non c’è bisogno di chiamare…. perchè noi arriveremo prima che il telefono possa squillare.
Poi siamo tutti d’accordo che l’amicizia vera è eterna ….e che tutti noi abbiamo le nostre vite incasinate e movimentate, da cui è difficile tirar fuori un po’ di tempo per “gli amici un po’ più incasinati”. Ma credo che basti pensarci, non impegnarsi… basta anche solo pensarci smettendo di essere sempre troppo concentrati su noi stessi. Molto spesso fa bene non solo agli altri ma anche alle nostre vite.
Chà!
“Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?” (R. Bach)… io non lo so, siamo famelici di palpabile condivisione, di cose tangibili. A volte, ti ritrovi un amico lontano in ogni angolo… di-stanza. Proustizzarsi davanti a qualcosa, un evento, un libro, un quadro. si fanno trovare.
http://img386.imageshack.us/img386/7964/06102009x.jpg
io che sono conoscente, preferisco il giardinaggio, ma mi hanno detto che, non è tempo di girasoli!
“Com’è possibile essere vulnerabili , rimanendo sé stessi,in un mondo dove si è vincente solo se si è invulnerabili?”
Credo che questa domanda porti in sè la più scontata delle risposte ; trovata?
Quanto è difficile mettere in atto questo “precetto”,non uso a caso questo termine,essì,dovrebbe essere quella norma capace di regolare la nostra vita,come un passista in una gara ciclistica;il passista è capace di mantenere una velocità sostenuta per molto tempo. Non è quindi, né uno scalatore, né un velocista, ma un corridore che distribuisce le forze per arrivare al termine della competizione nelle migliori condizioni fisiche, un ciclista che ha fra le sue doti la resistenza più che lo scatto bruciante.Me lo immagino così;arriva al traguardo,pacione, soddisfatto,con gli occhi ancora ricchi dei paesaggi attraversati, sicuro di aver fatto la sua gara, consapevole dei suoi limiti e delle sue virtù;da sé,ha preteso solo di essere ciò che è.
Non tutti possiamo osare lo scatto bruciante, eppure tentiamo ostinatamente di replicarlo, come se questa fosse l’unica alternativa dimenticando la nostra vulnerabilità, la nostra essenza, facendo ,quindi, di noi stessi dei replicanti.
Ogni giorno una nuova sfida, una nuova ricerca, un nuovo amore, nuovi occhi, nuove labbra da conquistare e da baciare per poi bruciare tutto in pochi istanti e rimettersi nuovamente alla ricerca ………..nuova sfida,nuova ricerca, nuovo amore,nuovi occhi, nuove labbra da conquistare e da baciare …………che strazio,che strazio non potersi fermare.
“Prima di conquistare i pianeti, prima di conquistare il centro della terra, prima di dominare le civiltà, è necessaria quell’avventura che consiste nel poter conoscere qualcosa che non può essere assolutamente negata ; cioè la nostra verità, è nostra e basta.
Non so se ciò che ho scritto è attinente al post, ma la sua lettura mi ha suscitato questo; magari non sarà attinente, ma è vero
ecco, appunto… incontrarsi a metà strada. Ci vediamo a casa di … a no scusa, sarebbe troppo vicino a casa tua. Allora facciamo in Stazione. A no, sarebbe più vicino a casa mia. Facciamo che ci vediamo da Don Pasqualino. ok Gio? visto che sembra che sia un post x noi, ci vediamo lì ma porta 3 birre, io porto la pizza e Don P. porta le donne.
..frankubelik mi sei piaciuto…. da oggi saro’ ..” RAFFAELE IL PASSISTA”…non hai inserito il copyright ed io me ne sono appropriato…
entro nel club……….Fran la passista
mia nonna molto più semplicemente avrebbe detto:”chi va piano va sano e va lontano”
http://www.youtube.com/watch?v=sLOr_FrJJWA&feature=related
poesia tra quattro mura..
Come on skinny love just last the year
Pour a little salt we were never here
My, my, my, my, my, my, my, my
Staring at the sink of blood and crushed veneer
I tell my love to wreck it all
Cut out all the ropes and let me fall
My, my, my, my, my, my, my, my
Right in the moment this order’s tall
I told you to be patient
I told you to be fine
I told you to be balanced
I told you to be kind
In the morning I’ll be with you
But it will be a different “kind”
I’ll be holding all the tickets
And you’ll be owning all the fines
Come on skinny love what happened here
Suckle on the hope in lite brassiere
My, my, my, my, my, my, my, my
Sullen load is full; so slow on the split
I told you to be patient
I told you to be fine
I told you to be balanced
I told you to be kind
Now all your love is wasted?
Then who the hell was I?
Now I’m breaking at the britches
And at the end of all your lines
Who will love you?
Who will fight?
Who will fall far behind?
Io “provo” a volare basso,rimango in terra Francese……..un po’ di sana musica popolare
dimenticavo…………….. http://www.youtube.com/watch?v=xdrb38PgPIA
chiunque sia palombella rossa, io l’AMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
Uno alla volta.
Agatè, la “A” è senza accento perché non credevo andasse messo.
Fra+Nick, la Fame di Camilla sono bravi ma provate ad ascoltare i Modaxì (sempre di Bari e dintorni…. FORZA BARI!!)
Mauri, le tue sono parole belle, ma l’amicizia non si costruisce solo a parole, così come l’amore. Devi DIMOSTRARLA, e la dimostrazione è intrisa di volti, sguardi. In una parola: incontro.
Soprattutto quando le distanze materiali che ti separano dal volto amico sono trascurabili.
Non c’è telefonata o mail o commento ad un blog che tengano.
Sono l’incontro, la lentezza e la convivialità a rendere un’amicizia unica.
L., grazie come sempre per i tuoi spunti poetici: ma dove li trovi?
Frankubelik: mi associo alla tua necessità di lentezza. Anzi, devo iscrivermi ad un “Corso di lentezza”
Mauri, io e te. Punto.
Palombella, si u miggh!
A., lascia perdere Palombella… non è il tuo tipo
ok, ma qualcuno che cita bon iver?!… (sospiro).
Caro Gio, le tue verità non sono le verità degli altri quindi non controbatto la tua ma ti espongo la mia.
Io non sono meno amico della gente che ho vissuto per anni solo perchè impegni o altro ci porta a stare molto meno insieme delle vecchie 24 ore di anni fà, con alcuni, passate davvero insieme a condividere tutto. Crescendo subentrano altre cose come il lavoro, i legami del cuore, qualche nuovo hobby, le aspirazioni e soprattutto il mirare al DOVE VUOI ANDARE.
Anche io soffro, come dicevi tu qualche post fà, per le scelte fatte, per il tempo libero che ho sempre meno, per il fatto che vorrei starmene molto più tempo con gli amici, ma ho scelto di costruire qualcosa di grande e di bello di cui a frammenti ti metto a conoscenza. ho scelto di fare qualcosa per il nostro paese come hai scelto tu creando Biciliae. Io ho scelto esattamente come te e questo mi porta via tanto da non poter più decidere di fare quello che voglio quando lo voglio, ma solo quando mi rimangono 2 minuti.
Non pranzo o non ceno o riposo poco, ho orari strambi, corro all’ora di pranzo, talvolta la notte dopo le 10 pur di continuare a fare un pò di sport. Non posso chiedere questo per incontrare un amico ma almeno non lo accuso perchè lui non ha i miei tempi. L’Amicizia io la intendo un pò come l’amore, ma non passionale, più semplice e libero, senza impegni. E se un amico ha davvero bisogno di me e non lo capisco, beh, allora colpa mia di non aver intuito, basta che l’amico abbia poi la forza di reagire e riconoscere la propria verità. Amicizia per me è sì condividere, ma anche capire che l’altro può aver da fare pur continuandoti ad essere amico e che poi alla prima occasione ci si incontrerà per star bene insieme senza per questo accusarsi delle assenze.
Ho sempre inteso l’amicizia così perchè è il mio modo di essere, libero e non legato a un DOVERE. Luca è e sarà il mio miglior amico nonostante a volte non ci sentiamo per mesi eprchè lui è all’estero. Lello mi manca come se fosse mio fratello minore, probabilmente più di quanto manchi a te che ti è cugino, Marco lo ho a 123 passi da casa e non ci vediamo da quest’estate, ma non per questo non li ritengo amici più. Hanno da fare le loro cose e quando io sono libero capita che loro sono occupati o qualcos’altro. Ma sò che ci sono e quando li incontro anche solo per 2 minuti sono felice. Lo stesso è per Fabio, Checco, Ciccio, Leo P., Giamba, MArina, Katia e Lory, Dox, Massimo, Valentino, Cristiano, Mino, Michele, … Con alcuni vorrei sentrimi di più come con Vins ma abbiamo tutti impegni, pensieri, programmi che sono nostri e non mi sento di prendermela se non ci si incontri più costantemente. Comunque l’amicizia per me rimane e probabilmetne si rafforza anche di queste distanze, incontri, e sinceramente credo che và bene così. Non posso dire che sia giusto è la vita che vivo e che, nonostante il sentirmi a volte VEDOVO DI VITA, mi fà felice quando poi il tempo di starcene, io e l’amico, a ridere e parlare, arriverà.
Ma questo è il mio modo di vivere e di lasciar vivere.
Mauri, il principio di “vivi e lascia vivere” mi sembra più comodo che condivisibile, almeno tra due amici “stretti”. E comunque secondo me va contestualizzato caso per caso e usato sempre in maniera ponderata, senza esagerare. Poi, invece di star qui a perder tempo a scrivere commenti/mail chilometrici, avresti potuto chiamarmi e incontrarci, no?! Cmq, visto che siamo due teste di minchia entrambi e che continueremo a pensarla come la pensavamo prima di questo scambio, vediamo di raggiungere un compromesso. Facciamo che mi chiami le prossime volte che vai a fare footing, ok? Non preoccuparti, Don P non lo invitiamo!
Ciao a tutti, vedo che il botta e risposta s’infiamma e per non fare a meno di dire la mia ho dovuto investire mezzo pomeriggio a recuperare i commenti (e questo peserà sul mio orario di fuga dall’ufficio, ah, che amico che sono…. io…). Lasciando perdere i due punti di vista provo a dire una cosa che non so se stia da una parte o dall’altra. So che è quello che penso e che ho sempre pensato. Io credo che l’amicizia, come concetto definibile in maninera universale, non esista se non in maniera molto ma molto generica. Credo che l’errore sia nel percepirla come una forma standard, come un contratto in cui uno deve o può fare determinate cose. Forse dico una cosa banale ma per me l’amicizia esiste in un momento preciso, che è il momento della condivisione. Non mi interessa come sia nata quella condivisione, se è stato più una o l’altra parte a richiederla o costruirla, se sia un incontro casuale una tantum, un appuntamento fisso ogni giorno o che cavolo ne so. Quando dico amicizia intendo Giò che legge il mio post e commenta, intendo Nick che non va più al Bycicle Film Festival perchè sa che quella sera ho bisogno di sentirmi dire che il mondo non fa poi così schifo come credo. A volte scompaio. Forse scompaio più spesso di quanto vorrei. So che loro due ci sono e insieme a loro ci sono anche tante altre persone che chiamo amici. Non mi interesse il modo e la frequenza. So che in ognuno troverò qualcosa, in alcuni chiedendo, in altri prima ancora che pensi di averne bisogno. Il problema dell’amicizia, che è forse anche il suo grande vantaggio (perdonatemi se uso termini così ma è per semplificare), è che può astrarsi dal concetto di ASPETTATIVA per il semplice fatto che ogni amicizia è unica nel suo genere ma non basta, da sola, a darti quello che vuoi da un rapporto di condivisione. Forse Maurizio scompare, a volte, spesso. Forse prima lo faceva di meno. Forse è naturale che sia così. O comunque giusto o sbagliato che sia è così. Quello che posso dire è che so che voi due siete amici e tali rimarrete sempre se Giò da una parte si astraesse dalla logica dell’ASPETTATIVA, aspettandosi da Maurizio cose che al momento non può dare e dall’altra Maurizio la smettesse di relativizzare sempre tutto fino a stremarci i coglioni e ogni tanto chiedesse scusa (in privato) a chi alzando la mano gli fa notare che si è sentito mancare di considerazione. Detto questo andatevene a fare in culo entrambi. AMICI MIEI. VI VOGLIO BENE.
Vins, mettiamo che tu abbia ragione, devo però sottolineare 2 cose:
1- non potevo alzare la mano visto che già quando scrivo con 2 faccio errori di continuo, figuriamoci se ne alzavo 1.
2- Avevo paura ad alzare la mano perchè poi mi sarebbe venuto il dubbio continuo del se fare il pugno o la mano tesa.
3- Sefosse passato Guspe avrebbe pensato che la mano poteva essere quella scomprarsa e mi avrebbe tempestato di altri 24 post sui c….i miei.
4- Quando sono al PC ma non x scrivere una mano tiene su la maglietta e l’altra mi accomuna al grande Vito e a tutti gli amici del Club cpp.
5- Non mi aspetto e non devo niente e per questo sò che non devo chiedere scusa per un pò sto avendo da fare con alcuni progetti di vita, però se questo può far sentire bene qualcuno eccoti servite le mie scuse: SCUSA! (ma per cosa?)
PS: veniamo al dunque: se fosse come dici tu, caro Gio, fossi Lello avrei qualcosa da dire. Predicare e razzolare….
22.30 footing stasera. Chi c’è c’è! E chi non c’è comunque mi è amico come prima.
Non è una questione di aspettativa perché non mi “aspetto” niente, né quindi di scuse da ricevere dall’altra parte.
Io ho visto sparire un amico che sentivo ogni giorno e vedevo più o meno frequentemente: da un giorno all’altro , senza preavviso.
Allora: un amico ha il dovere di denunciarne la scomparsa o no?
Ha il diritto di usare il blog dove si sparano tante puttanate per dire una cosa seria, o no? Visto che è l’unico spazio (virtuale) dove tutti, prima o poi, ci incontriamo tutti, ne ho approfittato.
Prossima volta vado su rai tre a “Chi l’ha visto?”: Vins, vuoi diventare tu famoso?
La tv è cosa vecchia. Ci vediamo sul web. Eskimo magari. Vins per diventare famoso lì devi avere ottimi attributi. Vuoi diventare famoso?
Giò, hai usato il blog per provocare Maurizio, diciamocelo che per altro essendo il solito orgoglioso se la cava facendo il finto tonto. Io comunque non ne voglio sapere nulla, anzi, a proposito.. ma chi siete? Io famoso? No, ho sempre preferito il pochi ma buoni. E poi la celebrità ti porta troppe donne.. e io sono sempre stato uno pigro in queste faccende.. .no, meglio di no.
Spero che almeno nella realtà sia meno orgoglioso che nel blog. La mente umana è insondabile: non si sa mai cosa può succedere! O dont?