Conversazione in un Bar (con dedica)
Non è una questione di desideri o, meglio, sogni. Nemmeno di paure, o peggio, incubi. No. Forse sono anche quelli. Anche. Ma più che altro questo è un discorso sul come sei fatto. Sul come SONO fatto. Molto più complesso di un paio di sentimenti buttati li a giustificare tutto, sempre.
E’ un sistema molto più variabile, questo, più di tante cose o persone che restano ferme a fissare il VUOTO. Ecco, ad esempio, tu, ragazza dietro al bancone, dimmi, il vuoto l’hai mai sopportato? Non guardarmi così, rispondimi. Lo faccio io per te: No. E ti capisco sai. Io sono pure peggio di te con tutte ste idee che riempiono la testa ogni secondo e non mi lasciano solo. Idee di viaggio, di rivoluzione. Idee tristi di tramonti e di addii. Idee che iniziano bene e finiscono male, che cominciano stupide e finiscono con colpi di genio a ciel sereno. Siamo sempre dai due lati del bancone io e te. Tu che versi centellinando e io che bevo con la stessa tua precisione. E le Idee. Ne siamo innamorati noi, delle idee. Amanti di una sera o tormento di una vita.
Ma nonostante questo il vuoto ogni tanto si affaccia. Per brevi attimi, per pochi giorni, ma s’affaccia. E non lo sopportiamo. Non gli abbiamo mai dato tempo di avere il sopravvento. Forse perchè sappiamo che il vuoto si appropria del cuore in maniera subdola. Arriva e piano piano, ti toglie la passione e poi si espande fino a raggiungere le piccole voglie e infine i banali doveri di sopravvivenza. E non accettiamo che possa accaderci.
Il vuoto è una grande malattia che ancora nessuno ha ufficializzato. Non è depressione. Non sempre. Il vuoto è vuoto. Non è il non far niente disteso su un prato. Non è guardare la tv senza pensieri critici verso il cesso che ci rifila. No, il vuoto è VUOTO e basta, è lontano da qualsiasi forma di serenità. E’ vicino solo allo spegnersi del proprio essere, dell’essere fatti nel proprio modo. In un qualque proprio modo.
Poggiato a questo bancone del bar, parlo del vuoto, faccio monologhi sulle idee. E mi versi da bere l’ennesimo bicchiere. Straparlo ma, senza fissarti troppo per non farti perdere l’equilibrio, una cosa so di potertela promettere. Una cosa sola: che il nostro violino da poveri continuerà a suonare. Il tuo che fai la silenziosa, il mio che parlo troppo e pure quello di una certa nostra amica che torna dall’altra parte del mondo con 300 foto nella reflex, 300 passi avanti, e 300 sorrisi da raccontare, uno a uno.
Più o meno citando alla lettera una canzone faccio a voi una dedica speciale:
A voi che di notte sapete morire e allo stesso modo di notte avete voglia di leggere. Vedrete amici perdere l’anima sotto i vostri occhi e con gli stessi occhi li vedrete tornanare indietro a testa alta. Voi, che siete proprio così, sempre all’incrocio dei venti. Che non capite le persone facili. Voi con le vostre corone di stelle e spine e con un cuore che non basta agli occhi.
Per voi prego una cosa sola: “che vi sia dolce anche la pioggia nelle scarpe. Anche la solitudine”.
Lo prego per voi perchè possiate essere sempre li, dietro un bancone che non separa, a ricordarmi come SONO io quando il vuoto s’affaccia. E s’affaccia. E chiamatemi egoista se è il caso.
Vins



tre giorni fa.
Notte inquieta. Silenziosamente assordante, cerchi un rumore familiare, cercando di rompere questo mutismo pesante. Immagini il fastidioso ticchettio delle lancette, le gocce di un lavandino incontinente. Le immagini per lenire questa mezzanotte, scoccata da poco, senza il rintocco di campane da Promessi Sposi. E allora metti due dita sul collo, cercando quella tachicardia che non senti da molto, e lì tutto tace, ma la pancia si riempe di aria e di fumo da sputare. Sei viva e ti disperi, sei viva e te ne compiaci. E il suono di un messaggio di un amico lontano, ti mette allegria, ma hai sognato, prima di leggere, che fosse quel lui che hai sempre sognato e che oggi è scaduto. Sentirsi pasta fredda da riscaldare il giorno dopo. Avanzi. Avanzi del tempo per metterti a scrivere, per rivedere le tue dita nervose su questa tastiera, avanzi felicità. Avanzi pian piano su quel tuo cammino che avevi scelto. Avanzi non sempre significa avanti. Ma t’eri ripromessa di star bene, quella volta, seduta per terra a riempir scatoloni, a cambiare quella vita troppo stretta di ricordi da conservare, e ti ritrovi a prenderne altri da incerottare ermeticamente, affinché non facciano male. Senza pensarci, ma questa volta fa ancora peggio, e al dolore non ci si abitua. Le parole urlate in un silenzio composto, diventano incubi in una notte senza sonno, e a occhi aperti ascolti la musica, mentre le orecchie riascoltano le stesse parole di sempre. E anche a quelle non ci si abitua, di averle perse in una giornata. Vane speranze tradotte in una storia scritta d’estate, riletta in autunno. Le sensazioni sono le stesse, le persone sempre diverse. Discount cardiaco e lacrime in saldo, ormai ti stai disidratando e vaffanculo, hai messo pure le lenti e sei in contatto col mondo reale che, non è quello che veramente speravi. E avanzi dei soldi che non vuoi chiedere, e aspetti decisa la buona fede che ti bussi alle porte, ma è il pony express e non vogliono te. E se fossi un corriere saresti ricca e in pericolo, e se aspettassi un pacco, allora, vorrebbe dire che è già Natale. E sempre quel tempo che avanzi, non te lo torna indietro nessuno. E cazzo reagisci che è pure ora, ma l’orologio non batte secondo, e tu non ti trovi nemmeno sul podio. Perder coscienza della domenica e trovare in frigo soli scarti di ieri, una pizza gelata e un birra ormai andata, avanzi più avanti per prendere avanzi. E questa cosa che, non ti piace, sta lì seduta preannunciando vendetta, ma il cuore rimane immobile senza accelerazione e allora hai paura di quella che sei diventata e cerchi qualcuno che ti pesi, solo per dirti che vali, e che forse, devi metterti a dieta. Ricettatore o rigattiere sono quelli che si prendon gli scarti, ma se c’è qualcuno pronto ad acquistarti, beh sì allora meglio gli avanzi. Costano poco e fanno sempre quel figurone “l’ho preso 40 ma ne vale 100” e dove cazzo la metti l’inflazione dell’invecchiare da roba usata?
Ti guardi le mani che vanno veloce e poi cancelli quello che hai scritto, come fai sempre. Ma questa volta, la storia è in testa e ti allontani dalla confusione, andresti via per qualche giorno, magari in una baita in montagna e se non avrai da mangiare, cercherai gli avanzi. E se troverai la forza allora sì, che potrai finalmente avanzare.
http://www.youtube.com/watch?v=_fPUrZXXNbE&feature=related
ma come farei… (cit.)
Ho voglia di un libro da leggere con calma di un gelato al pistacchio che mi fredda le labbra …dolce
ho voglia di un sacco di cose tutte insieme che non so nemmeno io ..questo intervallo, questa mezza stagione mi sta facendo impazzire..
I pensieri che corrono , le frasi che segnano , le emozioni che proviamo..
infondo nei Pensieri c’è sia il riverbero della leggerezza fantasiosa che la malinconia..
neanche è iniziato l’inverno e io mi sento in letargo..vorrei stringermi sotto il piumone nel letto..ma no, invece vorrei correre e respirare quell’energia che mi fa vibrare.
Si dice che la vita sia come un film di cui raramente siamo i protagonisti a meno che non lo vogliamo noi stessi…
è già molto se riusciamo a fare le comparse… e parlare col regista è impossibile!
e io mi trovo qui con questo copione in mano ma non trovo il mio costume..
parla di un mondo lontano, di un mondo conosciuto da molti ma notato da pochi,
di favole..dove ci sono eroi non celebrati, gli eroi di tutti i giorni… invisibili ai più, a volte senza neanche accorgersene, senza clamore, senza divise e senza allori…
nel mio film trovo anche la neve, la neve bianca che è come un ricordo, ogni fiocco un flash back che velocemente compare e che pian piano se ne va via…
trovo una buco nero dove siamo stati e andata come andata siamo ancora qui…..trovo la musica di una notte in cui le parole non fanno rumore….
In un attimo avverto un ricordo di un profumo primaverile, di treni, di viaggi, di chiacchiericcio a quattrocchi, di aria salmastra..che so mi mancherà.
Fermo un’immagine, o forse più di una. Sorrido.
Stringo la macchina tra le dita, le dita sfiorano leggere il corpo macchina per passare sull’obbiettivo..sembra di avere in mano la scoperta del mondo..invece no, serve soltanto a fermarlo per un attimo..quell’attimo così prezioso per capire che tutto ha una sua forma..infondo la foto è uno specchio della vita, della realtà, o prodotto della nostra mente?……
” <>. <> <>
Le spiega che lui ama fotografare l’acqua per questa ragione, perchè si muove e inavvertitamente include qualcosa, un passaggio, un riverbero… Aska scatta, restituisce la macchina a Diego, sorride. <>”
…………… capisco che l’estate e’ ormai alle porte (anche se oggi era, climaticamente parlando, una delle giornate migliori in assoluto di questo scorcio autunnale)(parlo del clima biscegliese) ma quanto pessimismo, grigiore e quanta malinconia ultimamente si legge nel blog….tra i post di vins, i commenti dei seguaci ( potete sfogarvi dicendo che non siete seguaci di nessuno), con gio’ che latita al di fuori delle biciclettate, con mauri che tra viaggi , lavoro , amore , surf e voli dell’angelo non ha piu’ tempo neanche per scrivere in maniera sconclusionata i suoi pezzi, con lello che e’ entrato nel letargo, dovuto dal proverbiale freddo russo, vedo un futuro grigio per noi… unica nota di colore ( e mai l’avrei immaginato) e’ quell HELP 1-2-3-4-5-6-7-8….20-21-22-23… che ci tiene in vita dandoci una MANO … ma verranno tempi migliori sono fiducioso…
Scusate ma aggiungo per bene il pezzo di brano che nel commento precedente è incompleto:
“-Puoi fotografare semplicemente la realtà, o puoi cercare.
-Che cosa?
-Qualcosa che passa, che nemmeno si vede. Che appare dopo.
Le spiega che lui ama fotografare l’acqua per questa ragione, perchè si muove e inavvertitamente include qualcosa, un passaggio, un riverbero… Aska scatta, restituisce la macchina a Diego, sorride.
-Chi lo sa… magari ho fotografato qualcosa che non si vede…”
da “Venuto al mondo” Margaret Mazzantini.
Mi commuovo, ma ormai ho le emozioni inflazionate, mi sa. Brividi, quelli li contengo bene, li gestisco meglio. Oggi, sì sto qui dall’altra parte del bancone a servirti il solito, che insolitamente non so cosa sia, che annata abbia, ma so di certo che due anni ormai sono passati. E allora c’è Ginger che sembra non avere ferie, sembra stia sempre lì, e il cowboy va e viene ma aleggia sempre in quel bar, sporco al punto giusto. Surreale ma bello. Che poi, in realtà, anzi nella realtà, ci scambiamo i ruoli, io sono quella che beve per scordare la domanda, e tu quello pronto a venirmi a prendere quando dimentico la strada nei miei deliri alcolici, nei miei “non so dove sono!”. Ci sei, sempre. E mi trattieni il bicchiere, mentre bevi il frappè al Mexicali. Il vuoto, già, non domandarmelo, rispondimi, e spiegami. Io prendo atto e mi fido. E c’azzecchi. Perchè io mi riservo di dire, preferisco l’intimità di una chiacchierata reale, delle mail e degli pseudonimi, della verginità del custodirsi. La logorrea delle puttanate, e il silenzio delle isole. Forse, gli atolli si stancano un po’ di stare sempre in mezzo al nulla, al mare, che per quanto poetico sia, ci si snerva un po’ ad aspettare una “visita”. Il vuoto non è creativo, si ha sempre bisogno di una musa, sarà per questo che tendo ad occuparlo, quello spazio da niente. E poi c’è Aska, la capra rossa, e quel fotografo. Il libro dell’estate e subdole emozioni di ricordi andati, di vuoti ancora da colmare. E la mia Erwitt che sta lì coi suoi occhi verdi, pronta con la sua obiettività ad abbracciarmi quando mi svelo, e l’aspetto a braccia aperte e sorrisi da fossetta. E poi mi fermo, e canticchio “E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto”…e so di non esser da sola, magari stavolta, ce la faccio a lanciarmi senza elastici.
Ci vediamo al solito posto… o magari a Sarajevo tra le rose.
Raf ti giuro che mi riprendo. Lo considero come un implicito rimprovero benevolo da fratello maggiore… cosi torno ad essere la A. polemica e rompiscatole che, mi piace di più… Raf se smetto, mi prendi su feisbuc? perchè tu sei amico della Lu e non amico mio? Ehi signora, sarai accusata di “inserismo”, lo sai?
sono amico di coloro che mi chiedono amicizia…. quella non si nega a nessuno …. almeno su FB.. chiedila a raffaele simone … se dovesse esserne presente piu’ di uno io sono nato nel 1974 e nella foto sono con un bambino NEGRO con un pallone in mano….. dai , fai presto che al prossimo post di vins commentato da te e la lu mi suicido…..
raf te lo giuro, mi sfogo sul mio blog, lo faccio per gli altri, soprattutto per Lello… non possiamo vivere senza la tua ironia! E comunque, non puoi pensare di suicidarti senza aver visto TUTTE le foto del viaggio che hai fatto con Vins.
qualcuno mi ha fatto notare che oggi e’ cominciato l’ultimo quarto d’anno (in italiano…trimestre) di questa decade – LOGORREA DI PUTTANATE sembra una bella descrizione calzante per racchiudere questi anni. Grazie A.
PS: la ragazza del bar vorrebbe chiudere e tornarsene a casa, che forse riesce a prendere l’ultima 90…
Vins …. o Leopardi? bella riflessione, ma la ragazza del Bar com’era? scusa ma le risa scaturite da RAf mi hanno distratto dalle romanticherie.
PS: Gio l’ho visto far footing da mare ieri sera. Secondo me gli hanno risequestrato la bici. L’unica cosa che non ho visto se la bionda con cui correva era la D’Addario..????
Maurì, è una di quelle che, quando esce con un tuo amico, e tu gli chiedi “allora com’è?”, lui ti risponde: “Simpatica!”
Ragazzi, non facciamo scherzi. Nella vita lontano dal pc abbiamo poche certezze e proprio per questo è bello essere su questo blog dove invece di certezze ce ne sono a valanga. Voglio dire, lo sappiamo che Raf commenterà scrivendo una puttanata ogni volta e di questo in qualche modo che ne rallegriamo. Allo stesso modo sappiamo che maurizio darà un colpo al cerchio e uno alla botte perchè per lui nessuno ha ragione, nessuno torto e tutte le cose sono emozioni. Sappiamo che Ginger scrive commenti che per minuti e kilometri ti fanno ripetere: minchia ma questa è assurda (in tutti i sensi). E sappiamo che la Lu, pure, in quanto a filosofia, allegoria e introspezione non scherza un cazzo. Insomma tante cose restano sempre così come sono. Gianleo che non si dilunga e dice in due parole quello che molti di noi scrivono in post contorti, Fra e Domenico che appaiono ogni tanto ma lasciano il segno. Ecco.. Tutte queste persone. Tutti questi commenti, le idee… le parole.. Tutto perfetto. Ma ragazzi, vi prego, NON FACCIAMO SCHERZI, ditemi che GIO’ NON E’ SCOMPARSO PERCHE’ E’ FINALMENTE FELICE sennò è la volta buona che, preso dallo sconforto, mi getto dalla finestra dell’ufficio (che per la cronaca è al pian terreno però comunque è l’atto che conta).
se si considera che vins e’ vivo… (avevo deciso che al terzo giorno di NON commento gli avrei detto ” VINS alzati e commenta”)… che oiziruam c’e’ , anche se a spruzzi ..(scusate volevo dire a sprazzi).. che in gio’ bisogna credere, lui esiste anche se non lo si vede piu’ da queste parti da tempo (biciclettate a parte), che agatella e la lu. commentano, e anche troppo, che giallouk ha timbrato il cartellino, che domenico e fra’ hanno regalato dei post che lasceranno il segno…..considerato cio’, volevo chiedervi se avete notizie del pennello fondatore Nick e dell’ispettore lellik … la paura piu’ grossa e’ che anche loro abbiano fatto la fine della mano di HELP POST 1… siano solo frutto della nostra immaginazione …se cosi’ non fosse potete dire alla new entry “LA FOTOGRAFA” di cercare fra le sue foto .. forse nascosti tra i suoi scatti, si intravedono i 3 latitanti. Fatemi sapere…..
Posso dare notizia certa di averne avvistato solo uno tra le mie foto…. Nick!
Non preoccupatevi, sta bene e tornerà presto. Per il resto dei latitanti mi spiace, ma non so nulla!
Vi allegherò in seguito foto-prova.
A presto.
Non ce la faccio a leggere tutti i commenti, che a dir il vero sono troppo lunghi…………………………………………………….volevo solo dire che il post è stupendo, anche se malinconico si. Ma bello, soprattutto perchè descrive uno stato d’animo che non sono mai riuscito a decrifrare, ma se ci penso bene sì…è quello che certe volte sento.
Giò ma che fine hai fatto? Possibile che oltre le biciclettate non c’è più niente? (provocazione)
Lellik, ma il freddo non era fonte di ispirazione?
Raf, te la vedi tu a strigliarli tutti?
C’è una certezza che quando mi siedo e apro il blog trovo un sacco di emozioni racchiuse tra commenti e post. E anche questa volta il post di Vins cacchio riesce a trovare sempre le parole per sensazioni che ho e che nn so spiegare. Ma hai uno zaino che ti porti a presso cn le parole nascosta? WOW! Mi aggrego a domenico nn sono riuscito a leggere tutti i commenti…oggi sto un pò cosi! Un pò con lo scazzo allo risposta. Raf cmq mi hai fatto ridere…sei stata la nota di colore vivo nei commenti
Abbiamo una fotografa?? Moollto interessante.
Non preoccupatevi per la non lettura dei commenti…..troppo lunghi.
, c’è chi è stato già sottoposto a questa tortura hihihihihihi! Non faccio nomi, Vins e Nick!
I commenti sono dedicati al post e quindi fa nulla….l’importante è che li abbia letti lo scrittore e che vi abbia trovato qualche nota di colore.
Fra’ stai attento potresti ritrovarti a guardare 900 foto tutte in una volta…
A presto.
Ci sto! Adoro la fotografia! Moltissimo….! Però poi guardi le mie cosi mi dai un consiglio sul tema che devo sviluppare per un progetto futuro. Però ti devi prendere due giorni di ferie…..ihihihihihih
GialloUk, Frà, Nick e La Fotografa, propongo, prima o poi, una mostra pennelliana!
E dove? Milano? Roma?
Direi di contattare Groucho Brush!
Si, Groucho Brush! Buono quello lì…. se la cava sempre facendo finta di essere un fumetto
Scusate, mentre voi “mostrate” posso offrire da bere a Vins? Dallo stesso lato del bancone però…
versa Silvà…
Ho dovuto prendere un giorno di ferie per recuperare la lettura di post e commenti ed un altro per vedere 300 foto.
Vins, secondo me S. ti versa del limoncello.
Bello Wins. L’ho riletto, che l’altra volta non ci avevo capito molto. Poi penso al post che ho pubblicato oggi e che avevo scritto in risposta al tuo. Ovviamente non ricordavo più il tuo post e ora mi ritrovo a leggere il concetto del tuo VUOTO che si sposa con il mio di “silenzio del mondo” o di “vita media”. E ritorno a riflettere su quanto, nonostante i percorsi diversi, i pensieri sono identici. Solo che tu li esprimi da sociologo e io da ingegnere. Non so chi dei due sia più vicino alla realtà, è pur sempre una mappa quella che costruiamo. Ma è bello pensare che le due mappe ci portano allo stesso punto di arrivo. Mi dà calore e forza. Grazie
“Non so chi dei due sia più vicino alla realtà”. Ecco rispondo a questo, e rispondo quasi come risponderebbe RAF: nessuno dei due. Giò, qui mi pare proprio che la domanda da farsi non è chi dei due sia più vicino ma chi dei due sia più lontano perchè con il nostro modo di intendere la vita, di sviscerarne i dettagli, di scomporla come se ne facessimo un’autopsia entriamo in logiche e convinzioni distanti da quelle che effettivamente ne guidano l’andamento. Insomma Giò, noi sappiamo vivere così e contenti o meno, vicino o meno alla realtà, così vivremo sempre. Con mille masturbazioni mentali, mille ipotesi, mille domande e tanta fede nelle sorprese che troviamo lungo la strada. Quando le troviamo.
… mille masturbazioni mentali… fisiche molte di piu’…