“Rumori” della sera

Posted by La Lu on set 17, 2009 in Diario |

Il marciapiede, la strada ed io.
Tenterò di descrivere questa sensazione.
Questo feeling urbano, fatto di marciapiedi che scorrono sotto le suole e di ombre che strisciano lungo i muri imbrattati, fatto di semafori che lampeggiano in gialli flash e di lembi di un cielo scuro illuminati flebilmente da una manciata di stelle e da un pezzo di luna. Fatto di asfalto nero e lampioni che sfidano la notte, di pupille dai contorni sfumati che si restringono nell’istante in cui due fari passano e destano i miei occhi ormai assuefatti alla penombra.

Scivolo a passi rapidi sul cemento, come un’ombra figlia di questa città che ti allontana da tutto senza farti raggiungere mai nulla, in sincronia perfetta col suo respiro bisbigliato e con le sue parole che fendono l’aria come saette senza corpo scagliate da un’arciere senza volto.

I miei pensieri rimbalzano veloci da un angolo all’altro della strada semideserta, sedotti dai sussurri ovattati che vanno e vengono offrendosi accattivanti ai miei sensi eccitati e recettivi. Un alternarsi sincopato di suoni senza corpo che si scompongono e ricompongono nella mia testa come in un frullatore emozionale: il chiacchiericcio pastoso di una compagnia che incrocia il mio cammino, il fruscìo del motore di un’automobile e lo scalpiccìo delle ruote gommate sul pavè, il crepitìo elettrico e acuto di un tram che frena in lontananza, il mormorìo di un alito di vento che scompiglia le foglie di un pioppo, la cantilena continua della tangenziale all’orizzonte che se la ascolto ad occhi chiusi potrei anche scambiarla per il mare…

Ecco che ad un tratto mi giunge all’orecchio lo schioccare morbido di un bacio. Sì, non c’è dubbio, è proprio un bacio, spensierato e gentile. Un bacio che fluttua leggero nella brezza della sera e mi sfiora il viso come la lama fredda di un coltello. Ecco, per un attimo ho una sfasatura, una marcata discronìa rispetto al battere del tempo intorno, e giusto per quell’attimo mi coglie un disagio sottile, che striscia giù lungo la colonna vertebrale e si dilegua in un brivido.
Sono già sfilata oltre.
Di nuovo a passi rapidi sul cemento, di nuovo un’ombra che scivola in incognito nei rumori della sera.

il bacio

Un film e una canzone che io adoro….. stasera mi piacerebbe essere dentro questo film…e dentro questa melodia…per voi..

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11 Comments

Vins
set 17, 2009 at 23:17

è difficile dire quello che sto pensando ora. è proprio difficile. di fatto alla fine di questo commento non lo dirò. l’ultima cosa che avrei pensato di fare tornando a casa, stasera, proprio stasera, era accendere il pc, aprire explorer e poi il blog, leggere un post e infine tantomeno commentarlo. ma le mani vanno più veloce della testa, e le parole più veloci della voglia di dirle. le parole scappano più rapide di tutte le cose. le dici e un attimo dopo la maggior parte di quelle sono già state dimenticate, non solo da chi le ha ascoltate ma anche e persino da te che le hai dette. per cui alla fine non fateci troppo conto. scivo perchè scappano queste parole senza che riesca ad afferrarle, a gestire, ad evitare errori di ortigrafia e di senso. Non pensavo che qualcuno conoscesse questo film. non lo credevo possibile. si vede che mi sbaglio. e sono felice di sbagliarmi. è uno dei film di quei pochi che guardi e ogni volta è diverso. Smoke.. ma soprattutto Paul Auster, è come leggere un suo libro. una storia piena di allegorie, simbolismi, talmente strana da riempiersi di significati che forse nemmeno l’autore ha voluto comunicare. Ed è così che devono essere le parole, le storie, le passeggiate, quelle migliori. non conta cosa arrivi e cosa invece gli altri e tu stesso ricorderete domani. Conta cosa rimanga dentro e di solito quella cosa li è una roba invisibile ma che da invisibile vi ha resi già una persona più ricca di quella che eravate prima. anche se solo più ricca di un tormento o di una domanda. ma comunque più vicina a quello che è. a scoprirlo, quello che è. Grazie Lu, perchè leggendoti ho letto quello che non hai scritto e che stasera, proprio stasera dovevo capire. quel senso che non sta in nessuna delle parole che ho detto e ho ascoltato. quel senso che sta nel fumo di un sigaro la cui cenere, se pesata alla fine, non pesa mai quanto il sigaro stesso prima di essere fumato (chi ha visto il film sa di che parlo). Cazzo. Io adesso, quel fumo l’ho letto, quel fumo si chiama Anima. E la mia nell’ultimo periodo l’avevo lasciata poggiata li dove non doveva stare. E adesso che le parole scompaiano pure. tutte quante.


 
Miss Libero Arbitrio
set 18, 2009 at 10:33

Le strade, già, me ne ricordo una qualche sera fa. Fuori pioveva, c’erano i primi segnali di un settembre che è quasi novembre. Freddo. Quello che quando corri, ti entra nella gola e si mescola, al caldo della fatica. Ricordo una telefonata calorosamente algida, nel senso che c’era tutta la passione nell’essere irremovibile. Chiusi ed iniziai a piangere, cominciò pure a piovere, manco fosse tutto già prestabilito. E poi… e poi, uscii senza avvisare, mi trascinai la porta dietro le spalle , come quel vento. All’inizio i passi furono catatonici, scanditi dal tempo necessario per capire cosa stesse succedendo, guardandomi attorno per vedere se ci fosse un cazzo di pubblico. No non poteva accadermi, non poteva succedere a me!? E allora, scesi in una strada buia. I lampioni c’erano, ma col viso basso (perchè è così che cammino da un po’, per quel senso di colpa e vergogna che, svettano proprio sulla schiena, sembrava davvero il bronx. Camminai con i capelli confusi e la testa bagnata, la mente okkupata da pensieri anarchici. Piangevo,dio come piangevo! Il marciapiede era grande, ma io camminavo proprio nel bordo, incurante delle macchine che schizzavano. Jeans pesanti. La gente non mi guardò, la città è abituata a cose ben peggiori di una ragazza in lacrime, la sofferenza è ormai cosa comune. C’erano due che si baciavano, li ho invidiati e immaginai Prevert e i suoi amanti che si amano. Le macchine erano silenziose, la pioggia pure, ricordo qualche tuono, e poi un lampo. Partì quella musica, quella canzone di cieli blu e gente col cuore infranto, fu quella che mi diede la spinta per correre. Andare verso nord. Correre in quella città dalle strade interrotte da barboni famelici, da cultori di hip hop e il loro fashion ghetto, da fidanzatini senza casa, ma soprattutto da isole stanche di restare isolate. Corsi, e il sangue di Giuda si mescolò a quel freddo, le strade divennero sempre più larghe, era come se non riuscissi mai ad arrivare. Non so perchè scelsi proprio quella destinazione, ma sapevo fosse quella giusta. Attraversai incurante, e misi i piedi dentro una grossa buca, ormai stagno. Non ci feci caso, fin quanto l’acqua non entrò nelle scarpe. Credevo d’affogare. Piangevo, ma continuavo in quella corsa spietata. Arrivai a quel portone che trovai aperto, entrai, feci tutto quel cortile. Feci le scale, non so quanti gradini, ero di corsa. Era comunque strada che divorava le suole. Lui era lì, sull’uscio. M’abbracciò e singhiozzai. Pavimento asciutto sotto i piedi e pozzanghere di lacrime nelle occhiaie. Iniziò a parlare. E poi credo m’addormentai tra le lancette da sistemi binari. Mi svegliai ieri, leggendo quello che c’è. Misi quella stessa musica e risi a crepapelle, senza distrazioni, ragazza non interrotta. Ieri notte, ho scelto. Ho scelto di passeggiare sulla strada del non ritorno, di inciampare in qualche sampietrino, e camminare lentamente. Smettere di guardarmi i piedi e di girarmi su quei passi sbagliati. Evitare le buche, e giocherellare con le pozzanghere. Ieri ho scelto di essere un po’ più felice, e meno egoista. Non so quanto durerà, ma almeno ho riso a una canzone d’amore finito, facendo finta di non capire le parole. Ed essere grata, tanto grata a quei due amici che amo senza pudore.
Lu, ti ringrazio tre volte. La prima perchè sei TU, la seconda perchè sei poesia, la terza per il commento che mi trovo proprio sopra la la testa.


 
La Lu
set 18, 2009 at 11:42

Mi inchino a due commenti tanto forti da sentirli come un pugno a pieno stomaco ma dopo i quali ci si sente tanto bene!
Rido. Sì oggi rido….di cuore e più del solito. Come quando, sola davanti al pc, ridono come una pazza per due parole scritte da ” qualcuno” !!
Grazie a Vins e a Miss Libero Arbitrio!
Chà!
La Lu


 
Agatella
set 18, 2009 at 13:57

Grazie per avermi dato del Qualcuno!? mi piace quando ridi, anche se non ti vedo e a volte non ti sento. Mi piace far ridere gli altri, anche quando non va benone.
Troppe belle emozioni in meno di 24 ore, ditemi che non c’è la fregatura!

Firmamento per il primo commento!


 
Vins
set 18, 2009 at 15:11

Ragazze, adesso andatevene un pò a cagare : – ) e passiamo alle cose serie. Che ci siate o no stasera fate entrare una cazzo di musica tipo questa:


 
La Lu
set 19, 2009 at 17:11

Bellissimo il concerto della ” Bandabardo”!!!!
Chà!


 
Vins
set 20, 2009 at 14:09

pure il post concerto è stato indimenticabile.. ammettilo…


 
La Lu
set 20, 2009 at 15:02

No Vins il dopo certo è stato meglio del concerto !!!!
Chiamami ogni volta che farai questi “dopo sera”, sperando che così non li subirò mai :-) ))).


 
Vins
set 21, 2009 at 11:35

Beh, tu inizia a procurarti lo Zibibbo che già sei a metà dell’opera. Adesso che ti ho insegnato il “come” sul quando e da chi andare vedrai che verrà da se.


 
Gio
ott 6, 2009 at 14:25

U zibibbh’ lo voglio anch’io. Sniff!


 
Vins
ott 6, 2009 at 14:45

… costa troppo per te… per un bicchiere fare bisceglie-milano andata e ritorno la vedo dura. Te ne offriamo due.


 

Reply

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