Lettera (2)

Posted by Vins on set 2, 2009 in Diario |

(la prima, scritta circa un anno e mezzo fa sul vecchio blog, l’avevo dedicata a Maurizio. Questa non ha un solo destinatario. So che più di uno forse, oggi, saprà di esserlo)
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In un celebre romanzo per spiegare a dei navigatori la rotta da seguire un uomo disse: “tutto quello che avete da fare è tenervi il vento alle spalle”. Alle spalle, hai capito!?

Ma ricorda pure che in certe rotte il vento fa un viaggio strano. Gira in tondo. E così se ti fai spingere senza controllo torni al punto di partenza. Più sporco e sudato di prima. Hai vissuto nel frattempo, è vero, magari anche momenti che ricorderai per anni o per tutta la vita. Ma intanto eccoti li, seduto davanti al mare sempre nello stesso punto dell’anno prima, su un molo, a tre metri da terra. Da una parte la città che ormai sai vedere solo da lontano e dall’altra il mare notturno che è troppo scuro per tentarne l’avventura.

Intanto hai bruciato un altro anno. E gli anni, lo sappiamo bene entrambi, saranno pure tanti ma non sono infiniti.

Già, ecco, ora mi dirai che ho iniziato di nuovo a fare discorsi da vecchio. Beh, in effetti è così, me ne rendo conto, ma cosa posso farci, la questione è che anche se non vorremmo mai ammetterlo ci stiamo cagando sotto pensando che forse arriverà prima il momento in cui smetteremo le armi che quello in cui, lottando come in questi anni, riusciremo a essere finalmente felici. Verrà il tempo in cui – non dico che ci arrenderemo a braccia stanche, perchè no, questo a noi proprio non succederà – ma in cui la passione che adesso ci brucia dentro diventerà solo una storia da raccontare. Una bella storia, si. Ma nient’altro che una manciata di parole d’aria e saliva. E anche per chi come noi, con le parole ci va a nozze, una storia come questa proprio non può bastare.

Mi chiedo se capire com’è che finisce un amore o com’è che neppure inizia ci aiuterà a capire anche come essere felici. Non lo so. E partire? Andrasene ancora una volta da dove siamo lo farà? Ci migliorerà la vita? Non so neppure questo. Ragionare da una parte, partire dall’altra. Abbiamo Filosofia e Poesia a volontà eppure nessuna traccia di risposte buone. Forse il “non lo so” durerà ancora a lungo. Di certo durerà.

Eppure continuiamo a scassarci la testa e il culo per cercare di capire com’è che fa la canzone “Vorrei” di Guccini a passare la mano a “Quattro stracci” proprio come se, anzichè la nostra vita, sotto gli occhi scorresse sempre lo stesso CD, inesorabile. Un bel cd, l’abbiamo detto un sacco di volte, ma anche maledettamente prevedibile nell’alternare gioia e dolore. Se adesso scrivo questa lettera è perchè siamo alla traccia numero due, ancora una volta e mi sono un pò rotto di leggere il titolo sul display: dolore. Insomma chi l’ascolterebbe una storia prevedibile? Ma soprattutto chi cazzo la vorrebbe mai una vita prevedibile. Noi no. Non così. Non può essere questo il prezzo da pagare ogni volta che proviamo e per un pò riusciamo a essere felici.

Sono tutti qui sotto i nostri piedi i pensieri a cui nessuno vorrebbe essere inchiodato e in coda a quelli una rabbia e una delusione che inizia a montare come ogni anno di questi tempi. Solo che quest’anno sembra più forte di quello prima perchè il cd si consuma sempre di più e ci chiediamo quanto ancora girerà. Ci chiederemo come si finirà.

E a questo punto, maledizione, un paio di risposte ai “non lo so” ci tocca proprio di provare a darle prima di impazzire.

Forse l’amore finisce quando inizi a pensare di essere migliore della persona con cui stai, o quando inizi a pensare che lei sia migliore di te e guardarla fa da eco al tuo senso di fallimento. In entrambi i casi non c’è tanto da fare, troppo da salvare. Si molla il tavolo e si va via. E anche se fa male, dio solo sa quanto lo faccia, è giusto che sia così. Forse l’amore non inizia neppure e li devi solo sperare di non essere carnefice di nessuno e che nessuno diventi il tuo. Sperare è l’unico verbo, e tu c’entri poco in quel verbo, se la vede la fortuna.

E poi.

Forse una partenza non è mai stata una soluzione ma resta comunque l’unico vero istante in cui riusciamo a vivere senza pensare nè al giorno prima, nè a quello dopo e a essere perfetti. A essere leggeri. In quell’istante c’è il vero distillato di poesia che siamo in grado di vivere abbastanza spesso da tenersi a galla.

Per oggi basta risposte. E’ andata com’è andata. Oggi. A noi.
Rintoccherà la mezzanotte anche stanotte. Dormirai? Dormirò? No, sarà insonne quest’ora marcia ma ne usciremo.
Questa volta non attenderemo pietre alla finestra di qualcuno che venga a dirci “andiamo via” anche se i sogni, si sa,  fanno un pò il cazzo che vogliono.

Questa volta, sono certo, che una voce si alzerà da sola, un pò per volta, e dirà con un tono deciso, ma senza urlare:
basta chiacchiere,
basta seghe mentali,
basta soluzioni usa e getta ad ogni fine di giro di giostra.
Basta!!!
Signori incolpateci delle nostre imperfezioni, comprateci e poi gettate via quel pò di talento che abbiamo se vi fa comodo ma  non fatelo, non fatelo mai, ”non raccontate a noi cos’è la libertà”. Perchè con quella negli occhi ci sdraiamo sul letto stanotte e con quella negli occhi ci alzeremo anche domani mattina. Con quella che si farà largo anche fra le lacrime continueremo a ripetere al cielo il nostro desiderio.

Vins

 

una poesia:

George Gray (tratto da (Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters)

Ho osservato tante volte
il marmo che mi hanno scolpito
una nave alla fonda con la vela ammainata.

In realtà non rappresenta il mio approdo ma la mia vita.

Perché l’amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;
il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.

Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.

Ora so che bisogna alzare le vele
e farsi portare dai venti della sorte
ovunque spingano la nave.

Dare un senso alla vita può sfociare in follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vago desiderio:
è una nave che desidera ardentemente il mare ma ha paura.

e poi… Quattro Stracci

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15 Comments

Antonio
set 2, 2009 at 14:46

le risposte alle nostre Domande con la D maiuscola, quelle per cui non dormiamo la notte, quelle per cui ci mettiamo in discussione dal giorno del battesimo, quelle per cui ci emozioniamo, non hanno una risposta chiara e precisa. non per tutti i giorni almeno: ci sono giorni in cui ogni risposta sembra alla nostra portata, altri meno.
questa altalena è legata al nostro ”momento”.
poi ci sarebbe tutto un discorso sulla sorte degli eventi, sulle possibilità che si possono aprire o chiudere in seguito a un fatto in apparenza insignificante. ci vogliamo dimenticare delle coincidenze? anche una storia semplice può nascondere tutta una serie di incastri di cose e persone che l’hanno scaturita che lla fine può definirsi anche lei speciale.
dipende da cosa vogliamo. si spera solo di capirlo.
cerco un centro di gravità permanente…..


 
pronto soccorso
set 2, 2009 at 18:45

….. come disse un illustre poeta confinato alla biglietteria della stazione centrale di milano… le cose fanno prima ad entrarti in culo che ad entrarti in testa… scusa la scarsa vena poetica vins … ma l’ho esaurita tutta nella mia cartolina … per adesso senti qualcosa che gira e rigira fra le natiche ma quando razionalmente riuscirai ad analizzare la situazione comprenderai che la vita va avanti nonostante e conoscendoti so per certo che la battaglia e’ persa ma la guerra e’ ancora lunga e ne uscirai vincitore….DALL ..!!!!


 
Nick
set 2, 2009 at 18:58

Ovviamente mi sento un destinatario. Come lo sono stato seduto su una panchina di un parco al tramonto. La bici parcheggiata al fianco, qualcuno fa footing ed intanto i sogni si mescolano all’incazzatura dell’essere inermi di fronte ad alcuni momenti cruciali della vita. Non è facile essere in grado di cambiare CD per inserire quello giusto, quello con le note in armonia con i nostri sogni. L’ambiente che ci circonda scoraggia a farlo e… non raccontate a noi cos’è la libertà.


 
palombellarossa
set 3, 2009 at 09:09

http://www.youtube.com/watch?v=4QY_dkTWHfg&feature=PlayList&p=902E7FCC0653AE78&playnext=1&playnext_from=PL&index=34

They say it fades if you let it,
love was made to forget it.
I carved your name across my eyelids,
you pray for rain I pray for blindness.

If you still want me, please forgive me,
the crown of love is fallen from me.
If you still want me, please forgive me,
because the spark is not within me.

I snuffed it out before my mom walked in my bedroom.

The only thing that you keep changin’
is your name, my love keeps growin’
still the same, just like a cancer,
and you won’t give me a straight answer!

If you still want me, please forgive me,
the crown of love has fallen from me.
If you still want me please forgive me
because your hands are not upon me.

I shrugged them off before my mom walked in my bedroom.

The pains of love, and they keep growin’,
in my heart there’s flowers growin’
on the grave of our old love,
since you gave me a straight answer.

If you still want me, please forgive me,
the crown of love is not upon me
If you still want me, please forgive me,
’cause the spark is not within me.
it’s not within me, it’s not within me.

You gotta be the one,
you gotta be the way,
your name is the only word that I can say

You gotta be the one,
you gotta be the way,
your name is the only word , the only word that I can say!

Only one that I can say!

La la la
La la la


 
Vins
set 3, 2009 at 09:48

volevo dire 4 cose, una per ciascun commento.
Ad Antonio grazie per la serata in pizzeria “a” Gino, nella saletta piccola quando ciccio ha ordinato la pizza con ottomila ingredienti aggiuntivi come mai avevo visto fare. Resta uno dei pezzi cult dell’estate che dovremmo condividere con i compagni di blog.
A Raf/Pronto soccorso non ho tanto di più da dire di quello che sa già. Sono fiero che lui adesso possa usare la parola: “conoscendoti”.
E Nick: insomma Nick è Nick, ride con me, piange con me e un secondo dopo appena passa davanti una ragazza che corre con un culo che merita è pronto con me a tirarsi dritto sulla panchina e dire: “stocazzo….”
A Palombellarossa… vai così, che le canzoni in questo momento non bastano mai. Questa è davvero eccezionale.
Un saluto a tutti.


 
lore
set 3, 2009 at 09:58

“Non è facile essere in grado di cambiare CD per inserire quello giusto, quello con le note in armonia con i nostri sogni. L’ambiente che ci circonda scoraggia a farlo e… non raccontate a noi cos’è la libertà.”… secondo me non è questione di sapere cosa sia la libertà… ma questione di momenti… ci sono momenti in cui vuoi solo aspettare… stare fermo e immobile (che poi non è detto che dentro di te sia tutto fermo e immobile)… altri in cui forse non hai davvero nulla da perdere, forse sei colto da un istante di insana follia, forse mandi a fan culo l’ambiente che ti circonda e ti giochi quella possibilità su un miliardo che agli occhi di tutto il mondo è impossibile… forse sei colto ad un improvviso attacco di coraggio e ti lanci nel vuoto… e allora ognuno di questi momenti ha un senso… Caro vincenzo, non posso che augurarti che questo momento che stai vivendo ti porti ancora una volta a un coraggioso momento di insana follia, quando meno te lo aspetteresti da te stesso…

http://www.youtube.com/watch?v=ALqkzO_Mg4c


 
Miss Libero Arbitrio
set 3, 2009 at 18:08

è arrivata proprio oggi, e leggendo, mi chiedo se questa sia davvero libertà. Tu che dici?
…”intra”sento” il tuo disagio e la tua tristezza. mettiti al centro. te l’ho già scritto. in questi momenti, bisogna essere egoisti. godersi e guardarsi. non egocentrici. proprio egoisti. spendi ogni cazzo di secondo del tuo tempo per ciò che ti fa sentire bene. spreca solo un po’ di tempo per pensare se ogni singola cosa che ti appresti a fare sia giusta, positiva per te.
non saprei che conclusioni trarre (…) faccio il vecchio e saggio “generico”.
fatti del bene, cazzo smettila di tamponare le ferite altrui per non voler curare te. non avere paura di essere egoista, di scegliere per il tuo bene. la forza ce l’avrai dallo “scegliere” per te. e la percepirai tu e chi ti sta affianco. ed è una cosa positiva. che trasmette salute a te e i tuoi prossimi.
smettila di giocare senza un pro. non ti preoccupare delle conseguenze per me o chi altro. il tuo bene è inevitabilmente il bene altrui. anche se è un bene che fa soffrire.
smettila di giocare. goditi.”


 
La Lu
set 4, 2009 at 15:54

“Non siamo pazzi quando troviamo il sistema di salvarci.
Siamo astuti come animali affamati.
Non c’entra la pazzia. E’ genio, quello. E’ geometria. Perfezione.
I desideri stavano strappandomi l’anima.
Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati”.

“Novecento”. Alessandro Baricco


 
Frà
set 6, 2009 at 12:11

Ho riletto il post di nuovo e un’altra volta ancora. E mi soffermo su alucni passi su alcune parole. E come ti ho detto mi ritrovo, hai trovato le parole giuste per esprimere un sentimento di come ti senti…e io le cervavo da tanto quelle dannate parole. Questo post ha risuonato in me in maniera tumultuosa. Grazie a te! E ora parti dalla cosa più importante è più bella…” non raccontate a noi cos’è la libertà”. Sta tutto in queste parole. Si possono dire un sacco di cose: vedrai passerà, pensa ad altro, ricostruisciti, fai l’egoista, corri, ascolta musica scrivi….etc. Per carità tutto va bene e ci stà anche ma alla fine il dolore non lo togli come un mal di testa, non lo togli cn uno schiocco di dita…! Lo devi sviscerare, è il prezzo che si deve pagare per conoscere sempre più se stessi e per la cosa impossessarsi della cosa più importante: la libertà….anche quella verso se stessi.

PS a lore Grande pezzo di Ivano

Seduto di fronte al mare mi viene questa:

http://www.youtube.com/watch?v=UCmUhYSr-e4


 
Frà
set 6, 2009 at 12:12

Scusate qualche errore nell commento precedente ….sto ancora dormendo! :)


 
Gio
set 8, 2009 at 18:09

Complimenti. Finale esagerato da standing ovation. E’ da un po’ che devo risponderti, ma non è per pigrizia che non l’avevo ancora fatto (non questa volta); ma perché in questo momento della mia vita ho deciso di smettere di soffrire.
Mi sono rotto nel cercare di capire cosa si annida nelle teste delle “esperienze”.
Forse sono in quel punto in cui mi sono accorto che correvo troppo, inutilmente, con la testa, senza ottenere risultati concreti; e allora il mio potente motore si ingolfava nelle sabbie mobili, non capendo il motivo. Allora basta! Non metto più la prima, rimango a folle. Aspetto che sia il vento a rimodellare quelle dune maledette e a darmi la possibilità di ripartire.
Che io, a stare sempre accelerato a vuoto, finisco di impazzire.
Come vuoi interpretarla? Come uno che ha “smesso le armi”? non so… probabilmente ho capito che utilizzarle di continuo, senza tentare di capire se è il caso di sfoderarle o se usarle in maniera più cosciente, non sia produttivo.
Tanto lo so che la prossima sarò li col piede che schiaccerà, però sta volta avrò una reazione meno impulsiva, più morbida. Che il dolore accumulato mi ha allentato i tendini del polpaccio.
Quando dici che ci sentiamo il tempo sfuggire via, mi ricorda il gioco di cui parlavamo l’altra volta. Quello con tante sedie che si fa alle elementari. Dove c’è sempre uno che, appena finisce la musica, rimane in piedi e viene eliminato. Non so se io sono quello che rischia di essere eliminato, ma probabilmente in questo momento non sento più il bisogno di giocare. O perlomeno di non farlo più con regole alla cui definizione non riesco a partecipare.
Diversamente da te, non vedo più nel viaggio una possibilità di soluzione, anche se un arcano fascino su di me lo svolge ancora. Devo ammettere che pensare a te che viaggi per un tempo lungo mi emoziona, perché in te mi rivedo qualche anno fa. E anche perché potrei vederne una soluzione possibile futura. Se ce l’hai fatta tu, posso farcela anch’io, mi verrebbe da riparafrasare.
Allora corri, se puoi, corri. E vedi com’è fatta la fine dei nostri poteri. E se siamo belli arrivati li, manda una cartolina, con noi che sorridiamo accanto alla sagoma di un viaggiatore dal nome strano, che hai incontrato per caso sull’aereo: Felicità.


 
Vins
set 8, 2009 at 22:20

Le giornate, in questi giorni, sono state abbastanza stronze. Iniziate lente, impennatesi all’improvviso che il tempo non masta mai e poi, a sera diventate lunghissime, interminabili. Ho l’orologio che segna i secondi come cazzo vuole lui e così leggo i vostri commenti e non trovo mai l’attimo giusto in cui voglia e tempo coincidano, in cui scrivere qualcosa di sensato senza sentire l’ansia coprire tutte le parole. Leggo il commento di Fra: lo ringrazio di nuovo e a lui ribadisco che sono io a dover dire grazie per quello che mi scrive su msn spuntando all’improvviso nel corso di queste mattinate convulse. Leggo adesso il commento di Giò, a lui non glielo dico grazie, perchè da lui mi aspetto esattamente questo, che come al solito, una volta ancora salga su questo carro e senza preoccuparsi su che direzione sta prendendo dica: andiamo, fino alla fine e vediamo che succede. E andremo Giò, a prescindere che sia muovendo i passi o la testa, che sia stando calmi e fermi (per una volta tanto) o ribaltando il mondo meglio di come abbiamo mai fatto. Andiamo anzi “Sciamannin”, che forse tra noi rende di più il senso ampio di questo verbo, un verbo mai neutro, augurio, incitazione, coraggio e di sta cazzo di pennellisolarisofia (ammesso che ne esista una).


 
oizirauM
set 9, 2009 at 17:21

ho letto e riletto e non mi trovo proprio. Molto più daccordo con PRONTO SOCCORSO che una volta, nelle tue condizioni, mi rispose semplicemente: ALZATI E CAMMINA! Non c’è nulla da capire o da spiegare. Le cose accadono e tutto quello che tocca fare e riprendere il cammino prima possibile, tanto quello star fermi non è crescita, molto meglio la reazione. quindi a te che sò esserne capace alcuni versi di una canzone a me molto cara:
http://www.youtube.com/watch?v=6zf13M22mLA
quindi fà un pò come cazzo ti pare, ma piuttosto che capire, VAI.


 
Vins
set 9, 2009 at 17:50

andare certe volte non basta. e non te lo dico da filosofo. te lo dico perchè sto andando e me ne accorgo sulla mia pelle. Se bastasse quello allora andare sarebbe la cosa più intesa che esiste, molto più dell’amore. Invece non lo è. Andare vado, senza paura, come nella canzone. In cosa ritrovarti lo sai solo tu Mauri, e ci mancherebbe che in questo momento della tua vita ti ritrovassi in queste parole. Spero proprio non debba succederti mai di leggerle rivedentodi. Spero di non ritrovarmici neanch’io tra un pò. Grazie per l’incoraggiamento.


 
oiziruaM
set 10, 2009 at 14:39

Se dedici di diventare Padre Missionario avvisami che nel caso organizzo un viaggio per venirti a trovare e ho l’ennesima scusa per vedere il mondo attraverso le grandi persone che ho incontrato nella mia vita.
nel frattempo…tiè, fresca fresca.

“La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l’anima vostra.

Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare.

Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.

Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta, affinché essa canti, e con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.”

(Gibran)

Su Lazzaro. Jovanotti direbbe: Forse fà male eppure mi và. Mi fido di te!


 

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