Mailing post
Quello che segue è un post particolare. Lo pubblico su esplicito invito di oiziruaM: si tratta infatti di una risposta al suo post ( “Rispondo e corro (sapessi pubblicarla)” http://www.pennellisolari.com/?p=1072) e, tra il suo post e il mio ce ne sono un altro paio che non si possono vedere su questo blog ma sono il frutto di uno scambio di mail avvenuto la scorsa settimana tra me, lui e Vins, con varie persone in copia. Per queste persone leggere il mio post sarà agevole, per altre risulterà oscuro in alcuni punti. Non fa niente, procedete comunque nella lettura. Come suggerisce il compagno oiziruaM, sono un paio di concetti che devono passare. Gio
Secondo te, coloro che alla fine hanno rivoluzionato il modo di pensare di tanta gente, coloro che hanno portato a cambiamenti sostanziali nella storia dell’uomo, secondo te non hanno sofferto?
Secondo me sono coloro che più hanno sofferto di tutti, perché avevano una verità in testa che hanno profetato anche a costo della vita stessa, e magari sono morti senza avere il piacere di vederla realizzata.
Ecco, io prendo loro come esempi di vita. Anche se sono cosciente che si soffre tantissimo, anche se nel piccolo micro-mondo in cui vivo.
Capisci che tutti questi sforzi quotidiani che io compio per tentare di rivoluzionare il mondo “non mi fanno stare bene mentalmente”, anzi… sai quante volte dopo un evento organizzato mi dico “gio, ma chi cazzo te lo fa fare?”…
Non pensare che il cosiddetto “impegno quotidiano” sia come prendere una medicina che ti disgusta lo stomaco solo per 5 minuti, ma sai che alla fine fa bene al tuo corpo.
L’impegno quotidiano è uno stile di vita. E’ uno sforzo continuo. E’ credere nell’intelligenza e nella carità degli uomini, ciecamente. E avere la speranza che un giorno tutto ciò che speri possa realizzarsi insieme agli altri.
Non fa niente se ti è costata una vita… L’Utopia è l’obiettivo più in alto che uno possa fissarsi.
Perciò non credo nelle azioni “straordinarie” cui fai riferimento. Perché credo che le azioni straordinarie siano ancora in una fase embrionale del sogno che chiamo Utopia. Perché credo che le azioni straordinarie servano solo per una questione mediatica. Come a dire: “visto cos’ho fatto? Visto cosa sono in grado di fare?”. Mi arrischio a dire che l’azione straordinaria è uno stile di vita “veloce”, tipicamente partorito dalla società d’immagine nella quale viviamo.
Non so se mi spiego…
Mentre il lottare quotidianamente porterà a risultati solo nel lungo termine, se ne porterà. Però sono sicuro che quei risultati e, soprattutto, lo stile di vita dello sforzo quotidiano, sedimenteranno negli animi delle persone. Scaverà molto più in profondità nelle loro menti. Che non l’azione straordinaria.
Tirando le somme, la mia è una scelta cosciente di strategia. Non è un ripiegamento dettato da una mancanza di coraggio. Anzi…
Quando quindi mi chiedi di “decidere (a priori) quello che vorremo fare”, io ti rispondo: rivoluzionare il modo di pensiero attuale e realizzare l’Utopia. Scendendo più nel dettaglio, ti dico che per Utopia intendo innanzitutto la salvaguardia dell’Ambiente e la solidarietà verso i più deboli. Questi macro-risultati possono essere raggiunti anche attraverso lo strumento della Cultura, che al momento è quello che sto cercando di usare.
Ho capito qual è la tua domanda quando dici “decidiamo a priori cosa vorremmo fare”, o meglio ho capito che tipo di risposta vorresti. Ma la mia risposta è su un livello diverso da quella che tu ti aspetti. Non posso dirti: vorrei aprirmi un bar alle Hawaii, e quindi qualora non ci riuscissi, avrei fallito nell’obiettivo. Perché non mi interessa un micro-obiettivo o azione straordinaria come la chiami tu.
Tu, invece, come risponderesti alla tua domanda?
Infine, una postilla che voglio sia chiara una volta per tutte: io non odio chi va al Divinae: anch’io ci vado in discoteca una volta ogni tanto, per varie ragioni: per cambiare ambiente, per vedere nuovi volti, per uscire con gli amici che vanno volentieri in discoteca…
Io non sono CONTRO il Divinae. Io sono per un’offerta eterogenea della cultura: a Bisceglie, da vent’anni a questa parte, esiste SOLO il Divinae. E questo ha ristretto ad un’unica dimensione lo spazio immaginario di coloro che vivono qui.
Ecco perché mi sforzo per organizzare concerti, biciclettate, feste di danze tradizionali… perché gli amici e tutti coloro che vivono qui abbiano la possibilità di vedere e capire che la Cultura (e lo svago in genere) non fanno esclusivamente rima con Divinae.
Termino qui: grazie, soprattutto a Maurizio, Vins e le altre due persone che mi hanno scritto one-to-one per tutte queste riflessioni.
Vi voglio bene.
Gio



sono a rileggermi per la 15esima volta, e non esagero, questa lettera che metterò appesa in casa tra i doscorsi dei grandi che accompagnano i miei risvegli nel corridoio di casa. Così Gio a casa mia sei rientrato anche tu prendendo ti un posto di rilievo. Ma leggo e rileggo con i brividi perchè la tua mail mi tocca dentro in ogni punto, mi scuote e mi rende fiero della lotta quotidiana che anche con il tuo aiuto ognuno di Noi compie indipendentemente dalla bandiera che associa.
A chiunque la leggo stimoli riflessioni e ripensamenti sui nostri stili di vita. Avremo la nostra BioVita e credo che già lo straordianario si stia toccando prorpio per il fatto di essere fieramente normali e non desiderosi di apparire star come la società odierna ci vorrebbe. Non sei un Tronista e questo già ti rende grande. peròora ti devo lasciare per cose più serie: In tv danno Ricchi, ricchissimi, praticemente in mutande. Nel frattempo pedalo per autoalimentare la mia tv.
PS: mio fratello se continui a scrivere così promette di diventare un Dittero!
…. torno alle 22,00 a tenuta simone ed incontro oiziruam minacciato con lama da 22 cm. dall’ex compagno gio’ il quale chiedeva, pena lo sfregio , un commento positivo al suo post…. sono arrivato troppo tardi , oiziruam aveva gia’ cliccato su submit comment…..a riprova di quanto detto vi sembra possibile che qualcuno legga 15 volte un post……????
raf, come dice tuo fratello: “cherr è l’ammidja puttein”, che tradotto per i non indigeni sta per: “quella è la meretrice dell’invidia”
“Non sei un Tronista” e’ un vero complimenti della nostra epoca.