Libertà condizionata
“Com’è il titolo di quella là?” Ci penso. “Ma quanto manca a ste cazzo di vacanze? Quanto? Quanto!” Dopo un’altra settimana torno a casa stanco, sfinito. Di quella sfinitezza che sei soddisfatto però, perchè ti sei fatto il culo ma adesso, finalmente, i taselli sono tutti al loro posto, belli in ordine, in file parallele. Perchè l’importante è quello no? Evitare che il caos abbia il sopravvento. Evitare che la lista dei “to do”, come dicono quelli bravi a parlare il consulenziese, abbia troppe caselle da smarcare, troppe mail da gestire, troppi pensieri da dover intrecciare in testa. E quindi per far girare tutto razionalizzi e vai di equilibri.
Penso a quando questi equilibri non c’erano. E, anche se so che non era tutto così bello, inevitabilmente per prime mi vengono in mente le cose più esaltanti. I viaggi imprevisti, decisi all’ultimo, le parole che uscivano fuori senza misura o metriche di convincitore, le notti d’estate da poter vivere senza il contagocce che riporta alla realtà nuda e cruda. Quella di una libertà condizionata.
Mentre quella vera di libertà che fine ha fatto? Quand’è che l’ho sentita l’ultima volta? Veramente intendo. La libertà di essere incosciente, a fatti o a parole, che poi per uno prudente come me, la parola incoscienza non ha nemmeno troppe pretese. Eppure, per quante poche siano queste pretese, vivo sempre lì, nell’attesa del week-end buono, del mese di agosto di ogni anno, delle poche notti giuste in cui, fanculo la riunione di domani, mi alzo dal letto e mi metto a scrivere perchè, insomma, la vita è li dentro. E lì c’è quello che mi riesce senza pretese. L’aria che mi riempie i polmoni non può essere fatta di doveri.
Quante volte ho pensato: “devo cambiar rotta”. Poi ci metto un “forse”, di fianco. Poi il “devo” diventa “dovrei”. Infine l’ordine di quei tasselli sembra la cosa migliore che sia capace di fare. La cosa con cui tanti altri baratterebbero la propria vita. E la rotta non la cambio più restando comunque a chiedermi di essere migliore, ma a voce bassa. A dire, merda, ho quasi trent’anni e non ho fatto ancora qualcosa che mi tenga lontano dal pensiero di essere uno dei tanti. Uno che non lascerà il segno. E no cazzo. E no.
Il titolo, si, ci ho pensato, almeno quello mi viene in mente: Free Bird
Vins



e vai… ad agosto ci vediamo a Bisceglie e facciamo una festa in merito e la chiamiamo “festa degli uccelli liberi” !! propongo Raffaele come Uccello maestro…
Sono iniziate le mie vacanze da studente, mi sa le ultime. Mi sa. Ci spero da un lato, dall’altro ti leggo e, non è che ti invidi tantissimo!!!…
i “to do” ci sono sempre, te li porti ovunque, anche al cinema, o davanti al pc, o di notte, e la mattina ti svegli sapendo che hai decine di cose da fare, perchè poi agosto corre veloce, e se metti quella settimana che, ti devi concedere, il resto te lo devi gestire tu. Devi fare i conti con tempo-caldo-amici-bevute-volontà (non per forza in quest’ordine). La devi “customizzare” la tua estate, in base alla libertà, o meglio alle libertà che ti vorrai concedere. Libertà di essere incosciente, di decidere, inconsapevolmente, di prendere e partire o restare, di rimanere in spiaggia per scrivere poesie o di fare un tuffo da 10 metri. Chi decide cosa sia la Vera libertà? Chi ti dice che tu sia uno dei tanti? Probabilmente non ti dedicheranno una piazza, né passerai alla storia per qualche rivoluzione, ma dovresti un po’ allontanarti dalla visione dell’essere “qualcuno”, e passare a quella dell’essere “qualcuno per qualcun altro”. E sai che, il segno l’avrai comunque lasciato. Libertà di scelta, senza condizionamenti, solo col sole, ma non da soli. Di condizionata non preferire neanche l’aria, perchè Bird, se no non può volare.
Eels – I like Birds
http://www.youtube.com/watch?v=JSi3_izdRZE
Ed è perlomeno curioso rendersi conto di come tutte le persone che ho avuto modo di incontrare, in modi diversi, siano accomunate da un disagio profondo, un buco nero, un malessere radicato che ormai, credo, ha un qualcosa di generazionale. E’ come se in questa precisa epoca, in cui tutto corre veloce verso chissà dove, in cui l’ansia di arrivare ha ormai soppiantato il puro e semplice piacere di andare, ecco, è come se in ciascuno di noi si facesse strada e maturasse un germoglio di lucidità, un istinto vitale che alimenta mille domande che si possono riassumere in una sola: ma io che cazzo sto correndo a fare? Ma ragionare, programmare, rimandare sono questi i giusti input per andare avanti? Mmmmm…
Rimandare tutto al week-end successivo oppure alle settimane di ferie che prima o poi arriveranno….. ma questa la possiamo chiamare libertà di decidere e di vivere? Bho!
Certo nella mia vita “di botte da incosciente” ne ho avute tante e grazie a queste mi ritrovo ad aver fatto le scelte più significative e giuste ma ora?
E’ a questo punto che inizia a mancare il respiro, che si perdono quei punti di riferimento che fino a poco prima sembravano totem inamovibili, è proprio a questo punto che si perde il filo con quello che si è e con quello che si fa, e la voglia di tornare ad essere ciò che si era bussa alla porta….toc toc!
Ma poi penso che basti rallentare un po’……guardarsi attorno e capire che scoprire “d’essere qualcuno per qualcun altro”, scoprire di amare alla follia qualcuno nella piena “libertà dell’incoscienza” queste sono le cose che ci fanno dimenticare i tanti attimi di “rinviata” incoscienza.
Chà!
Già, qualcuno per qualcun altro. Lo so, conta. Ma è inconscio (e non incosciente) in me un desiderio più grande, qualcosa che mi spinge a non sentrimi “realizzato” (che termine abusato) se non quando i relativismi non sono stati abbattuti del tutto. E’ meraviglioso sentirsi importante, quasi insostituibile (quasi), per qualcuno ma è un attimo, una sbornia che poi passa. Passa quasi sempre con gli anni e le persone che scorrono nella tua vita fino a scomparire all’orizzonte a volte. Invece è quello che ti fa vivere al di fuori di te che io cerco. FOrse da megalomane, forse da ambizioso che non sa porsi limiti, o da uno che viaggia troppo con la fantasia. Non lo so. Forse solo da essere umano che ha paura di morire senza aver trovato quello che cerca. Per fortuna sono solo momenti passeggeri, quelli che ispirano un posto e riflessioni come queste, per fortuna. Ma ci sono, a ricordare che non sempre è la strada quello che conta, e anche quando lo è occorre vedere se sia quella giusta. E’ vero, forse a volte basta rallentare un pò, altre però nemmeno quello è sufficiente e non ci tocca far altro che aspettare, aspettare, pazienti di dimenticare di non essere ancora capaci di libertà incondizionate e di non saper ancora volare come i supereroi dei fumetti. Grazie ad entrambe.
Cavolo Vins, è normale essere ambiziosi. Mi piacerebbe essere qualcuno per qualcun altro, sapendo che, magari, quel qualcun altro sia un paese dell’Africa… cazzo!!! si parlava un po’ di settimane fa, con Nick, di come, a volte, sogni tipo il mio, di prendere e partire siano troppo difficili e soprattutto “egoistici”… Ambizione o puramente senso di gloria o non so che… il fatto che la gente dica “Uh guarda com’è bravo/a!” ci riempe di orgoglio e diventiamo tronfi come ranocchie. Il problema è quello di riuscire a non scoppiare a causa di tutto quest’ego!!! Io mi auguro di realizzarmi, come dici tu, cavolo, credo sia uno degli obiettivi massimi della vita di TUTTI… non essere frustrato è una gran cosa!
scrivi una cosa giusta “essere umano che ha paura di morire senza aver trovato quello che cerca”, ci penso spesso a questa cosa, e mi ridico quello che tu stesso ti ridici: dovrei cambiar rotta. Pensi a quanto tempo hai sprecato, alle scelte sbagliate, agli incontri mancati e a tutti i se e i ma che hai trovato nella via… me lo dico più che spesso, ma poi penso che, forse ,c’è davvero Qualcuno che quella via ce l’ha data per farci capire qualcosa. io inizio a comprendere. e come mi insegni tu, poco a poco, piano piano.
Ricordati che la gente non scompare all’orizzonte, se vuole…”Non sapevo più in che mese o anno fosse successo. Ma il ricordo viveva in me, [...] una pennellata di colore sulla tela della nostra vita che era diventata vuota e grigia.”
Notte scollegata, è che Ginger oggi sta dietro al bancone!
domani, prometto, leggo anche gli altri commenti… per ora volevo solo scrivere quello che mi e’ venuto in mente quando ho letto il post stamattina, tra due telefonate, tre email ed un paio di to do cancellati.
La verita’ e’ che ci siamo rotti il cazzo (almeno in due) – del computer, delle mail da rispondere segnate con le bandierine rosse, di progettare il weekend, le vacanze, l’albergo e gli orari del treno per l’aeroporto- quando tutto quello che ci vorrebbe e’ una mattina senza sveglia, un caldo secco, l’odore dell’erba bruciata dal sole ed un grappolo d’uva tra le mani- ah, dimenticavo, i piedi nell’acqua salata.
cazzo se ho i brividi. qualche ora fà senza averti letto ti scrivevo in privato qualcosa del genere. Una sorta di post che non pubblicherò mai perchè non ho neanche la libertà di tempo di capire come si fà.
però sorrido di fronte alle mie 300 mattine senza sveglia, al caldo secco, all’odore dell’erba al sole ai grappoli uva mangiati in questi giorni. Eppure per me a volte tutto questo è una galera, o forse molto più che a volte. Sono felicissimo della vita che faccio ma quando il lavoro ruba tutta la tua giornata e non ti lascia neanche più il sabato o la domenica con la loro luce diversa allora la gabbia c’è l’hai già addosso. Beh io la vesto e mi libera da questa poche cose oltre una persona. Tra queste le riflessioni di Gio e i post di Vins. Però non era così che avevamo deciso di vivere, non con i soldi in tasca e un futuro da impegato fantozziano che corre dietro un bus per non far tardi al alvoro. Cazzo lo griderei, e non lo grido perchè c’è chi dorme. Avevamo promesso di andarci in PAtagonia e non mi và di regalar quel sogno ad altri e farli diventare Chatwin. Liberatemi dal male che mi fà preoccuopare del domani seppellendo l’oggi. Se non riuscite a salvare voi stessi aiutate u amico, che di sogni sembra avere oramai solo quelli che l’incoscio gli regala la notte.
Ma forse, in fondo, ci và bene così, altrimenti cambieremmo rischiando le nostre menate quiotidiane.
Io un pensiero di realizzazione l’avrei: fanculo tutto e me ne vò in giro per il modno a fare quel che capita. perchè io farei il bagnino, il cameriere, il guardaspiagge, il giardiniere, il fannullone, il barista, il … ma tutta la vita lo stesso lavoro rischio di farlo solo se mi corrompe di soldi, ma non trealizzato in fondo mi sentirei sempre un pò se non trvassi il coraggio di girare il modno con chi amo fottendomene del mettere da parte per il domani, avere una bella casa, l’auto nuova, …
che fareste fra la carriera e una vita da sogno?
Gesù, hce effetto leggere oggi e proprio oggi questo post e questi commenti… perchè nel leggerli tante cose che vorrei dire si accavallano, creano un miscuglio di pensieri nella mia mente che non riuscirei mai a convertire in qualcosa di scritto che sia sensato… forse, forse troppe volte ci diciamo che abbiamo paura di non trovare quello che stiamo cercando… in realtà io ho capito che io, lorenza, non avevo paura di non trovare ciò che stavo cercando, ma avevo paura di capire cosa mi facesse stare bene… in questo momento non credo di stare a cercare qualcosa di preciso… ma semplicemente ho detto basta e ho deciso di stare bene… ho deciso di ascoltare le reazioni del mio coprpo e della mia anima alle mille strade diverse che percorro… e io ho collegato un amplificatore gigante al mio cuore ch emi faccia sentire bene i suoi battiti per capire ciò che approva e ciò che disdegna… forse quello che oggi mi fa stare così tanto bene, domani lo odierò… è abbastanza probabile, se domani sarò molto diversa da quello che sono oggi… ma perchè devo pensare a ciò che mi farà stare bene domani se nemmeno so cme sarò? perchè devo crearmi un eterno traguardo da raggiungere per paura di fermarmi a guardarmi intorno e dentro? fanculo, io prendo e parto… e lo faccio davvero… parto per stare ferma dentro e vedere cosa accade senza che io mi faccia mille menate… parto per tornare, per ora… poi chissà… non voglio saperlo domani… non vogliopiù sentire le egoistiche preoccupazioni di mia madre sul domani… perchè a me non interessano e ho smesso di farmene un cruccio per compiacerla… ho dovuto spettare i 28 (quasi 29) anni per decidere di vivere la mia vita oggi e senza che nessuno mi dica come? Grazie a Dio però adesso ho fatto sta’ scelta… e da sola mi dico buon viaggio…
dove?
Fuggire, via da qui, da questo caldo, via da questo cielo rivestito di stelle che sembrano non brillare per noi. Fuggire da noi stessi, perché ci facciamo paura, così fragili e sperduti.
Eppure fuggire non è sempre fuggire da se stessi. A volte è semplicemente fuggire verso se stessi.
E a quel punto, io ne son convinta, non è nemmeno più una fuga.
Diventa un viaggio.
Certo, quel malessere che non ti fa stare bene con te stesso è una cosa in comune sia al fuggire che al viaggiare (intesi come sopra).
La differenza è un’altra.
Fuggire è credere di aver individuato il problema nel posto da cui stai fuggendo. E’ un po’ come dirsi una grossa bugia, fare finta di non vedere quel dannato buco dentro. Cambiare aria, e convincersi che quella è la soluzione.
Ma poi quel buco te lo porti dietro, che tu fugga anche a mille chilometri di distanza, andrà a finire che dovrai fuggire anche da lì.
Perché alla fine, non si fugge da se stessi.
Viaggiare è tutta un’altra cosa.
Hai quel buco dentro, ma ne sei consapevole, lo sai, lo riconosci, sai che hai bisogno di riempirlo e di lavorare per stare bene con te stesso.
E quindi parti (non fuggi), perchè a volte il solo viaggiare ti mette in relazione con tutte quelle cose che ti possono aiutare a trovare la chiave.
E viaggiare non vuol dire per forza mille chilometri.
Viaggiare può essere anche semplicemente cambiare lavoro, cambiare abitudini, cambiare taglio di capelli e sorridere allo specchio in un modo nuovo.
Questo è quello che penso, ma poi ovvio, io parlo alla luce della mia esperienza ed ognuno ha la sua.
Ma il bello, alla fine, è proprio confrontarsi.
Anche questo, in fin dei conti, è un po’ viaggiare.
E quindi buon viaggio a tutti…ovunque andiate…
Chà!
Grazie mille, Lù… sei entrata nel mio pensiero… e l’hai descritto perfettamente… grazie…
prendo ferie, leggo i vostri commenti e torno con qualche riflessione degna.
So che in questo post hai svelato uno dei tuoi segreti più nascosti, magari con il desiderio inconscio di voler vivere il rischio di rivelarlo.
E lo mascheri con azioni questo segreto, quasi a voler trovare giustificazioni che ti portino alla sua realizzazione.
Non ho il tuo stesso incubo-desiderio. Ne ho nostalgia, ma solo a volte e passa subito.
Il mio è un altro.
Ma non è con la celebrità che riuscirai ad abbattere quel timore.
Bensì è l’essere per qualcuno, mutuando Agatella, che ti farà saltare l’ostacolo.
Respira, abdica, ma non da solo
Questi commenti, il post di Vins, fanno riflettere tantissimo. Non penso il post abbia svelato un segreto nascosto di Vins, ma richiama le tipiche riflessioni della nostra generazione.
Per quanto mi riguarda, il lavoro mi riempie le giornate senza soste per il blog. Le vacanze si avvicinano. Faccio bilanci, vado da solo al parco (il mio preferito) e leggo cercando la serenità di un prato curato sotto gli occhi distratti di chi poco lontano impreca sull’asfalto. Mi sento piuttosto insoddisfatto ed anch’io penso che forse dovrei “cambiar rotta”, ma non penso di essere sufficentemente determinato da strappare quel foglio di “to do” poggiato sulla scrivania.
Non sono qualcuno ed oggi non penso di esserlo per nessun’altro. Forse anche per questo lei sul letto mi ha detto “Hai gli occhi tristi, forse perchè non sei innamorato. E tu sai che se lo fossi potresti dare molto. Vivresti. [...] Mi da fastidio il ticchettio dell’orologio, mi ricorda che il tempo sta passando”.
Dimenticavo:
http://www.youtube.com/watch?v=Jzzd-x2PGXM&eurl=http%3A%2F%2Fvideo.google.it%2Fvideosearch%3Fq%3Dbeatles%2520free%2520like%2520a%2520bird%26oe%3Dutf-8%26rls%3Dorg.mozilla%3Ait%3Aofficial%26client%3Dfirefox-a%26um%3D1&feature=player_embedded
A volte quando torno a casa di notte con la bici, senza mani, a testa alta, allargo le braccia. Immagino jonathan livingston su due ruote.
… in questo momento penso che rispondere al bel post di vins sia un “to do”… e non voglio aggiungerlo ai mille gia’ presenti sul mio computer… dovrebbe essere un piacere farlo, non un dovere… cosi’ rinuncio e vado avanti, avendo a mente che tra qualche giorno ci incontreremo in un qualsiasi posto biscegliese, facendo volentieri a meno della macabra compagnia del COMPAGNO gio’…..a presto fratellopennello
tutti insieme, a occhi chiusi, in coro su “e andaaaaaaaaare…..lontaaaaaaaaaaanooo, lontaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanooooo”
ottima Nick. bella così. Respiro con te a braccia aperte e occhi chiusi sulla bici … e sento che la vita, per ora sono proprio quegli attimi di fuga dal mondo dentro se per qualche attimo. quesi sospiri leggeri. Mi manca l’aria anche se amo il mio lavoro. Vi aspettiamo in Puglia…
… I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E i pennelli dove vanno a ballare..???… vengono a BALLARE in puglia puglia puglia dove la notte è buia buia buia….. vi aspettiamo a braccia aperte per condividere insieme il cattivo sangue che si fa nel vedere la propria citta’ cadere nel marciume piu’ totale……..
… abbiamo in cura un vostro affiliato (tale maurizio simone) che andando ad occhi chiusi e braccia aperte in bicicletta, dopo aver sfiorato per un attimo la liberta’, ha invece preso in pieno un palo della luce sulla litoranea di ponente… VENITEVELO A RIPRENDERE perche’ inizia a fare discorsi strani….. vaneggia dicendo che preferirebbe una barella matrimoniale perche’ su quella singola ormai non si trova a proprio agio….
ragazzi siete grandi, niente da aggiungere… scorrendo i commenti piango (dentro) e rido (fuori) nell’arco di due righe… Fiero di questi amici di blog, di tanta ironia e di tanta introspezione. E’ una di quelle cose che, alla fine di un giorno caldo e frenetico mi fa stendere i muscoli del viso e mi fa dire…. “bene”. Un abbraccio.
Ah, ci passo io dal pronto soccorso a prendere mauri, tranquilli.
Mauri, mocc’ a c’ t’è neind! te l’avevo detto che andare al Divinae in bici poteva essere pericoloso…perché non mi ascolti mai? Vabbé, senti, invece dei fiori ti porto un paio di Tuborg. Come le vuoi, bionde, rosse o scure?
Come un paio di Tuborg????? Giò da te non me lo sarei mai aspettata…. 2 Peroni o Nastro Azzurro!!!!!
Chà!
io sì.
Cara La Lu, prova a chiedere a Maurizio quale preferisce… Non vedere solo l’origine della birra, sennò non cogli il significato profondo di questa scelta. Chiedi alla tua amica onnisciente…
Spiegamelo tu il significato profondo di questa scelta…..che forse non posso coglierlo da sola.
Come dicevo su, Chiedi alla tua amica onnisciente…
no no gio, diglielo tu! non vorrei prendermi “meriti” non miei!!! cin cin… bar!
Ho colto il significato….. comunque è una guinness!
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Share one wth a friend….or two
Si, ma è stata ribattezzata Tuborg, non si sa perché. Brava cmq, La Lu! A., la canzoncina non era cin cin..bar, bensì: cin-cin, cin-cin, ricoprimi di baci!
che bastardo!!!!!! compagno Gio (e in questo momento sto col pugno chiuso… e ci siamo capiti)è un colpo basso…anzi, grosso, !!!
Lu, ma nn erano tre i friends?
uno degli assiomi matematici di internet recita: tutti i post di qualunque blog che hanno più di un numero x di commenti variabile tra 15 e 20 finiscono sempre per disquisire di cazzate e/o di sesso. Pensateci. Che strana cosa, è come se i nostri cervelli umani dopo un tot avessero bisogno di regredire allo stato brado. Vabbhè, cmq. per qualsiasi orgia stiate organizzando mandatemi l’alert di outlook via mail. grazie.
…io regredisco allo stato brado da subito, non ho bisogno di 15/20 commenti…