Help! (post 13)
«Ah, lei dev’essere quel giovanotto che sta al primo piano» mi sorride la vecchina, in ascensore. «Sa, non ci vedo e senza occhiali…».
È una creaturina esile, con una vocina esile altrettanto. A sentirla senza vedere la bocca da cui esce, si direbbe che a parlarmi è una bambina.
Ho incontrato la vecchina all’ingresso della scala. Oberata dal peso dei sacchetti della spesa. Si trascinava faticosamente. Mi sono offerto di aiutarla.
«Lei e quella bella giovane signora… È sua moglie, vero?» si informa la vecchina. Curiosa come si conviene a una “cummare” di villaggio, d’altri tempi.
«Oh sì, è mia moglie» rapido rispondo. Mento per non deluderla.
Ai tempi lontani della vecchina so bene ch’era inconcepibile che due si mettessero insieme. Così, senza passare dalla chiesa. Neanche bastava dal Municipio. Sarebbe stata comunque cosa blasfema. Fonte di chiacchiere. E scandalo.
La vecchina rassicurata mi sorride: «Vi vedo sempre dalla finestra quando la sera tornate dal lavoro. Perché anche la signora lavora, vero? Che lavoro fa?».
Penso che dovrei essere io a porre domande, penso infatti alla mano, all’appartamento chiuso e misterioso, ai rumori indecifrabili, penso a… a… a…
«Fate proprio una bella coppia, si vede che siete innamorati… A vedervi mi si riempie il cuore. Il mio Giovanni è morto che fanno tanti anni e mi sono restati i due figli… Ma una è in Germania, sposata, e l’altro, il maschio, sta in Australia…».
Alla vecchina non sembra vero di avere l’occasione di parlare. Mentre io sono fermo a quel “Si vede che siete innamorati” e penso a Dalia. Che imperterrita non smette di girare per la casa, ostile e muta. Gli occhi traboccanti disprezzo (e odio, diciamola pure la terribile parola!).
«Perché non viene a trovarmi? Le preparo un buon caffè… Io lo so fare come si deve, sa? Io lo faccio ancora con la napoletana, mica con tutte quelle macchinette…» la voce acuta e graziosa da bambina della vecchia mi riscuote.
Mi torna alla mente il caso della mano, e di colpo mi prende l’allegria.
Immagino tutte le cose viste e spiate e che può dirmi una “cummare” che passa il tempo alla finestra.
GuSPE



Bello…
mi sembra di tornare alle medie quando tornavo a casa e mia madre era su beautiful…
le cose si svolgono con la stessa inesorabile lentezza, ma ogni puntata ha un suo perchè.
Grazie