PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (II° Tempo)
Rispondo alla provocazione di Vins in un giorno particolarmente frizzante.
Ieri sera, dopo un’accesa riunione col gruppo ambientalista di cui facciamo parte, con oiziruaM ci siamo fermati a sognare.
Ci trovavamo in un quartiere dimenticato di Bisceglie, “le Pescare”, in una stradina poco illuminata e chiusa da case diroccate.
In quella piazzetta naturale, probabilmente sconosciuta al 99% dei cittadini, io e il fidato compagno di sogni di cui sopra abbiamo immaginato di animarla con serate fatte di birre e chitarre. Chitarre legate a catene, in modo da lasciarle li, libere di essere suonate da chiunque lo desiderasse. Ma legate in modo da non essere depredate dal nostro sogno.
E casse di Peroni, comprate da noi e regalate a chiunque volesse contribuire al divertimento.
E più guardavamo le erbacce da estirpare tra una chianca e l’altra della strada, e più ci gasavamo al pensiero. E più ci dicevano che quelle case sono umide e brutte, e più i nostri occhi da caproni testardi si incaponivano a lacrimare di gioia; a quel punto il compagno onirico mi fa: “più vogliono spezzarci le ali, più abbiamo voglia di volare. Gio, occupiamo questa piazza!”.
Al termine “occupiamo” mi sciolgo…. Maurizio sa come giocare in casa.
Durante la riunione che ha preceduto questo nostro fantasticare, uno del gruppo ci apostrofa: “Noi dobbiamo risolvere i problemi concreti che questa città ha. Non dobbiamo pensare alle cazzate; non dobbiamo buttiamo energie a creare eventi, per sperare che la gente si avvicini a queste tematiche. Non sprechiamo il tempo a sognare!”.
Eccolo il pensiero insidioso… smettere di sognare.
NO!, rispondo… No!, caro Alfredo: non dobbiamo mai smettere di sognare.
La politica senza il sogno è mera amministrazione.
Una persona senza un sogno è tubo digerente.
Ma, caro vins, non concordo con te: il sogno non è sopravvivere. Il sogno è vivere. Il sogno, o come lo chiamavano un paio di generazioni fa, l’Utopia, è della stessa materia della speranza.
Ma non può fermarsi ad essere immateriale: se non AGIAMO per concretizzarlo, rimane li… nel limbo dei pensieri.
Le persone che mi hanno insegnato i principi basilari dell’esistenza – Gesù, Gandhi, Malcom X , Don Tonino – erano contemplATTIVI. Non erano relegati tra i “pensatori”. Erano persone che rischiarono o persero la vita per mettere in pratica quello che avevano in testa.
Qualunque sia il risultato che hai in mente, applicati. AGISCI! Che i pensieri siamo tutti capaci di formularli. Altrimenti il sogno si trasforma in illusione.
Questo è il paradigma fondamentale al quale mi attengo. Caparbiamente.
Gio



Quando dici: “il sogno non è sopravvivere. Il sogno è vivere. Il sogno, o come lo chiamavano un paio di generazioni fa, l’Utopia, è della stessa materia della speranza”. Non capisco dove non concordi. Io intendo proprio questo. Spesso, quando tutto ti è contro il sogno diventa un’ancora di salvezza al punto tale da rappresentare la sopravvivenza e non semplicemente un fattore costante e quotidiano. Devinirlo SOPRAVVIVERE per me significa dire che senza saremmo finiti. Significa identificarlo più come una necessità che come una scelta di Vita.
Che poi questa necessità porti a scelte Attive, come quelle degli uomini che citi ad esempio, beh, ben venga per i destini del mondo. Ma credo che sia parziale associare sempre un sogno a un’azione. Con i tuoi sicuramente puoi farlo ma ci sono sogni che per vivere e avere degli effetti devono restare necessariamente in quello che tu chiami, forse un pò troppo frettolosamente: “il limbo dei pensieri”. Non tutti hanno come sogno quello di un mondo più civile, pulito e onesto, magari qualcuno può desiderare solo che smetta di piovere ed esca l’arcobaleno o di incontrare per strada la donna della propria vita. Ecco, per quei sogni, si può fare meno di quanto si può fare per altri. Per quelli quindi aiutami a costruire un concetto migliore di Limbo, perchè nel limbo una cosa è sospesa, quasi morta, invece ti assicuro che quel tipo di sogno è più vivo e reale di tante cose che si possono toccare con mano. Grazie per lo scambio. E spero che le due visioni accontentino la fame di confronto di qualcuno. Saluti.
questa era la grande esclusa dalla compilantion Pennelli Solari di qualche mese fa… alla fine si e’ comunque trovata l’occasione per essere pubblicata in qualche modo…
http://www.youtube.com/watch?v=3LuNHSXfMp8
Gio, credo che tornerò a scrivere presto. Credo che la california mia farà bene e che la mia malattia chiamata “FUTURO” appresa appieno da questa società e dall epreoccupazioni inculcate dai cari abbiano trovato terreno fertile in me fino a portarmi via mesi lunghi di questo anno dedicati al lavoro e solo lavoro.
E non è questo che Silvano Agosti mi ha insegnato e non è questo che S. mi cheide dalla vita.
Vivo, anzi sopravvivo per tornare a vivere quando sogni come quello dell’altra sera mi ripoortano alla realtà.
Così pesno a un post che sia proprio I SOGNI RIDONANO REALTA’. perchè nei sogni nostri miei, tuoi, dei pennelli, di ripsettando Bisceglie, dei giovani artisti incontrati insieme allo SProting Club Giovani Bisceglie, nelle parole della Presidentessa del Rotaract di venrdì sera, nell’educazione di un nuovo amico che festeggiava la sua laurea ieri sera, in queste persone ho ritrovato il filo che mi portava verso il dove voglio andare.
E nelle tue righe finalmente la leggerezza del sogno vissuto. E vedrai che riusciremo. Vedrai!
Quando conosci una persona hai sempre un pò di timore nel scoprire le tue carte…o quantomeno temi che le tue carte possano apparire vecchie scartoffie semmai da riciclare un giorno…ma il timore non ti ha mai fermato e, stropicciate o no, queste carte le hai messe in tavola, erano la tua scala reale massima di cuori…
Metti i primi passi…cominci a scalare a fatica questa scala…ti riveli, riveli i tuoi sogni, le tue ambizioni, i tuoi pensieri che volano più in alto…le tue piccole voglie di rivoluzione…
Quei piccoli aquiloni che i pensieri fanno volteggiare in aria, con tante acrobazie, cadute a picco, risollevamenti graduali…legati al tuo braccio da quel filo invisibile che è la speranza…
E poi…quando l’entusiasmo che ti porti dentro da tempo finalmente riesci a comunicarlo a qualcuno…ecco che arriva lui…il re del cinismo…armato di forbici e tagliole. ZAC, taglia tutto e ti getta addosso tutto lo sconforto e il malumore possibile.
“Sai…il motivo per cui io e te non possiamo andare d’accordo??? E’ questa voglia di sfida contro tutto e tutti che non mi piace!”
Ecco…è così che appari…contro tutto e tutti…solo perché hai voglia di cambiare quello che non va, solo perché ti sei stancata di questa mediocrità travolgente, solo perché nei tuoi pensieri c’è un punto fermo che ti porta a dire vorrei poter far qualcosa, evitando di stare a guardare e basta; il che non è dire vado e sono contro tutto e tutti…
Ora che su queste pietre sto cercando di costruire il mio futuro…ora che ogni giorno sbatto la testa su quei libri così aridi e inespressivi per poter un giorno cercare di concretizzare parte di queste idee…non è giusto aver sentito quelle parole: ”Quando parli così mi accorgo che siamo proprio diversi, non condivido nemmeno una delle tue idee…come puoi pensare di poter arrivare anche a –sacrificare- te stessa per ciò in cui credi? Questa diversità per me è un ostacolo grande al nostro rapporto” Vins hai ragione…”…non è proprio possibile, razionalmente parlando, muovere una critica di questo tipo a qualcuno che ci sta provando. Posso dire che la strada è migliorabile o persino che è quella sbagliata, ok, ma come cazzo faccio a disprezzare qualcuno perchè ci sta provando?”
Il filo l’ha tagliato…il re dei cinici…ma non è detto che con un nodo ben fatto quell’aquilone non possa tornare a volare…