PROVE TECNICHE DI RIVOLUZIONE (I° Tempo)
Dopo il Fast-Food, il Fast-web, il Fast and Furious e l’October Fast (no, questa non c’entra) ecco a voi: il Fast Post. Un post partorito dopo una conversazione su MSN di trenta sencondi tra me e Giò.
In questi giorni ho il cervello che farnetica. Sarà il lavoro che mi sta sbranando dentro o il caldo che mi squaglia fuori. Insomma, spero non sia presa come una battuata di cattivo gusto ma, visto l’andazzo, eviterei di fare la fine di Michael Jackson.
Vorrei non perdere contatto con la realtà. Mai. Vorrei aver presente, sempre, quali sono gli scopi che ci siamo dati. Alcuni almeno.
Ho letto di uno che per criticare le biciclettate di Giò gli ha detto qualcosa tipo: “non vorrai mica cambiare il mondo!?”. Mi deprime, in un senso che non potete capire questo tipo di critica. Non perchè io pensi di poterlo cambiare (sicuramente lo penso molto meno di Giò) ma perchè non è proprio possibile, razionalmente parlando, muovere una critica di questo tipo a qualcuno che ci sta provando. Posso dire che la strada è migliorabile o persino che è quella sbagliata, ok, ma come cazzo faccio a disprezzare qualcuno perchè ci sta provando?
Scherzando, qualche minuto fa, Giò mi chiedeva di scendere giù per fare la rivoluzione. Io gli ho risposto che il problema è che
- “la rivoluzione non si fa nel tempo libero”.
- “Verità sacro santa, però si fanno le prove, nel tempo libero” mi risponde lui.
E già, – “prove tecniche di rivoluzione?” gli chiedo.
Risponde – “Esatto”.
E allora questo post è dedicato a tutti quelli che proprio non ci riescono a lasciarsi stare, che proprio non ce la fanno a pensarsi finiti, conclusi, pieni di certezze e stabilità. E’ dedicato a quelli che, sicuramente si cagano sotto a stravolgere la propria vita, ma di tanto in tanto, nel tempo libero, hanno un hobby che ad oggi mi sembra il migliore di quelli che ho provato: fare il rivoluzionario.
Non importa in che modo, se per se, per gli altri, per salvare il pianeta o un fiore che appassisce. Tante volte non importa nemmeno quale sia il risultato visibile agli occhi degli altri, importa solo quello che ciò significhi per noi: sopravvivere.
Vins
Una canzone di Tenco che oltre a lui hanno cantato in molti (la mia preferita è la versione di Fossati. Qui l’originale



Presente!
quoto…
vorrei che tutti rispondessero così: Presente. Almeno qui, dentro questo blog. E intanto che aspetto, grazie a chi si è sentito in dovere di dirlo.
dome,lello,a parte la presenza e la quotazione, voi come esercitate nel quotidiano la rivoluzione? avete qualche esempio concreto?
in aggiunta alla domanda di Giò ci tengo a chiarire che parlare con i rutti non è un esempio di rivoluzione. A meno che non venga fatto in pubblico e reniterprentando il discorso storico di martin luther king. chiudo la parentesi stupida.
Sì anche io ci sono!!!!
Non lo grido ma lo sussurro, perchè per indole non riuscirei a farlo.
La mia rivoluzione è silenziosa e pacata, e solo in alcuni momenti diventa un grido persistente.
Ma c’è stata, c’è e ci sarà sempre perchè credo che si nasca rivoluzionari, ognuno a proprio modo, e ognuno per la sua causa o ideale…. l’importante è esserlo e non “lasciarsi stare”!
Un canzone di altri tempi e riproposta di recente.
http://www.youtube.com/watch?v=-iX-6QV2jaY
Chà!
si,ok Lu, il pensiero ci sta. ma io chiedevo proprio un esempio concreto. Cioé: perché ti senti rivoluzionaria? Cos’hai fatto per ritenerti tale? E’ facile schierarsi dalla parte di coloro che vogliono il cambiamento, ma in che modo CONCRETO ci compromettiamo o ci siamo compromessi?
Giò la rivoluzione per me viene dalle piccole cose.
Dal raccogliere le carte e le bottiglie per strada, dal custodire una piccola aiuola in mezzo al cemento, dal far sì che la gente del tuo palazzo impari a salutarti e non passi diritta a testa bassa. Ecco cos’è per me il cambiamento, organizzare una festa di condominio , in cui nessuno osava neppure guardare l’altro e ritrovarsi in 200 persone tra vecchi e bambini e tante etinie diverse… ecco cos’è!
Credo che questo non sia solo pensiero.
E poi credo che nessuno si debba sentire in dovere di dimostrare agli altri cosa faccia per il cambiamento sostengo molto più il pensiero di Vins ” non importa nemmeno quale sia il risultato visibile agli occhi degli altri, importa solo quello che ciò significhi per noi”
Chà!
Presente! L’idea della festa di condominio mi piace….!!! Forte! Vi pongo un quesito.
La mia cara azienda lavora per i cinesi, che scusate ma detesto…o almeno detesto quella parte schifosa di loro che schiavizza gli altri. 60 milioni di super ricchi che spremono il resto del miliardo e mezzo di poveri e borghesi medi. Bè la commessa è in tibet. I poveri tibetani si sono trovati sta ferrovia dei cinesi che nn so perchè accomuno alle cavalette. Da rivoluzionario dovrei nn andare a lavoro? O andare in tibet e boicottare la commessa? Lo vorrei fare….ma purtroppo mi ritroverei cn il culo per terra. Io penso che nel piccolo si possa far qualcosa partendo da chi mettiamo su nei palazzi dei bottoni….e poi un sorriso al giorno un po ri raccolta differenziata etc etc…
La Lu, gli esempi che porti sono ottimi! Io ho risposto con un post provocatorio a quello di vins, perché volevo indirizzare il confronto tra i commenti su questioni più concrete che “filosofiche”. Perché so benissimo che in questo spazio siamo tutti validi a elaborare pensieri e ad elucubrare. Il mio voleva essere una domanda secca: si, ok, bravo… ma cosa fai nel concreto? A prescindere dal “livello di compromesso”, desideravo esempi pratici. Perché è anche dal confronto che possono nascere ispirazioni e comportamenti virtuosi partendo dall’imitazione. Da oggi, magari, tutti ad organizzare feste di condominio… ecco, questo era lo spirito del mio intervento
Quindi a questo punto mi pare di capire: festa di condominio in via dell’ecologia (per chi non lo sapesse è la via di casa di Giò, il destino ci vede bene)? Grande Giò, tutti a casa tua, io porto i tric e trac… nascondi le collezione di bomboniere sennò rischia di rompersi qualcosa.
vins, finalmente uno che ha compreso appieno lo spirito del mio intervento. ci vediamo il 18 luglio al circolo dei pennelli. Festa di danze di qualunque tipo. oh, tutti a commentare qui, eh?! ah, segnalazione… leggetevi il post di quest’altro rivoluzionario: http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=6084
Presente, con tutti i miei limiti e le mie lotte interiori che benone di certo non fanno al mio quotidiano, in un anno in cui se non fosse per la donna che amo e per qualche lettura strapapta a voi mi rimarrebbe ben poco.
Presente! Faccio le prove dentro me riorganizzando al mia vita con qualche responsabilità concreta in più e piuttosto che continuare a struggermi di fronte a un “essere” che nonostante i suoi averi si dedica a prendere in giro il mondo piuttosto che salire su quel sicomoro e pensare alle genrazioni future, piuttosto, dicevo, mi preparo al meglio all’imminente RIVOLUZIONE DI FINE LUGLIO proclamata dai pennelli. Intanto dallo Sporting Giovani e dal Rotaract a Bisceglie emergono in questi giorni un pò di stimoli per sperare che in fondo, non solo Noi, ma altri, credono in un mondo migliore, ognuno a suo modo, di certo non questo vissuto.
Giovà la mia rivoluzione è nei piccoli gesti quotidiani. E’ ancora molto poco, lo riconosco.
Ho spiegato ai miei conquilini a roma che la differenziata non và fatta solo in casa, ma soprattutto fuori e la busta và buttata nel bidone giusto. (rivoluzione)
Ho convinto la mia collega che andava in aeroporto a non stampare la prenotazione, oltre al fatto che io non stampo mai nulla. (illuminazione)
Cerco di dire buongiorno e buonasera anche se senza risposta a molte persone (la rivoluzione è dapprima culturale)
Ai supermercati solitamente cerco i prodotti che hanno meno scatola, possibile che su 3 euro ne pago 2 di scatola? (pazzesco)
Non leggo quasi mai, e il quasi è inevitabile, i volantini che mi lasciano sul cruscotto. E’ un modello vecchio, possibile che non lo capiscano? (la rivoluzione è dapprima culturale parte II)
ps. l’altro gg però quel volantino era una multa…merda!