Le mie domeniche

Posted by admin on giu 26, 2009 in Diario, Storie |

Assidua frequetatrice del vecchio blog poi scomparsa per un po’, ultimamente è ritornata a leggerci e commentarci su pennellisolari.com. Come promesso Lorenza ci scrive un post.


È quasi l’una… Entro in macchina e metto in moto: il cd di Manu Chao inizia a battere ritmi troppo incessanti, che non mi cullerebbero in tranquillità nel mio tragitto fino a casa, allora lascio che la radio scelga per me le melodie… Un’altra domenica in cui me ne ritorno nel mio letto col mio bagaglio carico di sensazioni… Ricordo ancora la prima volta che sono arrivata… spaventata… intimorita da quello che mi avrebbe atteso e che temevo che non sarei stata in grado di affrontare… La maggior parte delle volte è così: il mio istinto è più bravo di me a scegliere la strada che devo percorrere ed io ho imparato a seguirlo senza fare storie né obiezioni, ma affidandomi a lui in totale tranquillità… Così è accaduto quella volta, quando dentro di me fortissimamente ho sentito che era di là che dovevo andare… quella prima domenica di un anno e mezzo fa mi misi in macchina per cercare quel pezzo di casa che mai avrei pensato che sarebbe entrato in modo così violento a far parte di me. Entrai dal cancelletto e percorsi il vialetto di ghiaia… l’educatore in turno mi accolse sulla soglia con un sorriso: ero la volontaria della domenica! Quel primo giorno passammo il pomeriggio alle giostre… I primi impatti sono stati strani… i ragazzini ti provocano semplicemente per studiarti, per vedere come reagisci a quelle provocazioni… e soprattutto ti riempiono di domande… perché vogliono sapere, conoscere: è il modo che hanno per entrare in contatto con te… Ed innalzare le difese è perfettamente inutile… e io nemmeno ci ho provato a difendermi… mi sono lasciata aggredire dai loro bisogni e dalle loro richieste… mi sono lasciata andare… mi sono fatta guidare da loro in totale tranquillità… mi sono affidata a loro! Di una cosa sono certa: quello che vogliono è solo il tuo tempo, la tua spensieratezza, il dedicargli attenzioni… una partita a calcio sotto il sole al parco di Monza, una serata passata a giocare a nascondino fra le stradine e le auto parcheggiate, un gelato stesi sull’erba, una chiacchierata a parlare di fidanzatini e prime cotte, una serata di inverno passata a leggere Gianni Rodari dopo cena, essere trasportati a letto portandoli al piano di sopra sulle spalle (perché oh, non c’ho sbatta!!!), trovare il tempo per leggere un pezzo di libro a tutti prima di addormentarsi… e soprattutto ascoltarli, avere il tempo per ascoltarli, provare interesse per quello che hanno da dire… La cosa più assurda è il modo in cui ti entrano dentro… Non credo di essere in grado di saperlo spiegare a parole, ma si crea un livello di comunicazione incredibile… che va oltre le parole: le loro sensazioni, le loro paure, le loro ansie non si trasmettono con le parole, ma sono delle emozioni pure, che ti penetrano dentro con violenza come un cazzotto nello stomaco… e tu te le senti addosso, esattamente così come loro te le trasmettono… non hanno i pudori dell’adulto in questo… Ecco quello che ho capito: che ogni minuto di tempo non è una stronzata… ma è un passettino in più che li aiuta a trasformare la “comunità di merda” nella loro “casa”… e quando ti rendi conto che questo passaggio di termini (e non solo) è avvenuto, pensi che forse tutto ha un senso… che forse davvero sei riuscito a infondere un pezzo di tranquillità nelle loro anime… non perché tu abbia il potere di dargli serenità… perché le loro storie rimangano, non si cancellano con un colpo di spugna, né tu hai la possibilità di ricucire ferite e cancellare ciò che di brutto quegli occhi e quei cuori hanno visto… però puoi fargli vedere l’immagine di un adulto diverso…


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5 Comments

Vadro
giu 28, 2009 at 15:32

Visto che ho latitato anchio per un pò, saluto intanto tutti ed i 3 pennelli in particolare.Complimenti a Lorenza ed a tutte le persone che come lei, hanno questa vocazione del “dedicarsi agli altri”.Scatenano istintivamente sentimenti di stima ed ammirazione ma dall’altro lato mettono a nudo le debolezze di chi, come me, non trova (o non vuole trovare) il tempo da dedicare ad attività così nobili…..mea culpa


 
La Lu
lug 1, 2009 at 15:50

Un post bellissimo ricco di emozioni belle e forti.
Lorenza non ci conosciamo ma sento il dovere/piacere di manifestare qui la grande stima che nutro per quello che fai.
Ho svolto anche io servizio di volontariato con disabili e anziani e ricordo queste esperienze come un periodo fondamentale della mia vita.
Ma mi chiedo e ti chiedo…. lo si fa per far del bene a loro, a noi o ad entrambi?
E’ difficile capire cosa ci spinga e ci faccia rimanere.
Un abbraccio.


 
Gio
lug 1, 2009 at 17:52

Lo, una domanda: ma che tipo di problemi hanno questi bambini/ragazzi?


 
lorenza
lug 1, 2009 at 18:47

per giò: si tratta di ragazzi con problemi di tipo familiare in affido temporaneo a questa comunità perchè allontanati dalle proprie famiglie con decreto ingiuntivo del tribunale…

per la lu: più volte mi è capitato di chiedermi quanto servissse a me quanto realmente a loro??? e alla fine sono giunta alla conclusione che che cosa importa a chi serve di più??? il fatto di poter stare meglio reciprocamente non è poi una cosa negativa, no???… se forse immergersi in un’attività di volontariato serve a far star meglio il nostro ego o la nostra coscienza cosa importa se poi serve davevro a far star meglio anche qualcunaltro??? diciamo che la mia attuale esperienza si inserisce in un quadro un pò più complesso nel senso che il mio andare in comunità è nato dall’esigenza di voler fare di quel mondo il mio lavoro… essendo però laureata in economia e facendo tutt’altro nella vita ho voluto sperimentare in punta di piedi quella realtà in cui desideravo immergermi ma di cui conoscevo un pò troppo poco… e seduta con calma all’imbocco del bivio ho scelto… mi sono alzata e adesso sto camminando…


 
raf
lug 1, 2009 at 19:51

..per altre esperienze sul campo “affido” rivolgersi a fam. SIMONE .. via aldo moro,42 bisceglie.


 

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