Testimonianze

Posted by Antonio on giu 18, 2009 in Diario, Eventi, News, Storia, Territorio |

cari Pennelli e non, vi presento un mio collega ”ritrovato’ un pò per caso” che adesso è anche un mio amico: Massimiliano. Fotografo, scout, e adesso x noi, anche pennello x un giorno. La sua testimonianza mi ha colpito tantissimo, e per questo mi è venuto in mente di condividerla con voi tutti.

6 Maggio 2009.

Quando ancora non si sapeva nulla, in piena emergenza, la voglia di fare qualcosa cresceva di secondo in secondo, disponibilità immediata e zaino pronto.
Poi viene il momento di partire, si cerca il maggior numero di informazioni, per poter essere pronti e operativi nel più breve tempo possibile. E’ fondamentale sapere cosa fare e come muoversi per poter essere d’aiuto piuttosto che diventare un ulteriore problema.

La tv e i media sono spesso la causa di disinformazione o, ancora peggio, informazione filtrata. Moltissime notizie e informazioni accreditate, costantemente aggiornate, sono giunte tramite social networks e, per quello che interessava direttamente me, da comunicati ufficiali Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori e Esploratrici Italiani. ndr)

Durante il viaggio di andata, decine e decine di mezzi di soccorso. C’è chi torna e chi sta arrivando.
Ad ogni borgo, frazione o paese si possono scorgere tanti cubetti blu. Solo le tende ministeriali. C’è chi ha avuto la possibilità di montarla vicino la propria casa, magari perchè aveva a disposizione un giardino. La maggior parte vivono in luoghi dove è stato possibile montare tante tende vicine. Ecco le tendopoli.

Prima destinazione il dicomac (E’ l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell’area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza)… da alcuni di noi ribattezzato con mille nomi diversi, ironici. Chissà, forse per sdrammatizzare.

All’interno della caserma della GdF, nell’enorme palestra, si è aperto ai nostri occhi un mondo fatto di computer, dati, centri che si coordinano tra loro, gente al telefono, cartine geografiche della zona, decine di operatori di organi diversi. Tutti contraddistinti dalla propria uniforme, dalla propria zona. Mille cartelli. E’ il cervello di tutto, in costante lavoro di monitoraggio della situazione.

Poco distante dal dicomac la tendopoli Coppito, che in un attimo si mostra ai miei occhi. Qui ci sono gli scout del Gei. Eccomi arrivato.
Gli ultimi chilometri, da Pescara a Coppito, li ho affrontati con “Zio”. In auto si osservava quello che ci circondava, dei posti meravigliosi. Un peccato doverli scoprire per la prima volta in questo modo.

Subito dopo l’accredito, siamo diventati immediatamente parte integrante della macchina organizzativa che pulsa ininterrottamente al campo. Senza neanche aver tolto gli zaini dall’auto, ci siamo immersi in quelli che sono i luoghi e i ritmi.

Servizio in cucina. Una delle cose più incredibili. Assicurare così tanti pasti, una mole di lavoro allucinante. Mi sono immaginato il luogo guardato dall’alto, deve essere come guardare mille formichine che cooperano insieme in uno spazio piccolissimo. E l’organizzazione deve essere impeccabile… c’è la roba deperibile, ci sono degli standard da rispettare. Parliamo di cibo e la situazione è sempre delicata. Nel periodo in cui ero alla tendopoli è stato anche allestito un magazzino coperto proprio dietro la cucina… è tutto un work in progress. Una mattina, nello stesso posto, ho preparato degli involtini di carne, poi ho aiutato a tirare su una tettoia in legno e poi ho continuato pelando patate. La cucina, incredibile sinergia.

Mantenimento campo. Ovvero maledetto maltempo. Per le tende le intemperie sono sempre state sinonimo di problemi. Quando poi si aggiunge il terreno che non riesce a scaricare la quantità d’acqua la situazione non è per niente rosea. Manco a farlo apposta, e tanto per dare vigore al “piove sempre sul bagnato”, non si sono mai verificate così tante precipitazioni come in questo aprile negli ultimi decenni. Teli impermeabili sulle tende che non reggono, che dopo poco si strappano e saltano per le fortissime folate di vento. Buche dove viene convogliata l’acqua da svuotare con pompe, ghiaia per coprire il fango, canali da scavare sperando che raggiungano una pendenza sufficiente.

E poi gli impianti da montare, l’energia elettrica che deve raggiungere ogni tenda e i punti luce da installare per la notte.

Magazzino e distribuzione beni. Un grande mondo chiamato container, in continua evoluzione. Sono i grandi cassoni che in principio contenevano le tende e le brande. Ora servono per conservare gli alimenti e i beni necessari che vengono distribuiti alla popolazione. Alcuni sono come dei “negozietti” dove la popolazione colpita può ritirare ciò che occorre nell’immediato. Altri fungono da magazzino, altri ancora vengono impegnati per scaricare rapidamente a mano con l’aiuto di carriole i camion che portano scatoloni pieni di aiuti. Si è passati pian piano da una situazione di caos totale iniziale, in cui non c’era tempo per dividere e inventariare tutto e veniva tutto stivato al meglio fino a oggi, dove si ha un inventario informatizzato delle quantità, delle scadenze, di ciò che è necessario o meno. La grande difficoltà è sempre legata al mal tempo. Svuotare e riempire i magazzini è un’operazione da fare velocemente quando non piove.

Uno dei compiti più a contatto con la gente, uno dei compiti più delicati.
Capita chi si vergogna di chiedere e ha tanto bisogno, capita chi, anche in queste situazioni, non esita a approfittare. Spesso ho incontrato chi voleva essere solo ascoltato, o magari voleva vedere un sorriso.

Ho scoperto le infinite sottigliezze che dividono i vari assorbenti, e ora so come si sceglie la taglia di un pannolino. Un giorno magari sarò già preparato.

E le cuffiette da doccia che possono essere utilizzate per garantire maggior pulizia in cucina? E le balle di carta igienica che sono un ottimo giaciglio? E i quadernini di ogni container, le dannazioni per quelli che non si riuscivano ad aprire subito e senza fatica.

Si aggiungono la ludoteca per i bimbi, il servizio al centralino del numero verde protezione civile al dicomac e il servizio all’Elsa, dove vengono inseriti i dati delle perizie degli ingegneri sulle abitazioni controllate.

La quotidianità, a turni, è un pò tutto questo. Immersi tra altri volontari (protezione civile, vigili del fuoco, croce rossa, disorientati, militari, cuochi, altri fratelli scout dell’agesci,…) e accanto agli abitanti della tendopoli si cerca ogni giorno di migliorare. Quando si porta un’innovazione che funziona è attuata. Quando si trova una organizzazione che massimizza il buon operato di tutti la si rispetta. Grande voglia di fare, servire, senza mai farlo pesare e farselo pesare, gli uni accanto agli altri, sorridenti. E spesso ristorati già abbastanza anche solo con uno sguardo fraterno.

Sono passati appena quattro giorni. Forse il minimo per poter affrontare la mole incredibile di quello che mi ha coinvolto. Pensieri, emozioni, immagini e riflessioni che ho costantemente inscatolato e messo dentro negli otto giorni alla tendopoli Coppito.
Ora è arrivato il momento di aprire i container e guardare dentro ogni scatola.

Arrivederci Coppito.

nuvoleesperanzeuprim1

Massimiliano Orlando

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11 Comments

Agatella
giu 18, 2009 at 10:56

Bello, molto!

“Ho scoperto le infinite sottigliezze che dividono i vari assorbenti”.


 
GialloUK
giu 18, 2009 at 13:14

ed io, che ci faccio seduto ad una scrivania a preoccuparmi se la borsa perde mezzo punto percentuale? le gambe fremono, la sedia scotta, ma ahime’ so che rimarro’ qui ancora, seduto.

maledetto Massimiliano, hai risvegliato la bestia.
Grazie di cuore,
g


 
lorenza
giu 18, 2009 at 13:35

Chiunque voglia mi preme segnalare questo sito http://www.sci-italia.it/news.php
è il sito dello SCI (Servizio Civile Internazionale), associazione di volontariato laica internazionale (non centra nulla con il servizio civile dello stato!!!): lo SCI organizza campi di lavoro della durata media di 2 settimane in tutti i paesi del sud del mondo e quest’anno, tra le altre cose, si occuperà di abruzzo… per cui chiunque voglia può contattarli!!!


 
Antonio
giu 18, 2009 at 15:29

ho ascoltato dettagli e storie ”vere” circa la gente di Coppito che la M. di tv non ci fa neanche lontanamente immaginare…come sempre, la vita, è un’altra cosa…


 
oiziruaM
giu 18, 2009 at 20:23

Attaccato a queste righe dovrei fare le ultime cose di lavoroper chiudere questa giornata.
Massimiliano… hai risvegliato la bestia anche in me. Hai aperto catene di riflessioni che mi portano davvero a ripensare che la vita è un’altra cosa, mentre il nostro Premier non sappiamo se è vero o meno che si dedica più alle festicciole che ai problemi di chi una casa non l’ha più, non l’ha mai av uta o rischia di perderla per la crisi che viviamo.
Sono emozionato di frotne a queste righe.
Voto 8, anche se la scala arriva a 5.


 
Frà
giu 19, 2009 at 01:53

Eh già…leggendo ho sentito il fremito! Mi ero messo in lista anche io con la protezione civile. Ma alla fine non ci hanno fatti partire per esubero di personale. Sarei voluto andare….più che altro per poter regalare un sorriso a chi ne ha davvero bisogno. Mi sono vergognato di poter dornire in un letto normale e mangiare ad un tavolo normale in quei giorni. Altro che crisi del premier dei miei stivali….li nn si scherza con la vita. Bella la foto.
Ti voto.


 
Nick
giu 19, 2009 at 12:40

Penso che un po’ tutti abbiamo invidiato l’esperienza di Massimiliano, ma forse ben pochi di noi avrebbe il coraggio di lasciare per qualche settimana (o addirittura per la vita) la propria routine per un’esperienza del genere (me compreso). Complimenti per la foto!


 
Massimiliano
giu 19, 2009 at 18:13

Non pensavo che poche parole su questa esperienza potessero suscitare così tanto in molti di voi. Quando torno da Coppito mi vien spesso difficile riuscire a esternare quello che ho dentro, le cose che penso e le cose che vivo. Mi è successo sia la prima che la seconda volta, penso succederà ancora quando torno. Indubbiamente tutto inizia ad avere una importanza diversa rispetto a prima e tutto fa riflettere… i discorsi con la gente, gli oggetti, le abitudini… persino il farsi una doccia.
Il lato brutto del sentirsi soli quando a ritorno non c’è più accanto qualcuno che se ne frega altamente di un vestito sporco di fango o della puzza di sudore ma guarda solo al tuo sorriso interiore, il lato bello dell’aver dato tutto fino a che se ne aveva. Il lato brutto dei problemi, delle menzogne e di chi non ha più tantissimi punti fermi nella propria vita, il lato bello di un abbraccio sincero, tra due persone che hanno piena consapevolezza delle cose che non crolleranno mai, anche con il terremoto.
Grazie a tutti voi, che avete letto, che avete sentito il subbuglio dentro, che avete riflettuto su mille cose, che avete guardato attraverso la foto dentro di me.
Massimiliano


 
lagean
giu 20, 2009 at 12:12

mi sono emozionata leggendo le tue righe, sei davvero una persona profonda..
bravo per quello che hai fatto.. continua ad inscatolare emozioni…


 
Gio
giu 24, 2009 at 18:10

Massimiliano, grazie per aver arricchito questo blog con la tua esperienza. Servirebbe a tutti noi un bagno di realtà dura come quello che descrivi, piuttosto che stare a guardare come formiche miopi i nostri micro-problemi che tanto intasano le nostre esistenze. Che la zoomata così vicina ai problemi reali che racconti ci serva a ringraziare per la ricchezza che abbiamo


 
Massimiliano
giu 24, 2009 at 22:08

Ci si immerge in troppo poco tempo forse, i segni rimarranno per sempre.
Perchè la realtà, quella vera, spesso è violenta. Non aspetta i nostri tempi ne tantomeno chiede il permesso. E’ fatta di poche cose veramente essenziali. Viverla appieno e mettere anche la testa sotto l’acqua ci può donare umiltà e una visione migliore. Allora bisogna trattenere il respiro fino a che si riesce.
Ringrazio nuovamente voi per aver provato delle sensazioni dentro. Perchè questo significa che sono riuscito a trasmettere qualcosa di mio nonostante la difficoltà che provo in questi casi.
Massimiliano


 

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