Un film

Posted by Fra on giu 10, 2009 in Diario |

Vi capita mai di fermarvi e improvvisamente  pensare che siate in un film?  Il film della vostra vita. Immaginate per un momento di staccarvi da voi stessi e potervi vedere da una prospettiva diversa, da una camera di diversa, da un’inquadratura esterna.  A me capita ogni tanto.  E mi capita se ho appena finito di vedere un film, di leggere un bel libro o mentre ascolto una delle mie canzoni preferite.  Ho  messo su un film, onestamente solo il finale, avevo voglia di vedere solo quello. Mi piace perché come colonna sonora è stata usata una delle più belle canzoni dei coldplay The scientist.  Ho visto il finale, e ho rimesso su la canzone. Bè,  i pensieri si sono subito affollati al varco,  ho iniziato a comporli a fare il cut, a estrarre le immagini  e dargli un movimento . Un video di ciò che avevo in mente in quel momento, irrazionalmente composto e che scorre sulle note della musica.  Ho chiuso gli occhi e l’ho rivisto, da sopra da sotto da posizioni diverse, inusuali.  Nei  momenti più belli, come un bacio,  una carezza, un paio di occhi, un battito di ciglia, un sorriso o anche il semplice mio camminare per la città deserta colorata dalle luci della notte, ho ruotato la manopola della velocità della pellicola e ho rallentato il tutto. In questi momenti penso che la vita sia un gioco. Tutto è un gioco.  Si perché mi piace vedere il tutto come un film a tratti serio e a tratti divertente, a tratti malinconico. Anche se ciò si distacca spesso dalla realtà, che ci costa pensare o vivere la vita come se fosse un gioco? Andare a lavoro come se si giocasse, amare e giocare con la propria metà, pagare una bolletta o una multa dicendo “ cazzo però al monopoli i soldi sono finti, la prossima volta però metto gli alberghi a piazza della vittoria e fotto tutti hiihih”.  Lo so non sempre le cose sono cosi divertenti, si soffre si piange,……ma fa parte del gioco. Mi guardo intorno, mi guardo da fuori e penso che troppo spesso non si gioca più,  ci si prende troppo sul serio. Io primo fra tutti. Dovremmo imparare ad “invecchiare senza diventare adulti” come dice lo zio Battiato.  Guardiamo i bambini impariamo da loro, in quel momento sono i migliori registi della loro vita perché anche se piangono e tanto, giocano su tutto e sorridono. Bè ora come i bambini corro ed esco a giocare.

Coldplay – The Scientist

Firenze Piazza Santa Croce

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20 Comments

Agatella
giu 10, 2009 at 18:56

E citi una delle mie canzoni preferite, quelle che, dopo Trouble vorrei imparare a suonare al pianoforte. Guardare quegli spartiti ed immaginare dita veloci su tasti di ebano, come queste, rapide, su una tastiera senza anima, con lo stesso unico suono, colonna sonora di mesi e mesi. Allora il film te lo giri da sola, con te seduta allo sgabello di legno nero, che apri, in un silenzio composto, quel pianoforte che, come ogni scena che si rispetti, è impolverato. Battito d’ali, sembra il movimento di quel tessuto che apre quel mondo fatto di logiche posizioni di colori, e lì… inizi. Suoni, manco fossi Lang Lang e ti guardi attorno, vedendo apparire piano piano persone alle quali dedicheresti quel pezzo, tante o anche una! Improvvisamente sarebbe tutto pulito, senza meraviglia. Stupore che ti coglie solo quando finisce la musica e ti ritrovi così come t’eri lasciato.
Film che ti concedi per un istante.
E poi ritorni alla vita reale, e cazzo, come vorresti fosse davvero un film! Ti incazzi perché non è che può essere sempre tutto così complicato, prima o poi sta ruota deve girare, ma chissà perché in questo momento, pensi, magari, d’essere dentro qualche soap opera. E lo speri con tutte le tue forze, di sentire una voce fuoricampo che ti dice “buona la prima!” e di ritornare a una vita che, non è quella che in realtà è. Stropicci gli occhi e t’accendi una sigaretta, manco fossi in Revolutionary Road. E lì ti abitui, nessun copione, nessun regista, nessun parrucchiere, sei sempre lì che, vivi la tua vita di sempre che poi, schifo schifo non fa, basta solo ricordare “lascia il cinema faccia la sua parte che sono tutti sogni solo sogni ombre e luce”.
Ma che figata, pensare, ogni volta, alla posta, nel giorno di pensioni, “adesso mi trovo in mano una pistola ed urlo: QUESTA E’ UNA RAPINA”, mentre fuori c’è Clyde che ammicca in una macchina decappottabile… e come colonna sonora, Society di Eddie Vedder, che ci sta sempre bene!


 
fra
giu 10, 2009 at 19:17

…wow!!! Ho riletto il commento almeno 3 volte….!!! Stacco è metto su il video….il piano inizia a suonare…e mi godo il ciak. Ma quando finisce sta soap operaaaa!!??? Grande Agatella.


 
Agatella
giu 10, 2009 at 19:28

dimenticavo, BELLISSIMA foto!!!!!!!!!!!!


 
Antonio
giu 10, 2009 at 20:06

a me spesso capita di ascoltare una musica e immaginarci sopra delle scene…
immaginarci delle situazioni della mia vita passata, presente o probabile (ovvero i sogni)…come se fossi il regista di un film che parli di me…


 
fra
giu 10, 2009 at 21:57

Grazieeee per la foto!!! :)


 
Luigina Mastronardi
giu 10, 2009 at 22:07

Vivere come se la vita fosse un gioco.
Lo faccio da sempre, vivo seguendo musiche più o meno giuste, prendendomi in giro, ridendo delle piccole sfighe e godendo delle gioie……che non sono tali se non intervallate da sofferenze….
Ma spesso non è possibile continuare a farlo, forse perchè la musica smette di suonare, il pianoforte impolverato sparisce, così pure lo sgabello e mi ritrovo sbatutta a terra cercando un appiglio per tirarmi su. L’appiglio c’è? Non so ma io lo afferro e forse presto potrò tornare a correre e ad uscire a giocare!
Chà!
La Lu


 
S.
giu 11, 2009 at 10:36

5 stelle! Bella Fra…Ti rispondo con un post…


 
giallouk
giu 11, 2009 at 12:49

Agatella… te sei in posta con una pistola in mano, il cassiere, terrorizzato ha appena finito di riempire la sacca con il soldo, e’ lento, cazzo, trema ed e’ lento. tu sai gia’ che qualcuno, in qualche modo, ti e’ sfuggito e sta chiamando la polizia; sai pero’ che fuori c’e’ Clyde con il motore acceso, giri alti e marcia inserita. Prendi tutto e scappi, salti in macchina con un balzo, e dalla radio… Eddie Vadder con Society… nah… non fuonziona, mi ammazza l’adrenalina… ti spegne il motore… metti su qualcosa tipo Welcome to the Jungle dei Guns…la macchina impenna.
Pero’ in finale e’ il tuo film ed io sto qua a cambiarti le cose… mah…

Fra,
le ultime righe del post credevo di averle scritte io… e non ascolto battiato… qualche mese fa ho pure cominciato una serie fotografica (ancora scarna…) per “celebrare” l’energia e la liberta’ dei bambini, contro mamme, papa’, nonni e zii che sono sempre li’ a dir loro “sta fermo, sta buono, non saltare, non ti muovere…”- ma porca miseria! mi aggrego ai complimenti sulla foto!
http://www.flickr.com/photos/gianleo/sets/72157619503506671/


 
Vins
giu 11, 2009 at 12:55

In attesa del post di Silvana che, per la legge dell’alternanza questa volta immagino abbia le virgole al posto giusto, non mi devo scomodare manco ad aprire la porta alle parole di Fra. Perchè entrano e scorrono nel modo più semplice e naturale possibile. Vivere come in un film, vivere con la colonna sonora e con il montaggio e sopratutto la post-produzione per molti di noi, e per gran parte della vita di tutti quelli che con noi condividono un certo modo di emozionarsi, più che una scelta è un’esigenza. Per alcuni è proprio l’unico modo di saper fare una cosa: respirare. E inspiro e taglio scene, espiro e metto su la musica.. e così a ruota. Tutti registi, tutti banali e retorici che nemmeno ci immaginiamo forse, perchè quella scena a lieto fine, quel bacio, quello sbatter d’occhi l’hanno già ripreso altri con la stessa inquadratura e con la stessa colonna sonora.. .ma forse è proprio quello il bello dei nostri film personali, nessuno viene a romperci il cazzo per come sono fatti. E allora fanculo se Agatella suona al piano Trouble come l’ho suonata io che non so nemmeno dove le dita vanno sulla tastiera o se Fra paga ridendo la stessa multa che ho pagato io (la mia era divieto di sosta, la tua?). Qui l’originalità non paga, paga solo la bellezza. Un grazie a tutti, 5 monetine a Fra e un pianoforte impolverato nuovo alla Lu così toglie il culo dal pavimento e torna a suonare. Che tanto prima o poi ci si torna sempre…


 
Agatella
giu 11, 2009 at 15:17

GialloUK concordo pienamente, ma immaginavo più il dopo rapina con Eddie Vedder. radure, e deserto, e poi lasciare il confine (a Perugia??? boh, vabbè andiamo avanti) con una macchina rosa shocking che, non so perchè, ma mi piace, e che per non so quale magia, fa apparire Clyde più etero che mai.
Lunedì ero alla posta, anche lì giorno di pensioni, caldo, troppo. fila, interminabile. alle orecchie Il Genio…finalmente è il mio turno, e mancava poco che dicessi al cassiere “tu sei cattivo con me!!!”

Oh stamattina casella di posta dissetata da radioProsecco…Bello bello bello!!! :-)


 
GialloUK
giu 11, 2009 at 16:19

dopo un mese quanto mai incasinato, tra la disoccupazione, un doppio lavoro e la quasi disoccupazione ancora, e’ ripartita Radio Prosecco. Andra’ avanti finche’, almeno, ho un tetto sulla testa ed una sedia sotto il culo


 
Vins
giu 11, 2009 at 22:34

tra i vaneggiamenti di Agatella e le incertezze di GialloUK qui finisce che ci diventano davvero Bonny e Clyde. Uffici postali siete avvisati… un giorno o l’altro finisce che vi rapinano tutti i bollettini bianchi e i numeretti delle macchine automatiche.


 
oiziruaM
giu 12, 2009 at 09:20

Lo spettacolo della vita prende vita tra i giochi di un monopoli vissuto mentre Vins mi dice da mesi di tirare i dadi e lasciarmi andare agli imprevisti che sono arrivati e hanno sconvolto in bene questo film, e il post di Frà che sento mio soprattutto nel modo di intendere la vita. Ieri raccontavo a tavola, circondato da almeno 5 persone che vorrei fossero sempre con me, che io amo tutto. Se mi metto ad aggiustare una bici comincio a credere ed amare l’idea di vivere facendo il meccanico, poi per i casi della vita devo dare una mano ad un amico a far andare avanti il bar e mi vien voglia di cambiar tutto e aprire un chiosco con la mia donna sul mare chissà dove, e così per mille altre cose. Mio padre si preoccupa per questa mia fanatasia. Io vorrei spigionarla di più ma delle volte sembra che io voli sulle nuvole rispetto ad altri così, spesso, putroppo, le tengo per me, per chi piò capirmi e qualche volta per voi.
Frà, mi riporti alla vera vita in questi mesi estenunanti di lavoro, e per questo ti ringrazio. Ripenso a mille sogni fatti ad occhi aperti e mi ritrovo anche nel fluire opaco del sogno di Agatella, nei flash di Gialluk in cui un solo colore riesce ad emergere dal bianco e nero e guardacaso è lì a colorare il bambino che gioca. Ed infatti in tutto il bianco e nero di giorni che passano spietati e inesorabili mentre siamo presi da altro, lì ritroviamo gli unici momenti di vita vera e colorita: QUANDO GIOCHIAMO COME BIMBI e che se pure cadiamo o facciamo lite, siamo pronti a rigiocare me a fare pace dopo un attimo, senza dar peso al resto.
Grazie pennelli per la realtà da sogno che mi tornate a far respirare.


 
Nick
giu 12, 2009 at 23:22

Bel post Fra! E complimenti anche ai commentatori.
Riprendendo il discordo dell’imparare dai bambini. Anche nel teatro si prende spunto dalla loro innocenza, fantasia, spensieratezza. Un regista ci faceva spesso giocare come bambini ed immaginare che qualsiasi oggetto potesse diventare immediatamente qualcos’altro. Credere che un bastone possa essere un fucile, una panchina possa diventare una nave oppure una bambola possa essere una bambina vera. Una volta ho visto un bambino che giocando alla guerra si è sinceramente commosso mentre soccorreva il suo compagno di gioco da una ferita di ‘guerra’.

http://www.youtube.com/watch?v=IVnPotcVkFQ


 
fra
giu 13, 2009 at 15:51

Scusate il ritardo ….ma sto cazzo di lavoro mi tortura. Mi sa Mauri che io e te siamo abbastanza in sintonia per il modo di vedere e sentire la vita…oltre al lavoro che ci assilla in questi mesi. :) Cazzo anche io quando intraprendo qualche lavoro nuovo mi balza l’idea di aver trovato quello giusto….e mio padre si preoccupa oppure dice che ancora nn sono ” cresciuto”…..meglio cosi vero? Lascia che la fantasia scorra e chi se ne frega…..! Vins purtoppo la multa è di supero velocità consentita…oltre al vizio delle emozioni ho il vizio del piede pesante….ma pesante assai!
Grazie a voi ragazzi….viva i pennelli!!!! :)


 
oiziruaM
giu 13, 2009 at 18:46

Cozza (che vuol dire C…o) Fra, ANch’io ho il piede pesante alla guida. E mi sà che mi son beccato un eccesso di velox a Canosa.
Miraccomando a non crescere, altrimenti diventi monotono.
Niiiicccckkk: BELLISSIMA LA STORIELLA DEL BAMBINO CHE SI COMMOSSE NEL SOCCORRERE L’AMICO DURANTE IL GIOCO. BELLISSIMO!
Buon gioco a tutti!


 
fra
giu 13, 2009 at 21:40

Minchiaaaa a Canosa ho capito dove!!! Cercherò di restare piccino…. e di nn cadere nella banalità! Se cosi fosse ragazzi avvertitemi…! :) Vado di Risiko!


 
La Lu
giu 15, 2009 at 15:34

Di restare piccino….e di non cadere nella banalità…..come due concetti separati e indipendenti o come restare piccino perchè crescendo si diventa banali?
Chà!


 
Frà
giu 15, 2009 at 22:35

Restare piccino nel senso di nn dover prendere tutto sul serio….ma un po di leggeress!! Nn è del tutto indipendete dal diventare banali. Crescendo ci si cristallizza un pò su alcune cose…e si rischia di perdere l’originialità del proprio io. Rinnovarsi e cercare di esssere creativi. Almeno è questo che volevo dire….
Chàcha cha!!!


 
La Lu
giu 16, 2009 at 10:43

Ok. Ora mi è chiaro il concetto.
Sono d’accordo sul prende spunto dall’innocenza, fantasia e spensieratezza dei bambini, sul vivere giocando ma un po’ meno sul fatto che crescendo si diventa banali….o si perda la propria originalità. Si cambia, e ci si modella in un nuovo modo di essere che può essere altrettanto originale e unico.
Vorrei invece sollevare una piccola osservazione. E’ vero che crescendo si è travolti dagli impegni, dai mille pensieri e si da poco spazio alla “leggeress”ma ciò che noto molto spesso guardandomi attorno è un voler restare eternamente “bambini” scanzando via le responsabili e tutto ciò che possa essere un impegno “per sempre”. Non ci si sente mai pronti e ci si continua a sentire e a chiamare “ragazzi” anche a 40 anni. Bho!
Mi sembra tutto un po’ contraddittorio.
Chà!


 

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