E di nuovo cambio casa

Posted by Agatella on mag 20, 2009 in Diario, Storie |

Il primo stato d’animo che registro, è quello

di una generica gratitudine nei confronti dell’esistenza.

Mi riferisco all’irruzione improvvisa della speranza.

Alla capacità di cogliere il senso di ogni atto che ti dà da vivere.

Al pensare al futuro come una cosa che non vedi l’ora che cominci.

(D. De Silva)

“Questo no, questo sì, questo è da buttare…”, inizia così, questa storia tra valigie e scatoloni. Scotch che imballa e comprime, conserva. Stessi movimenti dei precedenti traslochi, ma questo ha un sapore diverso, decisamente differente. Vado via da questa casa inesistente. Cambio casa.

Per terra, con le gambe incrociate, sfoglio diari iniziati, leggo cartoline mai spedite, conservo magliette e lettere, non brucio foto. Stacco poesie, dalle pareti, lasciando il segno, una scorticatura visibile, ma meno imponente di quella cicatrice che, bruciava con l’acqua salata.

Io continuo ad amarlo questo mondo. È la volontà che mi guida. Non so cosa mi aspetti, né dove andrò, chi mi accoglierà. Non mi importa. La materia del fulcro esterno non mi importa. So solo che adesso è l’ora.

E ritorno alla mia lista, e ci sono, ancora, le lacrime versate da sistemare, il passato pulito dentro gli armadi, e continuo, correndo in cucina, aprendo il balcone, prendendo quella pianta di serenità che, avevo seminato, e guardo orgogliosa il verde e il rosso della sua vita.

Le delusioni? Dove sono finite? Alzo la trapunta, dove sta ancora dormendo l’accidia, m’ha detto “vengo dopo, altri cinque minuti”, quindi, mi inginocchio e trovo la paura che, sta lì, tremante, che mi bombarda di domande: “Dove siamo? Dove andiamo? Hai finito? Sei sicura? Mi piaceva!” e io la prendo in braccio e mi accorgo di quanto piccola sia diventata, di come sembri fragile. È colma di innocenza e colpevolezza. Lo stesso sguardo dei bambini che, hanno conosciuto delusioni di fatti, ma non ancora di concetti e sentimenti. Occhi sinceri. La tengo per mano, per la prima volta, la paura. E sono con lei, ma priva di lei. Sorrido, s’acquieta. E poi, mi rigiro, nel vuoto delle stanze, immersa nel rimbombo dei passi. L’eco si risente. Le sensazioni sono scalfite in ogni angolo di questa casa, in ogni angolo che appartenga alla memoria, e quelle vissute per lui, sono dolorosamente piacevoli. E mi accorgo che, le delusioni asfissiano, da un pezzo, dentro scatole adiabatiche. Faccio dei buchi, per non farle morire, perché mi hanno insegnato e mostrato come va e come, a volte, sembra che debba andare. Implicita gratitudine.

Ed infine le illusioni, scappare da esse. Nessun tradimento né abbandono. Smetto d’esser fedele alle illusioni. Mi guardo le mani cercando un segno all’anulare. Vuoto tra le dita, e mi compiaccio di non avere nessuna relazione stabile con esse. Le lascio lì, sulla sedia, davanti alla finestra, a guardarmi mentre vado.

Mi rigiro. Tutto bianco, tutto nero in senso pieno e senso vuoto. Connessioni di luci, di lettere, di forme, a ricalcare correlazioni di pensieri, a ricercare, quell’inizio, ad aprire con questa fine, diretta alla finalità. Un inizio per raggiungere il proprio fine. E poi, la fine c’è sempre, è solo che diventa un altro inizio, a sua volta, con una fine diversa per una finalità alterata, perturbata. Un pensiero, un foglio di carta, un messaggio, saranno sempre loro stessi. La loro natura reale. Una fine alternativa li rende connessioni diverse, oggetti diversi, messaggi diversi. E dunque bisogna solo cambiar loro nome, posto, tempo. Guardarli, leggerli, presentarli, usarli, finirli in modo diverso. Già. Ed io sono pronta.

Se vi domandassero dove sono finita, dite loro che, non abito più in Via delle Storie Infinite…

Ed io…

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45 Comments

raf
mag 20, 2009 at 19:26

…..clap clap clap… grande agatella .. anche se c’e’ una canzone di LUCA BARBAROSSA che si intitola VIA DELLE STORIE INFINITE in cui lui chiede se “abiti ancora in via delle storie infinite” ma non ricordo risposte nel testo tranne quella che oggi dai tu…..


 
Daniela
mag 20, 2009 at 22:51

Amo questa canzone, la vivo infinite volte e forse “qui c’è qualcuno come me”….


 
Domenico Dell'Olio
mag 20, 2009 at 23:49

Spero che il tuo futuro cominci presto agatella,
e che sia così come NON te l’aspetti!
Post splendido, anche se a volte fà male.
Un bacio.


 
Nick
mag 21, 2009 at 00:02

Schiaccio il pulsante rosso del cellulare, salgo le scale e leggo il tuo post. 5 stellette, promesse e meritate.
Ne ho fatti di traslochi…veri e metaforici, bilanci di ricordi senza segno o valore assoluto.
Sorrido pensando alle scatole adiabatiche.


 
Vins
mag 21, 2009 at 11:35

La bruttezza dell’espressione “scatole adiabatiche” rende perlomeno umano questo post che altrimenti rischierebbe di non avere un cazzo di micro-pixel fuori posto. Ma esistono i micropixel…? E il termine adiabatico….??? Vabbhè. Che cazzo volete che aggiunga, la canzone di fossati è una delle mie preferite anche perchè mi sa che vinco la gare dei traslochi.. 7 in 5 anni 13 totali in tutta la mia vita. Un giorno scriverò un post anche su questo… non appena Fossati scriverà il seguito di questa canzone: “E cambio casa per l’ennesima volta, che cazzo”. Credo di intuire certe sensazioni di A., quelle che vanno al di là degli sbattimenti e dei cambiamenti esistenziali, quelle che senti sono nel momento in cui traslochi e ti accorgi di quanto è assurdo che un’azione fisica corrisponda con la stessa intensità a un’altra mentale, intensa, faticosa, soddisfacente e sofferente allo stesso tempo. I traslochi, gli scatoloni, le ore sul pavimento a mettere in ordine i pezzi della propria vita li sempre considerati come IL MIGLIOR MODO AL MONDO PER GUARDARSI ALLO SPECCHIO DA UNA PARTE E PER POTER LASCIARE DIETRO DI SE’ TUTTO IL SUPERFLUO ACCUMULATO. E’ strano pensarlo, ma una cosa così ci migliora e questo post, lo spiega meglio di come sia stato in grado di farlo io quindi passo e chiudo e mi tolgo dal cazzo… Saluti.


 
Gio
mag 21, 2009 at 12:19

adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche adiabatiche !!!!!!!!!! Grande A.!! Presto un commento serio, questo era solo per rispondere a vins. A., sai che il mio amico Davidino con il quale studiavo pensava che adiabatico fosse un insulto?


 
giallouk
mag 21, 2009 at 12:54

Agatella, il tuo post arriva nel giorno in cui, ahime’, e’ diventato chiaro che dovro’ cambiare casa anch’io… forse qualcosa in piu’ della casa, in verita’…

comunque, ora ci vuole, ma proprio ci vuole, un post (anche piccolo piccolo) sulla prima notte nella casa nuova, sul momento in cui ti ritrovi, pancia in su, con gli occhi che fissano un soffitto nuovo, un nuovo perimetro, delle pareti ancora nude e straniere.

IO sto con le adiabatiche


 
giallouk
mag 21, 2009 at 12:56

dimenticavo… gran pezzo!

PS: secondo me gio ha ragione… tresche sbocciano tra i pennelli in primavera


 
Agatella
mag 21, 2009 at 15:23

Intanto grazie… non vi nego il mio imbarazzo nel leggere tutti questi commenti.
sì, adiabatico come termine non è poprio il massimo, ma è l’unica parola che esprime appieno una sensazione quasi d’asfissia. il non poter scambiare “calore” è qualcosa ti tremendo!
Vi dirò dove ho intenzione di sistemarmi, per guardare il soffito e magari appiccicare nuove foto e poesie sulla parete. Intanto, preferisco vagabondare un po’!
Daniela t’aspetto a perugia per the e lunga chiacchierata… logicamente per strada.

P.S. Nick, non dire in giro che elomosino stellette!??!?!


 
Lord Seth
mag 21, 2009 at 16:05

Ma’ …


 
Vins
mag 21, 2009 at 17:28

allora visto che, maledetti fighetti della parola, vi ostinate a darvi di testa su termini del “menga” (scusate il milanesismo, ma era per variare un attimo e non usare sempre la parola minchia)… dicevo aiutatemi ad analizzare il significato del termine Adiabatico. Il signor De Mauro mi ha scritto via mail che a lui il termine non risulta e che se pure esistesse solo un pazzo può pensare di usarlo in un post sentimentale… vabbhè… io alla mail gli ho risposto che tanto nessuno dei pennellisolari ha mai preteso di essere sano di mente quindi l’utilizzo ci può pure stare. Intanto ho proseguito la mia ricerca e finalmente la Dott.ssa Wikipedia mi svela:

“In termodinamica un sistema adiabatico è un sistema isolato che non può scambiare né calore né materia con l’ambiente esterno, può invece scambiare lavoro.
Nella pratica, quasi nessun sistema termodinamico può essere considerato adiabatico in termini rigorosi, in quanto il calore viene continuamente scambiato tra due corpi che abbiano temperature diverse, però molti sistemi possono essere considerati a tutti gli effetti adiabatici, in particolare quando il calore viene trasmesso così lentamente da potere approssimare a zero il flusso termico (cioè di calore). Il sistema adiabatico è quindi un modello fisico utilizzato per descrivere i sistemi reali.
Un sistema adiabatico può essere costruito utilizzando un recipiente costruito con pareti isolanti (o adiabatiche). Pareti che facciano passare il calore vengono invece dette “diatermane” (o “diatermiche”). Il contrario di sistema adiabatico è quindi sistema diatermico.”

Mi pare dunque di capire, correggetemi se sbaglio che Agatella volesse dire: E si accorge che, le delusioni asfissiano, da un pezzo, dentro scatole con pareti isolanti.

GIUSTO??????
Ma allora, perchè non ha iscritto il termine isolanti così evitavo di perdere il lavoro per cercare il significato di questo termine?
Vabbhè, c’è di buono che almeno ora, se mai dovessi trovarmi, per svariati e strani motivi a fare, chessò, il Termodinamico, non avrò promblemi a gestire il linguaggio tecnico.

Addio.

p.s.: perchè questo intervento non generi malintesi chiarisco che soffermarmi sul termine Adiabatico e non aggiungere altro su questo post è l’unico modo che ho trovato per scrivere un commento breve come questo.. altrimenti sai che pippone veniva fuori?????


 
raf
mag 21, 2009 at 20:43

………ho cominciato gradualmente ad inserire nel mio vaocabolario termini visti, rivisti e alla fine imparati grazie al “nostro blog”… cito fra tutti OSSIMORO – PALINDROMO … a volte cerco d’inserirli in qualche discorso fra amici per ostentare la mia falsa cultura…… ma ADIABATICO neanche se dovessi venire a contatto con una civilta aliena (tipo star trek) avrei il coraggio di usarlo… pensate che andava cosi’ aldila’ della mia comprensione che nella lettura l’ho saltato a pie’ pari………5 stellette per il post …6 per adiabatico (nonostante vins cerchi di sminuire il tutto ad una semplice spiegazione wikipediana o wikipedestre se preferite) .. PS: GIO’… amparat .. chiss so parol d’fficl adveir…..


 
Antonio
mag 21, 2009 at 23:17

citazione:
“che posso dire?
che è meglio aver amato e perso,
piuttosto che mettere linoleum nei vostri salotti?”


 
giallouk
mag 22, 2009 at 00:02

Agatella, perche’ non cominci un interrail (si scrive cosi?) e passi a trovare i pennelli ad uno ad uno. In cambio dell’ospitalita’ pero’ devi insegnare a ognuno una parola difficile difficile, e non vale ripetere!


 
Agatella
mag 22, 2009 at 00:42

Giallo, direi che è una grande idea! Magari, ci penso dopo la laurea… sicuramente, non passerei da casa di Gio, il quale ha imparato da me, la parola ossimoro. Raf, mi prendo tutte le colpe!!! Chiedo venia!
Ma vi giuro che, io l’agendina rossa non ce l’ho!!!!
Notte


 
Domenico Dell'Olio
mag 22, 2009 at 01:20

Facebook connector TEST!
SI SI PROVA…SAAAA….

Ok…è da perfezionare….
vorrei non chiedesse la conferma sull’invio del commento…
ma è già un gran passo avanti….


 
Vins
mag 22, 2009 at 01:24

grande dome.. occhio che ti sorveglio….


 
Vins
mag 22, 2009 at 01:26

… a qualunque ora….


 
Domenico Dell'Olio
mag 22, 2009 at 10:20

Si mi hai così sorvegliato che mi sono proclamato amministratore del blog dopo un giro assurdo…. e ora se voglio ti faccio diventare un semplice editore!:-)


 
Vins
mag 22, 2009 at 12:26

Domenico Dell’Olio, sangue del mio sangue… cognome del mio cognome… ricordati che in ultima analisi il dominio è a mio nome quindi le credenziali di accesso come amministratore le riotterei comunque da chi mi ha venduto dominio e hosting …

Ma questo sarebbe il meno… perchè dopo averti massacrato a colpi di mazza chiodata, dietro la schiena (anzitutto il dialogo costruttivo), imposterei il filtro SPAM su tutti i tuoi commenti in modo che, casomai gli arti dovessero tornarti a funzionare, non potrai più tornare a fare lo spiritosone. Ma tanto dopo il trattamento mazza-chiodo, essere: autore, amministraore o spam.. suppongo ti interesserà poco… come dicevo… sangue del mio SAAAAANGUEEEEEEE.

p.s.: ti ho già fatto i complimenti per il bel lavoro dell’accesso con il profilo Facebook? speriamo che adesso qualcuno si spinga oltre l’immaginazione umana e inizi pure ad usarlo.


 
Lellik
mag 22, 2009 at 13:39

Poesia ad Agatella

Come sempre ogni mattina
Tra un biscotto e la nutella
clicco il blog dalla cucina,
Scorgo un post di Agatella.
Leggo svelto tutto d un fiato
Ma ad adiabatico sono inciampato.

Penso e immagino tu seduta
Con in mano quel diario
Che lo sfogli in fretta e muta
Pronta al prossimo binario
Saranno posti a te novelli
Specie un tour tra Pennelli…

Mi congedo sarò remoto
Cinque stelle sarà il mio voto
Vai, esplora sì come la luna
Che ogni ora trasloca e si sposta
Io ti auguro buona fortuna…
E come lei, splendi e POSTA…

(finale alternativo: …Vai, esplora sì come la luna
Che ogni ora si sposta e trasloca
Io ti auguro buona fortuna…
E con lei UNA VIDA LOKA!)


 
Agatella
mag 22, 2009 at 13:49

ridoooo…
STUPENDA lello!!!!!
bellissimaaaaaaa!!!!
mi sa che, inizio a attaccare questa sulla parete. grazie!!!!


 
Lellik
mag 22, 2009 at 13:56

prego prego agatella (ci tengo che tu l’appenda)… raffaele non essere geloso! la prossima la scrivo x te…


 
Vins
mag 22, 2009 at 14:16

ma allora la poesia è vizio di famiglia… Bisogna dire che apprezzo la costruzione in rima a-b, a-b, c-c delle prime due sestine che poi diventa nell’ultima c-c, a-b, a-b… oggi abbiamo scoperto un lello poeta metrico e geometrico capace di centellinare e dare forma artistica alle stupidagini. Segnatevi questa data, si apre un nuovo movimento letterario: Il Lellismo Cosmico. Raf, attendo con ansia la tua analisi di eccellente critico letterario. Grazie per questi momenti indimenticabili che mi hanno bloccato la digestione.


 
Lellik
mag 22, 2009 at 14:32

ahahahahahahahah attento e astuto volevo un ajambmana ma non ci sono riuscito… il lellismo cosmico mi piace. CI STO.


 
Vins
mag 22, 2009 at 14:52

Ottimo…
Agatella : Lello = Silvia : Leopardi
E, signore e signori il nostro neo-poeta (definizione che richiama i neo-melodici) renterpreterà la poesia “A Zacinto” con la sagacia e l’ironia di cui è capace intitolandola “Da Giacinto”… che per i non Biscegliesi è un celebre bar frequentato da chi non ha un cazzo da fare e vive di caffettini a tutte le ore. Raaaafffff, Raaaaaaaaaaaff…, avete visto Raf?!


 
Lello
mag 22, 2009 at 15:40

A Giacinto…
Né più mai leccherò le sacre sponde
ove il mio cono fragoletto giacque,
Giacinto mio, che te specchi nell’arredo
del vecchio bar da cui Sospiro nacque

Venere, e fea quelle prelibatezze rotonde
col suo primo Sospiro, nessun palato non piacque
la tua limpida glassa e le tue fronde
l’inclito verso di colui che morse e

cantò Leali, ed il diverso Emilio
per cui bello di fama e di sventura
mangiò la sua penosa caramella Ulisse.

Tu non altro che il cornetto avrai dal figlio,
o cremosa mia pastella ; a noi prescrisse
il gelato e la cremata sepoltura.

Lello


 
giallouk
mag 22, 2009 at 16:23

vins, sta attento che la tua proporzione puo’ portare sfiga…

si possono mettere le stellette ai commenti? altrimenti Lello ti spedisco per posta dieci stellete adesive come quelle del Cioe’, ad agatella mandiamo invece gli orecchini preziosissimi in regalo con la celebre rivista!


 
raf
mag 22, 2009 at 20:38

..luridi perditempo che non siete altro… qui fanno di tutto per farmi lavorare mentre penso a polizze in rima baciata per rispondere a lello…. inizio a scrivere ed entra un cliente..sospendo.. riprendo e ne entra un secondo che mi irrita… sospendo.. riprendo ma senza ispirazione perche’ so che di li’ a poco ne entrera’ un altro .. ed infatti eccolo … incasso polizze a ripetizione mentre il mio cervello e’ al poema di risposta che temo non potra’ materializzarsi a breve, vista la mole di lavoro che mi aspetta anche nel fine settimana.. .. pero’ lello non temere perche’ ti rispondero’ per le rime visto che ormai, agatella a parte , la parte poetica e non solo del blog , siamo noi …RAFFALELLISOLARI…..


 
raf
mag 22, 2009 at 20:44

PS…vins .. io ci sono ma GIO’ invece che fine ha fatto ..??? e’ ancora dei nostri o e’ passato a miglior blog… le sue poesie soppiantate da quelle di lello ?!?!??!! ci vorrebbe una reazione di orgoglio da parte sue e qualche parolone neolitico che metta a tacere AGATELLA e l’ISPETTORE POETA….


 
Nick
mag 23, 2009 at 12:56

Le poesie di Lello meritano post, i commenti non danno la giusta visibilità all’arte del neo-poeta.


 
La Lu
mag 25, 2009 at 15:38

Tesò eccomi……commento con una poesia che adoro.

“Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.” Fernando Pessoa

Rispondo alle telefonate. C’è il sole. Ho gli occhi stanchi. La temperatura si è alzata. E’ difficile. Ma ci sono.
Chà!


 
Agatella
mag 25, 2009 at 16:00

Lu, mi piace quando sei presente, anche quando non ti va di esserlo!
inizio a lusingarmi, con tutte ste poesie! ehehehhe
Pessoa mi ricorderà sempre una persona della quale mi fido “morbosamente”… ma per qualche effetto osmotico, in questa ci rivedo pure quello di cui scrivo!!!
Qui caldo trascendentale, direi da allucinazioni e manca solo Damon Albarn che canta Closet Romantic.
Roger, passo e chiuo.


 
Gio
mag 26, 2009 at 15:33

mocc’ a memt, quand cazz d commeind… e ce dà!!! (trad. “in bocca a chi ti generò, commenti copiosi, eh?! …. e che cosa?!). Ho le lacrime ai piedi per la commozione: ho scoperto un lello incredibilmente poeta.. mi sa che la ragione qui è da cercare nei geni (cioé io e Lello :) ). poi ho riscoperto un termine che non sentivo dalle prime lezioni di chimica, cioé 1° anno di università; che malinconia! Vins, quando non capisci un concetto che ti puzza di pseudo-scientifico, prova a cercare su Wiki “protocollo stack ISO-OSI”. Ma com’jà ca t’agghia ‘mbaroj tutt’??!! Raf, mi spiace ma dimentichi INVETTIVA e PLUTOCRAZIA. Scusami, ma era doveroso. Ah, A., per il tuo post: CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP


 
Gio
mag 26, 2009 at 15:35

Chiaramente il termine a cui mi riferivo è “adiabatico”. Lancio una sfida: provate a capire il significato di “isotropo”, senza usare Wiki. A. e gli altri ingegneri in ascolto: voi non siete accettati in questa competizione.grazie


 
raf
mag 26, 2009 at 19:38

..invettiva e’ un termine di cui abusi nei commenti … ma non era a me sconosciuto… per quanto riguarda “plutocrazia” lo volevo citare ma non ricordavo in che post fosse stato inserito e non avevo tempo per andare a ritroso……. si si PLUTOCRAZIA la democrazia attuata su plutone o la democrazia dei cani ( pluto fu il suo artefice )…


 
Agatella
mag 26, 2009 at 21:35

no raf, è stato usato da gio, nell’sms del 25 aprile (logicamente inoltrato a tutti)!!!!
me lo ricordo bene, perchè ero a Lourdes e ho desiderato google per potergli rispondere a dovere…Papagni è il solito matamòro!!! eheheh


 
raf
mag 27, 2009 at 10:57

…come sempre hai ragione Agatella… ora ricordo… si si era il 25 aprile ….


 
Gio
mag 27, 2009 at 11:10

Non era il 25 Aprile, era la FESTA DELLA LIBERAZIONE DELL’ITALIA DAL NAZI-FASCISMO. Che è leggermente diverso dal semplice 25 Aprile. Scusate per la DOVUTA integrazione :) Raf, ho scritto che “dimentichi il termine invettiva” tra quelli che uso sempre, non ho scritto che non conosci il significato. “matamòro” mi sfugge: sei sempre un passo in avanti, A.


 
raf
mag 27, 2009 at 17:58

..penso di essere stato abbastanza chiaro nel commento… gio’ ho parlato non dei termini dei quali abusi nel blog ma di quelli a me sconosciuti che grazie a voi sono riuscito ad inserire ( a stento) nel mio vocabolario…. invettiva c’e’ l’avevo a triplazzo come Walter Zenga nella raccolta di figurine PANINI del lontano 1993….. per OSSIMORO -PALINDROMO- PLUTOCRAZIA- ADIABATICO devo invece constatare che mi manca , mi manca, mi manca , mi manca….


 
fra
mag 28, 2009 at 09:38

“Per terra, con le gambe incrociate..” appena ho letto ciò ho sussultato e mi è venuto in mente uno dei miei tanti traslochi. Magone. Tutto sistemato nei cartoni e io seduto come descrivi tu…al centro circondato dai muri bianchi , fumando una sigaretta e pensando a ciò che quel luogo è stato. Bellissimo post Agatella! E io oggi mi sento adiabatico……!!!


 
Agatella
mag 28, 2009 at 20:09

Grazie Fra, ma il tuo treno supera di gran lunga il mio trasloco!!!!
Adiabaticamente A.


 
S.
mag 31, 2009 at 11:28

Dopo una manifestazione che mi ha succhiato i 3/4 della linfa vitale e che si è finalmente conclusa ieri sera, riesco a commentare questo post a cui ho pensato molto dopo averlo letto una settimana fa. Gli scatoloni. Un trasloco. Oggi segna due mesi esatti dal mio cambio casa e cambio vita. E’ come se mi avessi forzatamente messo di fronte alle sensazioni provate in quel momento che non ho mai posto su bianco per evitare di soffermarmici su. Rifuggirle. In fondo era l’ennesimo di tanti altri, ma questo cancludeva per me un periodo di sopravvivenza forzatamente sorridente che doveva solo chiudersi. Non potevo piangere. E sebbene il mio tentativo di legarmi per due anni il meno possibile a quella casa ed alle poche persone compagne del mio viaggio era stato per certi versi fallimentare, per altri, amavo già più l’ignoto che andavo a prendere che le sicurezze che lasciavo. E sebbene il rumore dello scotch chiudesse in scatola anche le lacrime della mia coinquilina che mi accusava di glacialità, io da quelle scatole sentivo urlare le mie di lacrime, per cui chiuderle, loro, quella porta, quella città, per me significava tornare a vivere. Così è stato. Anche meglio di ciò che mi aspettassi. Quello che, pur non conoscendoti, ti auguro per affinità di sensazioni… E, grazie, per quel che inconsapevolmente mi hai smosso dentro e che forse andava fatto per chiudere quel cerchio.


 
oiziruaM
mag 31, 2009 at 21:12

Capisco, vivo questa malinconia coscientemente perchè vissuta già. Ammiro queste righe che mi ridanno voglia di abbracciare la vita in tutte le sue facce. Bello. Bello davvero questo post e le riflessioni emozionali che libera. Buona fortuna ovunque tu ora stia vivendo e vivrai.


 
Agatella
giu 1, 2009 at 00:04

Oiz aspettavo con ansia un tuo commento!!! a dirtela tutta, ti temo un po’!!!! felice ti sia piaciuto!
Adesso vado nel panico perchè, cazzo, se il prossimo post non prende almeno 50 commenti, vuol dire che questa è la fortuna del principiante! :-)
A.+


 

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