Sul Sud
Queste parole sono nate sulla scia del post di Giò di qualche giorno fa sugli incontri cinematografici organizzati a Bari. A seguito di quel contributo sono iniziati un pò di commenti culminati con quello del nostro amico Fra [Qualcuno lo ricorderà per un foto-post (e non solo) che ha scritto per questo blog - vedi sezione Amici]. Anzitutto sono contento che anche lui continui a restare nel giro e soprattutto lo
ringrazio per il senso critico che poche volte leggo quando qualcuno che vive giù parla con me del mezzogiorno dal punto di vista culturale quasi come se il sud dovesse dimostrare di essere all’altezza di qualcosa.
A me piacerebbe pensare, come dice il nostro amico e molti altri quando si parla del sud in generale, che il problema di alcune carenze, mancanze, distorsioni civiche e culturali siamo noi (inteso come io, te, gio o molti di quelli che vivono fuori e che mi pare diano prova di un minimo di senso civico e critico) ma la verità mi sembra molto più evidentemente legata a una maggioranza di persone differenti da noi (è possibile che a questo punto Giò stia pensando che invece la maggioranza è come noi). Il problema è legato anche e soprattutto a quelle persone che riempiono gran parte dei consigli comunali, provinciali e regionali e molto spesso anche cariche legate direttamente alla cultura che, un pò come avviene per la TV di oggi, tendono ad essere ”commerciali” che hanno come obiettivo il profitto (in qualsiasi forma: mazzetta, notorietà, scambio di favori) e non l’Educazione e la crescita intellettuale e morale dei propri amministrati.
E’ bello pensare che due miei amici che vivono in città diverse si incontrino senza preavviso in occasioni del genere ma è anche sintomatico del fatto che ce ne siano poche. Cioè.. non mi sembra una mera coincidenza se entrambi vi fate 30 o 50 km per andare in un posto a vedere dei film incontrando degli autori.
Attenzione poi, stiamo parlando di un cineforum… Fantastico, interessante, ci sarei andato anch’io sicuramente, ma scusate tanto: io 10 anni fa aBisceglie vedevo cose simili senza muovermi di un km da casa. Fino a un paio di anni fa in città avevamo un festival estivo chiamato Festival dei pololi Mediterranei verso cui confluivano artisti, attori, ballerini, musicisti e cantanti da tutte le regioni del mediterraneo. Ma qualche anno si è prima ridotto e poi cancellato del tutto e io al posto di quella iniziativa – GRATUITA - vedo pubblicizzare i concerti – SPESSO A PAGAMENTO - di Alex Britti, Patti Pravo, Tiziano Ferro e altri cantanti famosi. Senza offesa per gli amanti del genere ma continuiamo a parlare di inziative “commerciali” in sostituzione e non a fianco a quelle più “Educative”.
Io non la vedo come un’evoluzione o un modo di affinare il gusto della gente. Casomai il contrario. Permettetemi un tono schietto: non raccontiamoci cazzate ragazzi. La situazione è statica e non ascoltiamo Rubini perchè è un maestro e per alcuni di noi un gran regista. Mi sembra faccia come i cantanti che vanno in un posto a fare un concerto e dicono che è la loro città preferita. Non prendiamo per oro le parole di un personaggio famoso che sostanzialmente tesse le lodi della platea che ha davanti. Non credo che lui viva li e ha comunque il punto di vista diverso dal nostro. Meglio di voi non può esprimersi nessuno quindi siano sempre lodate ed acclamate cose del genere ma che non appaiano un segno di cambiamento perchè ci sono sempre state.
Non proveniamo dall’età della pietra (non l’ho mai pensato, nè detto) ma nemmeno mi sembra che si stia assistendo a una rivoluzione. Io in Puglia ci sto poco quindi prendete le mie parole come quelle di uno che mette a confronto una conoscenza limitata del territorio ma credo che i 40enni 50enni di oggi, come è successo a me, vi confermeranno che certi movimenti e fermenti c’erano anche 20 anni fa. E ci mancherebbe altro (lo dico con spirito e dignità quasi patriottica che forse qualcuno a
volte pensa io non abbia).
Io sogno una città sul mare che per posizione geografica, bellezza e clima faccia scendere le persone in strada in tutte le stagioni, che sia piena di bar dove andare a chiacchierare e non a bere mojto sempre nello stesso perchè è quello “figo” o farsi 30 km a sera per divertirsi un minimo. Questo io chiamerei un segnale di cambiamento. L’apertura, la sperimentazione, l’investimento in strutture di incontro, nelle stagioni teatrali cittadine ora che le multisale cannibalizzano i piccoli cinema. Il resto è sopravvivenza. Degna, interessante, spesso fantastica ma saremo sempre i fratelli poveri di quelli qui attorno a me. E porcaputtana mi gira il cazzo.
Sono con voi che avete più forza e forse possibilità di me di lottare per un sud migliore. Resistete e parola d’ordine: senso critico. Perchè Critical Mass, LA MASSA CRITICA (in italiano rende meglio) diventi un concetto esteso, anche con un piede giù dai pedali.
Vins
Un paio di video slegati dal dibattito. Un film e una canzone spettacolari, per chiudere in (e con) bellezza.
e non posso non chiudere con questa:
“se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me..”


