Houston, abbiamo un problema…

Posted by Vins on dic 22, 2008 in Diario |

E’ come una sveglia già puntata ma non sai quando. Sai solo che presto o tardi suonerà. A volte te l’aspetti, in certi momenti invece quasi lo dimentichi. Ma suonerà. Comunque. Prima o poi arriva il momento in cui, sentirai quel suono, ti fermerai e dirai: “ma che cazzo ci faccio qui?”. E da quella frase inizierà tutta una serie di evanescenti ragionamenti su quello che vuoi davvero dalla vita, su quello che hai avuto davvero. Farai le sottrazioni per vedere cosa ti resta, cosa hai di buono e quanto lontano sei andato da fare centro.

Mastico una pasta al sugo serale e la sveglia… SUONA. E giù di seguito tutto il resto. Penso al tempo in cui ognuno sceglie quello che diventa dopo. A quell’infinito micro secondo che cambia il resto della propria vita e che spesso fa la differenza tra essere quello che poggia il piede sulla luna ed essere quello che invece sistema l’antenna tv per vedere meglio l’allunaggio.

Buono, il sugo. Ci faccio anche la scarpetta visto che stasera penso che raccogliere quello che resta di buono aiuti a sentire meno vuoto il piatto. Non so se basterà avvilupparsi in questa metafora a calmare la fame.
Spesso la gente (o il luogo comune) dice che se vuoi davvero qualcosa, se ci credi fino in fondo alla fine riuscirai ad averla. Non so se sia così. Ma se lo fosse allora cos’è che mi è capitato? Non credo davvero in nulla o credo in troppe cose ma in nessuna abbastanza da riuscire a togliere le mani da quella cazzo di antenna della tv e passare dall’altra parte?

Le cose che succedono hanno un tempo in cui il caso, il talento, la volontà e il coraggio danno forma alla nostra storia. Alla vita. Mi chiedo se sia stato bravo a far combaciare tutti e quattro questi fattori. Caso. Talento. Volontà. Coraggio. Mi domando pure se lo sarò di più in futuro ma ho l’impressione che il futuro sia sempre una strada in discesa che accelera man mano che si va avanti e alla fine non decidi più una minchia. Ho paura perchè sto rimandando troppo, forse. Il caso, il talento, la volontà e il coraggio. Ancora non ho capito cosa manchi davvero.

C’è il tempo dei pensieri fissi. Del ritorno dei tuoi sogni di bambino. Quelle immagini dolci e bastarde che ti riportano a credere che tutto può sempre ancora essere. C’è il tempo delle canzoni di Carboni dentro una cassetta consumata nel ‘93. Quello di mandare tutto a cagare, dieci anni dopo, per decidere di aspettare la vita giusta. C’è la volta in cui ti scrive una mail un coglione dall’altra parte del mondo e poi quello diventa il tuo migliore amico. E la sera in cui la vedi con in mano i tulipani e dici: è lei.

Vabbhè, l’ho detto prima, inizia tutta una serie di evenescenti ragionamenti…
E alla fine ti rassicuri dicendoti che in fondo ancora ci stai provando, che non smettere di cercare è un modo per continuare a essere vicino a quel centro ma sai che non è proprio vero e che ancora su quella cazzo di luna non hai provato ad arrivarci sul serio. Poi accendi lo stereo scegli una canzone, che quello sei ancora capace a farlo e non pensi più a niente, come quando guardi la strada mentre sei in autobus. E la sveglia… “è già un rumore lontano…”

Vins
Sarà un uomo.

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