Controesodo

Posted by Vins on set 3, 2008 in Diario |

Alla faccia del rientro morbido. Della ripresa per gradi. La scorsa settimana ho lavorato tante di quelle ore che se alla fine mi pagassero gli straordinari (e non me li pagano) potrei andarmene in ferie un’altra settimana già a partire da domani. Potenza di un lavoro che fai per passione. T’incula sempre. Questi sono i giorni in cui barcollo un pò perchè penso alle vacanze. Si, in realtà dovrei chiamarle ferie come fanno tutti i lavoratori ma un pò mi sta sul culo questo termine perchè mi sa tanto di ora d’aria, libertà vigilata o permesso premio perchè hai fatto il bravo. E invece dovrebbe essere una libertà meritata perchè la tua vita non è di nessun altro se non tua e forse sarebbe più giusto e naturale potersela respirare più spesso 24h al giorno invece di sudare per un anno per ritagliarsi una minuscola oasi di felicità.

In questo inizio settembre monta la nostalgia di quella libertà di qualche giorno fa. E la mancanza non riguarda neanche tanto il mare, nel senso che quella è d’obbligo e comunque si spalma a rate anche nel resto dell’anno perchè, come sa chi ci è cresciuto, il mare è un’idea, non è mai solo l’acqua in cui nuoti d’estate. E di un’idea avrai sempre nostalgia, perchè è perfetta e splendente tutto l’anno. La mancanza, quella più seria invece riguarda ciò che ho riscoperto durante i miei 20 giorni filati. Me.
Quello, spoglio di tutto, quello che a volte quasi dimentico. Con i miei tempi senza costrizioni, il mio sorriso senza doveri verso nessuno, i miei pasti senza occhio al partafoglio, il mio viso disteso in tutti gli specchi in cui mi guardo.

Poi ritorno. In un controesodo che sa tanto di giorno dell’interrogazione di matematica. E dall’istante in cui rimetto piede nella gabbia dei doveri mi attacco a tutto pur di dimenticare di essere stato, per qualche giorno, un uomo libero e senza nome. Mi attacco ai concerti della festa dell’Unita (che poi quest’anno qualcuno l’ha ribattezzata Festa Democratica). Ai fuoriporta del sabato e della domenica. Al torneo di Calcetto con la sua sfilza di pizzate al traino. Alle sere a teatro e al cinema. E ai minuti sulle scale d’avanti al Duomo aspettando qualcuno che vorrebbe tanto sentirsi dire: molla tutto e andiamo via. E a volte mi attacco e basta.

Come sempre vivrò tante cose che, immagino, renderanno più bella e ricca la mia esistenza ma so che si tratterà dell’altro modo, quello più faticoso, di cercare tutto quel bello che avevo già trovato nell’aprire gli occhi una mattina d’agosto  ritrovandomi a fare l’amore con il respiro stessa della mia vita. Ma forse è così che deve andare no?!

Vins

Per quelli che dopo ogni estate sono qui. Per Lello che forse già trema. Per Giò che macina più chilometri ora che è tornato a casa da Milano di quanto facesse prima in giro per il mondo. Per Nick e Saverio che ce l’hanno nel sangue. E per Maurizio che in questi giorni è in preda al delirio da vita e si chiede addirittura se partire sia una risposta o un’altra domanda dell’elenco.

Per tutti quelli ancora pronti ad andare.

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