Come un quadro di Dalì
Il vento tiene in tensione fili d’erba in un parco, è una brezza che
attraversa la città; porta l’eco di qualche isolato rumore risonante
tra le mura fatiscenti a dissolversi in riva al mare dove l’acqua
cristallina abbraccia la bianca sabbia delle spiagge ricca di occhi
ammalianti. Cinque ragazzi sullo stesso prato seduti tra un albero
secolare e la voglia di raccontarsi la vita. Alle spalle il richiamo di
danze popolari che avanzano con l’impressione di voler scuotere
l’antica terra per farne uscire tradizioni autenticamente meticce.
E’ una delle immagini ricca di elementi che ho impresse di queste vacanze,
un quadro di Dalì, un ricordo distorto dalla voracità del tempo
d’estate, un pomeriggio trascorso in un parco di Cagliari ballando
scalzi musica tradizonale.
Quest’anno ho scoperto la Sardegna, non tanto quella delle coste notoriamente incantevoli, ma quella delle tradizioni di una isolaneità orgogliosa, ricca di cultura e tradizioni (…anche culinarie).
Nick


