La Direzione
Ogni tanto le parole di qualcuno tirano via la coperta da canzoni nascoste o impolverate.
Già sentiti quei versi. Penso e ripenso lungo le stazioni illuminate a week-end d’elezioni. Il treno, il solito treno a passare. Alzo il volume in cuffia in alternativa al russare bastardo del mio dirimpettaio (quello che Giò vorrebbe ammazzare attorno alle 6 di mattina).
All’altezza di Rimini, forse per associazione di idee capisco di chi sono quei versi…”Si, De Andrè”. Come si chiamava la canzone? No, non ci arrivo. Ho bisogno di un pc.
Google. Lui, il signor Google, ci arriva sempre. Smisurata preghiera, il titolo.
Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità
A voi:
E se qualcuno ci vede un suggerimento di voto. Così sia. In verità io pensavo a un consiglio ben più grande.
Grazie Sà.
Vins


