3 Cartoline da Bratislava

Posted by Nick on feb 19, 2008 in Diario, Viaggi |

Milano-Bratislava A/R, prezzo 0.6 Euro tasse incluse (grazie Save), occasione da non perdere. I Pennellisolari non la perdono. Arrivati in terra Slovacca ci si accorge subito che la città offre soprattutto freddo e poca accoglienza. Non solo qui non hanno ancora inventato l’istituto alberghiero, ma nei ristoranti bisogna sedersi e basta, senza neanche salutare, con il rischio di aspettare ore.
Sarà la clientela, i divani in pelle, i dolci in vetrina o i muri colorati. “Caffè&CO” ci da un piacevole riparo dal gelo. Fonte d’ispirazione per discorsi più o meno profondi tra arte, donne e libertà. Forse è l’unica cosa che vorremmo portarci in Itlia…eeeeeemmmmmm…no anche qualche bella ragazza.
I Pennellisolari sono alla ricerca di un Caffè&Co a Milano, oppure lo metteranno in piedi. Gio ha gia promesso i finanziamenti, la fanta-organizzazione è gia partita. Sognare non costa niente, neanche i 345 ‘Svinski’ del nostro conto.

Nick

Che devo dire? Non ci capisco più un cacchio.
E’ un mese che ero in vacanza e credevo di chiudere in bellezza sto periodo sabbatico.
Invece Bratislava mi ha abbastanza deluso.
Vedi il freddo che mi ha anestetizzato l’ipofisi, lo scarsissimo senso di ospitalità degli indigeni slow-vacchi, o la città dall’architettura affascinante quanto il caffé slavato (giusto per essere coerenti) che ci hanno rifilato in un bar pseudo-spagnolo.
Menomale che gli altri due Pennelli sono stati grandiosi, soprattutto nell’intavolare discorsi filosofici. Vedi alla voce felicità, arte, amore-sofferenza.
Però alla fine se ne sono andati 130 eurini e il mio alter ego genovese è stato ripagato.
Nota di merito al grande Save, l’organizzatore di tour pan-europei.

Gio

Increspature a perdita d’occhio, neve e fumo delle alpi a specchiarsi al sole. Ho visto, dall’alto. Un mare di nuvole basse stendere tappeti al tramonto. Briciole restanti del giorno arrossare il Danubio. Anche questo ho visto prima che l’aereo atterrasse. Io, a bocca aperta, come gli altri due nei sedili davanti al mio proprio come quando andiamo in giro in macchina: Giò che guida e Nick a studiare la strada. E’ vero, è come avere una famiglia, pure a 10 mila metri di quota, un posto sicuro da portarti in volo, stile bagaglio a mano, in un paese dove un caffè lo paghi con duecentomila banconote di carta. C’era un freddo cane, ma solo li, di fuori. Un’architettura da cinecittà, ma solo fuori. Che strano che di quel freddo e di quei palazzi appena tornato ricordi solo un’aria leggera e una poltrona in pelle. E il mio bagaglio a mano.

Vins

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