Porto Giallo
[...continua]
Sono in un bar.
In una delle tante birre gustate con la faccia contro il sole mi fisso a guardare una finestra aperta all’ultimo piano del palazzo di fronte a me. All’interno c’e’ una seconda finestra aperta che sta sulla parete di fronte a quella piu vicina a me.
Filtra una luce pomeridiana molto brillante dalla seconda finestra e mi viene istintivamente l’associazione di quest’immagine con un quadro del Sanzio che si trova nella pinacoteca di Brera: Sposalizio della Vergine.
E’ un quadro in cui, alle spalle degli sposi in primo piano, c’e’ un tempio con due porte aperte, una di fronte all’altra, e da quella piu’ lontana si vede lo spazio indefinito dello sfondo.
La prospettiva rappresenta l’intento dell’autore nel giocare col concetto di infinito, collocando il tempietto come limite tra finito e infinito, perforato dalla luce che proviene dalla finestra. Un elemento simbolico associabile alla siepe Leopardesca.
Ecco, guardando allora le due finestre, mi pervade un sentimento di tranquillita’. Contemplo l’indefinibile ristorandomi con succo di luppolo gelato.
E’ sera. Ho il montgomery a scaldarmi il corpo.
Sono seduto ad un tavolo di uno dei bar che costellano il centro.
Ho appena comprato sei bottiglie di birra visto che, per la terza sera di seguito, sono stato invitato a cena a casa di persone mai conosciute prima.
Perche’ ho scelto proprio questo tavolo? Non lo so. Magari perche’ di fronte e’ seduto un angelo? Puo’ essere….
Una di quelle ragazze che sputtanerebbe in due secondi il solido asse Bisceglie-Milano-Grottaglie dei PennelliSolari.Compreso il 2% del Pennnello Nero.
Maglione rosso con maniche larghe, sciarpa avvolgente quasi arancione…puo’ sembrare di manifattura ma lo dubito. Con l’occhio malandrino, cerco di scrutare la gonna. So che e’ di cotone con una fantasia verde per mattonelle in ceramica.
Se non avesse sotto le calze doppie nere e gli scaldamuscoli in lana verde scura, starebbe crepando dal freddo. Quasi mi sgama mentre cerco di carpire informazioni sulle scarpe.
Ovviamente sono tipo ballerina, dorate, zero suola. Si, Mirko, come quelle ortopediche.
I capelli, ricci e biondi, sono legati da un fermaglio invisibile che genera un vigoroso cespuglio di boccoli; e tenuti compatti, dalla fronte al cespuglio, dalla immancabile fascia di cotone a fantasia tropicale che mi provoca quel vuoto che senti quando sei in fase di salita su un’altalena. Giusto per completare, mi spiazza con due occhi verde-azzurro, dal taglio felino.
Cazzo, e’ devastante.
Ah, dimenticavo, parla francese, immagino lo sia,e in grembo ha un cucciolo di cane che dorme.
Nick, roba che avremmo tentato di indovinare quale tipo di foglia di te’ preferisce bere al pomeriggio.
Sorseggia della birra con un’altra ragazza che, per quanto possa impegnarsi, non riesce a farmi percepire la sua presenza. Bastardo, lo so…
Oh, comunque non m’ha degnato di uno sguardo. Vado a casa, almeno cerco di contrattare col mio orgoglio per non farlo incazzare del tutto
[continua...]
Gio


