Robba di spizzica

Posted by Gio on set 4, 2007 in Senza categoria |

Sono le undici di Giovedì sera quando prendo il treno Milano – Ancona; arrivo alle 3:33 e riparto alle 5 per Loreto. Ad attendermi ci sarà una stazione deserta e avvolta ancora dalle tenebre.

Al primo capolino del sole, un gallo solitario comincia a strillare al di là dei binari annunciando il giorno.

La stanchezza che sento e quella che prevedo mi obbliga a stendermi su una rigidissima panchina di legno nella sala dattesa. Mi sveglierò solo alle 8, ristorato dal seppur parco riposo.

Cornetto e cappuccino nel bar della stazione e sono pronto a partire su un bus che mi porta nella piana di Montorso; mi siedo tra la sterpaglia pungente e terra bruciata. Di fronte a me cè il palco imponente dell Agorà dei Giovani 2007 e, allorizzonte, una fascia compatta di mare color smeraldo che sembra volersi staccare dalla somiglianza cromatica del mare. La luce di un timido mattino di fine estate mi dà il benvenuto a questa nuova avventura.

Metto una sigaretta spenta in bocca e comincio a leggere il mio giornale fresco dedicola.

Ho una manciata di minuti per sapere della scomparsa di un giornalista molto impegnato nel sociale, quando mi arriva la telefonata di Nico che mi avvisa dellarrivo del gruppo: una ventina di ragazzi, quasi tutti armati di uno strumento musicale diverso.

Lensemble creato dal poliedrico ed inesauribile Nico, è stato voluto dagli organizzatori della manifestazione per rappresentare la regione Puglia.

Con i fiati, le percussioni e gli archi ci saremmo esibiti il giorno dopo durante la festa dellAgorà di fronte a circa 300 mila persone.

Passiamo tutta la giornata di Venerdì a provare il nostro brano, una composizione divisa in due parti; nella prima, due ballerini si cimentano in una sorta di danza delle spade baroccheggiante, piroettando su una musica che richiama le atmosfere rom. Nella seconda, io e Rossella, laltra ballerina, diamo forma alla musica che sembra avere radici nelle tradizioni pugliesi, quasi una pizzica.

Sia la struttura musicale che quella coreutica sono quindi divise in due parti, una rom e una tradizional-popolare pugliese, che stanno a identificare le due culture che si fondono in una virtuosa dialettica nella terra dItalia storicamente aperta allOriente; la Puglia, appunto.

Rossella è molto agitata anche se sono ancora le prove; io invece sguazzo tranquillamente tra i miei errori di ballo. Nel frattempo, conosciamo i cantanti del gruppo folk campano dei Damadakà.

Sento i brividi mentre eseguono il loro pezzo, Madonna delle Grazie: piffero, tre tamburi e una chitarra battente servono a farmi sciogliere tutta la tensione accumulata. Uno dei quattro poi, interviene suonando una enorme conchiglianon chiedo di più!

Finite le prove, raggiungiamo la caserma dellaeronautica che ci ospiterà per la notte; una pizza e una birra, poi, serviranno a ridarci le energie perse durante il giorno.

Scatto una foto al mare di notte illuminato da una luna stranasolo che gli ombrelloni che profumano di staggione finita mi sospirano troppa malinconia.

Meglio andare a letto

 

(continua)

 

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