La fine delle parole

Posted by Vins on giu 13, 2007 in Diario |

Arriva un giorno che metti il punto. Guardi in faccia te stesso, prendi aria, chiudi gli occhi qualche secondo. Poi li riapri. Ed è mattina di nuovo.

Da quel momento in poi inizi a respirare in un modo nuovo, a guardare la gente attorno come se fosse la prima volta che la vedi, ad avvicinarti a loro con una faccia diversa.
Quel punto lo metti solo quando hai capito che è finita davvero una storia. Non finita perchè ci si è lasciati, nè finita perchè non ci si vede più da un pezzo o perchè tu o lei siete insieme ad un’altra persona. Finita perchè non c’è più spazio per le parole. L’unica cosa che ti costringeva al suo ritorno in testa, sui fogli e le schermate di pc.
Cinque pagine. Gli ultimi dieci viaggi pre-sonno li ho spesi a leggerle e rileggerle. E’ una breve storia di Erri De Luca che si chiama “conversazione di fianco”. Ci sono loro due, ex-amanti che si ritrovano a parlare in macchina uno di fianco all’altro appunto a qualche anno dalla fine della loro storia. Lei: “Non è che ti penso molto, ma spesso ti confronto, amico mio, con le persone che incontro e provo l’impressione penosa che non ti valgano. A volte ti nomino e ti accendo una elogio, come una candela inutile nella luce del giorno”. Si scuoteva di dosso un brivido di malinconia. “Qualcosa di te mi ha avvelenato i sensi, ho sempre un pò di febbre”.
Io quel pò di febbre me la sono trattenuta addosso per mesi e mesi. Logorando pensieri e gesti con una lentezza impressionante come a volermi permettere, in una vita frenetica come questa, la pazienza che il mare usa per consumare i sassi.
E’ che succedono spesso cose strane con le parole. Quando ho creduto fossero dimenticate quelle che parlavano di – lei che non ce l’avevo ancora – e finite quelle che parlavano di – lei che era mia – sono iniziate quelle di – lei che non ce l’avevo più -. Sono queste parole quelle che sono andate avanti per un tempo lunghissimo come se lasciarsi fosse stato una specie di corteggiamento al contrario e per uscire di scena non ci si potesse voltare di schiena e tirare dritto ma occorresse farlo piano, indietreggiando con passi incerti.
Quanto piano ho indietreggiato, vaffanculo, aspettando che il mondo, la sorte o qualcuno ribaltasse sto cazzo di palcoscenico per non doverci più uscire.
All’improvviso arriva un giorno. Si, all’improvviso. Il giorno che metti il tuo punto. La maggior parte delle volte c’è che t’innamori di nuovo sul serio di qualcun’altra. Rarissimamente capita di innamorasi di nuovo di se stessi e della propria solitudine.
Ecco, non sono certo di quale cosa sia delle due ma credo sia il caso di prepararsi a prendere aria ora. Vediamo se funziona.
Vincenzo
  • Facebook
  • Twitter
  • Netlog
  • FriendFeed
  • Windows Live Spaces
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Hotmail
  • Yahoo Mail
  • LinkedIn
  • Viadeo
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Share/Bookmark

Tag:

Reply

Copyright © 2012 pennellisolari All rights reserved. Theme by Laptop Geek.