per essere me
Venerdì sera è sinonimo di momento speciale della settimana. Tutto è dietro e il resto, quello da fare, è troppo avanti per preoccupare più di tanto. Sei tu, che puoi essere te stesso, divertirti, riposarti, uscire o guardarti un film senza che nessun pensiero arrivi a cagarti il cazzo.
E’ per questo che stasera, al concerto dei Khorakhanè ci sarei andato anche da solo. Non mi capita spesso ma ci sono volte che sono talmente affamato di poesia, musica o arte che me ne frego se gli amici preferiscono fare altro o se mi danno buca per qualunque motivo plausibile. E’ come liberarsi del mondo e dire, io, oggi sono io a prescindere da tutto e da tutti.
Alla fine non è servito questo sacrificio estremo, anche se si era messa male, al concerto di questo gruppo che presentava un tributo a Fabrizio De Andrè non ci sono andato da solo ma credo comunque che sia importante che nella vita di ognuno ci siano momenti del genere. Ci aiutanto a essere noi davvero, senza paura di giudizi. Io l’ho sentito perfettamente mentre camminavo avvolto nell’afa delle sette di sera (e si, a Milano il 25 maggio alle sette c’è l’afa). Ho sentito il moto d’orgoglio smuovere la domanda che si stava formando: e se nessun altro vuol venire al concerto?. Quando arriva è come un terremoto: “ci vado da solo, eccheccazzoo!” mi sono detto.
Anche se qualcuno il mio invito lo ha accettato alla fine sono felice di essermi riscoperto ancora così insanabilmente bisognoso dei versi di una canzone da essere disposto ad un concerto in solitaria.
Vins


