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PATAGONIA …. dal 23 giugno ad oggi

Posted by oiziruam on dic 9, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Senza categoria, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

chi ha volgia di leggere, aggiornarsi, dare un seguito, collegatevi in Patagonia al blog qui sotto

http://oiziruams.blogspot.com/

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Siamo rimasti in pochi. Io e Tu.

Posted by oiziruam on nov 6, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Politica, Storia, Storie, Territorio, Viaggi

Siamo rimasti in pochi, me ne rendo conto incontrando la mia razza. Siamo rimasti in pochi a pensare e agire per il bene del pianeta, a preferire scomodi piatti da lavare a quelli di plastica che non sono riciclabilie e che biodegradano in centinaia di anni (600 anni per intero). Siamo rimasti in pochi a ricordarci di Haiti, di l’Acquila, della Cina dove vige ancora l’infibulazione (circoncisione… femminile), a tirare avanti con il vecchio PC perchè ogni computer nuovo alimenta la guerra in Congo per il prelievo di Nichel dalle miniere, in pochissimi a ragionare sui dolori del corpo che chiamiamo sintomi ma sono SEGNALI di qualcosa che non và e che non dovremmo ricorrere a medicine che annullano il segnale ma risolvere la causa. siamo in pochissimi a credere nell’improtanza del CONSUMO CRITICO e dei piccoli negozi sotto casa al posto dei grandi magazzini che sottopagano, impongono prezzi dda fame a chi produce e poi fallisocno comunque dopo aver seminato povertà fra la gente e cemento fra le campagne. (A proposito ieri ho vito che il pane di alcuni supermercati presenti a Bisceglie è prodotto in Romania. Che cazzo, non c’è ne stava di buono e fresco qui o la politica del guadagno sfrenato necessitava di grano magari radioattivo di altre zoen meno controllate?).
Siamo rimasti in pochissimi a investire in WWF, Legambiente, Greenpeace, a credere nei verdi, nei blu e in quelli che una piccola cosetta al giorno per il bene degli altri e del futuro del pianeta và fatta anche per la nostra anima.
In pochi a credere che altri tipi di politica siano possibili, quelli non fatti di A e B e di chi fà C per poter saltare da un aparte all’altra a seconda del comodo. Parlo di politica che preveda una squadra dove nessuno, all’interno della squadra giochi contro l’ottenimento del risultato.
Come può tutto il mondo continuare a non accorgersi che le cose vanno a casaccio rispetto a come dovrebbero andare, che l’amore non è fatto di anelli e brillanti ma di abbracci, voci soffuse, mani intrecciate e calma comunque. Che il lavoro è un mezzo per vivere e fare quel che ci rende davvero felice e non per comprare quello che ci fà apparire felici agli occhi degli altri.
Siamo rimasti tu ed io. Gli unici due stronzi che possono cambiare le cose come stanno. Io che scrivo e tu che leggi. Siamo solo NOI 2 con 2 braccia, 2 mani, 2 piedi, 2 gambe, a chiederci che cosa possiamo fare coem se fosse una cosa difficile. Ed invece mi spieghi con quei tuoi cazpelli e docchi che le vie sono infinite, tutte diverse da quella comune. Basta sorridere, essere fleici per quello che abbiamo, anche per le sventure, per i soldi persi in borsa che tanto non ci facevano PIU’, per la bici rubata, per la donna che amiamo a modo nostro e lei a modo suo e crediamo che non funziona per un secondo ed il secondo dopo il contrario, per la vita che è poter vedere, capire, scegliere, …
Siamo rimasti Io e TE e abbiamo scelto di mangiare prodotti localie di stagione, di mandare le banane nel culo di chi le importa semplicemente non consumandole perchè non sono un frutto locale, è trattato chimicamente, farle arrivare qui inquina molto e soprattutto sono prodotte sfruttando la povera gente invec eche retribuendola giustamente. Ancor prima stiamo cambiando tutto rinunciando agli integratori e mangiando più insalata, magari bio, mista a pomodori, mele, carciofi e mais.
Stiamo scegliendo di consumare meno tonno perchè rischia l’estinzione e soprattutto meno carne perchè inquina e causa aumento di CO2 e di cattiveria presente nel nostro sangue, causa nervosismo, dipendenza.
Stiamo facendo km in bici e a piedi da anni invece di fare il giro da mare la domenica con la seconda marcia inserita all’auto pulita mentre non sappiamo che dirci. Stiamo scegliendo di andare al mare anche fuori stagione, perchè il corpo senta e veda cosa è il cambio delle stagioni. Abbiamos celto di non accendere i condizionatori dìestate perchè per millenni l’uomo ha vissuto comunque e senza problemi respiratori, di sinusite o di insonnia. Abbiamo scelto di non consumare gas per riscaldarci d’inverno o al massimo l’abbiamo regolato al minimo e da allora non ci raffreddiamo più, non ci fà male mai la gola, lasciamo la finestra aperta tutto l’anno e la mattina la testa e fresca e serena.
Siamo tu ed io, che neanche ci conosciamo così bene eppure abbiamo scelto di riempire l’acqua dal rubinetto perchè meglio di quella in bottiglia e così abbiamo ripsarmiato almeno 365 bottiglie di acqua l’anno che non verranno rilasciaste sulla superficie terrestre.
Siamo io e tu. Quindi non sentiamoci soli che stiamo diventando già 3 e forse 4 e la canzone dell’HullyGalli questa volta s’inverte e m,agari domani saremo 44 milioni di gatti o addirittura tutti e 7 i miliardi di umani a preoccuparci dell’altro e dle mondo, ed allora non solo NOI ma TUTTI sai che festa che faremo, puliti dentro e fuori come saremo.
….
oiziruaM

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sul muro. nella mente. nel cuore.

Posted by oiziruam on nov 4, 2011 in Senza categoria

Ho sul muro della stanza una carta del mondo comprata in Australia che mi fà addormentare ipnotizzato e mi fà sognare anche da sveglio.
Ho nella mente dei posti e delle avventure che mi turbano da sempre finchè non ci metto le mani dentro.
Ho un cuore bambino che batte da matti quando mi balena per la mente qualcosa che per molti può essere una follia ma per me è felicità totale.
Se domattina mi sveglio con la stessa idea, senza pensare alle paure e ai rischi, farò anche questa cosa. Il tempo è poco per organizzarsi e forse anche pericoloso, ma non credo sia mai morto nessuno di avventura. Devo ancora calcolare i tempi, fottermene del lavoro come in altre occasioni, saltarci dentro da perfetto ignorante.
Un pò ho paura un pò mi rendo conto che è troppo una figata, anzi, proprio quello che cercavo per smuovermi le acque. Proviamo. Al massimo dovrò depennare questo post e dimenticarmi questa notte di studio sui viaggi e le avventure. Il temp e poco e non vorrei sprecare 2-3 settimane per fare una mezza tappa.
Vediamo…
a domattina
oiziruaM

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Siamo una squadra fortissimi, ma non a chiacchere. Percui dobbiamo darci una mossa.

Posted by oiziruam on set 28, 2011 in Diario, Eventi, Letteratura, Poesia, Storia, Storie, Viaggi

che gusto c’è se esci dal campo senza aver corso o con la maglietta asciutta?

che gusto c’è se gli altri fanno tutto il gioco per te?

Il gusto sta nel metterci il meglio, il cuore e l’anima. Sentire i brividi di freddo eppur continuare. Dire ai compagni di squadra “Andiamo a vincere!” piuttosto che rimproverarli. Il gusto è proprio lì, NEL SUPERARSI E SUPERARE. Non mi chiedere aiuto, non posso correre per te. Non mi chiedere la palla se ti nascondi dietro l’avversario. Non mi chiedere. Corri con me. Vieni a prenderti la palla, fatti vedere. Tu hai le tue gambe io le mie, ma siamo una squadra e in una squadra se uno non corre lo sentono tutti e ne pagano tutti. Ma se io metto il cuore per 2 all’inizio salvo il risultato e forse lo farò tutto il campionato, ma sarò anche quello che gioirà di più quando vinceremo e che soffrirà di più quando perderemo. Ma io non voglio gloria doppia. Io voglio il mio e che tu abbia il tuo. GIOCATI QUESTA CAZZO DI PARTITA TUA, IO LA MIA, ANCHE SE SIAMO LA STESSA SQUADRA. Smettila di chiedere a tutti di correre per te. Invece di piangere SUDA, sono sempre liquidi. Le lacrime sono incapaci di risolvere e sono statiche. Il sudore è di chi lotta. E per questo ho scelto di non piangere ma di sudare. Perchè fermo non ci sò stare. Perchè le lacrime mi stanno sulle palle e se piango lo faccio quando proprio non posso correre o non posso far altro. MA le lacrime danno lucidità alla mia mente e dopo ho fretta di tornare in campo. Non chiedere di entrare in campo se non hai voglia di dare tutto te stesso. Si gioca una sola volta ogni partita. L’altra sarà una rivincità, o una bella, ma mai la stessa partita. Percui tanto vale di giocare il massimo oggi. Ma se in campo mi gridi tutto il tempo perdo il gusto di giocare. Non sò più a chi passarla, dove andare, mi viene noia e non mi diverto più. Non mi arrendo ma perdo tempo nel cercare una reazione perchè non mi diverto. L’unico vero stimolo è altro.

Gioca la tua partita, con la tua squadra, con i tuoi compagni bravi o cattivi che siano, ma invece di arrabbiarti gioca con loro. Vedrai che vincerete, ma se pur non sarà così almeno vi sarete divertiti invece che esservi rimporverati. Gioca. E smettila di avercela col mondo se la palla non arriva da te. Forse non la stai cercando o chiamando correttamente o abbastanza.

Gioca e corri e anche senza palla sarà comunque divertente. Siamo una squadra, non lo dimenticare, anche qaundo non sei al top, anche quando sei fuori dal campo.

Io non sono un campione. Non sò se mai lo sarò. Non ho le fibre muscolari. Non ho più l’età per diventarlo. Ma ho vita da vivere e cuore che batte, e questo mi basta a farmi felice, a lanciare le gambe avanti per poi rincorrerle. Ho tutto quello che mi serve per fare quel che posso fare e anche quello che neanche immaginavo avrei mai potuto. E posso solo se sò che dopo ho qualcuno a cui raccontarlo, con cui condividere, con cui andarmi a bere la birra e confrontare la giornata.

Non sono un campione, ma mi godo quel che ho dando tutto, e anche s enon mi basta mi prometto che domani darò di più. Cerco di farlo, e se non basterà, continuerò.

Vado a prepararmi che l’arbitro non riposa mai.
oiziruaM

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L’AMICO è …

Posted by oiziruam on lug 16, 2011 in Diario, Fotografia, Poesia, Storia, Storie

Convinto, a causa della data del compleanno dell’amico più datato che ho, che l’Estate cominciasse tra il 14 e il 15 luglio, per dare il via al mese più bello dell’anno, ancora oggi, a oltre 30 anni guardo a questa data con aspettativa e gioia. Il 15 luglio è arrivato senza clamori. alcool e baccani di un tempo ma con il vento fresco del amre che porta via i superati 40 gradi di questi giorni.
Rifletto con chi amo al mio fianco, sdraiti a testa in su a guardare il cielo stellato, che saremmo diversi con i nostri amici più storici qui a vivere. Avremmo il tempo, almeno qualche volta più di berci una birra, TORNARE BAMBINI, guardare i tramonti, sognare cambiamenti e gustare a sorsi il presente. Saremmo credo migliori. Mi cade una lacrima di nostalgia per il tempo che non riusciamo a condividere per distanze ed impegni.
L’amico è … e non ci sono cazzi.

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SONO TUTTE CAVOLATE

Posted by oiziruam on lug 4, 2011 in Arte, Cinema, Cultura, Diario, Eventi, Fotografia, Letteratura, Musica, Poesia, Storie, Viaggi

Sono tutte cavolate,
le paure, le ore di lavoro, le liti, le discussioni, i “malesangue”, le volte che cerchiamo ostinatamente di avere ragione, la destra e la sinistra, il non avere tempo, il domani, gli investimenti, …
Alla fine cerchiamo momenti che dovremmo avere gratis ed in quantità, ma che non riusciamo più a donarci.
Finito appena di discutere su una Patagonia da fare con gli amici, e magari, in compagnia della mia donna. Finito neanche di trovare una soluzione ad una data che mi ritrovo di fronte al film “Il postino” che mi commuove fino a farmi uscire le lacrime dagli occhi.
Stiamo perdendo tempo e questo significa disprezzare la vita.
Il mio plauso và proprio a Vins, coraggioso quanto non avrei mai immaginato, di dare quel cambio che ci raccontiamo da sempre. Io col mio posto semisicuro che mi dà il giusto per vivere con il pane in bocca e un futuro che sempre preoccupa, continuo a discutere di cose banali e non essenziali con la gente che mi circonda, dall’amore ai clienti.
Pensare che tutto finisce, all’improvviso portando con se sogni e speranze, prima ancora che si possa aver realizzato un centesimo di tutto quel sognare, mi fà fermare ancora e dire: “Cavolo, sono proprio cavolate!” La cucina, la lavatrice nuova, il solaio, l’automobile, i saldi, gli armadi stracolmi di roba che mi viene il vomito, cose da fare che non basta mai per farci felici, … e quel che mi rimane sono solo i momenti d’amore, di risa, quelli con gli amici veri, i tramonti, qualche libro letto in momenti speciali, le decisioni più strane, il coraggio di vivere un amore, le scelte più dure, le ironie dei pennelli, la canoa e le onde, il divano arancione sormontato da un onda dipinta anni fà, la porta di casa, il gozzo che spero di comprare per riempirlo di piante e portarlo in pesnione dal mare, le camminate serali da mare a inizio settembre, il mare d’inverno, la pelle profumata affianco a me nel letto, il calore della vita che incontro, …
L’orologio continua a girare nello stesso cerchio da anni. Neanche tolgo più la polvere per non perdere tempo. Immagino Noi sotto la cordigliera della Ande, l’abbraccio di chi amo in quel momento mentre respiriamo. Vins fà la sua poesia estemporanea. Giò si becca la dedica in consiglio comunale, perchè ovviamente non ci sarà (spero di sbaglairmi). Sono tutte cavolate, ma affetti, amori, sogni, vanno vissuti per riviverli poi ricolmi di lacrime per il tempo andato.
Non ci basterà mai, ma questo cammino di gruppo, Noi lo faremo in coppia, mi sembra qualcosa che dobbiamo regalarci con le persone che amiamo per rispetto alla vita. Ad agosto clicchiamo, Vediamo di organizzarci per una data buona per tutti. e per qualche giorno, al diavolo il lavoro.
oiziruaM

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Cosa cerchiamo…

Posted by Vins on giu 25, 2011 in Diario

Ho iniziato a rispondere al post qui sotto di Maurizio ma proprio non mi ci stava tutto in 3 righe.
Tutto è iniziato uno settimana fa. Ero su un treno per Verona. Appuntamento con un cliente. Il solito, ennesimo, appuntamento.
Il mio lavoro mi piace, non fraintendetemi, mi dà un lusso che non tutti hanno: quello di esprimere me stesso. Ma non sempre basta. Ho bisogno di aggiungere, anche. Di inventare dei pezzi nuovi, ogni tanto. Per me, per me e nessun’altro.
Nella carrozza si muore di caldo (aria condizionata rotta, ma va?!). Mi alzo e vado a mettermi vicino a un finestrino aperto. Uno di quelli minuscoli dell’Eurostar, non so se avete presente. Uno dei pochi che non è sigillato ermeticamente.
Così provo a prendere in faccia quella sottile scia di vento che riesce a passare e sorrido per la conquista.
In quel momento mi squilla il telefono e penso: ecco, grane! Invece è Maurizio. Certo questo non significa che mi sbagliassi, con certa gente le grane si mascherano da feste a sorpresa.
Rispondo pensando che sta per annunciarmi il suo matrimonio. Un’altra volta. Non è così. Scherziamo. Ridiamo. Perchè con certa gente se prima non scambi battute da ritardato non puoi proprio iniziare a parlare del senso della vita.
Senza accorgerci finiamo sulla solita immortale questione, la solita idea che ci assilla da qualche anno: LA PATAGONIA.
A sto giro ci andiamo? A sto giro ci andiamo!
Più passa il tempo, più i birilli cadono, il pianerottolo si impolvera, restiamo in pochi ancora a pensare che si può pensare in grande (e non necessariamente “da grande”).
Si può fare. Appare sempre più evidente. Ognuno per la sua ragione, se ce ne ha. Nessuno per la stessa identica, nessuno convinto se non lo sarà da solo. Parleremo dei perchè solo dopo aver messo il culo su un aereo transoceanico. Solo dopo e li rimarranno i nostri motivi. In aria.
Se questo è, se tutto è vero, ad Agosto compriamo i biglietti.

Non so chi l’abbia visto, il film qui sotto. Non è certo uno di quelli che ti segnano per sempre ma serve a uno scopo preciso questa citazione. A chiedervi di guardare almeno gli ultimi 4 minuti e domandarvi chi vorreste essere.

Vins

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SOGNARE PER REALIZZARE! … Patagon Patagon

Posted by oiziruam on giu 23, 2011 in Arte, Comici, Diario, Eventi, News, Poesia, Senza categoria, Storie, Viaggi

Il libro che sto leggendo si chiama “Realizzare la Vita” di Emreson, uno die più grandi filosofi dell’800 non passati alla stroia dei Grandi, diciamo un Serie B che ha giocato talvolta in Serie A facendo grandi numeri e poi sparito.
Trovato perchè una volta a un corso avevano proiettato un Frase: “Attenti a ciò che sognate, perchè si realizzerà!” (Emerson). Allora visto che il pianerottolo ha bisogno di essere pultio dalla cacca dei Piccioni e io non riesco proprio a starmene fermo mentre scacazzano, e considerato che la campagna delle ciliegie è finita e posso tornare a vivere, allora iniziamo a organizzarci.
Partenza per Santiago del Cile, discesa in PAtagonia muniti solo di uno zaino (backpaker) più piccolo possibile. Arrivo in Argentina, Perito Moreno con caduta ghiacci. Divisione delle vite momentaneo collegate però via sito “pennelisolari.com”.
- Gruppo DDL, rientra.
- Gruppo RAF, rientra per riappacificarsi con la moglie.
- Gruppo OizM, si imbarca su una spacca ghiacci per trascorrere 3-4 notti in Igloo nel Antartico, spostandosi con cane slitta, e di lì volo in Sud Africa-Namibia dove verrà poi raggiunto per rientrare dopo settimane in Europa e riprneder ela solita vita senza che nulla sia cambiato tranne il di dentro.
- Gruppo Vs, permanenza di mesi in Argentina alla ricerca dell’amore della propria vita che invece sarà tornato in Italia a far pace con l’amore pubblicamente riconosciuto.
Dunque, cosniderato che solo sulla PAtagonia non si discute, costruite qui il vostor viaggio da sogno partendo dal perito Moreno e date le adesioni.
Partenza prevista FINE NOVEMBRE!!!
AFFRETTATEVI!!!!!!
oiziruaM

PS: Gruppo Giò, sit in in antartica per la salvaguardia dell’orso bianco albino (orso nero) perchè anche lui partecipante a Bicilieae quando il circo è in città! Arrivo ovviamente in bicicletta al polo sud.
Scherzi a parte IO FAREI LA DISCESA DI ALCUNE CENTINAIA DI KM IN BICICLETTA!

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Sul pianerottolo

Posted by Vins on mag 3, 2011 in Senza categoria

L’ultimo post che ho letto su questo blog è quasi di un mese fa. Non ho commentato, nè a voce (e ne avevo possibilità), né scrivendo una frase, magari anche stupida.
L’ultimo post, come il penultimo, come quasi tutti quelli che riempiono i pochi sprazzi di vita di questo blog era di Maurizio. Ogni volta che penso a Pennellisolari, oggi, penso a qualcosa che ha avuto la sua vita, che ha consumato i polpastrelli di alcuni di noi, negli ultimi anni. Un post era uguale quasi sempre a una mitragliata di commenti, a gente che si scaldava e animi inquieti: PERENNEMENTE. Beh, “perennemente il cazzo” mi verrebbe da dire.
Le sfide e i “secondo me” si sono apparentemente trasferiti da un’altra parte.

Giò e Raf, ragazzi vi voglio bene, hanno trasferito realmente i loro dibattiti su SUV e Biciclette sul campo. Non mi pare vero che siano candidati entrambi. Fazioni opposte, ma forse questo mi rincuora perché alla fine aumentano le possibilità che a vincere non ci sia una testa di cazzo (si, insomma, non nel senso umano del termine, magari solo in senso amichevole).

Agatella, Lu, Lui, Silvana, GuSpe, Lello, Gianleo, Antonio, Nick: voci rarefatte dentro un passato recente che torna sempre ma dentro incontri di poche ore, minuti a volte. Con la paura di chiedersi: “come stai?” ancora più forte di quella di rispondere “Male, grazie, vorrei un pianerottolo per parlare con qualcuno”.

Maurizio è li. Incantato nel suo non smettere di darsi fastidio. Non so quanti di voi ci siano ancora, magari in silenzio, a Non Smettere di darsi fastidio.
Cioè noi, quella voglia di un pianerottolo in cui fermarsi a leggere una frase ce l’abbiamo ancora? Voi, ce l’avete?

Io oggi pomeriggio l’ho sentita sbattere su di me con una forza impressionante. E oggi allora rispondo a quelle parole del 9 Aprile. Maurì, su quel cazzo di pianerottolo la poesia passeggerà ancora, molto più di tutti gli inquilini che quella casa abbia mai visto. Non smettiamola di tormentarci con questo sogno. Già, perchè i nostri sogni sono capaci di tormentare, anche. E’ per questo che quando ci capita, qualche volta, di essere felici, il battito di mani fuori dal letto lo si sente ovunque. Pure fuori dal blog.

Vins

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FELICI A PRESCINDERE!

Posted by oiziruam on apr 9, 2011 in Senza categoria

Ho sempre vissuto ripetendomi delle frasi, rivivendo delle scene che mi facevano felice o di davano forza proprio quando ero più deluso e la mia casa è stata poi espressione degli ostacoli superati grazie alle parole dei cari e dei meno cari.
E fra queste una scena, tratta da Herry ti presento Sally: “Mi alzo la mattina, batto le mani e decido di essere felice!” …
Mi meraviglio delle volte a come chi ci circonda si impegni a ledere questa nostra scelta, e come io stesso, stupidamente, a volte permaetta che loro la abbiano vinta.
Eppure essere felici non costa nulla. E’ gratis. E non dipende affatto da ciò che compriamo o indossiamo. A volte vedo la nostra epoca persa nello shopping, nella necessità di mostrasi ben vestita, aggiustata, pettinata, e dentro invece marciscono i valori, gli ideali, …
Avrei bisogno di un Vins come compagno di pianerottolo per condividere libri come faccio con mio fratello. Per condividere pensieri senza per questo cercare una ragione. Un sano libro, il sole di oggi pomeriggio, il mare freddo. Mi fà felice anche la frecatura di canoa che ho comprato di seconda mano e che mi fà capovolgere ad ogni distrazione. Felice! Dentro. Senza sapere perchè. E mi vien da pensare da sempre che proprio quella sia la felicità che cerco. Infatti è quella che ricordo più a lungo. Felice a prescindere. Anzi inversamente proporzionale alle ore di lavoro. Meno lavoro più sono felice! Che strano. Anni fà non era così.

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Smettere di correre? Allora pedaliamo insieme!

Posted by oiziruam on gen 19, 2011 in Cultura, Diario, Eventi, Poesia, Storie, Territorio, Viaggi

CAro Gio,
non ho avuto il tempo di smettere di correre, ma in compenso ho rallentato.

Invece di andare in aereo a Verona ho scelto di andarci in treno in coppia e da li sempre in treno a pisa. Nel frettempo ho letto, pensato, fatto giri brevi in città che amo piuttosto che fare check-in e controlli e ho continuato a programmare il mio futuro da down-shifter.

Ho camminato anche molto e alla fine sono rimasto uguale.

Al di là dei nostri discorsi sento da qualche mese la voglia di fare un esperienza estera come volontario in una ONG. Non sò se ne avrò il coraggio, ma potrebbe essere l’unico modo per rallentare.

Poi penso spesso a cambiare la Doctor Farmer in una società di progetti ecosostenibili ovvero ostello, tour operator and free-teaching, oltre che collocamento per turisti (trova lavoro ai viaggiatori).

Dovrei mettere un pò di soldi da parte per farlo. Almeno questo è quello che mi ripeto da un pò.

Non ho fatto economia nel 2009 e nel 2010 e se nel 2011 mi dovessi fidanzare seriamente, beh allora dovrò anche affrontare qualche spesa come l’anello, le rose, le spine, l’abbonamento al cinema e un bel tandem.

Da qui potrei sfruttare l’idea del tandem per fare una vacanza insieme ecosotenibile. PArtiamo da Bisceglie in bici e andiamo fin dove arriviamo. A quel punto prendiamo il treno e torniamo. Io e te.

La ho in fissa questa cosa. Filmiamo tutto. Nessuna prenotazione, pochissimi soldi. Uno zainetto per uno e al massimo i sacchi a pelo.

Sarebbe bello andare nei paesi dell’est, oppure fino al ponte della manica e nel kent, o salire a nord, scendere e scendre dall’altro lato dell’adriatico fino in grecia.

Un’esperienza di quelle da ragazzi che credono nella rivoluzione ecologica.

In questo ho bisogno di te. Posso anche pedalare per te quando sarai stanco ma ho bisogno di te.

Potremmo arrivare anche a Campostela. Il tandem lo offro io. Spesa mia. Se posso permettermi la cucina, potrò permettermi il tandem con gli amici. Se tu non ci sei ti sostituisco subito con Tiziano, con il quale vorrei fare invece qualcosa in canoa o a vela.

Prepara il culo e dimmio quando puoi. Considera che potremmo anche decidere di partire dall’egitto e farci l’attraversata del nord-africa, ma forse, come prima esperienza, dovremmo omologarci.

Inizia a cercare un Tandem serio.

Oppure programmiamo l’ultimo eventi pennellisolari.

Io e tu sfidiamo in bici Raf e Vins. Arriviamo a Santiago del Cile e con 2 tandem scendiamo a sud la patagonia.

Meglio che mi fermo qui.

Ma qualcosa con la bici che ci sconvolga tutti dobbiamo farla.

Io sono già sconvolto. Penso a sta cosa della bici da anni, ma da mesi mi tortura. Mi cheido dove, quando, se solo o con chi, Stasera ti scrivo perchè vorrei condividere. CondiVIVErla. ecco mi piace. CONdiVIVErla.

Fino a luglio sarà un bel casino ma dobbiamo ricominciare a fare qualcosa di serio!

Ma sai quando partiremo che scacazza nel salutare il cartello bisceglie?

oiziruaM

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La quiete e il terremoto.

Posted by oiziruam on dic 21, 2010 in Senza categoria, Storie

che succede.
NIENTE!
mi preoccupa un pò. Perchè in superficie è tutto calmo ma dentro c’è qualche presagio.
Meteorismo?
potrebbe essere.
Vedremo.
Tanto poi non succede niente.
Chissà.
Beato Te che sati bene.
l’erba del vicino è sempre più verde.
e no. è che col culo degli altri è facile…
anche con la vita degli altri è facile farsi bravi.
e devi vedere a fare gli allenatori?
speriamo che succeda quel che succeda.
Il terremoto.
No io spero nella calma.
Io spero e basta.
beato te.
A me. tu si che stai bene e dici a me.
Lascia stare vado a letto che domani è domani come al solito.
MA domani è Natale.
Ah si.
allora a domani.

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Avanti negli anni…

Posted by oiziruam on nov 28, 2010 in Senza categoria

“Ci stiamo portando avanti con gli anni?” Che cazzo significa? Eppure significa.
Ho letto e sentito più volte che noi siamo il frutto di quel che sognamo e fin qui ci siamo, ma quel che mi pungula l’animo e se davvero, continuando così, domani mi accetterei giudicandomi con occhi e spirito di quando avevo 20 anni. Mi chiedo analizzando valori, aspirazioni, cosa ritenevo mi facesse felice e cosa oggi davvero lo fà.
La storiella dell’aragasta/rana che messa in acqua in una pentola sul fuoco muore lentamente senza accorgersene è l’incubo di questi anni di lavoro. Sempre più legato. Sempre meno libero di andare. Di vivere 1000 altre vite. Di cambiare 1, 2, 4 volte vita come sognavo. Ed ora invece non sò se davvero era prorpio questo quello che sognavo.
Eravamo forse in 20 o più in queste pagine a ballare l’Hully Gully ed oggi, contrariamente all’incremento numerico cantato nella canzone, siamo forse 2,3 massimo 4 a passare ogni tanto.
Come nella canzone 4 amici al Bar diminuiamo e cambiano gli obbiettivi della vita.
C’è chi parte, chi và via. Chi torna. Chi non tornerà. E c’è chi aspetta al Bar nella speranza che non si cresca mai e si abbia sempre il tempo di bersi 2 birre e sognare di cambiare il mondo. E c’è chi anche ci prova a modo suo cambiandosi le regole mentali a suo piacimento man mano che cresce e accorgendosi che quando il culo è tuo fà male darlo via.
Si cresce, purtroppo e al bar dei Pennelli Solari si và sempre meno e forse un giorno anche noi ultimi romantici non ci passeremo più.
Tuttavia è stato bello e sarà sempre un gran bel riferimento.
Che i sogni diventino realtà potremmo dire e forse è quello che sta accadendo. Chissà fra 30 anni se avremo rispettato i nostri sogni e le nostre promesse. Chissà…
e ogni sera da qui al futuro a coricarci con le nostre coscenze da ragazzo a chiederci conferma.

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4

Le ultime volte

Posted by Vins on nov 22, 2010 in Diario

Non so nemmeno più quand’è stata l’ultima volta che ho scritto su questo blog. E fosse solo quello.
Ormai, anche senza volerlo, rifiuto di ricordare tante delle “ultime volte” in cui il piacere di un gesto abituale ha riempito minuti, ore e settimane. Ha vestito le mie parole senza banalità. Ormai sono abbastanza bravo in questo esercizio di oblio. Tanto che mi sembra incredibile addirittura di aver mai vissuto una tranquilla vita fatta di quotidianità.

A spiegarla facile direi che serve per non star male. Ma non c’è mai una cosa che io riesca a spiegare in modo semplice.
Voglio dire, sennò m’addormento presto e non c’è gusto.
Adesso, quando scrivo, ogni riga è decente solo se porta dentro di sè una rivoluzione altrimenti addio parole, altrimenti noia. Sonno. Oddio, di nuovo il sonno. L’inverno, il letargo di Vins.
Schifo un sacco di cose, quelle degli altri. E schifo un sacco di parole, le mie.

Eppure una fiamma resta sempre accesa, minima, come quella della vecchia caldaia di casa mia. Ma c’è.
Spesso, quando incontro qualcuno che non vedo da tanto, quello mi chiede di raccontargli cos’è successo negli utlimi mesi. Ogni volta, anche con quei pochi capaci d’ascoltarmi davvero mi sento costretto a fare il vago. Non per colpa loro. Solo perchè sento che quella fiamma è accesa ancora al minimo. Nonostante tutto non vale la pena raccontare.
Il lavoro, le donne, le notti in giro. Ha tutto il sapore di una rima che inizia e finisce troppo presto. Qualche volta perfetta, ma sempre chiusa.

Metto il culo su un aereo, ogni tanto, comunque troppo poco spesso. E a proposito di questo, vorrei mettere il culo sul mondo dicendo “adesso faccio a modo mio perchè un modo mio l’ho trovato”. E invece no, non l’ho ancora fatto. Continuo a sperimentare, a piangere, a divertirmi ma ad oggi il modo mio resta vago, riempito di pezzi con una forma diversa da quella che serve pur di dare la sensazione d’essere sazi. Ma io sazio, cazzo, continuo a non sentirmici mai.
E la rabbia monta. Senza amore monta anche di più.
E’ così che ogni tanto inizio a ripensare che serve una rottura, l’urlo che ad alta voce spazza via l’ansia di non aver ancora lasciato un segno. Mi ripeto che il segno non lo lascerò dentro un’abitudine, rimanendo come mi sono contrattato con la vita. Figlio delle indecisioni, delle decisioni ragionevoli e del compromesso e mai, mai, a poter cercare una paternità arrembante e folle.

Ma allora perchè, nonostante questo è proprio l’abitudine che sembra mancarmi così tanto?
Perchè non si sceglie. Servirebbe tutto, rivoluzione e costanza.
Il mondo si adatta ad ogni cosa. Alla guerra, a Berlusconi, al Grande Fratello. Dopo un po’ tutto diventa panorama. Ecco, è questo che provo ancora ad evitare: che nella mia vita tutto diventi panorama.
Ho iniziato, piano, a cercare la strada delle mie ultime volte. E sapete cos’è successo? Ho letto storie. Storie finite, certo, ma storie. E le storie giustificano parecchie cose che non vanno. Per quelle ho venduto famiglia, mare e tutto il resto.

Una volta ho chiesto a lei (c’è sempre una lei): “dammi un motivo”. Lei non ha capito. Ma sopratutto non ho capito io. La domanda era per me. E lo capisco solo ora parlando di rivoluzione, di costanza, di storie messe in fila ad aspettare le mie fiammate: La costanza d’una rivoluzione.

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4

Patagon Patagon

Posted by oiziruam on nov 7, 2010 in Senza categoria

siamo arrivati al confine con la Bolivia e ci siam detti: torneremo per farla meglio, inutile entrarci ora solo per mettere un timbro in piu’. Siamo arrivati vicino all’Ecuadfor e abbiam piu’ o mneo pensato lo stesso e a SUd potevamo scendere con la Panamericana fino in Cile, che distava appena 3 ore di bus (praticamente niente) ma poi avremmo cominciato la discesa per la Patagonia ed allora … qualcuno avrebbe potuto prendersela a male. Qualcuno.. c’è qualcuno… pronto??? … qualcuno. Non ho detto Polifemo. Ho detto qualcuno!!!

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2

Infezioni MONDIALI

Posted by oiziruam on ott 21, 2010 in Senza categoria

Non sò ancora se infettarVi qui … lì, … o su ….

http://oiziruams.blogspot.com/

oiziruaM is Back

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2

… x il FUTURO, oltre il confine!

Posted by oiziruam on ott 8, 2010 in Arte, Cultura, Diario, Fotografia, Letteratura, Poesia, Storie, Viaggi

Sono giorni che scrivo e cancello e riscrivo … e … non sò rispondere alla domanda che mi faccio sul futuro.
Probabilmente dovrei recuperare qualcosa.
Provo a scrivere futuri che domani non mi andranno già più bene.
Una crisi diversa questa, causata dalla staticità che non sò vivere, anzi che vivo male. Tutto imputridisce e mi rendo conto che sono fermo. FERMO!
In tutto questo mi illumina il solito viaggio, ancora tropa poca avventura ma basterà. Voglio di più. E’ tutto qui. Voglio di più e non mi basta mai e voglio fare un mare di cazzate ancora. Facciamo che non invecchiamo e già siamoa cavallo, che per il futuro continuaimao a peggiorare. Oh, che bello: A PEGGIORARE, perchè il serio mi rompo prorpio il cazzo a farlo anche fuori dal lavoro. Ecco, facciamo che rimaniamo delle emerite teste di cazzo. E poi magari domani divento un politico pure io e queste frasi me le sbattono in prima pagina sulla Repubblica. Però se ricordo Baricco, lui il termine “schifezza” lo spiegava proprio bene e spiegava anche il senso della vita e tutte quelle cose che poi sono vere e tutti fanno finta di essere bravi, perfetti e immacolati e poi si toccano come nel film American Beaty. Facciamo che non diventiamo vecchi e pieni di maschere e che non me ne affibi neanche tu. Si può essere nuovi, sempre più nuovi per il futuro. Facciamo così. A te che sei nato quasi vecchio, facciamo che ringiovaniamo e facciamo sempre più cazzate. Facciamo che andiamo sempre più in bici e in skate anche se stai per diventare papà. Facciamo che anche se vado di fretta mi nascondi la macchina nel portone di casa. FAcciamo che tu e io, ogni volta che ci incotnriamo, ritorniamo bambini e non uomini seri.
Facciamo? x il futuro!

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COSA SOGNI X IL FUTURO?

Posted by oiziruam on ott 4, 2010 in Senza categoria

Io intendo Tu, x te. Non mi aspetto che rispondi la solita pace nel mondo se non sai di cosa parli. Sto chidendo a te di commentare COSA SOGNI X IL FUTURO? COSA DELLA TUA VITA? DAVVERO DOVE VUOI ANDARE? COSA?

PS: prima mi dite Voi e poi Vi butto in faccia il post.

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2

il mondo và da sè.

Posted by oiziruam on ott 2, 2010 in Diario, Senza categoria, Storie, Viaggi

Il bello e il brutto del mondo è che comunque sia lui và avanti, un pò come il tempo, un pò come tutto.

Ci si può perdere, si può andare altrove, si può fare gli offesi e chiudere dei rapporti, … comunque sia il mondo và da se e con lui tutto il resto.

Un padre mette al modno un figlio e crede che potrà decidere per lui il meglio sulla base dei suoi errori, potrà proteggerlo dal mondo esterno ed invece tutto accade come il quadro che cade improvvisamente dal muro.

A turno ci tocca tirare avanti il carretto convinti che se ci fermiamo noi si ferma tutto, ed invec eci accorciamo, tornando a casa dopo mesi, anni o solo giorni che tutto è andato avanti senza intoppi, ignaro della nostra assenza. Così a tutti quelli che come me molte volte si sentono indispensabili e insostituibili e per questo non mollano mai, non prendono mai pause, e soprattutto a tutti quelli che non sanno dire STOP e andarsen dall’altra parte del mondo perchè ritengono di essere INDISPENSABILI dedico questa riflessione sul MONDO CHE VA’ AVANTI ANCHE SENZA. Lo ha fatto con i dinosauri, i mammut e a breve anche lo faà con tigri e uomini.

Noi ci prepariamo a lasciare che il mondo vada da sè per 15 giorni per andare a camminare verso la più antica delle città sconosciute, a pedalare in quota, a masticare foglie di una pianta proibita che allevia i dolori e ossigena il cervello, chiederemo passaggi ai muli o asini che siano, mangeremo e dormiremo nel fango e se proprio ci sentiremo nostalgici vi penseremo e scriveremo.

l’unica cosa che mi vien in mente sempre è:

AVANTI!!!

http://www.youtube.com/watch?v=0tYDl08_uhI

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8

chiedo ospitalità!

Posted by oiziruam on set 29, 2010 in Senza categoria

Stasera mi guardo indietro (scritto bene, non so e me ne frego anche).

Cerco di scrivere qualcosa sui pennelli solari e tramite il mio profilo mi ritrovo collegato al mio vecchio blog personale che usavo solo in viaggio e .. scopro che è stato chiuso. I blog non vanno più e si lascia spazio anche su excite a Facebook.

A me tutta sta condivisione pubblica mi sta sulle palle, invece il blog richiedeva sacrificio di venirmi a cercare, conoscenza di sapere quale fosse l’indirizzo e mi permetteva di selezionare chi mi leggeva ad una cerchia di amici che doveva sentirsi ispirata per leggere e controbbattere.

Mi guardo indietro e il passato è davvero passato. Ora siamo oltre i blog e siamo nell’epoca Facebook. Le coppie litigano per amicizie riconosciute, alcuni fanno gli snob, altri si ammalano di post, commenti e di sputtanamenti dei prorpi cazzi al pubblico.

Io in tutto questo non vedo più i sogni, quelli di cui parlavo nei blog, le cose personali come gli umori più nascosti, i pensieri più simpatici e le debolezze più forti.

Accendo facebook e ci sono sempre le solite foto di feste, viaggi, sorrisi enormi. MAi un cazzo di uomo triste, una riflessione profonda e soprattutto PERSONALE. Al massimo leggo: “Gruppo di quelli che quando al cinema piangono dentro!” MA che cazzo è?

Vins, mi rendo conto che ti ho perso. Ti ho regalato a mio fratello e mi sono tenuto il lavoro, le mie scarpe da corsa e quattro chiazze colorate sul muro dell’ufficio. Il resto è perduto. Per ora. Non ho grandi emozioni continue, non sogno di cambiare il mondo e corro dietro uno straccio di guadagno perchè il futuro abbia qualche certezza in più.

Ho perso Gio mentre giocava a Don Camillo e Peppone e non vedeva che il comunismo è finito perchè anche Berlusconi perde consensi. Come parlare di partigiani quando non cè più chi li perseguita. Finito!!

Sfoglio un giornale che mostra le foto della terra del fuoco. In 3-4 mi possono capire. Domani guadagnerò forse la mia giornata e andrò a dormire soddisfatto di aver fatto il mio dovere.

Ci sarebbero altre scelte da fare ma io non ho più domande. Anzi no. LEllo dov’è finito? Appena arrivato a Mosca trovo una macchina tamponata e capisco che Lello è uscito anche sabato scorso.

Invecchio nel solito turbine della canzone di 4 amici al Bar di Paoli. Non sò chi si sia alzato prima da questo tavolo di BAr dove abbiamo sognato di cambiare il mondo, ma io sono tornato convinto di ritrovarvi tutti qui e mi è venuto da piangere vedendo che tutto è cambiato. Anche Noi.

Nessun appello, nessun rammarico. I tempi cambiano e comincio a costruire un futuro che non mi piace già da stasera. LA scomodità di cui mi parlava Don Tonino Bello mi riprenda a bussare nel cuore perchè comodo, alla fine, non è neanche il sito di MAssimo V. fatto da Domeico Dell’Olio.

Mi rifugio in questo blog, felice che non ci passa più nessuno. Lo occupo come se fossi ancora al liceo. o come direbbe Daniele Silvestri: “Manifesto”" qui questo mio senso di calma costante.

Godetevi Facebook, io mi ancoro qui!

oiziruaM

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